Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Rifiuti, petizione
per la nostra salute
contro il CSS
e l’incenerimento

Duemilacinquecento tonnellate di rifiuti “tal quale”, cioè di rumenta indifferenziata, umido puzzolente compreso, pari a trentamila tonnellate l’anno, giungeranno dalle prossime settimane a Saliceti nella piana tra Vezzano Ligure e Santo Stefano Magra per essere trattati nell’impianto dell’Acam. Giungeranno da Genova per non far sprofondare il capoluogo ligure nella spazzatura.
La notizia è nota da un mese, da quando la Regione Liguria su proposta di Raffaella Piata, assessore all’ambiente e prossimo governatrice della regione, avendo vinto le primarie del PD, ha deliberato per affrontare l’emergenza genovese. Ma in questi giorni troverà attuazione.
In verità si tratta di un’emergenza ligure, alla quale fa eccezione (udite, udite) solo la provincia della Spezia, l’unica che nei decenni scorsi si è dotata almeno di un impianto di trattamento dei rifiuti urbani per ricavare CDR (combustibile da rifiuti).  Le altre province liguri, Genova in testa, hanno continuato ad afferire la rumenta in discarica, infischiandosene della normativa europea.
Una bomba puzzolente e inquinante in Val di Magra
Il traffico di camion da Genova inquinerà l’aria della zona, sommandosi al traffico portuale e autostradale; i contenitori di rumenta saranno stoccati nell’area dell’impianto di Saliceti in attesa del trattamento del loro maleodorante contenuto, che ammorberà l’aria più di quanto già non faccia l’impianto, che è già nel mirino della magistratura per inquinamento.
Però vezzanesi e santostefanesi sono felici, visto che hanno votato in massa per Lella Paita.
Noi un po’ meno per via delle multe europee che l’Italia si trova a pagare e che pagherà (cioè pagheremo) per le continue infrazioni delle leggi comunitarie in materia di rifiuti urbani. L’ultima è di quaranta milioni di euro. Ma siccome ci arrivano con le tasse, non ce ne accorgiamo e viviamo contenti (si fa per dire).
Inefficienza che paghiamo con la TARI
La vicenda di Saliceti la dice lunga sulla sensibilità ambientale del personale politico che governa (e governerà) la Liguria, una regione che per la raccolta differenziata si colloca agli ultimi posti in Italia, prossimamente superata anche dalla Campania. I rifiuti che in Europa e in alcune zone virtuose dell’Italia stanno diventando una risorsa, da noi si traducono in maggiori costi di gestione della raccolta e dello smaltimento, cioè maggior peso della TARI. Questa la vediamo, ma dopo un mugugno di qualche giorno, paghiamo felici e scontenti.
Chi guadagna e chi ci perde da questo malgoverno dell’ambiente?
Pare che a guadagnarci, per restare in zona, sarà, oltre a Raffaella Paita, Juri Mazzanti, sindaco uscente di Santo Stefano Magra, il quale viene dato come candidato nel “listino bloccato” del PD alle prossime regionali. Insomma elezione assicurata senza neppure dover conquistare il posto con le primarie o con le preferenze.
Pericolo incombente su di noi: rifiuti bruciati in centrale a Spezia
Chi ci perde? Le popolazioni che subiranno l’inquinamento. In futuro potremmo perderci sotto il profilo ambientale tutti noi: Saliceti si candida a produrre CSS (Combustibile Solido Secondario, come il CDR) da bruciare nei cementifici o nelle centrali. Vi dice niente “centrali”? Respireremo diossine, perché le ricadute dei fumi della centrale di Vallegrande arrivano a decine di chilometri in linea d’aria.
Per saperne di più sulla questione, suggeriamo di leggere il blog di Marco Grondacci, esperto di diritto ambientale, che sull’argomento ha sviluppato una bella inchiesta ricca di riferimenti legislativi e non solo. http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/
Una petizione contro il CSS
Possiamo anche provare a opporci. Proponiamo a tutti la firma della petizione contro il CSS. Trovate tutto qui sotto. Basta un click.

Clicca qui per firmare:

PETIZIONE PER DIRE NO AL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO – C.S.S. – ESTRATTO DAI RIFIUTI DA BRUCIARE NEI CEMENTIFICI E NELLE CENTRALI TERMO-ELETTRICHE CON GRAVI RISCHI ALLA SALUTE DERIVATI DA DIOSSINE – FURANI – METALLI PESANTI.

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Data
sabato, 10 gennaio 2015

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1 commenti per “Rifiuti, petizione
per la nostra salute
contro il CSS
e l’incenerimento”


  1. l’ interlinea > ” solo la provincia della Spezia, l’unica che nei decenni scorsi si è dotata almeno di un impianto di trattamento dei rifiuti urbani per ricavare CDR (combustibile da rifiuti)” andrebbe cambiato in > solo la provincia della Spezia, l’unica FESSA che nei decenni scorsi si è dotata di un impianto di trattamento dei rifiuti urbani per ricavare CDR (combustibile da rifiuti) SENZA ALMENO SENNO’ QUALCUNO POTREBBE FRAINTENDERE …!



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