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	<title>Sarzana, che Botta!</title>
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		<title>Festival della Mente. Settis: il cinismo uccide il paesaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 23:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[La lectio magistralis di Salvatore Settis al Festival della Mente: una forte denuncia dell'attentato al paesaggio italiano. Applausi dalla Regione Liguria che ha il record di consumo di territorio, progetta 50 nuovi porticcioli e l'assalto al Parco Magra-Luni. Il cinismo della politica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p>Una denuncia forte dell&#8217;attentato permanente al paesaggio italiano e della rottura che si sta consumando rispetto all&#8217;attenzione che culture politiche diverse, liberale, fascista, costituzionale, avevano per l&#8217;ambiente: la lectio magistralis di Salvatore Settis, che ha aperto il Festival della Mente, non ha tradito le aspettative. Dal consumo di territorio, che in Italia ha bruciato una superficie agricola pari a due regioni grandi come Lazio e Abbruzzo e che vede la Liguria al primo posto per incremento di consumo di suolo, agli assalti ai litorali, che ancora una volta vede la Liguria, che ospita il Festival, al primo posto con 50 porticcioli turistici realizzati e altri 50 in programma.<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/settis.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6600" title="settis" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/settis.jpg" alt="settis" width="150" height="121" /></a></p>
<p>Applausi a scena aperta, come a una star. Applausi da ogni settore della platea, da ogni parte politica. Anche da parte degli assessori regionali Bellangeri e Guccinelli, che della cementificazione ligure e della proliferazione dei porticcioli portano diretta responsabilità. Ha applaudito anche il sindaco di Sarzana, Massimo Caleo, che ha messo in testa al suo programma elettorale il Piano Botta e il Progetto Marinella, duecentomilametri quadrati di superficie utile, a cui vanno aggiunti i due porti da 900 barche alla foce del fiume Magra in piena zona Parco Regionale a pochi chilometri da un altro porto turistico da mille posti barca allo studio a Marina di Carrara. I portacolori della politica cementizia ligure hanno applaudito anche quando Settis ha concluso affermando che &#8220;il cinismo di pochi uccide il paesaggio&#8221;, ricordando un discorso del presidente americano Roosevelt: &#8220;Dobbiamo impedire che una minoranza senza scrupoli distrugga un bene, il paesaggio, che è un diritto della maggioranza e delle generazioni future&#8221;.</p>
<p>Rispettoso del dovere di ospitalità, il professor Settis ha risparmiato riferimenti agli scempi che rischiano di degradare il paesaggio del centro storico di Sarzana in una periferia di mattoncini rossi emiliani e della piana archeologica di Luni e del fiume Magra in una Milano 3 di seconde e terze case. Si è limitato in apertura ad accennare a una lettera inviatagli dal Soprintendente Piero Donati e all&#8217;articolo critico apparso a firma del sottoscritto su Eddyburg. Avrà altre occasioni per farlo e il &#8220;Comitato Sarzana, che botta!&#8221; cercherà di fornigliene a breve. E forse un&#8217;altra occasione potrebbe fornirgliela la stessa Fondazione Cassa di Risparmio, illuminato sponsor della kermesse culturale. Il suo presidente, Matteo Melley, è tornato a insistere sulla necessità che il Festival abbia ricadute culturali sul territorio anche con approfondimenti degli argomenti e degli interventi nel corso dell&#8217;anno. Al termine della lectio magistralis erano proprio gli organizzatori del Festival ad essere molto soddisfatti per aver ancora una volta dimostrato grande autonomia e rigore nella scelta degli oratori. In questo caso la scelta di Settis è suonata come fortemente autonoma rispetto alle politiche del territorio in atto.</p>
<p>La lectio magistralis del direttore della Scuola Normale di Pisa ha avuto il pregio di coniugare le fredde cifre delle statistiche Istat con i riferimenti storici, culturali e giuridici, intrecciando le percentuali di oggi di consumo del territorio con la cultura che nei secoli passati ha sostenuto l&#8217;azione politica di governi pontifici, liberali, fascisti fino a condensare nell&#8217;articolo 9 della Costituzione Italiana il pensiero che aveva informato le leggi emanate dal ministro del governo Giolitti, Benedetto Croce, dal ministro di Mussolini, Bottai, fino ai padri costituenti Concetto Marchese, Aldo Moro, Giuseppe Dossetti. Allora era trasversale la convinzione che l&#8217;interesse pubblico alla conservazione del paesaggiop, del patrimonio storico, architettonico, culturale, dovesse avere prevalenza sul tornaconto privato di costruttori e speculatori. Oggi, ha notato Settis, è trasversale, politicamente trasversale, l&#8217;aggressione al paesaggio. E ha citato dati eloquenti. Nel consumo di territorio la Liguria, prevalentemente governata dal centrosinistra, detiene il record con un incremento del 45 per cento in quindici anni. Poi vengono le regioni del Sud, dove però l&#8217;abusivismo la fa da padrone. Non scherza l&#8217;Emilia Romagna, sopra al 30 per cento. Virtuose la Toscana (centrosinistra) e il Veneto (centrodestra). Ma sono eccezioni.</p>
<p>Ci sono dati che dovrebbero essere affissi sui manifesti per far riflettere e per condannare i teorici dell&#8217;assioma più cemento = più sviluppo. In Italia ogni anno vengono costruite 732 mila unità immobiliari a fronte di una crescita demografica vicina allo zero. Il cemento, secondo i dati Istat, cresce trentasette volte più della popolazione. Siamo in presenza di un inquinamento antropico, ha detto Settis. Non è un problema estetico, è un problema vitale per le future generazioni.</p>
<p>La medicina? Il direttore della Scuola Normale di Pisa la individua nella capacità dei cittadini di organizzarsi, di mobilitarsi per difendere un diritto di tutti: il diritto al paesaggio. Coraggio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lettera di Donati al direttore della Normale: torni presto!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 22:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla vigilia della lectio magistralis al Festival, Piero Donati, storico dell'arte, già Soprintendente, ha indirizzato una lettera-appello a Salvatore Settis, da questi richiamata in apertura di conferenza. Ne condividiamo il contenuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta a Salvatore Settis</p>
<p>Caro professore, lei verrà a Sarzana ad aprire il Festival della Mente e ciò non può che far piacere a tutti coloro che hanno a cuore le sorti  del patrimonio storico-artistico italiano e di quella particolare dimensione di esso che è il paesaggio.</p>
<p>Lei non ignora certo che gli abitanti della piana di Sarzana – una delle due pianure agricole della Liguria – stanno dibattendo sulla sostenibilità delle proposte presentate dalla Marinella SpA, emanazione del Monte dei Paschi di Siena, proprietario dal 1930 della parte ancora intatta di tale pianura. Il dibattito si sta allargando ed anche la stampa nazionale comincia a dedicare spazio all’argomento.</p>
<p>Nessuno si aspetta che lei, il 3 settembre, parteggi per i sostenitori o per gli oppositori della proposta della Marinella SpA. Accetti però un consiglio: trovi il tempo, prima di tenere la sua lectio magistralis, di andare nella tenuta di Marinella e, volgendo le spalle al mare, vedrà svettare alla sua destra il Sagro e noterà senza sforzo, alla sua sinistra, la cima del Gottero. Due toponimi assai eloquenti, che trasmettono all’uomo contemporaneo l’eco di quella sacralità che l’uomo antico attribuiva alla terra presidiata come sentinelle da quelle vette. E non occorre essere cultori della New Age per capire che anche i Romani, nel scegliere il sito su cui edificare la colonia di Luni, tennero probabilmente conto di questo substrato.</p>
<p>Nelle immediate adiacenze della tenuta di Marinella, lei noterà poi una grande struttura d’impianto razionalista, circondata da un ampio parco ed in stato di palese abbandono. Si tratta della ex-colonia della Gioventù Italiana del Littorio (più nota come Colonia Olivetti) ed è proprietà della Regione Liguria. Lei converrà che coloro che sostengono la necessità della realizzazione di nuove strutture ricettive nella piana di Sarzana non possano sottrarsi ad una semplice, elementare domanda: perché non si comincia dal recupero di ciò che già esiste, soprattutto se si tratta, come in questo caso, di un immobile di pregio sottoposto a vincolo ?</p>
<p>Caro Settis, un suo libro del 2002 aveva in copertina, non certo a caso, un terribile quadro di Goya che raffigura Saturno nell’atto di sbranare uno dei suoi figli. Una metafora di cristallina chiarezza, che avrebbe dovuto e dovrebbe allarmare le coscienze. La decisione di invitarla ad inaugurare il Festival della Mente potrebbe significare che la consapevolezza della posta in gioco ha cominciato, anche se tardivamente, a farsi strada. Sono però legittime, lei lo capisce, anche altre chiavi di lettura…Buon soggiorno a Sarzana, caro Settis, e torni presto.</p>
<p>Piero Donati, storico dell’arte</p>
]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;era una volta l&#8217;antico Portus Lunae&#8230; Se lo erano dimenticati</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupata che, per fermare il "degrado" della Piana di Luni, gli ideatori del Progetto Marinella demoliscano eventuali ruderi romani, la Soprintendenza è intervenuta con una lettera: l'area è d'interesse archeologico! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<div id="attachment_7043" class="wp-caption alignleft" style="width: 246px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/Luni-Carta-del-XVII.jpg"><img class="size-full wp-image-7043" title="Luni Carta del XVII" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/Luni-Carta-del-XVII.jpg" alt="Luni, carta del XVII secolo - M. Vinzoni" width="236" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Luni, carta del XVII secolo - M. Vinzoni</p></div>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">LETTERA DALLA SOPRINTEDENZA a</p>
<p style="text-align: right;">A<strong>rch. Franco Lorenzani,<br />
Dipartimento Pianificazione Territoriale Urbanistica della Regione,<br />
Ente Parco Montemarcello-Magra,<br />
Comuni di SARZANA e AMEGLIA,<br />
Marinella Spa,</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>per conoscenza Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria.</strong></p>
<p>OGGETTO: SARZANA, AMEGLIA (SP). Progetto Unitario Marinella-Fiumaretta. Master Plan 2007 approvato in Conferenza Preliminare dei Servizi ai sensi dell’art. 14 L. 241/90 e s.m.i. del 4.04.2007.</p>
<p>Area ad alto rischio archeologico. Decreto Legislativo 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel richiamare il progetto sopra evidenziato, approvato in Conferenza dei Servizi Preliminare alla quale non è stato invitato a partecipare lo scrivente Ufficio e della quale si è acquisito agli atti, con prot. n. 4724 del 27.10.09, il relativo verbale, vista l’approvazione del Consiglio Regionale della Variante al Piano del Parco di Montemarcello-Magra in relazione alla realizzazione delle darsene di Fiumaretta (marina di alto livello) e Pantalè (piccolo porto urbano), si ribadiscono i pareri già espressi (note prot. n. 7716 del 7.08.98, prot. 6552 del 26.06.01 e prot. n. 6934 del 15.07.03) e l’alto rischio archeologico che investe tutta l’area connessa alla presenza di insediamenti antichi e al bacino del Portus Lunae.</p>
<p style="text-align: justify;">In considerazione di quanto sopra esposto, tenuto conto che una fase di indagine strumentale preliminare era già stata avviata in accordo con questa Soprintendenza, si ritiene assolutamente indispensabile completare, nell’ambito della variante al Piano del Parco di cui sopra, il progetto di indagine (strumentale carotaggi/prospezioni e di verifica con sondaggi archeologici) delle aree interessate e di quelle limitrofe, estendendola poi alle restanti zone previste nel Progetto Unitario Marinella-Fiumaretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali indagini dovranno essere condotte sotto la direzione tecnico-scientifica della scrivente Soprintendenza, da ditte dotate dei necessari requisiti di specializzazione e con metodologia scientifica, senza oneri e secondo le indicazioni che l’Ufficio scrivente potrà eventualmente dare, anche in corso d’opera, per la documentazione e la tutela della giacitura archeologica. Si segnala fin d’ora che, in caso di rinvenimenti di particolare interesse ed entità, potranno essere richiesti, anche in corso d’opera, ampliamenti e approfondimenti per una migliore valutazione dell’interesse archeologico di quanto rinvenuto e che questo Ufficio si riserva di impartire tutte le istruzioni necessarie per un’idonea indagine, documentazione e conservazione dei reperti.<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/Luni-Foto-zona-scavi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7044" title="Luni Foto zona scavi" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/Luni-Foto-zona-scavi.jpg" alt="Luni Foto zona scavi" width="204" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si ritiene indispensabile acquisire tutta la documentazione elaborata in tal senso, quando non già trasmessa, per avere un panorama completo degli interventi ad oggi eseguiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si resta a disposizione per concordare, anche per le vie brevi, tempi e modi d’intervento al fine di definire la tempistica e le modalità operative per l’esecuzione delle indagini richieste. A conclusione di tali indagini e sulla base delle valutazioni che questo Ufficio si riserverà di fare verrà espresso il parere di competenza sul progetto preliminare. Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti o precisazioni.</p>
<p>Distinti saluti.</p>
<p>Filippo Maria Gambari</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/luni_franco_Lari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7083" title="luni_franco_Lari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/luni_franco_Lari.jpg" alt="luni_franco_Lari" width="700" height="538" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Festival e la realtà, tutt&#8217;altra musica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 22:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Festival della Mente ha per Sarzana un ritorno economico da record. E le ricadute culturali? Almeno per urbanistica e paesaggio le note sono dissonanti. Un articolo di Carlo Ruocco per Eddyburg ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;articolo sul Festival della Mente e il contesto territoriale scritto da Carlo Ruocco per il prestigioso sito di architettura &#8220;Eddyburg&#8221; diretto dal professor Edoardo Salzano.</p>
<p><a href="http://eddyburg.it/article/articleview/15732/0/372/" target="_blank">Sarzana, un Festival della Mente per nascondere la devastazione del paesaggio di Luni</a></p>
<p>Data di pubblicazione: 31.08.2010</p>
<p>Autore: Ruocco, Carlo</p>
<p><em>La presentazione dell’iniziativa e la denuncia di due operazioni speculative nel nome dello “sviluppo”. Scritto per Eddyburg, 31 agosto 2010 (m.p.g.)</em></p>
<p>Si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti “cult” dell’estate italiana. Ma il Festival della Mente di Sarzana, giunto alla settima edizione, rischia di diventare un simbolo della divaricazione tra cultura e “politica del fare” soprattutto per quanto concerne ambiente, paesaggio, territorio, quasi una sottolineatura dell’inutilità della cultura nell’epoca del Mercato. A tenere la “lectio magistralis”, che tradizionalmente inaugura il Festival, è chiamato Salvatore Settis. Il titolo: “Paesaggio come bene comune, bellezza e potere”.<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/2_1.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-244" title="treviso" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/2_1.JPG" alt="treviso" width="431" height="251" /></a></p>
<p>Il professor Settis parlerà in una città e in un’area, quella apuano-lunense, a cui la “politica del fare” sta cambiando radicalmente volto con buona pace del paesaggio, del consumo di territorio, della tutela del patrimonio archeologico, naturale, antropologico, in cui il “Mercato” e soprattutto la “Rendita” sono i moloch sul cui altare sacrificare ogni scelta di amministrazioni da sempre guidate dalla sinistra. Tre varianti (<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/08/marinella-mezzo-milione-di-mc-di-cemento-lo-chiamano-sviluppo-ecosostenibile/" target="_blank">1 Marinella</a> -<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/variante-botta-immagini/" target="_blank">2 Botta</a> &#8211; <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/" target="_blank">3 Tavolara</a>) a strumenti urbanistici, stanno per riversare tra Sarzana e la piana dell’antica Luni e del basso corso della Magra 230 mila metri quadrati di seconde case, centri benessere, capannoni artigianali, centri commerciali, strutture balneari e albeghiere, a cui andranno ad aggiungersi due porti turistici lungo le verdi sponde della Magra per ospitare mille barche il tutto arricchito da arginature alte tre o cinque metri per contenere esondazioni sempre più frequenti.</p>
<p>Settis svolgerà la sua appassionata arringa in difesa del paesaggio italiano di fronte alla platea raffinata del festival e al sindaco di Sarzana Massimo Caleo, un teorico locale del teorema cemento = sviluppo = occupazione. Mentre il Festival della Mente celebrerà l’unicità del paesaggio italiano, <a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=12729&amp;Itemid=17" target="_blank">un geologo sarà al lavoro per preparare gli studi geotecnici del “Piano Botta”</a>, una variante al piano regolatore del 1994, firmata dall’archistar Mario Botta e approvata nei giorni scorsi dalla Provincia. Botta ha disegnato una Sarzana in mattoncini a vista su un’area di sessantaduemila metri quadrati, una “Sarzana Due” a meno di trecento metri dal centro storico medievale e rinascimentale tutt’affatto diversa nelle tipologie architettoniche, dai colori del paesaggio ligure. Oltre quarantasettemila metri quadrati di nuove superfici residenziali, commerciali, ricettive, di terziario privato e pubblico, in larga parte previste dal PRG del 1994, ma solo in minima parte realizzate. Proprio la mancata realizzazione in un arco di tre lustri avrebbe dovuto suggerire una rivisitazione del vecchio piano, rivedendo una previsione d’incremento demografico errata, riconsiderando una previsione di domanda che il Mercato non ha confermato neppure in anni di bolla speculativa.</p>
<p>L’Amministrazione, sollecitata da Unieco di Reggio Emilia, proprietaria dei terreni, il cui logo compare ormai in tutte le grandi operazioni cementizie dello spezzino, da Levanto a Lerici, a Sarzana, in una sorta di colonizzazione emiliana, ha proceduto a una rivisitazione del piano particolareggiato che garantisce la rendita, sventolando la parola d’ordine degli “inalienalibili diritti acquisiti” dei proprietari con buona pace delle sentenze del Consiglio di Stato.</p>
<p>Ha incaricato, ovviamente senza concorso, l’architetto Mario Botta, presentato dalle Coop e che per le Coop aveva redatto le prime bozze progettuali dei nuovi palazzi, che ridisegnavano il volto della città (tutte informazioni sfacciatamente messe nero su bianco nella delibera di incarico del 2007). Disegni dei palazzi già visibili nella brochure del Bilancio 2007 di Abitcoop Liguria quando erano ancora ignoti al consiglio comunale di Sarzana nel gennaio 2009. La Variante porta la dicitura “di iniziativa pubblica”!</p>
<p>Nella sua prima stesura il progetto prevedeva un grattacielo cilindrico alto 67 metri di mattoncini rossi. Nelle dichiarazioni del Maestro Botta doveva richiamare le torri dell’acqua del mantovano. Sarzana in provincia di Mantova….. Così la colonizzazione Unieco cambia il volto ligure di una città. Il progetto della torre è crollato sotto i colpi di un Comitato di cittadini. Il resto è rimasto, compresa l’assoluta mancanza di verde fruibile.</p>
<p>Come onestamente ammesso dallo stesso Botta “Con quelle volumetrie o si va in alto o si occupa ogni spazio orizzontale”. Ma la Rendita non consente di ridurre le volumetrie. Neppure se a suggerirlo pubblicamente al Principe è un Maestro dell’architettura.</p>
<p>Se Sarzana nel suo ingresso occidentale somiglierà a Treviso, a Sesto San Giovanni o a Lugano, poco importa. Millecento nuovi abitanti previsti, undicimila metri quadrati di superfici commerciali in una città che vanta il primato di ipermercati, undicimila metri quadrati di terziario, a Sarzana già oggi largamente invenduto. Conta il business da 160 milioni di euro.</p>
<p>C’è chi si chiede: chi acquisterà? Ed evoca preoccupato i dati del rapporto 2009 della Direzione nazionale antimafia che indica la Liguria e Sarzana come luogo di riciclaggio.</p>
<p>Mentre il “Piano Botta” muove i primi passi, i sindaci di Sarzana e Ameglia lanciano la crociata contro gli ambientalisti che, riuniti in un Coordinamento di associazioni e comitati, hanno dirottato la loro attenzione sulla più esaltante epopea del cemento, il Progetto Marinella. “Costoro si oppongono allo sviluppo, Si rischia di perdere un’occasione unica per mettere fine al degrado della zona”.</p>
<p>Promotrice del Progetto Marinella è la banca Monte dei Paschi, storica proprietaria di quasi tutti i terreni agricoli della bassa piana della Magra fino alle pendici del colle dei Cappuccini di Bocca di Magra. Acquisì quei terreni durante il fascismo per il fallimento di un ricco imprenditore del marmo, Fabricotti. Li acquisì come terreni agricoli, aspettando con la pazienza di una banca centenaria che la Dea Rendita desse i suoi frutti.</p>
<p>Il PRG di Sarzana del 1994 prevede solo interventi di ristrutturazione e recupero del vecchio borgo agricolo di Marinella. Troppo poco per le aspettative di Monte dei Paschi, che nel 1999 lancia il “Progetto unitario di Marinella”. Unitario perché comprende tutta la proprietà, che abbraccia i comuni di Sarzana e Ameglia. Nel tempo il progetto è cresciuto in concomitanza con l’avvento di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Gaetano_Caltagirone" target="_blank">Francesco Gaetano Caltagirone </a>alla vicepresidenza della banca senese. Anche i partecipanti al progetto sono cresciuti, comprendendo l’immancabile Unieco, il Consorzio delle Cooperative di Produzione e lavoro emiliane, le società Condotte e Condotte Acque di Astaldi. Le cifre dell’affare parlano da sole e fanno impallidire il Piano Botta. 155 mila metri quadrati di edificato previsto, di cui quasi 87 mila di nuova edificazione. Un terzo della superficie è a destinazione residenziale in una Liguria a crescita zero. Anche il “commerciale” non scherza: 23 mila metri in un’area, secondo Confesercenti, già satura di ipermercati.</p>
<p>Gli amministratori di sinistra non se lo vogliono sentir ripetere: ma con il famigerato Piano casa di Berlusconi non avrebbero potuto prevedere neppure la metà di nuove edificazioni!</p>
<p>Non mancano neppure 7200 metri quadrati di stabilimenti balneari: tradotto significa privatizzazione del litorale, soggetto a forte erosione, oggi in parte libero e selvaggio, quindi “degradato”. Infine la ciliegina: il “polo nautico” nel Parco del fiume Magra con una prevista escavazione di milioni di metri cubi di inerti per far posto a circa mille attracchi.</p>
<p>Calcolare l’ammontare dell’operazione fa venire le vertigini a chi non si chiama Caltagirone. C’è chi azzarda 700 milioni di euro.</p>
<p>La lectio magistralis del professor Settis cadrà in questo contesto. A conferma che il Festival viene pensato a Milano. Sarzana lo ospita, perché è un evento che richiama pubblico e riflettori. Quindi denaro. Lo scorso anno lo sponsor, la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, per voce del suo presidente Matteo Melley, ha posto la questione: non si può guardare solo alle ricadute economiche; occorre iniziare a valutare le ricadute culturali.</p>
<p>Ebbene una frase di Settis, scelta per la brochure del programma, sembra già un invito alla riflessione sul contesto: &#8220;Anche la devastazione del paesaggio italiano, a cui assistiamo oggi, è un prodotto culturale ed appartiene all&#8217;orizzonte che ci circonda. Chiediamoci perché. Chiediamoci se il paesaggio può tornare ad essere un bene comune e come questo può dipendere da noi&#8221;.</p>
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		<title>Il paesaggio diventa bene alienabile, per legge. Basta far cassa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvatore Settis aprirà il 3 settembre il Festival della Mente con una lectio magistralis intitolata "Paesaggio come bene comune, bellezza e potere". Riportiamo un suo intervento che fa presagire vita non facile per i cementificatori presenti all'evento sarzanese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Prima Pagina di Repubblica 31/05/2010</p>
<p>SALVATORE SETTIS</p>
<h4><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/settis.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6600" title="settis" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/settis.jpg" alt="settis" width="150" height="121" /></a>Prosegue alacremente il cantiere di smontaggio dello Stato. Sotto l´etichetta di &#8220;federalismo demaniale&#8221;, passano a Regioni ed enti locali 19.005 unità del demanio dello Stato, per un valore nominale di oltre tre miliardi.</h4>
<p>Mente Calderoli quando afferma (La Padania, 7 maggio) che i beni trasferiti «demaniali sono e demaniali resteranno». Il demanio non è una forma di proprietà, ma servizio pubblico nell´interesse generale di tutti i cittadini, per questo è inalienabile. Al contrario, <strong>i beni trasferiti possono essere «anche alienati per produrre ricchezza a beneficio delle collettività territoriali», o saranno versati in fondi immobiliari di proprietà privata</strong>; <strong>la legge incoraggia anzi i Comuni a produrre varianti urbanistiche che ne consentano non solo la mercificazione, ma la cementificazione, sigillata e garantita dai ricorrenti condoni edilizi </strong>(l´ultimo disegno di legge, presentato dal Pdl, sana con un sol colpo di spugna tutti i reati contro il paesaggio e l´ambiente commessi o da commettersi entro il 31 dicembre 2010).</p>
<p>La manovra Tremonti, approvata sulla parola e senza il testo finale da un Consiglio dei ministri assai ubbidiente, aggraverà lo stato delle finanze locali, strangolando ulteriormente Comuni Province e Regioni. Il taglio previsto, quasi 15 miliardi nel biennio 2011-12 (4 miliardi ai soli Comuni), <strong>obbligherà i Comuni ad alienare l´alienabile</strong>, e <strong>a concedere licenze di edificazione a occhi chiusi, pur di incassare gli oneri di urbanizzazione</strong>, un tributo che, contro la ratio originaria della norma Bucalossi (1977), si può ora utilizzare nella spesa corrente per qualsiasi finalità. <strong>Ai sacrifici richiesti ai cittadini (basti ricordare la riduzione imposta al Servizio sanitario nazionale: 418 milioni nel 2011, 1.132 milioni dal 2012 in poi) si aggiungerà dunque l´ecatombe delle nostre città, del nostro paesaggio</strong>.</p>
<p>Le disposizioni in materia di conferenze di servizi (art. 49 della bozza), che riprendono il disegno di legge Brunetta-Calderoli sulla cosiddetta &#8220;semplificazione della pubblica amministrazione&#8221;, vanificano gli argini posti dal Codice dei Beni Culturali. Secondo la nuova norma, <strong>ogni volta che il Codice richiede l´autorizzazione di interventi edilizi che incidano sul paesaggio, «il Soprintendente si esprime in via definitiva in sede di conferenza di servizi in ordine a tutti i provvedimenti di sua competenza»</strong>; la sua eventuale assenza dalla conferenza dei servizi equivale al pieno consenso del Soprintendente. Viene in tal modo riesumato e radicalizzato il principio del silenzio-assenso, un istituto che sin dalla legge 241 del 1990 non può applicarsi «agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico», come ribadito più volte, dalla legge 537 del 1993 alla legge 80 del 2005 (governo Berlusconi). Invano il ministero dei Beni Culturali, che aveva ottenuto la soppressione di analoghe norme almeno due volte (nella Finanziaria 2008 e nell´abortito decreto-legge sul &#8220;piano casa&#8221;), ha richiamato il governo al rispetto della legge. Ma la tutela del paesaggio imposta dall´art. 9 della Costituzione richiede che, in una materia così sensibile, il previsto giudizio di compatibilità degli interventi edilizi con il valore culturale del bene venga formulato espressamente e dopo attenta valutazione: il silenzio o l´inerzia non può in alcun modo sostituire l´attivo esercizio della tutela, che l´art. 9 della Costituzione pone fra i principi fondamentali dello Stato. Lo ha espressamente dichiarato la Corte Costituzionale in almeno cinque sentenze: in questa materia «il silenzio dell´Amministrazione preposta non può avere valore di assenso» (sentenza nr. 404 del 1997). Il silenzio-assenso, nato per tutelare il cittadino contro l´inerzia della pubblica amministrazione, non può diventare un trucco per eludere la legge col sigillo di una norma anticostituzionale.</p>
<p>Ma c´è di peggio, e lo ha ben visto Eugenio Scalfari (Repubblica, 30 maggio), che ha lucidamente disegnato la «prospettiva raccapricciante» di un´Italia a due velocità: «Federalismo al Nord e accentuazione del centralismo statale al Sud». La &#8220;manovra Tremonti&#8221; è anche troppo esplicita: prevede (art. 43 della bozza) che «nel Meridione d´Italia possono essere istituite zone a burocrazia zero». Burocrazia zero significa che per tutte le nuove «iniziative produttive» (non meglio definite) ogni procedimento amministrativo di qualsiasi natura viene «adottato esclusivamente dal Prefetto ovvero dal Commissario di Governo», e diventa operativo dopo 30 giorni. Non senza raccapriccio, immaginiamo dunque, domani o dopodomani, un´Italia con il Nord governato dalla Lega e il Sud dai gauleiter della Lega.</p>
<p>Sotto la maschera bugiarda di un federalismo democratico, nuove forme di centralismo spuntano per ogni dove. Definanziando decine di istituti culturali (cito fra gli altri la gloriosa Scuola archeologica di Atene, a Napoli l´Istituto Croce e quello di Studi Filosofici, e così via), la manovra Tremonti sottrae ogni possibile finanziamento futuro di queste istituzioni al ministero dei Beni Culturali, e ne sposta la responsabilità alle Finanze e a Palazzo Chigi: una forma di commissariamento che espande ed esaspera, per contrappasso, quello che i Beni Culturali hanno fatto, dando Pompei a un commissario della Protezione Civile senza la minima competenza archeologica. Le centinaia di pensionamenti dell´alta burocrazia ministeriale, propiziati se non imposti dalla stretta pensionistica della manovra, decapitando numerosi uffici in tutto il Paese, favoriranno inevitabilmente un continuo ridisegnarsi delle competenze, in cui il diktat del ministero delle Finanze avrà sempre più peso, e agli altri ministri non resterà che rassegnarsi al silenzio-assenso.</p>
<p>Se tutto questo fosse fatto, come vuole la party line diffusa anche in quella che fu la sinistra, per contrastare la crisi e avviare la ripresa, potremmo provare a farcene una ragione. Ma incombe su questa interpretazione più d´un sospetto. <strong>Perché la devastazione del paesaggio e l´offesa alla Costituzione dovrebbero alleviare la crisi economica? </strong>Che cosa guadagna in coesione e in forza economica il Paese col &#8220;commissariare&#8221; l´intero Sud, riducendolo a una colonia a &#8220;burocrazia zero&#8221;, cioè governata dai prefetti? Perché, se le casse sono vuote al punto da dover ridurre i finanziamenti alla sanità (mettendo in forse il diritto alla salute garantito dall´art. 32 della Costituzione), dovremmo ostinarci a voler costruire il ponte sullo Stretto? Il «tesoretto di Giulio», come qualche leghista ha affettuosamente chiamato i risparmi che la manovra dovrebbe mettere da parte, non servirà proprio a promuovere un federalismo i cui costi nessuno si attarda a calcolare? Lo smontaggio dello Stato serve ad assicurare la stabilità della moneta e il benessere dei cittadini, o ad accelerare la disgregazione del Paese voluta dalla Lega e dai suoi complici d´ogni colore, a velocizzare il saccheggio del territorio e la spartizione del bottino?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera</p>
<p><strong>Salvatore Settis </strong>(Rosarno, 11 giugno 1941) è un archeologo italiano. Dal 1999 è direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Laureatosi in Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1963, ottiene nel 1965 il diploma di perfezionamento.  All&#8217;Università di Pisa è stato prima assistente (1968-1969), poi professore incaricato (1969-1976), quindi professore ordinario (1976-1985) di Archeologia greca e romana.  Tra il 1977 e il 1981 è stato direttore dell&#8217;Istituto di Archeologia e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso ateneo.  Insegna Archeologia classica presso la Normale di Pisa dal 1985.  Ha inoltre diretto il Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999.  È stato eletto direttore della Normale nel 1999, carica che ricopre tuttora, dopo le rielezioni del 2003 e 2007.  È inoltre membro del Deutsches Archäologicisches Institut, della American Academy of Arts and Sciences, dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei e del Comitato scientifico dell&#8217;European Research Council.  Il suo libro Italia S.p.a.. L&#8217;assalto al patrimonio culturale nel 2003 ha vinto il premio Viareggio nella categoria Saggistica.  Dal 2004 è membro del Comitato dei garanti della Scuola Galileiana di Studi Superiori.  Nel 2008 si pronuncia in modo esplicito contro la politica di tagli indiscriminati all&#8217;Università promossa dal governo Berlusconi sulle pagine dei quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, fatto che lo porta, nel febbraio 2009, a dare le dimissioni dalla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, dovute soprattutto al desiderio espresso dal neo-ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi che egli non criticasse la linea del governo.</p>
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		<title>Tutela del paesaggio: quando la Politica era interesse pubblico</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu un filosofo liberale, Benedetto Croce, a dare all'Italia la prima legge generale di tutela del paesaggio. In un saggio del professor Salvatore Settis il valore alto della Politica, che risponde all'interesse pubblico. Una lezione di storia e di civiltà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benedetto Croce era un filosofo liberale, un raffinato esponente della cultura napoletana del primo Novecento. A lui, impegnatosi in politica, si deve la prima legge generale di tutela del paesaggio. Un tempo la tutela della più grande ricchezza italiana era un impegno comune all&#8217;intellighenzia di destra e di sinistra. Oggi bipartisan è soprattutto il business. Questo saggio del professor Salvatore Settis illumina su come la Politica, che privilegia l&#8217;interesse pubblico (per questo la P è maiuscola), sa dare grandi risposte al di là della collocazione Destra-Sinistra.</p>
<p><a href="http://eddyburg.it/article/articleview/15731/0/99/" target="_blank">Da Eddyburg: Lezioni dimenticate. Che Croce tutelare il paesaggio!</a></p>
<p>Data di pubblicazione: 31.08.2010</p>
<p>Autore: Settis, Salvatore</p>
<p>Dalla storia l’appello per unirsi contro le devastazioni inflitte al nostro paesaggio. Su Il Sole 24 Ore, 29 agosto 2010 (m.p.g.)</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/settis.jpg"></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Benedetto-Croce2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7109" title="Benedetto-Croce2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Benedetto-Croce2.jpg" alt="Benedetto-Croce2" width="250" height="342" /></a>Nel suo Breve trattato del paesaggio (1997), recentemente tradotto da Sellerio, Alain Roger fa una riflessione interessante: nel 1912 tre grandi intellettuali europei osservarono, indipendentemente, che il paesaggio non è natura ma storia, perciò lo vediamo attraverso il filtro della letteratura e dell&#8217;arte. Questo più o meno scrissero in Francia Charles Lalo, in Germania Georg Simmel, in Italia Benedetto Croce. Tanta sintonia si spiega per il comune riferirsi a un topos classico, quello secondo cui «la natura s&#8217;ingegna a imitare l&#8217;arte», come scrisse Ovidio; ma riflette lo spirito del tempo di quel principio di secolo, quando i movimenti per la conservazione del paesaggio si affermavano in tutta Europa. Per Croce, questa preoccupazione non fu solo teorica, ma si tradusse in un&#8217;energica azione politica: a lui infatti si deve la prima legge generale italiana per la tutela del paesaggio. È una storia che comincia da lontano, dall&#8217;Unità d&#8217;Italia. Cominciarono allora subito ardue battaglie per proteggere il patrimonio artistico e archeologico.</p>
<p>Gli Stati preunitari avevano in merito le leggi più antiche e avanzate del mondo: papi, repubbliche e sovrani, specialmente dal Settecento, sulla scia del diritto romano anteposero nettamente il bene comune (utilitas publica) agli interessi della proprietà privata, limitandone i diritti. L&#8217;unificazione del paese fu per mercanti e collezionisti l&#8217;occasione di approfittare del vuoto legislativo per vendere numerosissime opere d&#8217;arte (fu allora che avvenne la massima emigrazione di quadri, statue, manoscritti, disegni verso i musei stranieri). Restavano in vigore le leggi pontificie a Roma, quelle borboniche a Napoli, e così via; ma si stentò a lanciare una normativa nazionale. Il primo disegno di legge, voluto da Cavour e affidato a Terenzio Mamiani, naufragò subito; così, in rapida successione, le proposte di ministri della Destra (come Cesare Correnti e Ruggero Bonghi) e della Sinistra (come Michele Coppino, Francesco De Sanctis, Pasquale Villari, Ferdinando Martini). Si arrivò infine alla timida legge del 1902, che proteggeva ben poco, eppure fu bollata in Senato come feroce&#8217; perché intaccava i privilegi della proprietà privata, «diritto divino perché emanante dalla volontà di Dio».</p>
<p>Presto si constatò alla prova dei fatti la debolezza della legge del 1902, e si avviò il percorso verso una normativa più efficiente, che dopo un faticoso percorso sarebbe diventata la legge n. 364 del 1909. In quelle accese discussioni esplose il contrasto fra la Camera (interamente elettiva) e il Senato, dove per nomina regia o per censo sedevano molti membri dell&#8217;alta aristocrazia, interessati a mettere sul mercato le proprie collezioni. Non tutti, però. Senatore era anche il principe Tommaso Corsini, membro della stessa famiglia del card. Neri Corsini, ispiratore nel 1737 del «patto di famiglia» Medici-Lorena che assicurò per sempre a Firenze le collezioni granducali, e del papa Clemente XII, che volle nel 1734 severe norme di tutela e la fondazione dei Musei Capitolini, prima raccolta pubblica d&#8217;Europa. Nel 1898, per reagire agli sventramenti del centro storico di Firenze che ne sfigurarono il volto a partire da quando fu capitale del Regno, Corsini aveva fondato l&#8217;«Associazione per la difesa di Firenze antica», che divenne il centro di un vasto movimento di opinione. Dopo la raccolta di migliaia di firme, in un&#8217;affollata assemblea a Firenze fu votata per acclamazione una petizione al Senato: a proporla fu Benedetto Croce, poco più che quarantenne e non ancora senatore, ma già autorevolissimo. Quella legge aveva tre padri: due ravennati, il ministro Luigi Rava e il direttore generale Corrado Ricci (artefici nel 1905 di una legge per la tutela della pineta di Ravenna) e un deputato toscano, Giovanni Rosadi.</p>
<p>Nel disegno di legge, essi avevano aggiunto alla tutela del patrimonio anche quella di «giardini, foreste, paesaggi, acque» di prevalente interesse pubblico. Approvata dalla Camera, questa norma venne bocciata dal Senato, e il comma 3 che la conteneva fu soppresso, pur invitando il governo a presentare un disegno di legge sulle «proprietà fondiarie che importano una ragione di pubblico interesse a causa della loro singolare bellezza». In questo testo, il termine paesaggio è evitato, e la dizione proprietà fondiarie indica di dove venissero le resistenze a includere il paesaggio fra i beni da tutelare. Ma Rosadi non rinunciò alla battaglia, e già il 4 maggio 1910 presentò una nuova proposta di legge. La relazione si apriva con una domanda: «E possibile che il Parlamento rimanga insensibile e inerte, quasi non si accorga neppure che si sente e si agita anche in Italia, e pi in Italia che dappertutto, una questione del paesaggio?». Fu possibile. Eppure era accaduto allora qualcosa che nell&#8217;Italia di oggi non si riesce nemmeno a immaginare, la formazione di un Comitato nazionale per la difesa del Paesaggio, che raccolse non solo dieci associazioni protezionistiche, ma anche sei Ministeri, le Ferrovie dello Stato ed altre istituzioni pubbliche.</p>
<p>La legge Rosadi continuò a trascinarsi invano fra Camera e Senato, ma l&#8217;impulso decisivo fu dato da Nitti, quando nel suo primo governo istituì (1919) un sottosegretariato alle Antichità e Belle arti, preannuncio del ministero dei Beni culturali creato quasi sessant&#8217;anni dopo. Sottosegretario fu il veneziano Pompeo Molmenti, sostituito pochi mesi dopo proprio da Rosadi, che tenne l&#8217;ufficio anche nei successivi governi Giolitti e Bonomi. Molmenti aveva nominato una commissione presieduta da Rosadi per redigere la nuova legge, che fu pronta in pochi mesi, riprendendo quella insabbiata dieci anni prima. Dopo la caduta del governo Nitti, il disegno di legge fu ereditato dal quinto governo Giolitti, dove ministro della Pubblica istruzione era Croce. Egli rilanciò immediatamente il progetto, presentandolo al Senato con una vigorosa relazione introduttiva, e riuscì a farlo approvare 31 gennaio 1921. Sciolta la Camera, si tennero il 15 maggio 1921 elezioni anticipate: ma prima che giurasse il nuovo governo e il nuovo ministro, Croce ripresentò la legge tal quale (15 giugno). Rosadi restava sottosegretario, e fu anche grazie a lui che la legge continuò il suo cammino coi ministri ravennati, Corbino (governo Bonomi) e Anile (governo Facta).</p>
<p>Finalmente approvata l&#8217;11 maggio 1922, la legge (n. 778) fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21 giugno, quattro mesi prima della marcia su Roma. Occorre una legge che «ponga, finalmente, un argine alle ingiustificate devastazioni che si van consumando contro le caratteristiche più note e pi amate del nostro suolo», scrive Croce nella sua relazione, poiché «difendere e mettere in valore le maggiori bellezze d&#8217;Italia, naturali e artistiche» risponde ad «alte ragioni morali e non meno importanti ragioni di pubblica economia». Croce cita i movimenti per il paesaggio in Francia, Germania, Svizzera, Austria e Inghilterra, richiama Ruskin («il paesaggio altro non è che la rappresentazione materiale e visibile della patria»), e argomenta che è necessario notificare i paesaggi di importante interesse , sottoponendoli a speciali limitazioni del diritto di proprietà, in nome di «ciò che è in cima ai pensieri di tutti, economia nazionale e conservazione del privilegio di bellezza che vanta l&#8217;Italia». Le limitazioni alla proprietà privata sono indispensabili come «una servitù per pubblica utilità», poiché sarebbe egualmente inammissibile «deturpare un monumento o oltraggiare una bella scena paesistica, destinati entrambi al godimento di tutti».</p>
<p>La legge Croce fu poi alla base della legge Bottai sul paesaggio (1939), che ancora è il nerbo del codice dei Beni culturali e del paesaggio, raro esempio di legge bipartisan condotta in porto da ministri (Urbani, Buttiglione, Rutelli) di due governi Berlusconi e di un governo Prodi; eppure è fra le leggi più disattese d&#8217;Italia, martoriata da deroghe, sanatorie, condoni, piani casa e quant&#8217;altro. Rileggiamo allora le parole di Croce, ma guardiamoci intorno: le «ingiustificate devastazioni» del nostro suolo si intensificano ogni giorno, il primato del pubblico bene che fu il cuore della storia d&#8217;Italia viene oggi impunemente calpestato in nome di un mercatismo straccione. Chiediamoci dunque: siamo capaci, noi oggi, di combattere le battaglie che un secolo fa seppero vincere Ricci e Rava, Rosadi e Benedetto Croce? Sapremmo coalizzarci in un rinnovato Comitato nazionale per la difesa del paesaggio?</p>
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		<title>Marinella, un progetto ecosostenibile: mezzo milione di mc di cemento!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 16:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[E' credibile un Piano che prevede un incremento demografico del 28 per cento ad Ameglia e il raddoppio della popolazione di Marinella? Eppure queste sono le cifre, nascoste, del master plan Monte dei Paschi. 51 mila mq di residenze, 42 mila di alberghi. Mezzo milione di mc di cemento!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Carlo Ruocco e Roberta Mosti</strong></p>
<p><strong> </strong>Le cifre sono da capogiro. Centocinquantamila metri quadrati di edificazioni. A palmi mezzo milione di metri cubi di cemento. Sono contenute nel nuovo master plan del Progetto Marinella, un oggetto oscuro, quasi un documento top secret che le Amministrazioni comunali, provinciali, regionali, l&#8217;Ente Parco Magra si guardano bene dal far conoscere a tutti i cittadini in ogni dettaglio. Intendiamoci: si tratta di cifre approssimate, sicuramente per difetto, visto che mancano le tavole, i disegni, quelli veri. Ma il significato delle parole che costellano le dichiarazioni dei nostri politici (un progetto contro il degrado, un piano di riqualificazione del territorio, un disegno di valorizzazione della Piana e delle sponde del fiume) è ben rappresentato da quelle cifre.</p>
<div id="attachment_7069" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/350px-Bocca_di_Magra_vista_da_Montemarcello.jpg"><img class="size-full wp-image-7069" title="350px-Bocca_di_Magra_vista_da_Montemarcello" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/350px-Bocca_di_Magra_vista_da_Montemarcello.jpg" alt="L'area &quot;degradata&quot; della foce del Magra e di Marinella" width="350" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;area &quot;degradata&quot; della foce del Magra e di Marinella</p></div>
<p>Nella Liguria a crescita demografica zero sono previsti oltre cinquantamila metri quadrati di superficie utile per nuove residenze. Ventinovemila settecento ad Ameglia. Per il più piccolo comune della Val di Magra, che tra il 2001 e il 2009 è passato dai 4520 abitanti a 4568 (+ 1,06%) equivale a prevedere una crescita demografica del 28 per cento!</p>
<p>A Marinella la previsione è di ventunmila e settecento metri di nuove superfici residenziali, alla faccia di chi ripete che il borgo verrebbe sostanzialmente risparmiato dal cemento. Rispetto alle previsioni del Piano regolatore vigente si tratta di un incremento di 22 mila 300 mq di superificie utile, laddove il PRG del 1998 prevedeva un aumento di diecimila metri quadrati. Significa quasi mille abitanti in più. Non abbiamo i dati anagrafici del borgo. Calcolare l&#8217;incremento demografico previsto sarà sicuramente divertente, dovendo assimilare gli attuali residenti a conigli.</p>
<p>Non si scopre l&#8217;acqua calda dicendo che le amministrazioni di Sarzana e di Ameglia hanno inaugurato una pesante politica urbanistica fondata sulle seconde case, estranea al fabbisogno della popolazione residente, che in termini occupazionali paga per gli anni di apertura dei cantieri.</p>
<p>Sono di tutto rispetto anche le cifre delle edificazioni per alberghi (35 mila) e per agriturismi (7.500). In questo caso il riferimento all&#8217;occupazione stabile futura può essere più serio, anche se occorre verificare la capacità delle nostre spiagge di ospitare una gran massa di nuovi turisti senza escludere,attraverso la cancellazione delle spiagge libere, gli abitanti della Val di Magra e della Lunigiana,che oggi fruiscono del litorale, vantando magari qualche diritto.</p>
<p>Sarà invece interessante farsi spiegare dagli amministratori dov&#8217;è l&#8217;interesse pubblico nella previsione di nuovi ventitremila metri quadrati di insediamenti commerciali. Siamo a quattro Ipercoop. I guru del commercio Ravecca e Mannozzi, che da tempo vanno ripetendo che il mercato è saturo, che si è esagerato, che occorre ripensare il commercio in vallata, non hanno nulla da dire?</p>
<p>Per ora ci fermiamo a sottolineare altre due cifre. Le attrezzature agricole impegnano solo il dieci per cento dell&#8217;intervento, marginalizzando ulteriormente il settore. Gli stabilimenti balneari schizzano di 7200 metri quadrati tra Fiumaretta e Marinella. Tradotto: s&#8217;intende privatizzare tutto il litorale?</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Dati dal Master Plan 2009</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Area complessiva 4 milioni 500 mila mq (piana agricola, area archeo, spiagge ecc.)</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Servizi</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana: 5552 mq</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia:   900</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale:   6452 mq</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Ricettivo</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana : 18810</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia:  16316</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong>:    <strong>35126</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Ricett. Agrituristico</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana: 2818</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia: 4736</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong> :  <strong>7554</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Residenziale</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Marinella : 21713</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia :   29706</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong> :      <strong>51419</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Commerciale</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana:  11466</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia : 11384</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong> :     <strong>22850</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Stabilimenti balneari </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana:  4900</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia:  2300</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Totale :    <strong>7200</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Attrezzature nautiche : </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia : <strong>6200</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana : 0</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong>:  <strong>6200</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Attrezzature sportive</strong></span><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia: <strong>0</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana :  <strong>2300</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale:    2300</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Attezzature agricole</strong></span><span style="font-size: medium;">:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarzana: <strong>13208</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ameglia:   <strong>2000</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Totale</strong>:   <strong>15.208</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Totale edificato previsto</strong></span><strong> : </strong><span style="font-size: medium;"><strong>mq 154.309</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Di cui</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Esistente da ristrutturare: 46.400</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ricollocazione esistente : 17.300</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ampliamento esistente: 3700</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Nuova edificazione : 86.700.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: large;"><strong>Col Piano casa Berlusconi:</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ristrutturazione con ampliamento :        56.000</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Con demolizione e nuova edificazione :  22.400</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><strong>Totale</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong> edificabile:  76.400 mq</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scherzi dell&#8217;inconscio</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/08/scherzi-dell%e2%80%99inconscio/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Duro monito del sindaco di Sarzana Massimo Caleo agli ambientalisti nel corso di un dibattito sul Progetto Marinella alla festa di Sinistra Ecologia Libertà. &#60;&#60;Col vostro atteggiamento aprirete la strada a Caltagirone&#62;&#62;.
Francesco Gaetano Caltagirone, dal 2006 vicepresidente della Banca Monte dei Paschi di Siena, proprietaria e promotrice del Progetto.
Qualcuno, per favore, glielo dica a Caleo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7053" class="wp-caption alignright" style="width: 159px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/psicoterapia-Caleo.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-7053" title="psicoterapia Caleo_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/psicoterapia-Caleo_rimp.jpg" alt="psicoterapia Caleo_rimp" width="149" height="146" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>Duro monito del sindaco di Sarzana Massimo Caleo agli ambientalisti nel corso di un dibattito sul Progetto Marinella alla festa di Sinistra Ecologia Libertà. &lt;&lt;Col vostro atteggiamento aprirete la strada a Caltagirone&gt;&gt;.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%E2%80%99altra-musica/" target="_blank">Francesco Gaetano Caltagirone, dal 2006 vicepresidente della Banca Monte dei Paschi di Siena, proprietaria e promotrice del Progetto.</a></p>
<p>Qualcuno, per favore, glielo dica a Caleo. Con delicatezza!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tre piani contro l&#8217;interesse pubblico</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/08/tre-piani-contro-linteresse-pubblico/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 22:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dov'è la ricerca del "bene comune" che le Amministrazioni pubbliche dovrebbero perseguire nelle colate di cemento tra Spezia, Sarzana e Marinella? Una riflessione degli architetti D'Alto e Raggi su Repubblica ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div class="mceTemp"><strong><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/IMG_6437.jpg"></a>La Spezia, maxi progetti edilizi contro il &#8220;bene comune&#8221;</strong></div>
</div>
<p>da La Repubblica, cronaca di Genova, del 21 agosto 2010</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/dalto-su-repubblica.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-7018 alignright" title="dalto su repubblica_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/dalto-su-repubblica_rimp-150x150.jpg" alt="dalto su repubblica_rimp" width="150" height="150" /></a>Tre progetti di maxi-interventi edilizi stanno calando &#8211; con procedure di approvazione pubblica in fase avanzata-in luoghi di eccezionale valore ambientale, storico e/o naturalistico-sul territorio di La Spezia &#8211; Val di Magra.</p>
<p>Sono: la urbanizzazione della Calata Paita, in procinto di liberarsi da ogni ingombro portuale; la Variante di Marinella-Fiumaretta al Piano del Parco naturale Regionale Montemarcello-Magra; la Variante di Via Muccini e Piazza Terzi, a sarzama, con forti interventi edilizi ai margini del centro storico.</p>
<p>Si tratta di risorse di valore inestimabile, uniche non riproducibili.</p>
<p>Una corretta pianificazione evrebbe dovuto difenderle e istituirle come &#8220;beni comuni&#8221;. Gli interventi segnalati percorrono invece una direzione diametralmente opposta: ci troviamo di fronte alla dominante affermazione della sfera privata nella assenza di una visione più ampia e costruttiva della sfera pubblica. Quale il senso della città, ci si chiede come domanda radicale, che ci trasmettono questi tre progetti?</p>
<p>Calata Paita. da un progetto vincitore di concorso, che prefigurava una macrostruttura densa di promesse di contenuti e di linguaggio -  &#8221;modello&#8221; Valencia, si è detto, ma ogni realtà urbana è un mondo originale e irripetibile -  si è pervenuti a un progetto fortemente riduttivo, irriconoscibile rispetto all&#8217;originale di concorso: in cui è difficile cogliere un&#8217; idea urbana e urbanistica nuova. Il progetto si configura come previsione di un bloscco di macroedifici lineari &#8211; disposti perpendicolarmente alla linea di costa &#8211; e di due grattacieli prospicienti al mare. Dei grandi spazi pibblici o di uso pubblico non c&#8217;è traccia simbolicamente significativa nel progetto quale appare nel rendering della vista d&#8217; insieme.</p>
<p>Esiste una fondamentale discrasia tra progetto e intenzioni dichiarate. Il linguaggio del progetto è quello della lottizzazione. Il concetto di bene comune e di città avrebbe richiesto di rovesciare i parametri: esaltare gli spazi di vita sociale e culturale, collettiva, da immergere in un grande parco pubblico che avesse attrattive a livello europeo. Un&#8217;area interpretata come organismo dinamico, variabile, che si aggiornae si rinnova nel tempo ed esprime pienamente le attese e i sogni della nostra epoca. Nienet residenze, ovviamente. Si dice di creare occupazione e turismo con tali intreventi di pronta realizzazione. M al&#8217;idea che nasce è di un turismo passivo; ricettivo, non produttivo di una concezione dinamica e creativa.</p>
<p>La nuova edificazione a blocchi pesanti separa, non unisce, la città al mare. Perchè per la sua impostazione ripetitiva, replica l&#8217;edificio urbano esistente.</p>
<p>La variante di Marinella crea nell&#8217;estuario del fiume Magra un enclave di estrema privatizzazione: darsene per 830 posti barca con massiccia edificazione al contorno. A che serve il Piano di un Parco &#8211; cioè la regia della sfera pubblica &#8211; se i suoi valori sono mortificati da una variante che rovescia i valori e massimizza gli interessi e gli affari di operatori privati? Nella variante, darsene, fiume e campagna sono mondi che si ignorano reciprocamente. Il &#8220;Porto con funzione turistica e da diporto&#8221; previsto dalle norme di piano, diviene la servostruttura per l&#8217;affare immobiliare.</p>
<p>La Variante di Via Muccini e Piazza Terzi, a Sarzana, urbanizza con eccessiva volumetria una periferia che chiedeva solo di essere interpretata come una discreta e misurata area di accesso ai valori del centro storico. Il vecchio piano regolatore generale aveva bisogno di essere rivisitato alla luce delle nuove prospettive culturali relative alla sostenibilità, al recupero dell&#8217;esistente, ma sopratutto ad una idea di città che, nel fragile equilibrio di valori della storia sarzanese, legasse passato, presente e futuro. Invece la logica immobiliare ha dominato preoccupazione e prospettive. La libera e appassionata partecipazione dei cittadini è ignorata e umiliata.</p>
<p>SILVANO D&#8217;ALTO</p>
<p>RENATO RAGGI</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bello, brutto&#8230; o abbandonato?</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 22:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6944</guid>
		<description><![CDATA[Non serve essere architetti o storici dell'arte per capire che il bello e il brutto sono parametri di giudizio soggettivi, e che in architettura difficilmente vengono utilizzati per descrivere qualsiasi manufatto. L'architettura va oltre il bello e il brutto, soprattutto quando si parla di edifici che hanno fatto la storia di un luogo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimprimp.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6964" title="mercato 0rimprimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimprimp.jpg" alt="mercato 0rimprimp" width="400" height="327" /></a><span style="color: #ffffff;"> </span>Facciamo riferimento ad un articolo riportato in calce, ripreso dal La Nazione del 30 luglio.</p>
<p>Non serve essere architetti o storici dell&#8217;arte per capire che <em>il bello</em> e <em>il brutto</em> sono parametri di giudizio soggettivi, e che in architettura difficilmente vengono utilizzati per descrivere qualsiasi manufatto. L&#8217;architettura va oltre il bello e il brutto, soprattutto quando si parla di edifici che hanno fatto la storia di un luogo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6961" title="mercato 4rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp.jpg" alt="mercato 4rimp" width="690" height="714" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>E  quando chi li ha disegnati era un professionista di riconosciute capacità.<span style="color: #ffffff;">.</span>Nei tempi in cui operava l&#8217;architetto Galeazzi era rinomato per la tecnica che gli ha permesso di utilizzare sapientemente il cemento armato. Ne è dimostrazione proprio l&#8217;ex mercato ortofrutticolo e la sua ampia volta a botte, che per diversi anni ha ospitato lo scambio che avveniva giornalmente tra città e campagna.<span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6962" title="mercato 0rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimp.jpg" alt="mercato 0rimp" width="700" height="573" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span>Il <em>capannone informe figlio della povertà di idee e mezzi della guerra</em>, come lo definisce il consigliere dell&#8217;UDC, è per<strong> il professor Ruschi</strong><em> </em>(autorità nel settore della valutazione e del restauro di opere architettoniche) <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/06/il-professor-ruschi-demolire-il-mercato-un-grave-danno-testimonianza-razionalista-in-liguria/" target="_blank">una delle prime testimonianze razionaliste del periodo postbellico in Liguria</a> e per <strong>il professor D&#8217;Alto</strong> (<span style="font-style: italic;">architetto, professore di Sociologia  urbana all’Università di Pisa, membro del consiglio della Fondazione  Giovanni Michelucci di Firenze)</span> <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/06/dalto-perche-non-demolire-il-vecchio-mercato/" target="_blank">una risorsa con la sua dignità storica e testimoniale</a>.</p>
<h3><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6367" title="vecchio_mercato_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg" alt="vecchio_mercato_2" width="390" height="293" /></a>Lo scempio non è il manufatto in sè ma il degrado che da anni lo assale.</h3>
<h3>E ciò che ha causato lo stato in cui versa è semplicemente l&#8217;incapacità di evitarlo.</h3>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span>L&#8217;ex mercato non è un residuato bellico, ma <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/" target="_blank">un&#8217;opera fortemente voluta dalla prima amministrazione democratica della Sarzana post fascista guidata da Paolino Ranieri </a>per rendere la città centro economico della vallata. E in nome della neonata democrazia fu oggetto di un <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/1946-voto-segreto-per-scegliere-il-progetto-e-la-sede-del-mercato/" target="_blank">concorso di idee e una votazione segreta</a>.</p>
<p>E non vogliamo dimenticare che recenti amministrazioni (fine anni &#8216;80) <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/con-la-demolizione-bruciati-558-mila-euro-appello-del-comitato-alle-forze-culturali/" target="_blank">hanno investito</a> quello che oggi sarebbe</p>
<h3 style="text-align: center;">oltre UN MILIARDO di lire (quasi 560.000 Euro)</h3>
<p>nel recupero dell&#8217;immobile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-1rimp.jpeg"><img class="size-full wp-image-6963 aligncenter" title="mercato 1rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-1rimp.jpeg" alt="mercato 1rimp" width="700" height="520" /></a></p>
<p>Per ironia della sorte la relazione tecnica della ristrutturazione fu affidata a quello stesso architetto Mugnaini che o<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/ex-mercato-una-farsa-la-verifica-dinteresse-storico/" target="_blank">ggi redige la scheda </a>che attribuisce</p>
<h3 style="text-align: center;">VALORE ZERO</h3>
<p>all&#8217;edificio, decretandone la fine.</p>
<div id="attachment_6969" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/MERCATO-BOTTA.JPG"><img class="size-full wp-image-6969" title="MERCATO BOTTA" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/MERCATO-BOTTA.JPG" alt="L'edificio ideato da Botta in sostituzione del Mercato: due ali da 4 piani ciascuna, che gli abitanti di Piazza Terzi non vogliono" width="400" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;edificio ideato da Botta in sostituzione del Mercato: due ali da 4 piani ciascuna, che gli abitanti di Piazza Terzi non vogliono</p></div>
<p>Infine, si lasci dire agli abitanti di Piazza Terzi se l&#8217;abbattimento dell&#8217;ex-mercato sarà per loro fonte di contentezza: come si spiega allora che essi sono tra i principali sottoscrittori del ricorso contro il  Piano Botta?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong>Il Direttivo del Comitato Sarzana, che botta!</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>-</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg"><img class="size-full wp-image-6369 alignright" title="vecchio_mercato_4" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg" alt="vecchio_mercato_4" width="390" height="293" /></a></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/06/mercato_interno_2.jpg"><img class="size-full wp-image-6410 alignright" title="mercato_interno_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/06/mercato_interno_2.jpg" alt="mercato_interno_2" width="400" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/rosignoli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6946" title="rosignoli" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/rosignoli.jpg" alt="rosignoli" width="194" height="798" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Accolta un&#8217;osservazione del Comitato! Meglio tardi che mai</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 00:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Le osservazioni del Comitato? Qualche mese fa trattate come carta straccia, sono ora accolte a vantaggio del bene comune. Vittoria del buon senso, conferma che dietro l'adozione del piano Botta vi fu superficialità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/saldi2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6942" title="saldi2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/saldi2.jpg" alt="saldi2" width="145" height="118" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png"></a>Venerdi 23 luglio è stata convocata la Commissione Territorio per discutere il piano di Ricognizione dei beni di proprietà del Comune suscettibili di alienazione. I commissari erano chiamati a valutare quale  parte del nostro bene pubblico si potrebbe vendere per far cassa e fronteggiare questo difficile momento economico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra questi beni sono stati individuati i parcheggi <span style="text-decoration: underline;">pubblici</span> sottostanti<br />
l&#8217;ex caserma dei carabinieri,<br />
l&#8217;ex Biava,<br />
l&#8217;ex Vetreria.<br />
Circa <strong>5000 mq</strong> di parcheggio, ripetiamo, <span style="text-decoration: underline;">pubblico</span> mai utilizzati perchè di difficile gestione: al momento della loro progettazione non si era infatti considerato che i residenti dei soprastanti edifici non avrebbero gradito la commistione dei propri posti auto pertinenziali con quelli destinati alla comunità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Comitato, tra le innumerevoli osservazioni che fece in sede di adozione della Variante al Piano Particolareggiato di Via Muccini, evidenziò<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/giallo-finanziario-parcheggi-pubblici-venduti-a-190-e-al-mq/" target="_blank"> (qui)</a> come la stima per la monetizzazione di questi parcheggi fosse di gran lunga inferiore rispetto al valore di mercato.<br />
<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png"><img class="alignright size-full wp-image-6938" title="parcheggio" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png" alt="parcheggio" width="339" height="643" /></a>Già nella <a href="https://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_28f8vvmmfr&amp;hl=it" target="_blank">relazione &#8220;economica&#8221;</a> allegata al piano si evinceva infatti che quei parcheggi di difficile gestione sarebbero stati monetizzati a 192 €/mq: circa 5.000 € a posto auto, quando un parcheggio coperto a Sarzana ha un costo minimo tre volte superiore!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Come tutte le altre osservazioni stese a cura del Comitato, anche questa fu rigettata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Venerdì, la svolta: a fronte della richiesta del Consigliere Comunale Sara Frassini (già membro del direttivo del nostro comitato) di rivedere le stime di queste monetizzazioni, il dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico Franco Talevi e l&#8217;unanimità della Commissione hanno condiviso la proposta, impegnandosi quindi a variare la delibera di Consiglio Comunale che individua i valori di monetizzazione: verrà inserita la categoria di parcheggio coperto di proprietà pubblica o di solo uso pubblico, il cui maggior valore stimato verrà individuato dall&#8217;Ufficio Tecnico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una vittoria del buon senso e un grande vantaggio per le casse del Comune. Ma anche l&#8217;ennesima dimostrazione che l&#8217;esame delle osservazioni è stata una farsa <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/osservazioni-esame-in-74-minuti-una-farsa/" target="_blank">(qui)</a>, una presa in giro della partecipazione <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/democrazia-partecipata-sarzana-non-e-bologna/" target="_blank">(qui)</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La conferma della superficialità con cui il consiglio comunale ha affrontato l&#8217;approvazione del piano Botta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consumo di territorio: Liguria speculazione record. Altro che Sud</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 23:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale, per far capire dove sta andando il Bel Paese. Tra le vittime future di "ambientalisti pentiti" e colossi del mattone, c'è la nostra piana di Marinella e il fiume.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale per far capire dove stanno andando questo Bel Paese e la nostra Vallata.</p>
<div id="attachment_6864" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6864" title="Dossier Consumo di Suolo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.jpg" alt="Dossier Consumo di Suolo" width="400" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per visualizzare il dossier</p></div>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Il <a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank">rapporto di Legambiente</a> è fondato su cifre. I numeri parlano. Andate a vedere la Liguria. Ormai detiene il record i cemento per metroquadro praticabile (cioè al netto delle zone montane e scoscese).</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Non paghi, Burlando e Caleo stanno variando il Piano normativo del Parco Magra per consentire di mettere l&#8217;acqua dove c&#8217;è la terra. E&#8217; il cavallo di Troia per le superdarsene circondate dal cemento delle infrastrutture e delle seconde case per nababbi padani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg"><img class="size-full wp-image-6914 aligncenter" title="evoluzione" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg" alt="evoluzione" width="628" height="456" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6915" title="Masterplan2009" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg" alt="Masterplan2009" width="418" height="576" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6916" title="planimetria_aerea" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg" alt="planimetria_aerea" width="650" height="437" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6917" title="scenari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg" alt="scenari" width="650" height="470" /></a></p>
<p>Sbagliamo se ricordiamo che Massimo Caleo, quando era presidente del Parco Magra e si vantava di essere un ambientalista, aveva votato un Piano normativa che prevedeva l&#8217;esatto contrario? Poi è arrivata Monte dei Paschi con l&#8217;immancabile colosso Unieco (di cui Fassino al telefono potrebbe dire &#8220;Abbiamo una banca e un colosso dell&#8217;edilizia!&#8221;), presentano il progetto di Marinella e lui, diventato sindaco, cambia opinione. Trasforma la terra in acqua. I miracoli del business, a cui il Nostro Sindaco sembra molto sensibile (Botta docet).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ameglia: Stop al consumo delle piazze</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/ameglia-stop-al-consumo-delle-piazze/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 07:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Legambiente e il Movimento per lo Stop al consumo di suolo avevano organizzato a Fiumaretta la proiezione di un film documentario sull&#8217;argomento, realizzato da Legambiente emiliana. Hanno chiesto piazza Pertini. Il sindaco Umberto Galazzo l&#8217;ha negata. Pare abbia aderito al movimento demoaristocratico Stop al consumo delle piazze.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/STOP_CONSUMO_PIAZZE.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-6883" title="STOP_CONSUMO_PIAZZE" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/STOP_CONSUMO_PIAZZE.JPG" alt="STOP_CONSUMO_PIAZZE" width="150" height="122" /></a>Legambiente e il Movimento per lo Stop al consumo di suolo avevano organizzato a Fiumaretta la proiezione di un film documentario sull&#8217;argomento, realizzato da Legambiente emiliana. Hanno chiesto piazza Pertini. Il sindaco Umberto Galazzo l&#8217;ha negata. Pare abbia aderito al movimento demoaristocratico Stop al consumo delle piazze.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piano Botta, la Regione mette 11 paletti, la Provincia fa spallucce e dà via libera!</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/piano-botta-prima-bocciatura-accolte-molte-tesi-del-comitato/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 22:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6817</guid>
		<description><![CDATA[Mentre la Regione impone undici prescrizioni, la Provincia dà il via libera al Piano Botta. Edifici troppo vicini alla ferrovia? Le FS possono concedere una deroga (il disastro di Viareggio, una bazzeccola). I nostri amministratori scoprono l'efficienza emiliana. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Carlo Ruocco<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/04/identità-bottiana.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1382" title="identità bottiana" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/04/identità-bottiana-294x300.jpg" alt="identità bottiana" width="294" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Prima bocciatura per la Variante di via Muccini-Piazza Terzi. Viene dall&#8217;Ufficio Ambiente della Regione Liguria, settore Valutazione Impatto Ambientale.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/mario-botta21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-537" title="mario botta2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/mario-botta21.jpg" alt="mario botta2" width="106" height="137" /></a>L&#8217;architetto Mario Botta e l&#8217;ufficio del Piano dovranno ridisegnare una parte della Variante di via Muccini, seguendo undici prescrizioni contenute nel decreto del dirigente del settore Vincenzo D&#8217;Auria. Il decreto, pubblicato ieri, 21 luglio (data storica per Sarzana!) recepisce buona parte delle obiezioni in materia di tutela ambientale e incolumità pubblica contenute nelle <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/08/scarica-le-osservazioni/" target="_blank">Osservazioni presentate dal Comitato &#8220;Sarzana, che botta!</a> e dalle <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/08/legambiente-ha-presentato-le-proprie-osservazioni/" target="_blank">associazioni</a> Italia Nostra, Legambiente e dalla Consulta del Centro storico. Sì, proprio quelle osservazioni snobbate dall&#8217;ufficio tecnico e, soprattutto, ridicolizzate dalla maggioranza del Consiglio comunale, che le aveva <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/osservazioni-esame-in-74-minuti-una-farsa/" target="_blank">liquidate in poche ore di burocratica votazione</a> senza approfondirle.<br />
La palla torna ora al Comune. Per andare avanti deve accettare le prescrizioni e ridisegnare una parte del Piano particolareggiato. La nuova versione tornerà all&#8217;esame del settore VIA regionale, prima di approdare al definitivo esame del Comitato tecnico provinciale per la valutazione degli altri aspetti. Ma quella sarà una passeggiata &#8230;. &#8220;politicamente&#8221; ispirata.<br />
Intanto dovranno ridisegnare la stazione dei bus e il palazzo a base pentagonale (o a mutanda) per assicurare una distanza di almeno trenta metri dai binari.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/distanza-dai-binari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6842" title="distanza dai binari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/distanza-dai-binari.jpg" alt="distanza dai binari" width="650" height="480" /></a></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/090522-attinà-foto.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1086" title="090522 attinà foto" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/090522-attinà-foto-150x150.jpg" alt="090522 attinà foto" width="150" height="150" /></a>Era stato l&#8217;ex procuratore Rodolfo Attinà nel gruppo giuridico del Comitato Sarzana, che botta! a rilevare che il Piano Botta ignorava il DPR 753 del 1980 sulla sicurezza del trasporto ferroviario.  L&#8217;ufficio tecnico di fronte all&#8217;osservazione ha fatto spallucce. In <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/il-consiglio-un-plotone-desecuzione/" target="_blank">consiglio comunale</a> l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica, avvocato Roberto Bottiglioni, affermava, in contrasto con i suoi colleghi di toga e di consiglio, Paolo Mione (PD) e Carlo Rampi (Destra), che quella non era una norma di sicurezza.</p>
<p>L&#8217;ufficio VIA ha anche cercato di mettere una pezza a un&#8217;altra osservazione dell&#8217;ex procuratore Attinà, anticipata addirittura dal magistrato al sindaco Caleo e ai suoi collaboratori prima del 30 marzo 2009, data della originaria adozione del Piano: l&#8217;assenza del parere preventivo dell&#8217;ufficio sismico della Provincia. Il decreto dirigenziale impone una serie di accertamenti di natura geotecnica, sismica e idrogeologica dell&#8217;area. Una posizione responsabile che tiene conto almeno della lezione del terremoto dell&#8217;Aquila, che i Signori del business, che siedono in consiglio comunale, si sono ostinati ad ignorare.</p>
<p>Il Comitato aveva anche bocciato la scarsa attenzione nel Piano Botta al risparmio energetico, all&#8217;utilizzo delle energie alternative, l&#8217;insipienza dal punto di vista energetico dei palazzi ad arco retto (osservazioni in particolare svolte dall&#8217;architetto Silvia Lanfranchi). La Consulta del Centro storico aveva evidenziato i problemi di inquinamento acustico e atmosferico che avrebbero patito gli abitanti o gli addetti al terziario ospitati negli appartamenti dei palazzi ad arco retto. L&#8217;ufficio ambiente detta prescrizioni anche in materia di inquinamento acustico. Ma per il futuro. Forse ignora che il Comune di Sarzana è ancora sprovvisto di piano di zonizzazione acustica, obbligatorio per legge dal 1998! Insomma è totalmente sordo al problema dell&#8217;inquinamento sonoro. E&#8217; la parte debole del decreto dirigenziale.</p>
<p>Infine la carenza di verde pubblico fruibile, di scarsità di vegetazione, messe in evidenza dalle due &#8220;ragazze terribili&#8221; del gruppo tecnico del Comitato, Roberta Mosti e Sara Frassini, che avevano anche evidenziato la violazione delle norme di sicurezza nel disegno delle piste ciclabili. Osservazioni che il Comune ha snobbato e che l&#8217;ufficio VIA della Regione ha trasformato in prescrizioni.</p>
<p>Più volte il Comitato &#8220;Sarzana, che botta!&#8221; aveva chiesto all&#8217;Amministrazione Caleo di essere ascoltato, di fermarsi per ripensare con più attenzione le soluzioni adottate nella Variante.<br />
Ha ascoltato solo AbitcoopLiguria e il gruppo di cooperative (il colosso Unieco su tutti) che ha dettato tempi, modi della Variante di &#8220;iniziativa pubblica&#8221;,<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/piano-botta-un-affare-privato-ecco-le-carte-che-lo-provano/" target="_blank"> come dimostra il bilancio 2007 da noi pubblicato</a>.</p>
<p><strong>Ieri, sabato 24 luglio, il sindaco Massimo Caleo e l&#8217;assessore Roberto Bottiglioni, hanno comunicato che il Comitato Tecnico Urbanistico della Provincia ha dato via libera alla Variante. E le prescrizioni della Regione? &#8220;Non sono così rilevanti. Si possono accogliere senza difficoltà&#8221;. Anche spostare i palazzi?<br />
&#8220;Le Ferrovie possono dare una deroga&#8221;.<br />
Il disastro di Viareggio (solo un anno fa) non suona più a monito. Il business è business &#8230;.</strong></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Ecco il testo integrale del Decreto dirigenziale come pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria</p>
<p><strong>DECRETO DEL DIRIGENTE SETTORE VALUTAZIONE IMPATTO</strong> <strong>AMBIENTALE</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>18.06.2010 N. 1590</strong></p>
<p><strong>Procedura di verifica screening ex l.r. 38/98. Piano particolareggiato di iniziativa pubblica in variante contestuale al PRG di Sarzana area progetto n. 3 Via Muccini (SP). Proponente: Comune di Sarzana (SP). No VIA con prescrizioni.</strong></p>
<p style="text-align: center;">IL DIRIGENTE</p>
<p style="text-align: center;">omissis</p>
<h6 style="text-align: right;">Anno XLI &#8211; N. 29 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA Parte II 21.07.2010 &#8211; pag. 104</h6>
<p style="text-align: center;">DECRETA</p>
<p>per quanto illustrato in premessa</p>
<p>1. che il Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica in variante contestuale al PRG di Sarzana ex art.</p>
<p>9 L. 24/87 dell’area progetto n. 3 Via Muccini, Comune di Sarzana (SP), non debba essere</p>
<p>assoggettato a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi dell’art.10 della l.r. 38/1998,</p>
<p>a condizione che vengano rispettate le seguenti prescrizioni:</p>
<p>a) dovrà essere posta particolare cura nella progettazione dell’isolamento acustico di facciata di</p>
<p>tutti gli edifici e in particolar modo delle unità abitative poste all’interno degli archi degli edifici</p>
<p>ad arco retto e di quelli prospicenti le viabilità più importanti e la ferrovia;</p>
<p>b) dovrà altresì essere redatto e realizzato un piano di monitoraggio acustico post-operam al fine</p>
<p>di verificare il nuovo clima acustico dell’area nonché l’efficacia dei sistemi di isolamento</p>
<p>acustico previsti per gli edifici, con particolare attenzione a quelli più sensibili;</p>
<p>c) dovrà essere rivista la collocazione dell’edificio a base pentagonale, interamente destinato a</p>
<p>residenza, e della limitrofa stazione degli autobus, compresi nel comparto U 2/3, in quanto posti</p>
<p>a distanza inferiore ai trenta metri dalla linea ferroviaria indicati dall’art. 49 del DPR 753/1980;</p>
<p>d) dovrà essere elaborato un piano di monitoraggio e controllo geotecnico delle strutture a</p>
<p>contorno delle aree di scavo nonché un piano di controllo idrogeologico di tutta l’area</p>
<p>interessata dal piano particolareggiato;</p>
<p>e) dovranno essere verificate le specifiche condizioni di pericolosità dell’area, attraverso gli studi</p>
<p>disponibili presso l’Autorità di Bacino e/o valutazioni di maggior dettaglio, anche al fine della</p>
<p>definizione degli adeguati misure ed accorgimenti tecnico-costruttivi di cui all’allegato n. 10</p>
<p>delle NTA. In particolare i volumi interrati destinati a box e cantine dovranno avere accessi e</p>
<p>prese d’aria ad una altezza superiore ai tiranti d’acqua indotti dalla eventuale piena due</p>
<p>centennale, con rispetto del franco, ed avere i piani d’imposta dei piani terra abitabili posti ad</p>
<p>una quota superiore ai tiranti d’acqua;</p>
<p>f) dovranno essere svolte preventive analisi di risposta sismica ai fini della definizione della</p>
<p>pericolosità sismica di sito, in termini di amplificazione, in rapporto, anche, alle opere di</p>
<p>progetto;</p>
<p>g) dovrà essere incrementata il più possibile l’installazione di pannelli fotovoltaici data la</p>
<p>consistente disponibilità di superfici idonee;</p>
<p>h) dovranno essere previste nuove opportune aree ombreggiate, nell’area di intervento in</p>
<p>corrispondenza delle nuove viabilità, al fine di migliorare il previsto riassetto vegetazionale,</p>
<p>anche a parziale schermatura delle opere più incidenti dalle visuali pubbliche, in generale</p>
<p>incrementando la quantità delle nuove alberature, anche prevedendo ulteriori viali o percorsi</p>
<p>alberati. Dovranno inoltre essere previste idonee aree di sosta e fruizione del verde pubblico;</p>
<p>i) dovrà essere valutata, in corrispondenza delle aree con destinazione a parcheggio, la possibilità</p>
<p>di prevedere siepi continue e specie arboree o arbustive sempreverdi in ragione di un esemplare</p>
<p>per ogni posto macchina. Inoltre nelle pavimentazioni di queste aree dovrà essere previsto un</p>
<p>incremento dell’utilizzo di materiali drenanti tipo “conglomerato naturale”;</p>
<p>j) dovrà essere consultato in fase esecutiva un esperto sia per quanto riguarda la scelta delle</p>
<p>essenze da mettere a dimora sia per quanto riguarda le tecniche e le modalità di piantumazione</p>
<p>e di mantenimento da adottare;</p>
<p>k) dovrà essere concretamente valutata la possibilità di potenziare i percorsi ciclabili per un</p>
<p>corretto raccordo con l’esistente e con il centro storico di Sarzana. Degli stessi dovrà essere</p>
<p>anche verificata attentamente la sicurezza;</p>
<p>2. che:</p>
<p>a) deve essere data comunicazione al Dipartimento Provinciale ARPAL di La Spezia della data di</p>
<p>avvio della realizzazione delle opere previste, ai fini dell’espletamento delle funzioni di controllo</p>
<p>e di verifica di cui all’art.14 della l.r. 38/98;</p>
<p>b) l’accettazione delle prescrizioni di cui sopra da parte del soggetto proponente dovrà essere</p>
<p>inoltrata al Settore V.I.A. successivamente alla pubblicazione del presente atto sul B.U.R.L;</p>
<p>c) la documentazione di cui al precedente punto 1. lettere c), d), f), g), h), i), k) dovrà essere</p>
<p>inviata al Settore V.I.A. successivamente all’accettazione di cui sopra. La documentazione sarà</p>
<p>verificata dall’Ufficio entro il termine di 30 giorni decorrente dal ricevimento degli atti,</p>
<p>trascorso il quale si intende resa la verifica in senso positivo;</p>
<p>d) il presente provvedimento acquisterà efficacia soltanto ad avvenuta positiva verifica da parte del</p>
<p>Settore V.I.A. dell’ottemperanza alle suddette prescrizioni, ovvero dalla scadenza del suddetto</p>
<p>termine di 30 giorni;</p>
<p>3. di disporre che il presente provvedimento sia pubblicato, per estratto, sul B.U.R.L..</p>
<p>Anno XLI &#8211; N. 29 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA Parte II 21.07.2010 &#8211; pag. 105</p>
<p>Avverso il presente provvedimento può essere inoltrato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale</p>
<p>della Liguria entro 60 giorni o alternativamente ricorso straordinario al Presidente della Repubblica</p>
<p>entro 120 giorni dalla notifica, comunicazione o pubblicazione.</p>
<p>IL DIRIGENTE</p>
<p>Vincenzo D’Auria</p>
<div id="attachment_6846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/estratto-Burl.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6846" title="estratto Burl" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/estratto-Burl-150x150.jpg" alt="cliccare per ingrandire" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">QUI LA PUBBLICAZIONE UFFICIALE SUL BURL (cliccare per ingrandire)</p></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Piano Botta, affare privato. Ecco le carte!</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/piano-botta-un-affare-privato-ecco-le-carte-che-lo-provano/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 20:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto prima che le carte fossero note al consiglio comunale, organo sovrano per le varianti urbanistiche, un gruppo privato disponeva dei disegni dei palazzi di  Botta, di un piano urbanistico di “iniziativa pubblica”. Ecco la prova. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Carlo Ruocco. </strong>Impaginazione a cura di<strong> Laura Lazzarini<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/abitcoop_in-evid.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6770" title="abitcoop_in evid" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/abitcoop_in-evid-300x214.jpg" alt="abitcoop_in evid" width="300" height="214" /></a>Otto-nove mesi prima che le carte fossero note al consiglio comunale, organo sovrano per le varianti urbanistiche, alcuni proprietari delle aree di via Muccini possedevano i disegni dei palazzi di Mario Botta, ufficialmente supervisore di un piano urbanistico di <strong>“iniziativa pubblica”</strong>. La prova è contenuta nella presentazione del bilancio sociale AbitcoopLiguria del 2007.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8212;</span></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Abitcoop1.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-6664" title="Abitcoop1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Abitcoop1.JPG" alt="Abitcoop1" width="400" height="304" /></a>Nel capitolo “Il percorso della qualità”, sotto il titolo “Sarzana: via Muccini”, a pagina 34 è scritto testualmente: &lt;&lt;A Sarzana Abitcoop su incarico delle cooperative La Marina, Primo Maggio e Unieco sta coordinando un intervento di riqualificazione urbana di grande interesse per la dimensione, per la localizzazione, per aver scelto come obiettivo prioritario la determinazione di una sintesi tra socialità e qualità. Il progetto ideato dall’architetto di Lugano Mario Botta prevede sull’area di 22.272 metri quadrati la costruzione di circa 130 appartamenti oltre ad uffici e spazi commerciali&gt;&gt;.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8212;-</span></p>
<p><strong>Le miniature dei disegni dei palazzi</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Abitcoop3.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-6663" title="Abitcoop3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Abitcoop3-300x225.jpg" alt="Abitcoop3" width="300" height="225" /></a>Per dare più consistenza alle parole, la presentazione del “Piano Botta” è stata corredata dalle “miniature” dei disegni progettuali dei nuovi palazzi. Il Consiglio comunale quei disegni li conoscerà solo nel 2009. Di certo non erano compresi nel masterplan illustrato nel maggio 2008 ai cittadini sarzanesi, alle consulte, ai consiglieri comunali. I prospetti dei palazzi ad arco retto, senza portici e balconi, con logge e vetrate, con i finestrini tondi, i sarzanesi (e i consiglieri) li vedranno solo nel febbraio 2009, quaranta giorni prima dell’approvazione in consiglio (30 marzo 2009).</p>
<p>E “l’interesse pubblico”? E’ un’appendice. Prosegue il bilancio 2007 AbitcoopLiguria: &lt;&lt;La realizzazione di questo intervento consentirà al Comune di riqualificare un’ampia area pubblica limitrofa a via Muccini nella quale potrà essere localizzato il principale nodo di interscambio della città, che connetterà ferrovia, trasporto pubblico locale e parcheggi&gt;&gt;.</p>
<p>In realtà la parte pubblica sarà realizzata con gli oneri di urbanizzazione: lo stesso obiettivo poteva essere conseguito con qualsiasi altro disegno della città.</p>
<p><strong>La Variante pubblica: una “prestazione” di Abitcoop.</strong></p>
<p>Se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio, a pagina 52, l’ultima, il prezioso documento Abitcoop sembra proprio voler fare piazza pulita. Il capitolo s’intitola: ”Prestazioni 2007”. Titolo: “Urbanistica”. “Numero varianti strumenti urbanistici attuativi: 2 (Sarzana, Sori)”.</p>
<p>Ora siccome nello stesso volume si parla di altri due interventi a Sarzana in località Olmo, come già cantierato, e in località Camponesto, in assegnazione ai soci, ci sembra che l’unica “prestazione” di Abitcoop per realizzare una Variante sia appunto via Muccini.</p>
<p>Naturalmente ora ci sarà chi cercherà di gettare acqua sul fuoco, affermando che la partecipazione delle Cooperative alla redazione del piano di via Muccini emergeva anche dalla delibera di giunta del giugno 2007, che avviò la procedura di variante. E’ una verità molto parziale. In quella delibera si parlava di partecipazione dei privati alle spese, che sarebbe stata regolata da convenzioni. Ma tali convenzioni non esistono. Le abbiamo chieste ufficialmente e ripetutamente dal 6 dicembre 2009.  Solo l’altro ieri, il 13 luglio, ci è stata consegnata dall’Ufficio Teritorio una lettera ufficiale in cui si ammette che non esistono. Paradossalmente non si sa neppure da chi siano stati incaricati gli altri architetti (Roberto Evaristi e Luigi Piarulli) citati sul frontespizio delle cartografie ufficiali del Comune!</p>
<p><strong>Procedura controversa e poco trasparente</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/10/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3980" title="sarzana-treviso-lugano grande" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/10/2.jpg" alt="sarzana-treviso-lugano grande" width="400" height="267" /></a>Ma ciò che emerge di grave dal bilancio 2007 di Abitcoopliguria è la genesi della Variante, la sua natura privatistica. Chi assunse “l’iniziativa”, chi volle cambiare il volto della città omologandola a Sesto San Giovanni o a Treviso? Chi scelse l’architetto? Dalla delibera del 26 giugno 2007 si capiva che l’iniziativa era partita dai privati. Ma le cooperative non erano le uniche proprietarie dell’area. Gli altri proprietari l’hanno dovuta subire? Il più forte (Gennaro Miranda) ha resistito e i disegni di Botta per piazza Martiri (un altro palazzo ad arco retto!) sono rimasti nel cassetto.</p>
<p>Qual è stato il ruolo del Comune? Quello del notaio? Dell’arbitro imparziale? O ha sposato una parte dei privati? La delibera del 26 giugno 2007 parlava genericamente di “soggetti attuatori”, di “proposta di ridisegno effettuata dalla proprietà”.</p>
<div id="attachment_5257" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.tubechop.com/watch/79315" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5257" title="bottiglioni2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/bottiglioni2.jpg" alt="bottiglioni2" width="150" height="122" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare per visualizzare l&#39;estratto del video</p></div>
<p>Ai cittadini (Comitato in testa), che ne hanno fatto richiesta, è sempre stata negata l’esistenza di “soluzioni progettuali dei privati”. Ma soprattutto l’assessore al territorio Roberto Bottiglioni si spinse a negare in un’assemblea del Comitato Sarzana, che botta! l’interesse di Unieco, colosso del settore. “Chi è Unieco?” ebbe a dire.</p>
<p>E il sindaco Massimo Caleo si è sempre rifiutato di rispondere al<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/sindaco-fuori-i-nomi-di-chi-ha-voluto-la-variante-di-via-muccini/" target="_blank">le 10 domande </a>poste sul nostro sito. Tra queste anche quelle di indicare chi fossero i privati che avevano ispirato il Piano Botta. L’Amministrazione ha sempre ripetuto che il Piano era d’iniziativa pubblica.</p>
<p><strong>Commistione pubblico-privato</strong></p>
<p>Di pubblico di sicuro c’è il personale (un ingegnere, un architetto e due geometri dell’ufficio territorio del Comune, pagati – giustamente – extra stipendio con soldi pubblici), le spese delle cartografie da mettere a disposizione di consiglieri, consulte, associazioni di cittadini per “creare l’ampio processo partecipativo” a decisioni palesemente assunte in altre sedi. Di pubblici ci sono i sessantamila euro per la parcella di Botta, incaricato senza concorso pubblico in palese violazione di normative italiane ed europee.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/incarico-botta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6780" title="incarico botta" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/incarico-botta.jpg" alt="incarico botta" width="650" height="350" /></a></p>
<p>Botta, è vero, ha progettato anche la parte pubblica del Piano, ma era l’architetto di una fetta (anche se rilevante) dei privati proprietari delle aree e ha omologato gli edifici pubblici ai disegni già prodotti per i privati. Così, se non andiamo errati, è architetto legato alle Coop Evaristi della Spezia. Parlare tout-court di Variante <strong>d’iniziativa pubblica</strong> al Piano Particolareggiato di via Muccini ci sembra per lo meno contrario al comune senso del pudore.</p>
<p><strong>Un problema di democrazia</strong></p>
<p>Il Consiglio comunale nel marzo 2009 ha fatto solo da ente certificatore. A noi sembra un grave vulnus per la democrazia e le tradizioni di Sarzana su cui le forze politiche e sociali dovrebbero riflettere. Domanda: se invece di chiamarsi Coop il “soggetto attuatore” si fosse chiamato Ligresti o Caltagirone non si sarebbe gridato allo scandalo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>De Architectura e il concorso: finalmente una giuria popolare!</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/de-architectura-e-il-concorso-finalmente-una-giuria-popolare/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 15:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6719</guid>
		<description><![CDATA["Finalmente un concorso per disegnare la città col contributo dei cittadini": De Architettura, uno dei siti più qualificati, ha lucidamente colto il significato del nostro concorso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.de-architectura.com/2010/07/sarzana-che-botta-bandisce-un-concorso.html">&#8220;SARZANA  CHE BOTTA&#8221; BANDISCE UN CONCORSO</a></h3>
<h3><a href="http://www.de-architectura.com/2010/07/sarzana-che-botta-bandisce-un-concorso.html" target="_blank">(dal sito De Architectura)</a></h3>
<div id="post-4656936579205883835"><!-- #fullpost{display:inline;} -->Il comitato “<strong>Sarzana che  Botta</strong>&#8220;, molto attivo in rete oltre che in città, organizza il  concorso di idee &#8220;<strong><a href="../2010/06/via-muccini-il-comitato-lancia-un-concorso-di-idee/" target="_blank">Ri-pensiamo  Via Muccini</a></strong>&#8220;.<br />
Per gli antefatti di questa vicenda rimando al sito del comitato e al <strong><a href="http://ginopi.blogspot.com/" target="_blank">ginopiarulliblog</a></strong>.<br />
Questa iniziativa è di grande interesse per diversi motivi:<br />
• un gruppo di cittadini si sono organizzati non solo per contestare un  progetto urbano, come accade di frequente e rimanendo nella mera logica  del no, ma vogliono proporre soluzioni alternative e valide per la loro  città, dando un bell’esempio ai loro amministratori;<br />
• il concorso è palese, cioè ogni concorrente apporrà in calce alle  tavole nome e cognome facendo così cadere il velo dell’ipocrisia sul  falso anonimato previsto dalle vigenti normative;<br />
• la formula del concorso presenta, finalmente, la caratteristica  fondamentale di affiancare alla giuria tecnica, una giuria popolare,  scelta oltremodo coerente con il fatto che le indicazioni progettuali  sono state date dal comitato stesso, cioè da un insieme di cittadini.<br />
<span id="fullpost"><br />
Il fatto più significativo e che più mi interessa è certamente la giuria  popolare. Non so quali metodi di selezione e di scelta del progetto  saranno adottati ma, comunque andrà, una cosa si può dire fin d’ora: il  progetto sarà quello giusto o almeno il più giusto tra quelli  presentati.<br />
Distillato purissimo di populismo? Neanche per sogno, è invece il  risultato di una semplice constatazione e di un minimo di ragionamento:  dato che la disciplina urbanistica, e la sua concreta attuazione e  gestione, ha ormai toccato il fondo, avendoci  consegnato città sempre  più brutte, sempre meno città e sempre più periferie monofunzionali e  prive di vita, da almeno 60 anni a questa parte, a fronte di procedure e  leggi cervellotiche e astratte, il perseverare con la stessa logica,  quella cioè di affidarsi, prima, agli esperti che appartengono  indiscriminatamente, alla cultura modernista e, poi, alla politica e  alla sua indifferenza rispetto alla qualità della città, è totalmente  illogico e insensato. Non credo esista altro campo delle scienze sociali  applicate che possa vantare una divaricazione così grande tra  aspettative e risultati. I risultati contano, non i processi, e i  risultati sono pessimi.<br />
E dunque che decidano almeno i cittadini, detentori delle scelte per la  loro città, veri e autentici proprietari, come comunità, come <em>civitas</em>,  del diritto di decidere sull’<em>urbs</em>.<br />
E poi, se la logica che governa l’architettura deve essere, come di  fatto è, quella dello show, del successo, del consenso organizzato e  guidato dall’alto che tanto alimenta il mito <strong>archistar</strong>, tanto  vale che a determinare tale successo non siano i media e le riviste, ma  la gente direttamente.</span></div>
<div>&#8212;&#8211;</div>
<div><span><a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/grande-consenso-al-concorso-di-idee-per-la-sfida-a-rinnovare-sarzana/" target="_blank">qui il nostro articolo sull&#8217;argomento</a><br />
</span></div>
<div><span><br />
</span></div>
<div>e un elenco di alcune delle richieste:</div>
<div>- richiediamo l&#8217;invio del materiale per il concorso in oggetto. &#8230;<br />
- vorrei ricevere il materiale per partecipare al concorso &#8220;Sarzana che botta!&#8221;&#8230;<br />
- le scrivo a proposito del concorso&#8221;Ri-pensiamo via Muccini&#8221;. Volevo chiederle se possono partecipare anche i neo-laureati in architettura ancora privi di firma e di iscrizione all&#8217;albo?<br />
- Vorrei ricevere la documentazione per studiare il vostro concorso “Ri-pensiamo Via Muccini” che penso sia tutta in formato digitale&#8230;<br />
- son l&#8217;architetto &#8230;, volevo chiedere cortesemente se l&#8217;invio del materiale per il concorso in oggetto può avvenire anche prima della iscrizione per dare un occhiata al tema o dopo.<br />
- &#8220;vorrei partecipare al concorso quindi sapere se era possibile avere il materiale che serve e se è necessario pagare qualcosa.<br />
- &#8220;ho letto il bando di concorso e mi sembra che il tema sia molto stimolante. Vorrei ricevere la documentazione allegata per farmi un&#8217;idea più precisa ed eventualmente partecipare.<br />
- con la presente sono gentilmente a richiedere copia della documentazione relativa al bando di concorso &#8220;ri-pensiamo via muccini-nuova variante all&#8217;area progetto 3&#8243;, come da indicazioni sull&#8217;allegato  scaricato dal sito.<br />
- Vorrei partecipare al concorso di progettazione da voi bandito, potete spedirmi la documentazione relativa?<br />
- Richiedo la documentazione necessaria per partecipare al concorso: “Ri-pensiamo Via Muccini”    Nuova variante all’ Area Progetto 3.<br />
- volevo chiedere se era possibile avere materiale istruttorio (planimetrie, schede di piano o qualsiasi altro materiale utile alla redazione del progetto) riguardo al bando in oggetto.<br />
- Con la presente chiedo di poter essere iscritto al Concorso: “Ri-pensiamo Via Muccini” &#8211; Nuova variante all’ Area Progetto 3 e di poter ricevere la documentazione necessaria alla svolgimento del tema di Concorso.<br />
- con la presente, richiedo di ricevere la documentazione necessaria per la partecipazione al concorso “Ri-pensiamo Via Muccini”<br />
- We would like to receive more information about via Muccinni contest in Sarzana in order to decide entering in the competition. Would you please kindly send us all the terms of the competition to the adress below.<br />
- Scrivo per una richiesta di iscrizione al concorso “Ri-pensiamo Via Muccini”: Sarzana che botta, e alla relativa richiesta di documentazione.<br />
- Gentili organizzatori del concorso &#8220;Ri-pensiamo Via Muccini&#8221;, con riferimento al concorso in oggetto si chiede cortesemente l&#8217;invio del materiale concorsuale.<br />
- siamo un gruppo di architetti interessati a partecipare al concorso “Ri-pensiamo Via Muccini” , e vorremmo chiedervi se vi è possibile inviarci il materiale necessario.<br />
- Si richiede l&#8217;iscrizione e l&#8217;invio della documentazione per il gruppo Architetti &#8230;<br />
- &#8220;richiedo la documentazione relativa al concorso di idee &#8220;&#8221;Ri-pensiamo Via Muccini&#8221;<br />
- &#8220;vorrei, se possibile, ricevere il materiale relativo al concorso “Ri-pensiamo Via Muccini&#8221;<br />
- Richiesta della documentazione per il concorso di progettazione per la riqualificazione urbanistica dei comparti pubblico e privato compresi tra via Muccini e Piazza Terzi nel comune di Sarzana, da parte dell&#8217;Arch. &#8230;. e l&#8217;Arch. &#8230;<br />
- &#8220;Lieti di ricevere materiale per competition: Ri-pensiamo Via Muccini.<br />
- desidero ricevere la documentazione inerente al concorso di idee sarzanachebotta.<br />
- per partecipare al concorso, bisogna necessariamente essere iscritti all&#8217;Albo o possono partecipare anche neolaureati?<br />
- Vorrei poter ricevere il materiale del Concorso.<br />
- &#8220;richiedo l&#8217;iscrizione al concorso &#8220;Ri-pensiamo via muccini&#8221; per il seguente gruppo di lavoro: &#8230;<br />
- sono uno studente in ingegneria edile architettura presso l&#8217;università de l&#8217;aquila e volevo ricevere la documentazione per iniziare a riprogettare l&#8217;area oggetto del concorso<br />
- è possibile ricevere il materiale relativo al bando &#8220;ri-pensiamo via muccini&#8221;?<br />
- desidero ricevere il bando, il disciplinare e tutta la documentazione utile allo svolgimento del concorso in oggetto.<br />
- &#8220;Desidero ricevere maggiori informazioni riguardo al concorso di idee<br />
- saremmo interessati a valutare la possibilità di partecipare al concorso di idee da Voi proposto, pertanto, vi chiediamo gentilmente di inviarci i riferimenti e la documentazione necessaria.<br />
- &#8220;m&#8217;interesserebbe il concorso “Ri-pensiamo Via Muccini” per la riqualificazione urbanistica dei comparti pubblico e privato compresi tra via Muccini e Piazza Terzi nel comune di Sarzana&#8230;<br />
- &#8220;Rimango in attesa di un vostro contatto per la documentazione relativa al bando.<br />
- Richiesta di iscrizione al concorso &#8220;Ri-pensiamo a Via Muccini&#8221; da parte di &#8230; Studente di architettura iscritto alla laurea magistrale in architettura del paesaggio all&#8217;università IUAV di Venezia laureato in Scienze dell&#8217;Architettura presso la stessa<br />
- &#8220;volevo  iscrivermi al concorso “Ri-pensiamo Via Muccini”-&#8230;</div>
<div>&#8230;</div>
<div>&#8230;</div>
<div>&#8230;</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Lunedì, piazza Luni presidio antimafia di Libera</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative di altri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il silenzio dei colpevoli&#8221; è il titolo della manifestazione antimafia che il presidio Dario Capolicchio di Sarzana dell&#8217;associazione Libera ha indetto per lunedì 26 in piazza Luni a Sarzana. L&#8217;associazione fondata da don Luigi Ciotti continua la sua opera di sensibilizzazione sul problemadelle infiltrazioni mafiose al Nord, portate clamorosamente alla luce a Milano dall&#8217;inchiesta condotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il silenzio dei colpevoli&#8221; è il titolo della manifestazione antimafia che il presidio Dario Capolicchio di Sarzana dell&#8217;associazione Libera ha indetto per lunedì 26 in piazza Luni a Sarzana. L&#8217;associazione fondata da don Luigi Ciotti continua la sua opera di sensibilizzazione sul problemadelle infiltrazioni mafiose al Nord, portate clamorosamente alla luce a Milano dall&#8217;inchiesta condotta dal pubblico ministero Ilda Boccassini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Massimo della modestia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 22:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Non ho niente da imparare da nessuno, se non da me stesso&#8221;.
Così il sindaco Massimo Caleo all&#8217;assemblea del centro storico.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/caleo_alloro.jpg"><img class="size-full wp-image-6796 alignright" title="caleo_alloro" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/caleo_alloro.jpg" alt="caleo_alloro" width="150" height="118" /></a></p>
<p>&#8220;Non ho niente da imparare da nessuno, se non da me stesso&#8221;.<br />
Così il sindaco Massimo Caleo all&#8217;assemblea del centro storico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La nostra assemblea: impegno per legalità e diritti dei cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 15:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbiamo fatto...]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[L'assemblea di venerdì sera ha confermato l'impegno per affermare i valori della democrazia, della trasparenza e dei diritti dei cittadini nella gestione del territorio. Una sintesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’affollata assemblea per confermare la volontà del Comitato “Sarzana, che botta! di andare avanti non solo nella battaglia contro la Variante di via Muccini firmata dall’architetto ticinese Mario Botta,  ma <strong>di porre in modo forte il problema della democrazia, del rispetto della legalità, della trasparenza e dell’uguaglianza e dei diritti dei cittadini nella gestione del territorio, cioè dell’urbanistica</strong>.  Il primo argomento affrontato nell’incontro è proprio la sintesi della battaglia del Comitato. Una rivelazione-choc. Il gruppo di cooperative proprietario di larga parte delle aree di via Muccini non solo fu il promotore della Variante, non solo indicò il nome di Mario Botta, ma entrò in possesso almeno sette mesi prima del Consiglio comunale, organo democratico titolare delle scelte urbanistiche, dei disegni dei palazzi.   La prova inoppugnabile è stata portata dal presidente Carlo Ruocco all’assemblea: il bilancio 2007 di Abitcoop Liguria, di cui il Comitato è entrato in possessso.  &lt;&lt;Vi sono i disegni, vi sono scritti dai quali si evince in modo inequivocabile che il Consiglio comunale è stato trattato da notaio di un’operazione prevalentemente ideata da privati e fatta passare come “Variante d’iniziativa pubblica”, pagata con i soldi dei contribuenti sarzanesi&gt;&gt;. Altri privati hanno dovuto subire. L’unico che ha resistito, l’imprenditore napoletano Gennaro Miranda, ha ottenuto di continuare sui suoi terreni con il vecchio piano Piarulli. Per il Comitato c’è in tutto questo un grave problema di democrazia, di trasparenza, di uguaglianza dei cittadini, di legalità. &lt;&lt;Cosa si sarebbe detto a Sarzana – ha chiesto Ruocco &#8211; se la stessa cosa fosse accaduta con un Ligresti o un Caltagirone?&gt;&gt;. Barbara Sisti e Eliana Taraborelli hanno poi relazionato con immagini suggestive offerte dall’architetto Gianfranco Damiano sulla battaglia culturale e amministrativa non ancora conclusa condotta di concerto con Italia Nostra e Legambiente per salvare il vecchio mercato, opera simbolo della Sarzana della ricostruzione, voluto dalla prima amministrazione di Paolino Ranieri nel dopoguerra. Il professor Silvano D’Alto ha sottolineato il valore antropologico di quel manufatto, testimonianza del rapporto città-campagna. E ha plaudito al concorso di idee lanciato dal Comitato per ridisegnare l’area, sottolineando che è la prima iniziativa del genere in Italia. Un concorso che, come hanno riferito Roberta Mosti e Sara Frassini, che sta ottenendo un consenso insperato. Già quaranta le adesioni. Una richiesta di partecipazione è giunta addirittura dal Portogallo. E ora il Comitato cerca sponsor per l’iniziativa, deciso a portare i disegni in mostra in città. E intanto la nostra associazione si collega, come ha annunciato Stefania Bernardini, che ne cura i contatti, alla Rete dei Comitati di altre regioni, guidata in Toscana dal filosofo Alberto Asor Rosa e nel Veneto dal professor Paolo Cacciari. La decisione è stata approvata dall’assemblea all’unanimità.</p>
<p><strong>(in calce alle foto, riportiamo resoconto de La Nazione)</strong></p>
<div id="attachment_6788" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_dalto.JPG"><img class="size-full wp-image-6788" title="san_francesco_dalto" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_dalto.JPG" alt="san_francesco_dalto" width="700" height="540" /></a><p class="wp-caption-text">il Professor D&#39;Alto</p></div>
<div id="attachment_6789" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_eliana.JPG"><img class="size-full wp-image-6789" title="san_francesco_eliana" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_eliana.JPG" alt="san_francesco_eliana" width="700" height="530" /></a><p class="wp-caption-text">La Prof.ssa Taraborelli</p></div>
<div id="attachment_6791" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_roberta.JPG"><img class="size-full wp-image-6791" title="san_francesco_roberta" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_roberta.JPG" alt="san_francesco_roberta" width="700" height="933" /></a><p class="wp-caption-text">Fra il pubblico, Roberta Mosti, co-promotrice del concorso di idee</p></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_barbara.jPG"><br />
</a></p>
<div id="attachment_6793" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_barbara1.jPG"><img class="size-full wp-image-6793" title="san_francesco_barbara" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_barbara1.jPG" alt="La Dott.ssa Sisti " width="700" height="896" /></a><p class="wp-caption-text">La Dott.ssa Sisti </p></div>
<div id="attachment_6815" class="wp-caption aligncenter" style="width: 664px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_carlo.JPG"><img class="size-full wp-image-6815" title="san_francesco_carlo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco_carlo.JPG" alt="il presidente Carlo Ruocco" width="654" height="446" /></a><p class="wp-caption-text">il presidente Carlo Ruocco</p></div>
<div id="attachment_6813" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/2010-07-18_LA_NAZIONE.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-6813" title="2010-07-18_LA_NAZIONE" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/2010-07-18_LA_NAZIONE-150x150.jpg" alt="2010-07-18_LA_NAZIONE" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare per ingrandire</p></div>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>La Spezia, lottizzazione sul lungomare. Appello di D&#8217;Alto e Raggi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa accade sul Golfo? Nulla di nuovo. Colate di cemento. L'ultima è proposta dall'Autorità portuale. Invece di continuare il disegno dei giardini pubblici sulla Calata Paita e ospitarvi solo strutture ricettive, si progetta una pesante lottizzazione. Appello di D'Alto e Raggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>APPELLO PUBBLICO DI D&#8217;ALTO E RAGGI</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Calata Paita era la grande occasione da cogliere per cominciare a dare forma e contenuti a quella idea di  città sul mare dove trovassero compimento i valori dello spazio pubblico</span>, della varietà e bellezza della vita urbana, dove il senso della “città di tutti” prevalesse su ogni interesse particolare, egoistico privato e privatizzante. Il progetto della Calata Paita che le istituzioni pubbliche tendono a realizzare uccide qualunque idea di città sul mare. E’ un’area destinata ad una insensata speculazione edilizia, che non saprà tramandare alcuna idea di nuova città alle generazione future. </em></p>
<p><em> Abbiamo deciso  di esprimere la nostra indignazione e il nostro stupore per l’insensatezza di quel progetto, inaccettabile in ogni sua parte. Come primi firmatari del documento  che segue, ricco già di numerose e qualificate adesioni, lo proponiamo come appello al quale chiediamo l’adesione di tutti i cittadini che intendono opporsi a quelle scelte e credono utile avviare un dibattito aperto e leale sulla condizione complessiva degli spazi urbani per un nuova concezione del lungomare spezzino.</em></p>
<p><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong> Calata Paita: una ‘lottizzazione’ sul lungomare</strong></p>
<p>Siamo un gruppo di cittadini che vogliono  esprimere il loro sconcerto per quanto sta accadendo nel progetto di riqualificazione e recupero della Calata Paita.</p>
<div id="attachment_6799" class="wp-caption aligncenter" style="width: 664px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_area-da-riqualificare.jpg"><img class="size-full wp-image-6799" title="waterfront_area da riqualificare" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_area-da-riqualificare.jpg" alt="waterfront_area da riqualificare" width="654" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;area da riqualificare (immagine dal sito dell&#39;Autorità Portuale)</p></div>
<p>Da un progetto vincitore di concorso, che si esaltava  in promesse di  novità di contenuti e di linguaggio, si è pervenuti ad un progetto in cui è difficile cogliere una idea urbana e urbanistica nuova: ma in cui è invece ben chiaro l’obiettivo di produrre una corposa lottizzazione in riva al mare. Cioè una esemplare speculazione edilizia, massimizzando la rendita edilizia e urbana, senza produrre alcuna idea  di nuova città, anzi: distruggendo storia, identità, valori, memoria di una città che vorrebbe essere davvero sul mare e proporsi come una perla urbana nel Golfo.</p>
<div id="attachment_6801" class="wp-caption aligncenter" style="width: 664px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_palazzoni.jpg"><img class="size-full wp-image-6801" title="waterfront_palazzoni" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_palazzoni.jpg" alt="waterfront_palazzoni" width="654" height="404" /></a><p class="wp-caption-text">(immagine dal sito dell&#39;Autorità Portuale)</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Il progetto della nuova Calata Paita si configura come previsione di alcuni macro edifici, disposti perpendicolarmente alla linea di costa, e di due grattacieli prospicienti al mare:  costruzioni che galleggiano su una ampia piattaforma che dilata – con un nuovo interramento – la Calata Paita e si protende, senza forma e senza misura, nel Golfo. La sistemazione a pettine degli edifici frantuma lo spazio unitario della Calata. Il potenziale innovativo, sia pure ampiamente problematico, del progetto vincitore si ridimensiona a mera proposta quantitativa. Il progetto vincente si  modellava sulla prassi, in apparenza vincente, di esempi di riqualificazione urbana spagnoli: oggi molto meno convincenti quanto a reale capacità innovativa e di produzione di nuovo paesaggio.</p>
<p>Un altro sbracamento nel mare, con copioso interramento, è previsto davanti alla passeggiata Morin. Questa, con il suo percorso rettilineo in faccia alla profondità del golfo – a far cogliere nel camminare  la misura di aperto orizzonte – è da sempre il segno simbolicamente più ricco di valori paesaggistici e urbani: sintetizza, proprio con il suo limite sul quale si adagia il fronte urbano, la forza e la bellezza della linea costa che si dispiega nei due rami, occidentale e orientale: a formare quell’arco costiero che è il raccogliersi corale di insenature, baie, piccoli promontori,  modesti insediamenti sul mare, del “Golfo dei poeti”. Passeggiata Morin è un luogo della storia urbana di Spezia che va compreso e difeso, non stravolto. È l’incipit di quella essenziale linea di costa che disegna il Golfo, una linea che il progetto vincente del Concorso non ha saputo, o non ha voluto, rispettare.</p>
<div id="attachment_6802" class="wp-caption aligncenter" style="width: 658px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_interramento.jpg"><img class="size-full wp-image-6802" title="waterfront_interramento" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/waterfront_interramento.jpg" alt="waterfront_interramento" width="648" height="528" /></a><p class="wp-caption-text">(immagine dal sito dell&#39;Autorità Portuale)</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Chi conosce e ha praticato almeno qualche volta la  tradizionale passeggiata degli spezzini tra lungomare Morin e Molo Italia sa quanto sia importante svoltare nel Molo e avere il mare non più di fianco ma entrarvi, attivando quel senso paesaggistico del Golfo che si apre tra costa orientale e costa occidentale.</p>
<p>Il progetto non permette di leggere questa continuità di spazi e di vita, ma piuttosto suggerisce  la formazione di uno spazio che tende a separarsi dalla passeggiata – quasi introducendo una porta di ingresso – con un insieme di servizi di tipo privatistico: club nautico, circolo velico, wellness/spa. La continuità tra Lungomare e Molo, il suo senso di spazio pubblico – non basta consentirne l’accesso – è il valore di memoria collettiva e di identità urbana che va esaltato.</p>
<p>La nuova Calata Paita è un progetto da dimenticare, distrugge quello che vorrebbe costruire: il rapporto tra la città e il suo Golfo. La passeggiata Morin, con la sua storia e il suo potenziale di relazione storicamente praticato, già suggeriva la strada da imboccare. Si trattava di proseguirla per far nascere un nuovo lungomare, con nuova complessità organizzativa di servizi e di accoglienza urbana e turistica. Uno spazio dunque interamente dedicato alla città, cioè fatto di attrezzature e servizi per una nuova idea di città sul mare, concorrenziale e competitiva con altre città italiane ed europee. Doveva essere una grande idea urbana, di spazi pubblici e ad uso pubblico, dove la partnership pubblico-privato doveva incontrarsi per una idea della “città come la casa di tutti” (Salzano), “ luogo della  massima concentrazione delle energie e della cultura di una comunità” (Mumford).. Si può dire che ciò era nei pensieri e negli auspici non solo dei migliori cittadini ma negli impegni della stessa Amministrazione Comunale, quando, nel passato, era stata  politicamente decisa la separazione – in una sorta di grossolano baratto – tra aree destinate al Porto e aree destinate alla città. Consegnare alla città la Calata Paita era una sorta di parola d’ordine Ha prevalso un’altra idea: quella delle “mani sulla città”.</p>
<p>La palazzata di Corso Italia, con i suoi portici aveva già segnato il limite della città storica: bastava abbattere le recinzioni che separavano la città dalla Calata Paita  e aprire quegli spazi al mare: con innovazione creativa da parte di una politica lungimirante e culturalmente ben orientata a costruire un nuovo senso urbano. È  nato l’oblio della politica e la mercificazione del lungomare.</p>
<p>La nuova edificazione a blocchi pesanti separa, non unisce, la città al mare. Perché, per la sua impostazione ripetitiva replica l’edificato urbano esistente e lo separa come un tappo che cancella il rapporto col mare.  Orgogliosamente, ma banalmente, si sostituisce a quel confine. Si determina un dualismo tra passato urbano e nuovo progetto: non una continuità con la città per rigenerarla, ma una appropriazione, da parte di pochi, di uno spazio che doveva essere di tutti. Una rendita, di cui si dovrebbe capire chi se ne sta appropriando: se imprese, banche, gruppi di interesse e quant’altro. Una linea politica e urbanistica di mera riproduzione dell’esistente: non lo slancio nel futuro per una nuova idea di turismo, di cultura e di città. Perciò una storia che non si rinnova, ma ristagna in forme tradizionali e conservatrici di politica urbana.</p>
<p>Una appropriazione che contraddice ogni idea di autentica ‘sostenibilità’: che ha i suoi cardini concettuali  nella produzione di valori proiettati verso le generazioni future – perciò verso una nuova idea di città – e in un principio di uguaglianza dei cittadini.</p>
<p>Come costruire la relazione che connette e arricchisce di nuove energie la città, l’identità che  qualifica un nuovo senso urbano, la storia che non dimentica, sulla quale il futuro si appoggia ? Come costruire la nuova Calata Paita in modo coerente con una idea di città sul mare? L’identità di una città è processo in cui i cittadini si riconoscono come artefici di nuova vita urbana: ossia di un nuovo modo di percepirsi nello spazio urbano attraverso il progetto di riqualificazione: Quale percezione potranno avere di sé e del loro futuro, i cittadini della Spezia e i turisti che la visiteranno, se manca una idea innovativa di vita urbana?</p>
<p>Queste considerazioni portano ad  una conclusione molto semplice: che nella Calata Paita  si possono pensare solo servizi e attrezzature, escludendo abitazioni e alberghi, macrocondomini e grattacieli. Tutto questo non è irrealistico, se una grande città come Genova ha scelto proprio questa strada per intervenire sul suo waterfront: che dovrà costruire lo spazio di tutti, non una distribuzione di privilegi. Il nuovo Lido di Albaro – anzi tutta la costa che va da Piazza  Kennedy a Nervi – ha una destinazione a servizi e attrezzature nella partnership pubblico-privato, in cui il pubblico ha saputo indicare regole per una città aperta sul mare, senza smaccati privilegi e interessi  privatizzanti lo spazio del lungomare. Un ricatto da parte dell’iniziativa privata impostato sulla necessità di avere un’area di abitazioni o alberghi in posizione di assoluto privilegio – perché solo così si sarebbero potuto far quadrare i conti per costruire i nuovi spazi di vita collettiva – è caduto, perché hanno prevalso, dopo una fase di forte conflittualità cittadina e comunale, i valori d’uso su quelli di scambio: cioè sulla mercificazione, benché parziale,  del lungomare. Su una analoga linea di difesa di nuovi valori urbani è la prospettiva di riqualificazione di Ponte Parodi, un’area sul mare di forte memoria storica della città di Genova.</p>
<p>Che dire dunque delle ragioni che si portano a giustificare la speculazione urbana di Calata Paita con la costruzione della stazione Marittima?. Questa è di per sé una fonte di profitti e si giustifica come nuovo spazio urbano – al quale forze politiche e imprenditive, capitale pubblico e privato, devono concorrere – non come sottoprodotto della speculazione.</p>
<p>Infine una considerazione che è pregiudiziale ad ogni riflessione fin qui sviluppata. La riqualificazione della Calata Paita non si può pensare al di fuori di un piano unitario del lungomare urbano, che comprende la linea di costa da Canaletto-Fossamastra agli spazi dell’Arsenale, oggi sempre più frequentemente indicati come futura area urbana.  Solo questo atteggiamento a considerare l’unità del fronte a mare garantisce di uscire dal vicolo cieco della lottizzazione speculativa, con due operazioni successive di valorizzazione “immobiliare”. Si potranno così distribuire meglio, con un più ampio senso urbano, nuove funzioni e nuovi spazi urbani: per costruire  la nuova città, che ha bisogno in primo luogo  “del lavoro di pensare”, perché – come suggerisce Saramago – “senza idee non andiamo da nessuna parte”.</p>
<p><strong>Arch.tti Silvano D’Alto e Renato Raggi</strong></p>
<p>Aderiscono: Betty Scolari, Pino Lena, Stefania Novelli, Matteo Garbusi, Eleonora Morelli, Stefania Pironi, Piera Mugnaini, Ilario Bellati, Massimo Lombardi  (Laboratorio antirazzista e delle resistenze sociali), Andrea Monaci (avvocato), Maurizio Sergi (avvocato), Piera Steffanini, Paolo Pucci, Prof. Igor Bellati, Sandra Benacci, Stefano Novelli, Davide D’Imporzano (avvocato), Mohamed Lagbili (Presidente Ass. Cult.L’Incontro), Alberto Balderi, Sharif Amin</p>
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