Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Opere pubbliche e Piano Botta
Che fine fanno i nostri soldi?

Articolo di Carlo Ruocco

Riuscirà mai il consiglio comunale di Sarzana (e i cittadini sarzanesi) a sapere perché non si è mai proceduto a concorso per assegnare l’incarico a Mario Botta, architetto delle cooperative, perché e quanto è stato pagato con denaro pubblico oltre i 50 mila euro deliberati dalla giunta nel 2007? Sapremo mai perché non è mai stata indetta una gara per le opere pubbliche del Piano Botta, lasciando polpa e osso alle Cooperative, anche quando hanno dimostrato di non essere in grado di procedere con i lavori? Qualcuno ci dirà perché a Sarzana si può violare il codice degli appalti e nello stesso tempo vantarsi di avere una Consulta della legalità?

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Il dirigente fa le bizze, imbavaglia il consiglio e il sindaco tace
Per ora è bastato il colpo di teatro di un dirigente, l’architetto Stefano Mugnani, col complice silenzio del sindaco Alessio Cavarra, a mettere il bavaglio ai consiglieri comunali, almeno a quelli che hanno voglia di sapere e, soprattutto, consapevolezza (e dignità) del compito a cui sono chiamati. Mugnaini ha sbattuto la porta e ha abbandonato l’aula consiliare al grido: “La mia onorabilità non si discute”, castrando sul nascere la riunione ed evitando così di rispondere alle domande su cinque anni di gestione fallimentare del Piano Botta.
Ai dirigenti premi di risultato per decine di migliaia di euro
Sì, fallimentare. I palazzi non si concluderanno, gli alloggi sociali non si vedono, il sottopasso avrà una viabilità ridicola, i parcheggi inesistenti, la pista ciclabile a metà, il verde non se ne parla. Stefano Mugnaini non vuole che si metta in discussione la sua onorabilità. Accontentiamolo. Discutiamo del suo ruolo di dirigente e di responsabile del procedimento. Magari discutiamo anche dei premi di risultato che in tutti questi anni sono stati regolarmente corrisposti a lui e al suo predecessore Franco Talevi. Parliamo di decine di migliaia di euro. Con quale risultato?
Raggirata la procedura più trasparente (e legale)
Mugnaini ha perso le staffe alla prima e più ovvia delle domande: perché nell’agosto del 2014, quando le cooperative annunciarono unilateralmente la sospensione “sine die” dei lavori del sottopasso, che avrebbero dovuto concludere entro il 2015, non si è attivato per riscuotere le fidejussioni? Le garanzie bancarie coprono o no il finanziamento regionale già incassato e la quota di oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto concretizzarsi nei lavori del sottopasso? A regola avrebbe dovuto incassare le fidejussioni e procedere (finalmente) a una gara pubblica. Non ci si venga a raccontare che è una procedura più lunga.  Da quell’agosto 2014 sono trascorsi due anni e mezzo e siamo ben lontani dal vedere il sottopasso riaperto.
Il Comune al servizio delle Coop: linea continua da Caleo a Cavarra
Ma a scatenare l’alterco tra il presidente del consiglio comunale Paolo Mione e Mugnaini c’è stata un’improvvida rivelazione del sindaco Alessio Cavarra. Intervenuto subito dopo la relazione di Mugnaini, Cavarra ha creduto di aiutare il suo dirigente sottolineando che in quei due anni di sospensione Mugnaini non è rimasto mani in mano. “Abbiamo lavorato dietro le quinte per cercare di portare a termine l’opera”, ha dichiarato il sindaco, che mostra sempre più di avere le idee confuse sul significato delle parole “trasparenza” e “imparzialità (o terzietà) della Pubblica Amministrazione e di chi la guida.
In cosa è consistito il lavorare dietro le quinte? Il candido Cavarra lo ha spiegato al consiglio. Mugnaini nel 2014 si è fatto parte attiva presso Banca Carige per ottenere dall’istituto genovese il rinnovo del credito alle coop. Come per il suo predecessore Massimo Caleo l’interesse pubblico coincide con quello delle Coop e del partito.
Il blocco del credito assieme al fallimento dell’impresa Valle Costruzioni di Genova, la ditta delle Coop incaricata dei lavori del sottopasso, sono state le cause dell’interruzione. La nuova apertura di credito ha consentito al Consorzio Abitcoop di cercare con comodo una nuova ditta, la SA.NA. di Castelnuovo Magra, che fosse in grado di eseguire il lavoro. Il subappalto è stato assegnato solo la scorsa estate.
Ora la città attende risposte a molte domande
Per Mione, avvocato di professione, il fatto che un dirigente del Comune, durante il suo orario di lavoro, si sia recato presso la direzione di una banca a Genova a perorare la concessione di credito per un’azienda privata è un’inaccettabile confusione di ruoli.
Mugnaini, evidentemente forte del silenzio del sindaco, che si è fatto addirittura sorprendere a ridacchiare, ha interrotto più volte con tracotanza il presidente del consiglio comunale. “Sono sotto processo?”. “E se me ne vado cosa fa, chiama i carabinieri?”. Poi ha preso il giaccone, ha inforcato la porta, l’ha sbattuta alle sue spalle ed è sparito interrompendo il consiglio , cioè un pubblico servizio.
E ora cosa succede? Le domande resteranno sospese nel vuoto? Ci sarà un accordo “dietro le quinte” o il presidente Paolo Mione, che per anni ha ignorato le domande poste dal Comitato Sarzana, che botta!, porterà avanti la battaglia per la trasparenza?
Non è il Comitato, ma una città che attende risposte. Queste le domande del Comitato. Piano Botta Domande al Consiglio comunale su opere pubbliche

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Data
giovedì, 2 febbraio 2017

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1 commenti per “Opere pubbliche e Piano Botta
Che fine fanno i nostri soldi?”


  1. Pino Meneghini scrive:

    Caro Carlo, ho molto apprezzato la tua requisitoria stringente e aderente ai fatti nella loro essenzialità, e ti faccio i miei complimenti per il quadro politico-giuridico dell’azione amministrativa del nostro Comune che hai tracciato nel tuo pezzo.Grazie davvero
    Pino



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