Sarzana, che Botta!

« Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. »

Margaret Mead


Piazza Terzi
laboratorio
di urbanistica
partecipata

Dopo i primi due incontri nel corso dei quali è stata analizzata la situazione in cui versa il Piano Botta e il disagio che ne deriva ai cittadini e sono stati esaminati i progetti o gli studi che – prima della “Variante Caleo” – erano stati redatti per dare soluzioni razionali e vivibili alla zona, il lavoro del Comitato con i cittadini che non si rassegnano al degrado e al declino di Sarzana entra nel vivo con carte della zona e matite. 
Lunedì  20 alle ore 21,15 nel gazebo del Centro Barontini i cittadini sono invitati a cercare di tradurre in disegni le loro aspettative e i loro bisogni per un nuovo assetto di piazza Terzi e dell’area ferroviaria. Come recita il volantino dell’incontro i cittadini (tutti, non solo gli abitanti dell’area Botta) potranno portare idee, i giovani architetti e ingegneri del Comitato li aiuteranno a far diventare le proposte disegni sulla carta della pianta di piazza Terzi, dell’area ferroviaria e di via Muccini. Sulle pareti saranno esposti i Piani elaborati da Luigi Piarulli, Mario Botta e dai giovani che parteciparono al concorso di idee del Comitato nel 2011.
E’ una prima esperienza di urbanistica partecipata, ampiamente collaudata in Toscana e in Emilia Romagna, dove le figure dei facilitatori sono figure professionali. Nel Comitato c’è chi ha fatto in Toscana quel tipo di esperienze.
Per il Comitato è una continuazione della Città delle Idee promossa dall’Amministrazione Cavarra. Il metodo del confronto e dell’ascolto dei cittadini si applica però a un problema concreto come il degrado di piazza Terzi che il fallimento del Piano Botta rischia di far diventare irreversibile. Assenza di verde, riutilizzo del vecchio mercato, carenza di parcheggi in tutta l’area del Piano, viabilità, inquinamento e congestione sono i temi da affrontare in modo concreto affinché la partecipazione dei cittadini non si riduca – come avvenuto fino ad oggi – alla condivisione del progetto di un urbanista più o meno famoso. Le proposte poi verranno presentate al Comune come contributo sia di metodo partecipativo, sia come soluzioni ai problemi della zona d’ingresso della città. Invitiamo i cittadini a non avere soggezione: difficile fare peggio di quanto ha fatto la famosa archistar.

 

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Data
venerdì, 17 aprile 2015

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