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	<title>Sarzana, che Botta!</title>
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		<title>Dragaggi, 300 mila euro in consulenze. Giacomelli si difende: &#8220;Ho limitato gli scavi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 21:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la bocciatura dei dragaggi "fai da te" da parte della Corte dei Conti Maurizio Giacomelli (assessore Difesa del suolo) rivendica di aver contenuto le richieste. Ma è in difficoltà sulle procedure adottate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/giacomelli-provincia-si-difende-ho-limitato-gli-scavi-a-cinque-punti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Intervista di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p><strong></strong>La Spezia. 11.5.2012.</p>
<p><em>&#8220;Ho avuto il merito di aver contenuto a cinque località i punti in cui intervenire a dispetto di 28 richieste&#8221;</em>. Maurizio Giacomelli, assessore alla Difesa del suolo della Provincia, tenta di limitare il danno d&#8217;immagine per lui e per il suo ente dopo lo stop imposto dalla Corte dei Conti alle escavazioni nel Vara. Invocare la somma urgenza a sei mesi dall&#8217;alluvione per evitare le gare, per assegnare i lavori di escavazione alle ditte locali, per evitare i controlli di Regione e Autorità di Bacino è apparsa ai giudici contabili procedura troppo disinvolta per passare sotto silenzio.<br />
<em></em></p>
<div id="attachment_12381" class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Giacomelli.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12381 " title="Giacomelli_min" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Giacomelli_min.jpg" alt="" width="146" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Giacomelli, assessore alla Difesa del suolo</p></div>
<p><em> &#8221;Erano interventi partiti come somma urgenza, ma che hanno richiesto tempo perché io ho voluto condividerli con il Parco e l&#8217;Autorità di Bacino&#8221;</em>, afferma.<br />
<strong>Sta dicendo che aveva acquisito i pareri favorevoli dei due enti?</strong><br />
<em>&#8220;No, un assenso scritto non c&#8217;è. Lunedì abbiamo una riunione in Regione sarà l&#8217;occasione per avere il parere. Prima si sono dichiarati non competenti per gli interventi di somma urgenza&#8221;</em>.<br />
<strong>La Regione ha avallato la procedura bocciata dalla Corte?</strong><br />
<em>&#8220;La dirigente Minervini ci aveva detto che non dovevamo essere autorizzati. Poi ha cambiato parere in tre righe&#8221;</em>.<br />
<strong>Quali studi sono stati effettuati per stabilire dove intervenire, per valutare le quantità da asportare?</strong><br />
<em>&#8220;Intanto vorrei sottolineare che non sono dragaggi. Non avremmo estratto inerti sotto il pelo dell&#8217;acqua. Ci si sarebbe concentrati sui sovralluvionamenti per togliere il materiale in più accumulato dalla piena e per risagomare l&#8217;alveo dove c&#8217;è pericolo per i centri abitati e le attività produttive. Di 600 mila metri cubi movimentati solo 300 mila sarebbero stati prelevati dalle ditte, tutte locali, per compensare tutto il lavoro di risagomatura&#8221;</em>.<br />
<strong>Chi ha stabilito dove scavare</strong>?<br />
<em>&#8220;Sono stati effettuati rilievi dai nostri uffici e da sette studi professionali diversi. Ci sono costati 300 mila euro. Vi è una relazione globale sulla valutazione d&#8217;incidenza dell&#8217;ingegner Giacomazzi e una relazione scientifica dell&#8217;ingegner Settesoldi, che aveva già lavorato al Piano di Bacino. Ha chiarito che l&#8217;asportazione di litoidi non avrebbe avuto influenze sulle località a valle e sulle spiagge&#8221;.<br />
</em><strong>Quali</strong> <strong>tecniche sono</strong><strong> state seguite per individuare i sovralluvionamenti?<br />
</strong><em>&#8220;Hanno utilizzato i precedenti studi sulle sezioni del Vara e del Magra individuate a suo tempo dall&#8217;Autorità di Bacino&#8221;.<br />
<strong>Sono stati utilizzati i rilievi aerei effettuati gratuitamente dalla Regione Friuli?<br />
</strong><em>&#8220;Penso di no. Sono in possesso della Regione&#8221;.</em><br />
</em><strong>Come mai non avete usato le competenze della Regione e dell&#8217;Autorità di Bacino?</strong><em><br />
&#8221; Non so se fossero disponibili&#8221;.<br />
</em><strong>A sei mesi dall&#8217;alluvione non ritiene che avreste dovuto procedere con uno studio più organico su tutto il bacino?<br />
</strong><em>&#8220;Un aggiornamento del Piano di Bacino va fatto.</em><em> Lunedì in Regione penso che se ne parlerà&#8221;.<br />
</em><strong>I Comitati alluvionati del Magra</strong> <strong>si sentono traditi perché non procedete con dragaggi alla foce.</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo effettuato rilievi sul tratto terminale del fiume. Ebbene la forza della piena del 25 ottobre ha favorito la rimozione del materiale ghiaioso nel tratto terminale del fiume. Se siamo riusciti a far uscire il cacciamine è perché la piena ha portato fuori il materiale. Vero è che la situazione in sponda sinistra intralcia l&#8217;attività nautica. Lì si deve intervenire. Io sono d&#8217;accordo per i due canali proposti dal profedssor Seminara. Ma non abbiamo risorse&#8221;.<br />
</em><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/giacomelli-provincia-si-difende-ho-limitato-gli-scavi-a-cinque-punti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fiume Vara, la Corte dei Conti blocca i dragaggi. Bocciata la Provincia.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si può parlare di "somma urgenza" a sei mesi dall'alluvione. Per questo motivo la Corte dei Conti ha bloccato i dragaggi decisi dalla Provincia. Vanno rispettate le leggi. Lunedì vertice in Regione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/fiume-vara-la-corte-dei-conti-blocca-i-dragaggi-bocciata-la-provincia/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Articolo di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p>La Spezia. 11 maggio 2012.</p>
<div id="attachment_12387" class="wp-caption alignleft" style="width: 414px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Vara_ruspe.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12387 " title="Vara_ruspe" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Vara_ruspe.jpg" alt="" width="404" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">Ruspe al lavoro nel Vara</p></div>
<p>Non è possibile invocare la somma urgenza a sei mesi dall’alluvione per procedere a dragaggi o escavazioni nel Magra e nel Vara senza indire gare pubbliche e senza la prova scientifica che siano indispensabili e idonei alla messa in sicurezza degli abitati.<br />
Con questa motivazione la Corte dei Conti ha bloccato le annunciate escavazioni nel letto del fiume Vara, decise dall’assessore alla difesa del suolo della Provincia, Maurizio Giacomelli, senza il preventivo parere del Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino.<br />
Ruspe ferme dunque in attesa delle opportune verifiche tecniche.<br />
Lunedì 14 a Genova è convocata in Regione una riunione “riparatrice”. Saranno presenti oltre alla Regione, la Provincia, l’Autorità di Bacino, il Parco Magra. Dovrà essere avviato un nuovo percorso per arrivare a interventi effettivamente efficaci per la messa in sicurezza degli abitati.<br />
Un grande smacco per la Provincia, che, cedendo alle pressioni dei sindaci, a loro volta pressati dalle popolazioni, il 18 aprile scorso aveva annunciato un piano per l’asportazione di 300 mila metri cubi di ghiaia e la movimentazione in alveo di altri 300 mila metri cubi, suscitando le reazioni del sindaco di Ameglia Umberto Galazzo e del sindaco di Sarzana Massimo Caleo, giustamente preoccupati delle conseguenze a valle di un’operazione non compresa in un piano di interventi su tutto il bacino del Magra-Vara.<br />
Si badi bene: la Corte dei Conti non boccia i dragaggi. Si limita a far rispettare la legge, che la Provincia ha ignorato. Solo in presenza di “somma urgenza” nei giorni successivi all’evento, si può procedere a interventi senza pareri dell’Autorità di bacino, senza studi approfonditi di bacino, senza gare pubbliche, applicando il metodo della compensazione per il pagamento dei lavori in alveo.<br />
La compensazione permette alle ditte chiamate a intervenire d’urgenza di portarsi via tanti metri cubi di ghiaia pari al valore stimato dell’intervento. Il limite massimo del valore dell’intervento per procedere senza gara è di 200 mila euro.<br />
E’ un metodo comprensibile nei giorni bui dell’alluvione, assolutamente arbitrario alla vigilia dell’estate.<br />
Contraddittorio il comportamento della Regione (come lo è stato in tutta la gestione del post-alluvione: la vicenda dell’insediamento commerciale di Romito insegna).<br />
In un primo momento aveva lasciato fare, quasi riconoscendo un ruolo autonomo alla Provincia. Poi al dirigente del settore ambiente, Gabriella Minervini, devono essere fischiate le orecchie.  Il giorno 17 aprile (dunque alla vigilia della riunione tecnica plenaria convocata dalla Provincia per la solenne decisione) ha inviato una lettera, pervenuta al protocollo della Difesa del suolo della Provincia il 23 aprile, nella quale si precisa che i lavori ad oggi non iniziati non possono essere annoverati nelle somme urgenze e pertanto dovranno seguire l’iter procedurale previsto dal decreto n. 3/2011”.<br />
La riunione del 18 aprile è stata disertata dall’Autorità di Bacino. L’assenza è annunciata con una lettera, inviata il 17 aprile (con fax contestuale), protocollata in Provincia il 24, nella quale si precisano tutti gli atti tecnici e scientifici necessari per avallare interventi nei fiumi, che, ci preme sottolineare, non sono strade da asfaltare. Anche l’Autorità di Bacino non dice che non si deve intervenire. Dice che va confrontata la situazione che si è creata con quella precedente, utilizzando tutti i rilevamenti effettuati anche con gli aerei messi a disposizione dalla Regione Friuli. E’ quello che da quattro mesi sta facendo la Regione Toscana per evitare di trovarsi in emergenza il prossimo autunno. E’ quello che avevamo chiesto il 28 novembre alla Regione Liguria e alla Provincia della Spezia e che non viene fatto. I Comitati degli alluvionati farebbero bene ad attivarsi per misure serie, senza andare dietro ai “pifferai magici” che per i loro interessi economici (nautica, escavazioni ecc.) coniugano solo il verbo dragare.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/fiume-vara-la-corte-dei-conti-blocca-i-dragaggi-bocciata-la-provincia/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dragaggi sul Vara: decisione &#8220;rilevante&#8221;, ma non è stato redatto alcun verbale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dell'incontro tecnico di "grande rilevanza" del 18 aprile, nel corso del quale la Provincia ha deciso di dragare il Vara con le procedure della "somma urgenza" per diminuire il rischio idraulico non esiste verbale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/dragaggi-sul-vara-decisione-rilevante-ma-il-verbale-non-ce/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Non esiste alcun verbale della riunione del 18 aprile scorso in Provincia nel corso della quale è stato deciso di procedere ai dragaggi nel fiume Vara con le procedure previste per le opere di “somma urgenza”. Per capire chi fosse presente all’incontro, chi avesse assunto le decisioni, per verificare chi fossero i presenti, quali veramente fossero state le determinazioni assunte e come fossero state motivate, per verificare i pareri della Regione, dell’Autorità di Bacino e dell’Ente Parco, avevamo inoltrato la richiesta di copia del verbale e delle conseguenti determinazioni.<br />
La risposta del vicepresidente della Provincia, Maurizio Giacomelli, ci ha lasciato sconcertati.</p>
<div id="attachment_12345" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Immag08421.jpg"><img class="size-medium wp-image-12345" title="Immag0842" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Immag08421-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Camion all&#39;opera nel Vara</p></div>
<p>“<em>Si fa presente che detta riunione rientra in incontri abituali con gli enti locali coordinati da questa Provincia. Pertanto non viene redatto nessun verbale, ma soltanto rappresentato l’avanzamento dei lavori trattato”.</em><br />
In verità non sembrava un incontro tanto “ordinario”, visto che lo stesso Giacomelli si era preoccupato di inoltrare la convocazione anche alla stampa. Nella convocazione si parlava di “incontro tecnico” sulla messa in sicurezza dei fiumi Magra e Vara e si sollecitavano i convocati (tutti i sindaci della Val di Vara, esclusi quelli della Val di Magra) a partecipare <em>“vista la rilevanza dell’evento”.</em><br />
E di un evento tanto rilevante non si redige un verbale?<br />
Rispodendo alla nostra istanza di accesso agli atti Giacomelli sintetizza così l’incontro non verbalizzato: <em>“Abbiamo informato i presenti del completamento dell’iter tecnico-amministrativo degli interventi di somma urgenza che questa Provincia realizzerà in alcuni tratti del fiume Magra-Vara per la diminuzione del rischio idraulico, limitatamente alla messa in sicurezza dei centri abitati”.</em><br />
Poi conclude: <em>“I relativi progetti di asportazione di materiale litoide e di ripristino di opere idrauliche danneggiate dall’evento del 25 ottobre scorso sono a disposizione per eventuale visione presso i nostri uffici”.</em><br />
Nulla viene riferito sui presenti. A noi risultano assenti sia l’Autorità di Bacino, sia l’Ente Parco.  Né viene spiegato il perché non sono stati invitati i Comuni della Val di Magra. Il motivo lo si è intuito a posteriore con le prese di posizione dei sindaci Umberto Galazzo e Massimo Caleo, critici verso questo modo di procedere senza un piano di bacino che valuti le conseguenze di ogni intervento su tutto il territorio.<br />
Ma poi è legittimo operare con i criteri della “somma urgenza” a sei mesi dalla catastrofe?<br />
Per questa ed altre domande stiamo inseguendo Giacomelli, affinché ci conceda un’intervista.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/dragaggi-sul-vara-decisione-rilevante-ma-il-verbale-non-ce/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Alluvionati gabbati, strumentalizzati e ubriacati di frottole</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli "alluvionati" hanno scritto alla Regione annunciando un esposto in Procura contro il blocco dei dragaggi "imposto" dal Comitato Sarzana, che botta! Una serie di falsità suggerite da chi strumentalizza il dramma umano a fini politici ed economici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/alluvionati-gabbati-strumentalizzati-e-ubriacati-di-frottole/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>“Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”. Saggezza popolare sempre attuale. Farebbero bene a farne tesoro gli alluvionati radunati nei comitati vari. Politici e speculatori li stanno strumentalizzando, gabbando, prendendo per i fondelli. E per essere credibili agitano davanti ai loro occhi le fattezze di un “nemico”: il Comitato “Sarzana, che botta!”.  Non più tardi di mercoledì ci siamo accorti per caso che su Facebook  quest’opera di “demonizzazione” del nostro comitato va avanti da un pezzo.<br />
Ieri, giovedì 10, il Secolo XIX ha completato l’opera: ha pubblicato un articolo zeppo di falsità. L’articolista si è fondato su una lettera dei Comitati degli alluvionati inviata al presidente della Regione Claudio Burlando, bevendosi tutti i contenuti come oro colato, senza darsi premura di una verifica presso chi (il Comitato) era chiamato pesantemente in causa. Ci dispiace per gli alluvionati, per la tristezza che proveranno nel leggere queste righe, scoprendo di essere gabbati, strumentalizzati.</p>
<p>L’articolo del Secolo lo potete leggere cliccando su <a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20639&amp;Itemid=17" target="_blank">questo link</a>.</p>
<p><strong>Il primo falso</strong> (su cui si fondava tutto l’articolo) ci attribuiva l’invio di una raccomandata al commissario straordinario Burlando e di altre lettere alla Regione per chiedere la sospensione dei dragaggi. Per comunicare con le amministrazioni pubbliche usiamo mezzi più moderni: le mail e – da quest’anno – la posta elettronica certificata (PEC). E comunque non abbiamo mai chiesto la sospensione di dragaggi in corso o programmati. Coerenti con la nostra impostazione scientifica chiediamo che tutti gli interventi siano preceduti da studi autorevoli per non sperperare il denaro pubblico.<br />
Alla Regione abbiamo scritto il 28 novembre (mail) per proporre di avviare d’intesa con la Toscana uno studio scientifico mobilitando le migliori competenze universitarie e professionali per verificare la nuova realtà dell’alveo del Vara e del Magra dopo l’alluvione del 25 ottobre.  La Regione Toscana da quattro mesi ha messo al lavoro le università di Genova e Firenze. Stanno arrivando alla conclusione e saranno in grado di programmare interventi.</p>
<p><strong>Secondo falso clamoroso</strong>: non abbiamo mai presentato – fino ad oggi &#8211; denunce alla magistratura contro la Provincia (né contro altri enti).</p>
<p><strong>Terzo falso</strong>: non abbiamo mai delegato lettere al dottor Pino Sansoni, che peraltro apprezziamo come biologo naturalista (soprattutto è apprezzato nel mondo scientifico). Né pensiamo che Sansoni abbia scritto lettere qualificandosi come Comitato! E’ membro autorevole del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino: non ha bisogno di altre coperture.</p>
<p><strong>Quarto falso</strong>: i dragaggi sul Magra – secondo i Comitati (cioè Luca Ghirlanda, nautica) sono stati sospesi in seguito ai nostri interventi. Ringraziamo per tanta considerazione: non sapevamo di essere così potenti e temuti. Saremmo riusciti laddove neppure le prese di posizione critiche dei sindaci Galazzo e Caleo sulle escavazioni del Vara (che peraltro abbiamo condiviso) hanno ottenuto risultati. Un grande Comitato!</p>
<p><strong>Ultima annotazione</strong>: gli esposti alla Procura si fanno, non si annunciano …. con riserva come fanno i comitati degli alluvionati. Si raccolgono i documenti, si valuta se ne esistono i presupposti e poi si procede con l’esposto. Noi siamo ancora alla prima fase.</p>
<p>Infine rinnoviamo la <strong>nostra solidarietà sincera e disinteressata</strong> agli alluvionati. Lo abbiamo fatto dopo l’alluvione. Lo facciamo oggi che sono “alluvionati” dalla cinica strumentalizzazione di politici e portatori di altri interessi (nautica, escavazioni ecc.).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Aggiornamento del 12/05:</p>
<p><a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20660&amp;Itemid=17" target="_blank">Smentita De Il Secolo XIX</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/alluvionati-gabbati-strumentalizzati-e-ubriacati-di-frottole/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sarzana, valorizzare beni storici e verde: una mostra/convegno</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/12-13-maggio-mostra-convegno-per-la-valorizzazione-di-sarzana/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iniziative di altri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=12228</guid>
		<description><![CDATA[Valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico è il tema del lavoro degli allievi dell'Università di Firenze in mostra sabato 12 e domenica 13. E' sponsorizzato dal Comune. Una buona notizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/12-13-maggio-mostra-convegno-per-la-valorizzazione-di-sarzana/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div id="attachment_12231" class="wp-caption alignright" style="width: 158px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Paesaggi-critici-e-spazi-liquidi.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12231  " title="Paesaggi critici e spazi liquidi_min" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/Paesaggi-critici-e-spazi-liquidi_min.jpg" alt="" width="148" height="98" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per visualizzare la brochure</p></div>
<p>di <strong>Laura Lazzarini<br />
</strong>Il Comune di Sarzana si fa co-patrocinatore e ospite di un&#8217;iniziativa che, a un&#8217;analisi ottimistica, potrebbe leggersi come momento di svolta nell&#8217;interpretazione del territorio da parte del governo cittadino. Il coinvolgimento di un&#8217;università, tante volte suggerito dal nostro comitato, c&#8217;è (gli elaborati sono il frutto del lavoro degli <strong>studenti del &#8220;Laboratorio di progettazione dei sistemi verdi territoriali&#8221; del Corso di Laurea in Architettura del Paesaggio di Firenze</strong>);<br />
l&#8217;accoglimento di proposte moderne per la loro ecosostenibilità, che si contrappongono alla superata idea cementificatoria c&#8217;è;<br />
i luoghi da salvaguardare (Villa Ollandini, Bozi, fiume, zone agricole, torrente Calcandola, ecc.) ci sono. Per Villa Ollandini sarà presentato, ampliato, il lavoro di Silvia Lanfranchi, già presente alla &#8220;Calandriniana dell&#8217;architettura&#8221; allestita un anno fa dal nostro Comitato.<br />
Siamo certi che la parola &#8220;valorizzazione&#8221;, che fa da sottotitolo al tema della Mostra-Convegno, porterà con sè anche suggerimenti per uno sfruttamento economico del territorio adeguato alla nostra realtà, che dia il senso di quanto &#8220;l&#8217;ideologia del mercato&#8221; oggi imperante possa essere abbandonata senza che ciò comporti il paventato impoverimento.</p>
<p>Il fatto che l&#8217;Assessorato alla Pianificazione del territorio dia il suo avvallo al gesto presuppone un impegno nei confronti della città. Per parte nostra collaboreremo affinché questa sponsorizzazione non resti un &#8220;libro dei sogni&#8221;, ma si concretizzi da subito in scelte conseguenti anche nel centro urbano.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/titolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12274" title="titolo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/titolo.jpg" alt="" width="650" height="199" /></a></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/programma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12273" title="programma" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/programma.jpg" alt="" width="300" height="422" /></a></p>
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<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/masterplan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12270" title="masterplan" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/masterplan.jpg" alt="" width="603" height="450" /></a></p>
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<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/12-13-maggio-mostra-convegno-per-la-valorizzazione-di-sarzana/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Strage di alberi. &#8220;Sono malati&#8221;. E la causa?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima le piante secolari del vecchio ospedale, poi un bel taglio sulla panoramica per la Fortezza e ai Bozi di Saudino. Ora viale XXI Luglio. "Sono malati". E la causa di cotanta epidemia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/strage-di-alberi-sono-malati-e-la-causa/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div id="attachment_12263" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1440.jpg"><img class="size-medium wp-image-12263" title="IMG_1440" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1440-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Bozi di Saudino, la desertificazione</p></div>
<p>Un’epidemia uccide gli alberi nel territorio del Comune di Sarzana. Deve trattarsi di una malattia rarissima, non certificata nelle risposte che vengono date a chi chiede perché mai così tante piante vengano abbattute negli ultimi mesi. In un primo momento si era giustificato con una non meglio precisata malattia lo scempio delle piante centenarie al vecchio ospedale. Le foto che pubblichiamo in calce a questo articolo svelano il reale motivo.</p>
<p>Poi è toccato agli alberi dei Bozi di Saudino contrarre il “terribile” morbo. La richiesta di abbattimento è stata presentata dalla Bi.Ma., società proprietà dell’area. Circostanza questa che aveva indotto qualche perplessità. I Bozi (Zona SIC , cioè Sito di Interesse Comunitario UE) sono stati concessi dalla BI.MA. in comodato d’uso al Parco a titolo gratuito per dieci anni con l’impegno dell’ente pubblico di risanare e ristrutturare la zona (spesa due milioni di euro di denari pubblici) per poi restituirla ai proprietari. Si è scoperto che l’area dove si svolgevano le feste dell’Unità non rientra nella convenzione: solo il bordo del lago. Su richiesta dell’Ente Parco la Forestale ha verificato la malattia delle piante (pioppi e ontani). Di tutte le piante, anche quelle ai bordi del lago. E le motoseghe di una ditta hanno proceduto all’esecuzione del taglio.</p>
<div id="attachment_12260" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1437.jpg"><img class="size-medium wp-image-12260" title="IMG_1437" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1437-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La sezione di un tronco &quot;malato&quot;</p></div>
<p>Abbiamo fotografato a più riprese i tronchi tagliati. Sulla cattiva salute di alcuni pioppi non c’è da discutere. Ma su alcune sezioni totalmente chiare abbiamo – da profani, per carità – più d’un dubbio. Insomma non vorremmo che fosse successo come nell’Oasi della LIPU di Romito Magra, dove per tagliare le piante rese pericolanti dalla piena del 25 ottobre, hanno compiuto una desertificazione. La Forestale ha poi sanzionato con una modesta multa gli autori dello scempio. C’è sempre il solito problema: chi controlla?</p>
<p><strong>Il Parco: piantate nuovi alberi<br />
</strong>Ora però il nuovo consiglio del Parco Magra ha emesso un’ordinanza: la BI.MA. dovrà rimpiantare un analogo numero di piante (pioppi bianchi e ontani) per sostituire quelle abbattute. E’ una scelta molto apprezzabile, perché le piante si possono anche ammalare, possono invecchiare. Importante è mantenere l’equilibrio dell’ambiente.</p>
<div id="attachment_12332" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/18102011.jpg"><img class="size-medium wp-image-12332" title="18102011" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/18102011-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il taglio lungo la panoramica della Fortezza</p></div>
<p>Non è finita. Chi percorre la <strong>panoramica della Fortezza</strong> potrà constatare un altro taglio di tutta la vegetazione arborea nell’area compresa nella curva a gomito subito dopo il cartello di “fine”  Sarzana (chi sa perché, visto che si resta sempre in territorio sarzanese). In Comune non ne sanno nulla.</p>
<p>Ora tocca ai tigli di viale XXI Luglio andare sotto esame: l’ufficio Lavori Pubblici ha rilevato che tre di loro non stanno bene e ha incaricato un agronomo di fare un accertamento. Se la prognosi fosse infausta, questa volta diteci almeno la malattia e la causa di tanta “epidemia”.</p>
<p><strong>Ecco perché hanno abbattuto le piante secolari al San Bartolomeo</strong><br />
Altro che malattia: gli alberi centenari del vecchio ospedale intralciavano le operazioni di cantiere. Non utilizzare i grandi mezzi meccanici avrebbe comportato l&#8217;aumento dei costi. E allora via gli alberi. La malattia? Il profitto.<br />
<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/P10600331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12329" title="P1060033" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/P10600331-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<div id="attachment_12251" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/P1050937.jpg"><img class="size-medium wp-image-12251" title="P1050937" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/P1050937-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le piante secolari avrebbero intralciato il cantiere</p></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/strage-di-alberi-sono-malati-e-la-causa/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>A.R.Sa, ovvero produzione, in loco, di pensiero critico e artistico</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 23:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative di altri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di associazioni, coordinate da Tony Garbini di Teatro Ocra, ha messo insieme una tre giorni di iniziative delle più svariate in campo artistico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/a-r-sa-ovvero-produzione-in-loco-di-pensiero-critico-e-artistico/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>di <strong><em>Roberta Mosti</em></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.artiretesarzana.it/" target="_blank">www.artiretesarzana.it</a></strong></p>
<p>Riassumo nel titolo una frase pronunciata da Luca Mozzachiodi, giovane poeta che frequenta il primo anno di università. Questo è l&#8217;obiettivo della rete appena nata di associazioni artistiche e culturali, esclusivamente appartenenti al territorio comunale.</p>
<p>Un gruppo di associazioni, coordinate da Tony Garbini di Teatro Ocra, ha messo insieme una tre giorni di iniziative delle più svariate in campo artistico, per le quali il comune ha partecipato con un contributo di 5000,00 euro, ma ci tengono a sottolineare i gruppi di ARSa, l&#8217;iniziativa è nata dal basso e rimane autonoma.</p>
<p>I gruppi sono una realtà già strutturata sul territorio e la rete ha lo scopo di arricchire e riuscire a coordianre gli eventi di ognuno e gli spazi (pochi e inadatti) disponibili per le performace .</p>
<p>Garbini e gli altri aderenti hanno promosso l&#8217;iniziativa nell&#8217;interesse della comunità, per continuare a fare arte e cultura tutto l&#8217;anno, una rete che si muove parallella ai grandi eventi di richiamo nazionale, ma in grado di rispecchiare l&#8217;identità della città di Sarzana.</p>
<p>Non c&#8217;è limitazioni alle caratteristiche e alle tipologie di performance, la rete è aperta a tutti coloro che fanno cultura, anche a chi non ha padronanza dei linguaggi dell&#8217;arte, per maggior chiarezza i coordiantori stanno lavorando per dare una struttura organizzativa e buricratica che per ora è solo un embrione.</p>
<p>Durante il suo intervento il sindaco ci ha riservato uno scoop, in anteprima rispetto all&#8217;annuncio ufficiale che avverrà il 19 maggio: il prossimo anno, ricorre il 1050esimo anniversario della nascita di Sarzana, per l&#8217;occasione la giunta ha deciso di nominare un gruppo tecnico con lo scopo di studiare un tema e gli eventi per le celebrazioni della ricorrenza, naturalmete il mondo della cultura dal basso avrà il suo rappresentante, uno solo.</p>
<p>Caleo inoltre non ha potuto fare a meno di ricordare i 1800 mq di spazi pubblici per le attività del sociale che verranno realizzati in via Muccini, dimenticandosi dell&#8217;enorme debito che pesa sulla parte pubblica del piano e che ne impedirà di fatto il realizzarsi.</p>
<p>Nessun accenno, da parte del sindaco, al vecchio mercato, per altro sede di alcuni gruppi teatrali e musicali di ARSa.</p>
<p>L&#8217;edificio, che ospita il centro polivalente e che oggi ha uno scopo del tutto simile a quello che si propongono i gruppi della rete, sembra non esistere, cancellato dalla memoria del primo cittadino, che intanto sogna di celebrare l&#8217;anno mille della nostra città come fece Paolino Ranieri nel 1963.</p>
<p>Concludo il resoconto della conferenza stampa citando Luca Gradella di &#8220;Entrambe&#8221;, gruppo teatrale: &#8220;<strong>A.R.Sa. è viva e ha bisogno di spazi&#8221;</strong>.</p>
<p>Condivido appieno: lo spazio è un tema che la cultura dovrebbe approfondire, non solo come luogo fisico dove allestire spettacoli o mostre, ma come luogo delle trasformazioni continue della città e del modi di vivere dei suoi abitanti.</p>
<p>Il comitato non può che appoggiare questa rete e rendersi disponibile alla collaborazione, nel nome dell&#8217;impegno civile che ci accomuna.</p>
<p>Appuntamento per le prime iniziative è il 18 maggio nel centro storico di Sarzana (<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/programma.pdf" target="_blank">qui il programma</a>).</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/a-r-sa-ovvero-produzione-in-loco-di-pensiero-critico-e-artistico/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;antipolitica vola col piccione viaggiatore</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 21:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il governo prevede l'invio via Internet dei certificati anagrafici, la Provincia è ancora al .... piccione viaggiatore. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/lantipolitica-vola-col-piccione-viaggiatore/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Da bravi cittadini, amanti di tutte le innovazioni che fanno bene alle tasche e all’ambiente, ci siamo dotati &#8211; come Comitato “Sarzana, che botta!” &#8211; di una casella di Posta elettronica certificata (PEC). Per gli enti pubblici e gli ordini professionali è un obbligo, per le associazioni no. Ma fa risparmiare carta, cioè alberi, e quattrini delle raccomandate.<br />
Il governo dei tecnici ha addirittura annunciato che i Comuni dovranno distribuire i certificati anagrafici via Internet.  E’ una nuova frontiera, già praticata da anni nei paesi europei.</p>
<div id="attachment_12312" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/images.jpeg"><img class="size-full wp-image-12312" title="images" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/images.jpeg" alt="" width="243" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">piccione viaggiatore (da AspassoconBlue)</p></div>
<p>Orgogliosi della nostra modernità, il 18 aprile abbiamo inviato alla Provincia con la nostra PEC la richiesta del verbale e delle conseguenti determinazioni della riunione “tecnica” del giorno prima, in cui erano stati decisi i dragaggi sul fiume Vara.<br />
Temerari! Già il 20 febbraio avevamo inoltrato via PEC una richiesta di accesso agli atti al protocollo della Provincia. Andò perduta nella rete locale dell’Ente.<br />
Memori del precedente, dopo una decina di giorni ci siamo recati dal segretario generale della Provincia. Sconsolato, ci ha fatto presente che a lui le mail di posta elettronica arrivano con almeno una settimana di ritardo. Ha contattato il vicepresidente della Provincia, Maurizio Giacomelli, il quale ha fatto dire che la risposta era già stata inviata.<br />
Siamo corsi a controllare la nostra PEC. Nulla. Abbiamo controllato la cassetta postale. Nulla.<br />
Inviata dove? Come? Col piccione viaggiatore? Dovevamo guardare sui nostri terrazzi?<br />
La mattina di sabato 28 aprile ci siamo piombati di nuovo in Provincia. Viaggio inutile. Al piano presidenziale tutto chiuso. All’URP nessuno. In compenso un manifesto celebrativo del I° Maggio recitava beffardo: La Provincia al servizio del lavoro. Lavoro degli altri, ovviamente.</p>
<div id="attachment_12313" class="wp-caption alignright" style="width: 263px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/images1.jpeg"><img class="size-full wp-image-12313" title="images" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/images1.jpeg" alt="" width="253" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Uso improprio del piccione viaggiatore (antennaunoradio.com)</p></div>
<p>Mentre siamo alla Spezia ci raggiunge la telefonata dall’ufficio protocollo del Comune di Sarzana (che non ha fatto il ponte lungo …..). Il postino aveva recapitato lì una missiva della Provincia indirizzata a &lt;Spett.le Comitato Sarzana, che botta! – Sarzana&gt;.  A rigore il Protocollo del Comune avrebbe dovuto restituirla al postino. Ma sono impiegate gentili ed efficienti al servizio del cittadino, loro! E hanno fatto in modo di recapitarci la missiva.<br />
Quando abbiamo letto l’intestazione abbiamo dapprima pensato a sciatteria del mittente. Poi ci siamo ricordati che una precedente risposta ci era stata recapitata all’indirizzo di posta ordinaria. Quindi sapevano come raggiungerci, anche senza usare Internet.<br />
E allora abbiamo capito che la sciatteria era un modo per manifestare disprezzo verso cittadini troppo invadenti e curiosi, ai quali va fatto perdere tempo. E, leggendo il contenuto della risposta (non esiste verbale di una riunione così importante e decisiva!), ci è venuto il dubbio che l’arretratezza tecnologica sia un alibi per evitare la trasparenza degli atti.<br />
Ci siamo sentiti invasi di “antipolitica”, ma abbiamo deciso di fare ancora un atto di fede: portare l’accaduto a conoscenza della Regione, del difensore civico e del ministro della semplificazione burocratica.<br />
Con una richiesta: non ci avete fatto votare per rinnovare il consiglio provinciale, perché le Province sono da sopprimere. OK. Ma almeno fate presto!</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/05/lantipolitica-vola-col-piccione-viaggiatore/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Diritto alla salute, in piazza con tante domande per gli amministratori</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/dirittto-alla-salute-in-piazza-con-tante-domande-per-gli-amministratori/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 16:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=12171</guid>
		<description><![CDATA[Domani, sabato 21 aprile, alle ore 17 in piazza Matteotti il Comitato sanità Val di Magra e altre associazioni hanno indetto una manifestazione per il diritto alla salute. Con tante domande. Noi ne proponiamo alcune sull'ospedale di Sarzana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/dirittto-alla-salute-in-piazza-con-tante-domande-per-gli-amministratori/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p><strong></strong>Una ragazzina in bicicletta viene scontrata da un’auto sulla rotatoria a Santa Caterina. E’ vigile, si lamenta, non urla, non presenta ferite significative. Arriva il 118, la carica sull’ambulanza. Il Pronto Soccorso del Santa Caterina è a cento metri. L’ambulanza parte verso La Spezia, destinazione Sant’Andrea. Al 118 confermano: rispettiamo un ordine di servizio.<br />
Nella sua lettera ai cittadini – pagata dai contribuenti sarzanesi &#8211; il sindaco Massimo Caleo afferma che il Pronto Soccorso dell’ospedale si Sarzana sarà parte di un’area di emergenza con anestesia e rianimazione aperta 24 ore su 24.  Il sindaco non sa (o non vuol far sapere) che già da oggi è solo un pronto soccorso medico. Le emergenze chirurgiche e ortopediche, anche lievi, finiscono alla Spezia. Le emergenze mediche gravi (infarti, resenzioni gastriche o del colon) vanno alla Spezia.<br />
Ma è economicamente sostenibile mantenere anestesia e rianimazione con un’attività così limitata?<br />
<strong>Il Pronto Soccorso con queste limitazioni è in realtà una guardia medica.</strong></p>
<p>Una struttura sanitaria priva di un pronto soccorso può ancora essere definita un ospedale?<br />
La fine del Santa Caterina come ospedale è iniziata con la chiusura di ostetricia e ginecologia. Un taglio fatto in nome dell’efficienza economica. Inutile tenere aperti due reparti, pensarono in Regione. Il risultato –economico – è stato catastrofico. La maggior parte delle partorienti della Val di Magra va  partorire in Toscana. Era un risultato prevedibile e previsto dai non addetti ai lavori. Non dalla direzione dell’Asl, non dalla Regione. Chi paga? I contribuenti spezzini con ulteriori tagli ai reparti e ai servizi.<br />
<strong>Intanto a Savona continuano a essere attive due ostetricie.  </strong>Ma i sarzanesi non lo devono sapere.</p>
<p>Serviranno i tagli a ripianare il cronico deficit dell’Asl 5 oppure, come è accaduto fino ad oggi in occasione di ogni taglio, la fuga verso altre regioni s’incrementerà? E perché fino ad oggi si è incrementata?<br />
Sono queste la domande che attendono risposte per convincere i cittadini contribuenti che l’ennesimo piano sanitario fornisca servizi sanitari efficienti e bilanci più sani.<br />
Il sindaco Massimo Caleo ne è sicuro, tanto che magnifica le sorti progressive della nostra sanità, confutando i “disinformatori” professionisti e “disfattisti”.<br />
<strong>Una chirurgia &#8220;minore&#8221;.<br />
</strong>Il sindaco scrive che il Santa Caterina diventerà un “ospedale di elezione”, cioè un ospedale – sono sue parole – “dove verranno effettuati tutti gli interventi chirurgici, non in emergenza, ma programmati”.<br />
In realtà di “elezione” saranno solo gli interventi ortopedici all’anca, al ginocchio e al tunnel carpale.<br />
Altrimenti com’è che il primario dottor Lippi ha mollato per non vedere il suo reparto declassato? E come mai ha annunciato la stessa scelta il dottor Maruelli, che per la sua abilità attirava pazienti a Sarzana? A Sarzana si effettuavano 900 interventi chirurgici, di cui il trenta per cento in emergenza. Un reparto di anestesia e rianimazione aveva senso.<br />
E’ vero o no che a Sarzana interventi di “elezione” come le resezioni gastriche o del colon non si faranno più? E’ vero o no che si farà solo chirurgia minore (programmabile, appunto) come ernie e colecisti?<br />
Il dottor Maruelli effettuava da solo e con una sola infermiera un terzo delle endoscopie effettuate alla Spezia con quattro medici e sei o otto infermieri. Dov’è il risparmio? Qualcuno vuole rispondere dati alla mano, magari in contraddittorio?<br />
<strong>Il paravento della lingua inglese.<br />
</strong>Il nostro sindaco usa spesso termini inglesi. Fanno effetto presso il popolo. Un tempo i politici usavano citazioni latine, come gli avvocati. Week surgery: fa molto Oxford. Vuol dire o no che a Sarzana dalla prossima settimana si opera dal lunedì al venerdì per chiudere il sabato e la domenica? E’ vero o no che se dovesse subentrare una complicazione i pazienti dovranno essere trasferiti nel fatiscente Sant’Andrea, magari trasferiti in barella sotto la pioggia?<br />
Qui sorgono due domande relative al conto economico. I costi molto elevati di moderne sale operatorie si ammortizzano più rapidamente su cinque giorni di attività o su sette giorni?<br />
Il sabato e la domenica staccheranno l’impianto di riscaldamento in inverno e di condizionamento dell’aria in estate?<br />
<strong>Perchè operarsi a Sarzana?</strong><br />
E se un cittadino che deve operarsi di colicisti perché dovrebbe programmare l’intervento a Sarzana e rischiare un trasferimento alla Spezia durante il week end se dovessero subentrare complicazioni? O va subito alla Spezia o va a Massa. Oppure a Viareggio o a Lucca. In strutture più moderne ed efficienti.</p>
<p><strong>Pazienti a rischio trasferimento al Sant&#8217;Andrea<br />
</strong>Ma anche il reparto di medicina conserverà ancora il suo appeal? Fino a ieri in caso di emergenza per qualche complicazione, il paziente veniva trasferito in chirurgia, perché l’equipe del dottor Lippi era in grado di intervenire. Il sabato e la domenica chi interviene a chirurgia chiusa? Siamo sicuri che gli utenti siano disposti a rischiare un ricovero in una medicina non assistita da chirurgia? Non preferiranno ricoverarsi altrove?<br />
<strong></strong>Se si dovesse verificare un’ulteriore fuga verso la Toscana anche per la chirurgia minore, chi pagherà il conto? E che senso avrebbe a quel punto tenere aperta chirurgia?<br />
<strong>Un primario per la &#8220;chirurgia minore&#8221;: uno spreco </strong><br />
Per tranquillizzare i sarzanesi pare che sarà nominato un primario. Un primario per un reparto che fa solo chirurgia minore? E’ questo il modo di risparmiare? E quale bravo chirurgo verrebbe a fare il primario di una “chirurgia minore”? Non sarà piuttosto un posto per piazzare un mediocre medico sponsorizzato da qualche politico?<br />
Il sindaco Caleo, facendo da cassa di risonanza alle decisioni dell’assessore Montaldo, magnifica che arriverà geriatria. C’è da chiedersi qual è l’età media dei ricoverati attuali di medicina (non solo a Sarzana) e se un reparto di geriatria (con tanto di primario) non sia quello un altro spreco. Qualcuno vuol rispondere?</p>
<p><strong>Che ne faranno degli spazi liberi del Santa Caterina?</strong><br />
Il vecchio San Bartolomeo diventerà la “casa della salute” con tutti gli ambulatori. E tutti gli spazi liberi presenti a Santa Caterina? Sono stati quantificati? Che ne faranno se l’ospedale continuerà a svuotarsi?<br />
Tante domande in attesa di risposta. Ma ce ne sono tre fondamentali. Siamo sicuri che gli spezzini, piuttosto che inseguire la chimera del nuovo Felettino, di cui si parla dal 1962 e i cui costi sono lievitati a 195 milioni, non avrebbero preferito venire a Sarzana in un ospedale piccolo, ma efficiente, che ha spazi moderni e che poteva essere sviluppato a costi ben più bassi dei 195 milioni (che non ci sono)? Sono o no gli stessi spezzini che continuano a fuggire in Toscana, nonostante anni di “razionalizzazioni” dei nostri tre ospedali, infischiandosene del “campanile”, che probabilmente è in testa solo ai politici affaristi?<br />
E perché i dirigenti che hanno sbagliato tutte le previsioni continuano a essere sempre lì ai loro posti, superpagati?<br />
I cittadini hanno diritto a tutte le risposte, a essere correttamente informati. Giusto, sindaco Caleo?</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/Ospedale-manifestazione-2012-04-21-Prendi-una-sedia.pdf">Ospedale manifestazione 2012 04 21 Prendi una sedia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/dirittto-alla-salute-in-piazza-con-tante-domande-per-gli-amministratori/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sindaco Caleo, non è che sull&#8217;ospedale le Consulte avevano ragione da vendere?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I tagli all'ospedale di Sarzana hanno solo incrementato le fughe in Toscana. La lezione di ostetricia non è servita. Avevano ragione le Consulte. Aveva torto la direzione Asl (e il sindaco Caleo). Chi è disfattista?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/sindaco-caleo-non-e-che-sullospedale-le-consulte-avevano-ragione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Alle Consulte di quartiere sarzanesi, che si erano mobilitate per salvare il reparto di ostetricia e ginecologia al Santa Caterina, convinte che fosse il primo passo per la liquidazione progressiva dell’ospedale sarzanese, il sindaco Massimo Caleo rimproverò di farsi strumentalizzare da chi (Comitati Sanità) in quegli anni faceva attività di disinformazione e opera di disfattismo. Allora il sindaco garantiva che il reparto di ostetricia e ginecologia, che effettuava ogni anno appena un centinaio di parti in meno che La Spezia, non avrebbe mai lasciato Sarzana. Correva il maggio del 2008.  L’opedale di Sarzana ha perso una dietro l’altra tutte le sue eccellenze e si avvia a essere un grande poliambulatorio chiuso il sabato e la domenica ad eccezione di una guardia medica, pomposamente chiamata “Pronto Soccorso”. Detto così suona male. Darebbe ragione alle Consulte, al bancario (leggiamo dalla Nazione del 15 maggio 2008) redarguito dal sindaco perché si permetteva di controbattere sull’organizzazione ospedaliera. Allora meglio “surgery” termine inglese che significa ambulatorio, ma che suona molto più oxfordiano e dignitoso per una struttura concepita dal grande architetto Michelucci.</p>
<p>Ma sotto l’inglese ….. niente.</p>
<p>Oggi il sindaco Caleo con una lettera ai cittadini torna a lamentare “disinformazione” e “disfattismo”. Lui, che per non far “disfare” ostetricia e ginecologia aveva promesso d’incatenarsi!  Questa volta non ce l’ha con le Consulte, ma con chi ha organizzato la manifestazione/presidio di sabato 21 in piazza Matteotti. Sfoggia tanto inglese il sindaco nella confidenziale lettera ai suoi concittadini (anche il dare del tu a tutti è un “inglesismo”), per nulla sfiorato dal dubbio che in tutti questi anni è stato gabbato dall’assessore regionale alla sanità Montaldo e dalla troika che ha governato e governa l’Asl con stipendi da centinaia di migliaia di euro l’anno (questo sì uno spreco da tagliare) e che si è prestato a fare da strumento per gabbare i sarzanesi e gli abitanti della Val di Magra.<br />
Le Consulte cinque anni orsono (iniziarono a occuparsi di sanità nel novembre del 2007 alle prime avvisaglie di chiusura di ostetricia) paventavano che quello fosse l’inizio del drastico ridimensionamento del Santa Caterina. Per il sindaco Caleo non capivano niente di sanità.<br />
Sostenevano le Consulte che accorpare ostetricia alla Spezia non avrebbe apportato nessun beneficio al bilancio Asl. Anzi, dicevano le Consulte, avrebbe incrementato la fuga verso la Toscana, perché piuttosto che partorire nel fatiscente Sant’Andrea le mamme avrebbero varcato il confine. L’accorpamento di ostetricia al Sant’Andrea è stato un disastro finanziario. Le fughe in Toscana si sono moltiplicate. Sarzana faceva 700 parti l&#8217;anno, La Spezia poco più di 900. Oggi il Sant&#8217;Andrea stenta ad arrivare a 1200. Più della metà dei parti di Sarzana se li è presi la Toscana. Il bancario aveva ragione. Il dottor Conti, direttore sanitario dell’Asl, uomo passato indenne anche ai cambi di colore politico in Regione, ha fallito. Addirittura ostetricia alla Spezia ha conosciuto la vergogna della chiusura per un certo periodo ad opera dei NAS dei carabinieri, come un reparto del più sciagattato ospedale del profondo Sud. In un’azienda privata una dirigenza che mette a segno un simile fallimento viene cacciata a pedate. All’Asl 5 premiata con qualche migliaio di euro in più.<br />
Non è andata meglio per ginecologia. Con il primario Torri a Sarzana le pazienti oncologiche venivano operate qui. Alla Spezia vengono dirottate a Parma o Pavia.<br />
Dicevano le Consulte che non era giusto che a Savona venissero confermati due punti nascita e nella nostra provincia uno solo. Montaldo disse che era provvisorio. Lo disse allora (maggio 2008). Lo ha ripetuto oggi (aprile 2012) a un incontro del PD a Sarzana. Il dubbio che si stia prendendo gioco di Caleo e dei sarzanesi?<br />
Nell’affollata assemblea di fine gennaio del 2008 convocata dalle Consulte alla sala della Repubblica Gianluigi Saraceni, indimenticato direttore sanitario dell’Usl XX di Sarzana, quando le Usl in provincia erano due e l’ospedale di Sarzana un gioiello competitivo, rilevò l’assurdità di tagliare l’ospedale di Sarzana, senza avere un moderno ospedale alla Spezia. Ricordò che già nel 1998 si parlava di RSA (residenza sanitaria assistita in inglese Hospice). Oggi per Caleo è un fiore all’occhiello: la posa della prima pietra, ovviamente.<br />
In queste condizioni perché un donna della Val di Magra non dovrebbe fuggire in Toscana senza attendere sei mesi per un’ecografia al seno col rischio di vedersela annullare pochi giorni prima per mancanza di personale?<br />
Da oggi anche noi che poniamo queste fastidiose domande saremo iscritti d’ufficio al partito dei disfattisti.</p>
<p><strong>C. R.</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/sindaco-caleo-non-e-che-sullospedale-le-consulte-avevano-ragione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Supermercato di Romito, l&#8217;inchiesta rivela: rischio elevato, il Comune sapeva</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 18:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune di Arcola accertò che il battente di piena a Romito era stato più elevato delle peggiori previsioni. Ma non rivelò il dato all'Autorità di bacino e concesse il permesso di costruire. Lo rivela l'inchiesta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/supermercato-di-romito-linchiesta-rivela-rischio-elevato-il-comune-sapeva/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>articolo di <strong>Carlo Ruocco. </strong>Ha collaborato <strong>Roberta Mosti</strong></p>
<div id="attachment_12138" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060081.jpg"><img class="size-medium wp-image-12138" title="P1060081" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060081-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;area dove è previsto il centro commerciale  di Romito</p></div>
<p>Subito dopo l’alluvione del 25 ottobre scorso il Comune di Arcola inviò propri tecnici a Romito Magra per verificare il battente raggiunto dalla piena nell’area dove dovrebbe sorgere un centro commerciale e residenziale: era molto più alto di quello previsto nella peggiore delle ipotesi nelle carte del Piano di Bacino. Ma non comunicò il dato all’Autorità di Bacino. Si tenne l’esito dell’accertamento in un  cassetto. Inviò invece una relazione tecnica redatta da un consulente della Cofema, che indicava un battente più basso compatibile con il progetto di insediamento residenziale-commerciale. E’ questo l’esito più clamoroso dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore della Repubblica Luca Monteverde con l’ipotesi di illecito edilizio. C’è di più. Il consulente tecnico della Procura ha confermato: l’altezza raggiunta dalla piena è quella rilevata (e nascosta) dai tecnici del Comune ed è incompatibile con le previsioni urbanistiche.<br />
L’inchiesta, che fino ad oggi non vedeva nessun pubblico ufficiale indagato, è a una svolta.<br />
Fino a questa clamorosa scoperta degli investigatori del Corpo Forestale dello Stato, che coadiuvano il dottor Monteverde, il caso del centro commerciale di Romito si presentava come una diatriba tra Regione, Comune, Autorità di Bacino e ambientalisti sull’attualità di un simile progetto dopo l’alluvione del 25 ottobre, che aveva esondato pesantemente l’area.<br />
<strong>Il 6 dicembre</strong> scorso la Regione annuncia una norma che blocca i progetti in aree esondate. I Comuni per procedere con i piani avrebbero dovuto ottenere un via libera dell’Autorità di Bacino da rilasciarsi in sessanta giorni dalla data del decreto regionale. La scelta della Regione Liguria seguiva quella ben più drastica della Regione Toscana di bloccare tutti i progetti in aree a rischio.  Burlando l’aveva annunciata nei giorni precedenti sui giornali, sulle emittenti radiotelevisive.</p>
<p><strong>Il 7 dicembre</strong>, dal momento che il decreto non era ancora pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria, il Comune di Arcola, pressato dalla Cofema, che ha comprato l&#8217;area in base alle previsioni di Piano Regolatore, concede il permesso di costruire, prendendo per buono il rilievo privato sul battente di piena e dimenticando in un cassetto quello dei tecnici comunali.</p>
<div id="attachment_12141" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060051-Versione-2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12141" title="P1060051 - Versione 2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060051-Versione-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Livio Giorgi, sindaco di Arcola</p></div>
<p>Dopo 15 giorni il decreto appare sul BURL. Il Comune non può far finta di non sapere. E decide di chiedere il parere all’Autorità di Bacino. E qui inizia uno scaricabarile di responsabilità tra le istituzioni, di cui fanno le spese le imprese, che non hanno un quadro normativo certo. La Regione con una norma che “vieta e non vieta” di costruire nelle zone esondate ha scaricato sulle Autorità di Bacino. I tecnici dell’Autorità in 45 giorni si sono trovati a esaminare 54 progetti in aree esondate presentate da vari Comuni (e questo la dice lunga sulla coscienza dei nostri amministratori e sulla saggezza degli urbanisti che hanno redatto i piani). L’Autorità di Bacino adotta una formula che suggerisce alla Regione (suo “datore di lavoro”) cosa sarebbe necessario per fare le cose seriamente: uno studio approfondito che stabilisca la compatibilità dei nuovi insediamenti con la situazione emersa dopo l’alluvione. Ma indirizza questa risposta ai Comuni, i quali dicono: &lt;Noi studi approfonditi? Ma non siamo in grado di farli. Li dovete fare voi&gt;. Giusto in teoria. Ma non certo in 45 giorni e non certo da un organismo (l’Autorità di Bacino) in smobilitazione dal 2006 in base al Testo Unico sull’ambiente.</p>
<div id="attachment_12142" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060102-Versione-2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12142" title="P1060102 - Versione 2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1060102-Versione-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Canepa, responsabile Urbanistica</p></div>
<p>Il Comune di Arcola, dopo aver battibeccato con Regione e Autorità di Bacino, a cui – secondo le indagini della Procura &#8211; aveva occultato i propri rilievi, decide di andare avanti. Le ruspe della Cofema partono a pieno ritmo per costruire un nuovo argine, per alzare il livello del terreno, per scavare per le fondamenta. Ma il 28 febbraio arriva la Forestale con l’ordine di sequestro del cantiere. Sembra la conclusione di un’indagine. E’ solo l’inizio.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/supermercato-di-romito-linchiesta-rivela-rischio-elevato-il-comune-sapeva/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Rien ne va plus!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[I francesi di Crèdit Agricole sono sbarcati in Cassa di Risparmio della Spezia. Hanno guardato i bilanci della società Sarzana Valorizzazione Patrimonio e hanno esclamato: Fermez les jeux, parbleu! Rien ne va plus! E hanno inguaiato Caleo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/rien-ne-va-plus/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/roulette1.000.000grande.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-12108" title="roulette1.000.000(miniatura)" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/roulette1.000.000miniatura.jpg" alt="" width="145" height="105" /></a>I francesi di Crèdit Agricole sono sbarcati in Cassa di Risparmio della Spezia. Hanno guardato i bilanci della società Sarzana Valorizzazione Patrimonio e hanno esclamato: Fermez les jeux, parbleu! Rien ne va plus! E hanno inguaiato Caleo.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/rien-ne-va-plus/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Piano Botta, ex mercato e Comune: voragine di debiti. Pagheremo con l&#8217;Imu</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Botta]]></category>

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		<description><![CDATA[La società comunale creata nel 2007 per "valorizzare" il patrimonio è in dissesto finanziario. Doveva vendere piazza Terzi e l'ex mercato, ma ha dovuto attendere il Piano Botta. Ora ha un buco da 6 milioni di euro. Chi paga? I cittadini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/piano-botta-ex-mercato-e-comune-voraggine-di-debiti-pagheremo-con-limu/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>articolo di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p><strong></strong>La società Sarzana Valorizzazione Patrimonio e Servizi s.r.l. di proprietà al cento per cento del Comune è sull’orlo del dissesto finanziario. Dal prossimo 31 dicembre non sarà più in grado di far fronte agli impegni assunti con la Cassa di Risparmio della Spezia.</p>
<div id="attachment_6961" class="wp-caption alignright" style="width: 299px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp.jpg"><img class="size-medium wp-image-6961" title="mercato 4rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il mercato di piazza Terzi negli anni Cinquanta</p></div>
<p>Costituita cinque anni fa per permettere al Comune di Sarzana &#8211; in profondo rosso &#8211; di incassare cinque milioni di liquidità e pagare debiti e servizi, la società Sarzana Valorizzazione non è in grado non solo di restituire alla Cassa di Risparmio il capitale, ma neppure di pagare gli interessi maturati (270 mila euro l’anno). La notizia è stata riportata da La Nazione (<a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20378&amp;Itemid=17" target="_blank">leggi qui</a>). Ci si sarebbero attese reazioni, commenti dai banchi della maggioranza e, soprattutto, dell’opposizione. Invece il clamore è durato un giorno. Il “Sopire, sopire, sopire” di manzoniana memoria si attaglia alla perfezione alla politica sarzanese.</p>
<p><strong>Il fallimento della “finanza creativa”: pagano i contribuenti</strong></p>
<p>Il fallimento a soli cinque anni di distanza della “brillante operazione di finanza creativa” dei nostri amministratori comunali sarà pagato a caro prezzo dai cittadini sarzanesi con le tasse e con i tagli ai progetti della parte pubblica del Piano Botta e dei servizi sociali. Ma come si è arrivati a questa drammatica situazione?</p>
<p><strong>Una nuova società per raggirare la legge (finanziaria)<br />
</strong></p>
<p>Nel 2007 il Comune – già troppo indebitato – non può contrarre nuovi mutui con le banche a causa del  patto di stabilità. Allora viene partorita la genialata per raggirare la legge (finanziaria). Viene creata la società Sarzana Valorizzazione Patrimonio srl, nuova di zecca, senza un euro in cassa. Dalla Carispe ottiene uno scoperto di cinque milioni (poi portato a sei), garantito dal Comune con una lettera di “patronage”: se non paga la società, paga il Comune. Operazione rischiosa per un Comune che non può indebitarsi ulteriormente. Folli i dirigenti della Carispe? No, maggiore è il rischio, più alti gli interessi. E qui sorge la prima domanda: quanto è lo “spread” (il differenziale) tra gli interessi di un normale mutuo contratto da un Comune e quello pattuito tra Carispe e Sarzana Valorizzazione? In Comune non se ne curano, tanto paga Pantalone, cioè i contribuenti sarzanesi. Ma ora ce lo devono dire, contratti alla mano.</p>
<p><strong>La società s’indebita, acquista l’ex mercato, il Comune incassa</strong></p>
<p>La nuova società utilizza lo scoperto per acquistare dal Comune una serie d’immobili tra cui l’ex mercato e tutta piazza Terzi e la striscia di terreno vicino alla ferrovia che entra nel nuovo Piano Botta. Proprio il Piano Botta prevede una bella speculazione su quell’area, aumentando le volumetrie previste dal PRG (un nuovo palazzo grande quanto la Vetraia). Un’operazione siffatta poteva anche andare a buon fine se invece di procedere alla Variante Botta il Comune avesse mantenuto il vecchio piano particolareggiato: la società avrebbe potuto mettere subito in vendita i beni, rientrare dei capitali e non farsi massacrare dagli interessi.</p>
<p><strong>Nel 2007 il mattone tira. Ma arriva la Variante Botta e blocca tutto.</strong></p>
<p>Nel 2007 il mercato immobiliare tirava ancora. Era un buon momento per “valorizzare il patrimonio”. Ma le cooperative hanno deciso di cambiare il volto alla città. Vogliono imporre i mattoncini rossi di Mario Botta. In Emilia se ne producono tanti. Lo hanno già annunciato nel loro bilancio di previsione nella primavera del 2007. Si procede a variante (delibera di giunta del 26 giugno 2007). Ma le varianti hanno i loro tempi. E gli interessi bancari sui cinque milioni cominciano a lievitare. La società Sarzana Valorizzazione non ha entrate proprie e per pagare gli interessi attinge allo scoperto di conto, pagando anche gli interessi sugli interessi. Gli annunci del sindaco Caleo “Apriremo i cantieri a giugno 2009” oggi risuonano come un auspicio per esorcizzare l’incombente catastrofe finanziaria. Ma la Variante deve essere prima approvata dalla Provincia, poi deve andare in Regione per lo screening di Via. Gli immobili non possono essere messi in vendita senza certezza sulla loro destinazione urbanistica, certezza che avevano con il vecchio Piano. Una domanda s’impone: il Comune, procedendo a variante, ha fatto gli interessi propri, cioè della comunità e dei contribuenti sarzanesi, o delle cooperative?</p>
<p><strong>2009: crisi del mercato immobiliare. </strong></p>
<p>Nel 2009 esplode la crisi mondiale e il mercato immobiliare si scopre saturo. Ne sanno qualcosa gli imprenditori del settore, ma anche il Comune e l’Arte che non riescono a piazzare gli ex macelli, gli appartamenti e i negozi dell’ex Brun Caprini. Il sindaco Caleo decide di affidare la società a un nuovo amministratore, Mauro Lucchesi. Giovanni Zanardi, che operava a titolo gratuito, esce di scena. Lucchesi viene presentato come un grande manager pubblico. E va pagato, anche se amministra una società che non opera un bel fico secco. La Carispe comincia a preoccuparsi. Tra capitale e interessi il tetto dei sei milioni di euro comincia ad avvicinarsi e il Comune di Sarzana e Lucchesi partoriscono solo flop come la modifica dello Statuto per trasformare la società una multiutility di servizi (tributari, parcheggi ecc.). Non hanno realizzato che per gestire i servizi occorre personale, attrezzature. Insomma denari. Altri debiti? Impossibile.</p>
<p><strong>La Carispe impone il rientro dal debito</strong></p>
<p>Agli inizi di quest’anno la Carispe inizia il pressing: rientrare. L’Europa ci guarda e l’epoca della finanza allegra è finita. Lucchesi si rende conto che riesce a pagare gli interessi per quest’anno. Poi ha raschiato il barile messo a disposizione da Carispe, dove – tra l’altro – sono arrivati i francesi, che non saranno tedeschi, ma neppure “stupides”. Ed ecco un&#8217;altra grande pensata partorita in piazza Matteotti, dove ha sede la giunta e l’ufficio di Lucchesi. Il Comune riacquista dalla sua società gli immobili (e gli interessi non pagati!). E con quali denari? Semplice: con gli oneri di urbanizzazione che le cooperative devono versare per costruire i palazzi Botta. E perché mai le Cooperative, che non sono un’opera pia, ma aziende economiche che puntano al profitto, dovrebbero anticipare tutti quei denari? Quale contropartita ottengono dal Comune? Si apre la strada all’urbanistica contrattata col nuovo PUC? Vengono coinvolte nella trattativa Comune-Ferrovie dello Stato (sancita nell’atto di compravendita del MetroPark)  per la futura destinazione urbanistica dell’area dismessa dalle FS lato Millepiedi?</p>
<p><strong>Gli oneri di urbanizzazione distratti dai loro scopi</strong></p>
<p>E se gli oneri di urbanizzazione servono per risanare la società Sarzana Valorizzazione con quali denari si faranno le opere di urbanizzazione primaria previste in base a standard obbligatori per legge? Ma semplice: se le accolleranno coloro che acquisteranno l’ex mercato e l’area di piazza Terzi. E se i quattrini non saranno sufficienti – dice con non chalance l’ingegner Talevi che del Piano Botta è il custode – invece di un parcheggione interrato si farà un parcheggio a raso. Da 457 posti auto? E dove, se in tutta l’area è previsto cemento e cemento? Nei pochi spazi verdi?</p>
<div id="attachment_7712" class="wp-caption alignright" style="width: 257px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/11/piazza_terzi_botta.jpg"><img class="size-medium wp-image-7712" title="piazza_terzi_botta" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/11/piazza_terzi_botta-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;area di piazza Terzi nel Piano Botta: è tutta cementificata. In verde sono i tetti!</p></div>
<p>Il Comune sembra un imprenditore indebitato, che ha gestito male la sua azienda e continua a indebitarsi fino a finire in mano agli strozzini (coloro che acquisteranno piazza Terzi e immobili a prezzi stracciati ).</p>
<p><strong>E ai sarzanesi? Più tasse, meno servizi e una città a mattoncini coop</strong></p>
<p>Alla comunità sarzanese cosa verrà in dote? Un bel po’ di tasse in più per pagare i costi pagati per costituire la società, per il suo amministratore, per i revisori, i notai, gli interessi e i costi della nuova compravendita. Un bel po’ di servizi sociali, opere e spazi pubblici in meno. E una città più brutta, devastata dal cemento e dai mattoncini rossi.</p>
<p><strong>Nota a margine:<br />
</strong>sul sito del Comune il compenso del dottor Lucchesi, amministratore delegato della società, non compare.<br />
<strong></strong></p>
<p><a href="http://www.sarzana.org/amministrazione/comunicazioni/L_296_2006.htm">http://www.sarzana.org/amministrazione/comunicazioni/L_296_2006.htm</a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/piano-botta-ex-mercato-e-comune-voraggine-di-debiti-pagheremo-con-limu/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cemento a Tavolara: flop. Distruggere il territorio non paga più</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Variante di Tavolara, 23000 mq di capannoni e piazzali in zona agricola, è un flop. La CNA riconosce che tirano solo "storia e natura". Ma si continuano a fare progetti contrari al buon senso e all'economia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/cemento-a-tavolara-flop-distruggere-il-territorio-non-paga-piu/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>articolo di <strong>Simona Giorgi</strong></p>
<p>Mentre da parte del Comitato Sarzana, che botta! continua l’instancabile lavoro di costruzione dal basso di quel tessuto partecipativo e relazionale che rende una comunità viva e consapevole, ecco che alcune esternazioni, di chi si trova a svolgere un ruolo attivo nella definizione di strategie e azioni per il “rilancio” del nostro territorio, sollecitano inevitabilmente un’attenta riflessione nonché qualche legittimo interrogativo.</p>
<div id="attachment_12162" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1040098.jpg"><img class="size-medium wp-image-12162" title="P1040098" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/P1040098-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Tavolara Vendesi. Il cartellone sull&#39; Aurelia è stato distrutto dalle intemperie e non sostituito</p></div>
<p>Mi riferisco alle parole riportate nell’articolo di A.M. Zebra (“Un’area artigianale fantasma”, pubblicato il 4 Aprile in cronaca locale sul quotidiano La Nazione) e pronunciate da Massimo Magnavacca, presidente della CNA, sull’area di Tavolara: «<em>In questo momento la categoria in maggiore difficoltà è quella edile. Un settore che sarebbe in grado di dare respiro anche ad altre categorie: falegnami, idraulici, carpentieri, elettricisti e altre ancora. Unico settore che tiene, pur risentendo della crisi, è il comparto turistico-ricettivo e questo perché le nostre zone, vuoi per le risorse ambientali e storiche di cui dispongono, continuano a richiamare un discreto flusso di turisti. Ma anche chi potrebbe investire non lo fa per l’incertezza del momento</em>».<br />
Proviamo ad esaminare il contenuto della suddetta dichiarazione. Magnavacca individua nelle risorse storiche e ambientali gli elementi che soli continuano ad essere punto di forza dell’economia locale. In che modo dunque si giustifica il progetto di forte cementificazione, che priverà ulteriormente il nostro territorio proprio di tali risorse? I ventiduemila metri quadrati in zona agricola, che dovrebbero essere occupati da circa sei/settemila metri di capannoni coperti e restanti sedicimila di piazzali, parcheggi, strade, non rispondono forse ad un modello di crescita quantitativa nel quale il Sig. Magnavacca stesso ravvisa incertezza e impraticabilità?  (<em>“I lavori avrebbero dovuto essere ultimati entro il 2009, ma così non è stato”</em> articolo citato).</p>
<p>Cosa spinge ad utilizzare il territorio come mero supporto di attività e processi economici, localizzati e organizzati secondo principi sempre più indipendenti da autentiche relazioni con il luogo?<br />
Quale promozione di sviluppo locale si prospetta dalla preponderante presenza dell’unico attore, Unieco, che, con le sue molteplici forme, sempre concorre a determinare le illogiche scelte dei nostri amministratori, per poi magari ritirarsi in corso d&#8217;opera?<br />
Cercando di attribuire concretezza all’indispensabile e ineludibile concetto di sostenibilità, non si può non tener conto che, se di sviluppo si vuole parlare, non solo dovrà essere riferito alla<em> “riproducibilità delle risorse naturali (sostenibilità ambientale), ma a sistemi complessi e interagenti di valutazioni che riguardano l’organizzazione non gerarchica dei sistemi territoriali e urbani (<strong>sostenibilità territoriale</strong>), la coerenza dei sistemi produttivi con la valorizzazione del patrimonio territoriale e con lo sviluppo dell’imprenditorialità locale (<strong>sostenibilità economica</strong>) e la crescita di autogoverno delle società locali (<strong>sostenibilità sociale e politica</strong>)”</em>[ A. Giangrande - L’approccio territorialista allo sviluppo sostenibile, Università degli studi di Roma, Facoltà di Architettura].<br />
In altre parole non vorremmo che Unieco &amp; Company, con la loro esclusiva ricerca del profitto, si rivelassero come quel personaggio di Jorge Luis Borges che si propose il compito di disegnare il mondo : <em>“ trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”. </em>[L’Artefice – l’epilogo].</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/cemento-a-tavolara-flop-distruggere-il-territorio-non-paga-piu/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un libro su piazza Brin: quando uno spazio pubblico è cuore della città</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piazza è fonte d'identità. Alla Spezia piazza Brin è stata il "cuore urbano". Un libro di Francesca Alfonzetti e Claudia Fregosi - prefazione di Silvano D'Alto - fa comprendere il valore di uno spazio pubblico. Autentico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/un-libro-su-piazza-brin-quando-uno-spazio-pubblico-e-cuore-della-citta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Una piazza è fonte d&#8217;identità. Alla Spezia Piazza Brin è stata il &#8220;cuore urbano&#8221;. A questo cuore, che in un secolo e mezzo ha registrato i mutamenti sociali della città, due sociologhe Francesca Alfonzetti e Claudia Fregosi hanno dedicato una ricerca, che affronta le trasformazioni recenti del quartiere più famoso della Spezia, il quartiere umbertino, che ha accompagnato la crescita della città con l&#8217;avvento dell&#8217;Arsenale Militare. La ricerca è diventata un libro per i tipi delle Edizioni ETS di Pisa. La prefazione del professor Silvano D&#8217;Alto introduce allo studio facendo ripercorrere al lettore le tappe della trasformazione della piazza legandola alla trasformazione della città. Ebbene Piazza Brin è veramente fonte d&#8217;identità urbana. Annota D&#8217;Alto: &lt;Piazza Brin è un cuore urbano. Non una semplice piazza di quartiere. E&#8217; una componente essenziale del senso urbano della Spezia. Se togli Piazza Brin, alla città manca una parte consistente della sua energia creatrice di vita urbana&gt;.</p>
<div id="attachment_12157" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/314187992_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-12157" title="314187992_o" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/314187992_o-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine storica di piazza Brin</p></div>
<p>Non a caso la piazza è talmente &#8220;cuore urbano&#8221; da dare il nome al quartiere, oscurando la denominazione storica-urbanistica-amministrativa di quartiere &#8220;umbertino&#8221; per indicare l&#8217;epoca di costruzione dei palazzi.<br />
Scrive ancora D&#8217;Alto: &lt;Piazza Brin è stata, fin dalle origini, la periferia che è anche città&#8230;.. Se parti dai giardini pubblici, dalla parte del mare, e cominci a percorrere l&#8217;asse urbano di via Cavour verso monte, sai che non stai andando verso la periferia, ma verso piazza Brin: verso un&#8217;identità conosciuta. Lì trovavi, e ancora trovi, un mondo fertile di realtà sociali compositi e contrapposte&gt;.<br />
E proprio su queste realtà sociali composite e contrapposte le ricercatrici Alfonzetti e Fregosi hanno puntato la loro analisi partendo da una ricostruzione storica dello sviluppo urbanistico della Spezia tra Settecento e Ottocento. Ventisei pagine che accompagnano il lettore dal tempo dell&#8217;immigrazione legata all&#8217;Arsenale, che nel &#8220;quartiere operaio&#8221; dedicato a re Umberto I trova accoglienza, alle nuove immigrazioni soprattutto latinoamericane, che hanno trasformato il quartiere anche con tensioni sociali a tratti molto forti, ponendo un problema di integrazione.<br />
La scelta dell&#8217;Amministrazione comunale spezzina di ristrutturare la piazza, di darle un nuovo volto, per favorire una nuova accoglienza cerca di rispondere a questa esigenza d&#8217;integrazione sociale, resistutire alla piazza la sua vocazione di spazio urbano pubblico, luogo d&#8217;incontro anche di storie diverse, come lo è stato in un secolo e mezzo di storia con i suoi ampi portici, i giardini, le panchine all&#8217;ombra di piante ormai quasi secolari.</p>
<div id="attachment_7146" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Piano_Botta_PIAZZA_COPERTA_RENDER.JPG"><img class="size-medium wp-image-7146" title="Piano_Botta_PIAZZA_COPERTA_RENDER" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Piano_Botta_PIAZZA_COPERTA_RENDER-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">La &quot;piazza&quot; coperta di Botta. Una galleria di 60 metri.</p></div>
<p>Le lettura della prefazione di D&#8217;Alto e dello studio fa sorgere spontanea una domanda: perché i nostri amministratori non pensano più agli spazi pubblici? Perché gli architetti non pensano più a curare gli spazi pubblici. Mi è venuto spontaneo un raffronto con la &#8220;piazza coperta&#8221; di Mario Botta, progettata per piazza Terzi, al posto del vecchio mercato ortofrutticolo, luogo &#8211; quello sì &#8211; d&#8217;incontro pubblico, di scambio economico pubblico. La &#8220;piazza&#8221; disegnata da Botta tra due palazzi di quattro piani lunghi sessanta metri,  è uno spazio, un &#8220;tunnel&#8221; destinato ad essere subito privatizzato, a divenire luogo di commercio non d&#8217;incontro, una &#8220;piazza&#8221; senza respiro spaziale.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/un-libro-su-piazza-brin-quando-uno-spazio-pubblico-e-cuore-della-citta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Interventi su area “Botta”: i cartelli</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'area]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i cartelli che definiscono gli interventi su Via Muccini (cliccare sulle immagini per ingrandire): Cartello 1 (a destra): dettagli dell&#8217;intervento pubblico per la realizzazione dei 33 alloggi a canone sostenibile e dell&#8217;allargamento del sottopasso di Via Murello, finanziati dalla Regione Liguria per il 35,74% e per il 64,26% (oltre 5.400.000 Euro) dalle casse comunali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-%e2%80%9cbotta%e2%80%9d-i-cartelli/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Ecco i cartelli che definiscono gli interventi su Via Muccini (cliccare sulle immagini per ingrandire):</p>
<p>Cartello 1 (a destra): dettagli dell&#8217;intervento pubblico per la realizzazione dei 33 alloggi a canone sostenibile e dell&#8217;allargamento del sottopasso di Via Murello, finanziati dalla Regione Liguria per il 35,74% e per il 64,26% (oltre 5.400.000 Euro) dalle casse comunali.</p>
<p>Cartello 2 (a sinistra): dettagli dell&#8217;intervento privato per la realizzazione dei palazzi a ponte e del cilindrone lungo Via Muccini, con indicazione del permesso di costruire conferito ai soggetti attuatori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/cartello1-2.jpeg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12301" title="cartello1-2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/cartello1-2-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/cartello3.jpeg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12302" title="cartello3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/cartello3-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-%e2%80%9cbotta%e2%80%9d-i-cartelli/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Interventi su area &#8220;Botta&#8221;: aggiornamento 8 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'area]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornamento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-botta-aggiornamento-8-aprile-2012/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Aggiornamento (per ingrandire, cliccare sulle immagini)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120408_1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12290" title="120408_1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120408_1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120408_2.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12289" title="120408_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120408_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_3.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12296" title="120408_3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_4.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12295" title="120408_4" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_5.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12294" title="120408_5" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/04/120408_5-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-botta-aggiornamento-8-aprile-2012/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Interventi su area &#8220;Botta&#8221;: aggiornamento 3 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'area]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguono le demolizioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-botta-aggiornamento-3-aprile-2012/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>3 aprile 2012: proseguono le demolizioni (per ingrandire, cliccare sulle immagini)</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12281" title="120403_1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_2.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12282" title="120403_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_4.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12284" title="120403_4" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/05/120403_4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/04/interventi-su-area-botta-aggiornamento-3-aprile-2012/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La politica che ascolta</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 17:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo della Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Al convegno sulla Difesa del territorio della Rete dei Comitati a Firenze il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha salutato i partecipanti: "Sono qui perché ritengo normale che un presidente di Regione si confronti con tutti i cittadini ....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/la-politica-che-ascolta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div id="attachment_12088" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/b6f1f320741c4d87a688dc7822cc1c5a.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12088" title="b6f1f320741c4d87a688dc7822cc1c5a" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/b6f1f320741c4d87a688dc7822cc1c5a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La politica che ascolta</p></div>
<p>Al convegno sulla Difesa del territorio della Rete dei Comitati a Firenze il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha salutato i partecipanti: &#8220;Sono qui perché ritengo normale che un presidente di Regione si confronti con tutti i cittadini, anche con quelli che esprimono posizioni diverse&#8221;. Sarà normale &#8230;.  in Toscana. Al convegno sul fiume organizzato dal Comitato i nostri amministratori e politici, sebbene invitati, si son ben guardati dall&#8217;intervenire. Questa è la loro normalità. Con qualche &#8220;rarissima eccezione&#8221; &#8230;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;immagine è tratta dal sito &#8220;Orticalab&#8221;.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/la-politica-che-ascolta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Amianto, lana di vetro o lana di roccia? Via Muccini, allarme per i detriti</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/amianto-lana-di-vetro-o-di-roccia-via-muccini-allarme-per-i-detriti/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 16:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Botta]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cantiere di via Muccini tra i detriti delle demolizioni spuntano vecchi tubi arrugginiti avvolti da materiale isolante. Potrebbe trattarsi di lana di roccia o di vetro. O di fibre di amianto. Chi controlla?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/amianto-lana-di-vetro-o-di-roccia-via-muccini-allarme-per-i-detriti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p>Sarzana, 31 marzo 2012</p>
<div id="attachment_12073" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1501.jpg"><img class="size-medium wp-image-12073" title="IMG_1501" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1501-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Un cumulo di detriti di via Muccini</p></div>
<p>La segnalazione ci è arrivata da un abitante dei palazzi di via Muccini: <em>“Tra le macerie nell’area del Piano Botta ci sono tubi di vecchi impianti di riscaldamento rivestiti d’amianto. Sono identici a quelli che si usavano a bordo delle navi”</em>.<br />
Abbiamo chiesto perché non segnalava la circostanza ai vigili. La risposta, quella ormai in voga in questa città: <em>“Io col Comune ci lavoro. Non mi posso esporre”</em>.</p>
<p>Siamo andati in via Muccini, armati di macchina fotografica per avere il conforto delle immagini, dal momento che stanno sgomberando le macerie dopo almeno quindici giorni che sono accumulate lì, esposte ai quattro venti. Quanto abbiamo visto e fotografato è per lo meno inquietante. Nell’area sul lato destro della strada in direzione Arcola tra una catasta di detriti sono visibilissimi diversi metri di vecchi tubi arrugginiti, rivestiti di un materiale fibroso, fasciato da una sorta di bendaggio bianco.</p>
<div id="attachment_12075" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1507.jpg"><img class="size-medium wp-image-12075" title="IMG_1507" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1507-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il materiale fibroso che avvolge i vecchi tubi</p></div>
<p>Quella specie di lana grigiastra è amianto? Non siamo del mestiere. Gli unici riferimenti che abbiamo sono i tubi del vecchio impianto di riscaldamento centralizzato di un palazzo Anni Sessanta del centro città. Sono fasciati allo stesso modo, racchiudono amianto. Esperti ci hanno detto che è il più pericoloso: le fibre possono disperdersi nell’aria e guai a respirarne una: mesotelioma pleurico assicurato. Non c’è scampo. Per smaltire un centinaio di metri di tubi una ditta ha chiesto 40 mila euro più Iva per rimuoverlo in sicurezza. Un altro riferimento sono i tubi di riscaldamento delle navi da guerra. In Arsenale li accumulavano in un’area che il procuratore Rodolfo Attinà fece sequestrare e mettere in sicurezza.</p>
<div id="attachment_12076" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1510.jpg"><img class="size-medium wp-image-12076" title="IMG_1510" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1510-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Le protezioni sono rotte in più punti</p></div>
<p>Mentre fotografavamo, passa un architetto di lungo corso. Stava andando alla Spezia ad ascoltare il procuratore di Torino Giancarlo Caselli che parlava di mafia e legalità. Si ferma. <em>“Cosa succede?”</em>.</p>
<p>Mostriamo la “scoperta”.</p>
<p><em>“Bisognerebbe analizzarla da vicino</em> – ci dice &#8211; <em>Potrebbe essere amianto in forma fibrosa o lana di vetro”</em>.</p>
<p>Domando da profano: ma la lana di vetro non è entrata in edilizia negli anni Settanta? Queste costruzioni erano antecedenti.</p>
<p><em>“E’ vero”</em> – risponde – <em>“Ma è sempre difficile da lontano dare una risposta certa”</em>.</p>
<p>Indirizziamo l’obiettivo sull’altro lato della carreggiata. Altri cumuli di rifiuti, ma di diversa natura. Alcuni sembrano stracci bruciati. Ci sono detriti di ogni tipo. In lontananza verso la variante Cisa c’è un mezzo meccanico al lavoro. Sta abbattendo altre costruzioni.</p>
<div id="attachment_12078" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1509.jpg"><img class="size-medium wp-image-12078" title="IMG_1509" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1509-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Una ruspa al lavoro ieri in via Muccini</p></div>
<p>Arriva un anziano geometra. Lui gli impianti di riscaldamento negli edifici del dopoguerra li ha progettati.<br />
<em>“A vederlo così è amianto. Era normalmente usato in edilizia come isolante”</em>, sentenzia sicuro.</p>
<p>Il dubbio resta. Chiediamo a un ingegnere, esperto d’impianti industriali, mostrando le foto.<br />
E allarga il campo delle ipotesi:<em> “Potrebbe essere lana di roccia. Per via dell’epoca mi sembra meno verosimile la lana di vetro”</em>.</p>
<p>Incontriamo una coppia di vigili urbani e segnaliamo la circostanza. Ci spiegano che la competenza è dell’ufficio d’igiene pubblica dell’Asl. Non ci resta che attendere lunedì le rassicurazioni del direttore del cantiere e di qualche autorità preposta. Agli atti resteranno solo le nostre foto, perché quei detriti – mortali o no che siano – dopo oltre due settimane saranno rimossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12074" class="wp-caption alignleft" style="width: 1034px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1503.jpg"><img class="size-large wp-image-12074" title="IMG_1503" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1503-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;altra immagine del materiale sospetto</p></div>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1511.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-12098" title="IMG_1511" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1511-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/amianto-lana-di-vetro-o-di-roccia-via-muccini-allarme-per-i-detriti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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