Sarzana, che Botta!

« Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto »

Mark Twain


Piano Botta, indagine geologica sbagliata. Il Comitato investe Regione e Procure

 Le prescrizioni della Regione in materia di sicurezza sismica non sono state rispettate. L’indagine geologica in sede di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per la Variante di via Muccini contiene una rappresentazione della situazione della falda assolutamente non rispondente al vero. Il verde pubblico previsto nell’area compresa tra via VIII Marzo e piazza Terzi risulta essere la metà degli standard fissati per legge per far posto alla colata di cemento. Il tutto nella compiacente indifferenza degli organi che avrebbero dovuto controllare e approvare la Variante proposta da Abitcoop Liguria e da Unieco.

Il cantiere di via Muccini allagato

Sono questi i principali motivi che hanno indotto il Comitato “Sarzana, che botta!” a inviare una segnalazione di quattro pagine alla Regione Liguria e per conoscenza alle Procure della Repubblica di Genova e della Spezia. Il Comitato chiede alla Regione di rimediare agli errori o alle sviste, rivedendo le conclusioni dello screening di VIA e di sottoporre a Valutazione d’impatto ambientale tutto il progetto. Obiettivo principale deve essere la tutela della sicurezza degli abitanti dei palazzi che circondano l’area di cantiere di via Muccini e un’adeguata dotazione di verde pubblico, per rendere tutta la zona più vivibile, meglio arieggiata. Chiede anche di prendere atto dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale del 3 aprile scorso che indica come sottoponibili a Valutazione Ambientale Strategica i piani attuativi di piani urbanistici che non sono mai stati sottoposti a VAS.
La segnalazione a Regione e Procure parte da un’osservazione: la collocazione di mire ottiche sulle facciate dei palazzi esistenti prima dell’inizio dell’opera di scavo, non è avvenuta. Le mire ottiche servono a rilevare le conseguenze delle vibrazioni sulle strutture esistenti.
Poi il Comitato chiede di valutare le conseguenze che potrà avere sui palazzi vicini la deviazione della falda sotterranea che corre lungo via Muccini, deviazione che sarà provocata dalla costruzione (ormai quasi completata) di una platea di cemento armato ampia 4.500 metri quadrati, alta un metro del peso di 12 mila tonnellate. La massa d’acqua che nei mesi piovosi corre sotterraneamente verso il fiume Magra sarà deviata, andrà in pressione. Provocherà nel tempo conseguenze sulle strutture dei palazzi vicini? Un’analoga opera dovrà essere realizzata anche sull’altro lato di via Muccini. “Ne sono state calcolate le conseguenze”, chiede il Comitato. La risposta è sottintesa ed è “No”.
Nella perizia geologica allegata allo screening di VIA inviata in Regione nel 2010 dallo studio APUA su commissione delle cooperative il geologo Massimo Morachioli insisteva nell’affermava che “le strutture interrate (previste a sette metri sotto terra, n.d.r.) non avrebbero interferito con la falda neppure nei periodi di maggiore piovosità”. Affermazione contraddetta dallo stesso Morachioli nella perizia geologica esecutiva del 2011, fondata sugli stessi rilievi della precedente, e non inviata alla Regione, nella quale afferma che la falda può arrivare in presenza di forti piogge al piano campagna. Nel 2012 lo stesso Morachioli nella relazione per le opere di cemento armato mette in relazione l’andamento della falda sotterranea con il livello dell’acqua nel torrente Calcandola e riconosce che problemi di risalita della falda si sono presentati anche nei palazzi già realizzati, circostanza negata in sede di screening di VIA.
Tanto basta al Comitato per chiedere che si faccia chiarezza per garantire gli abitanti presenti.
L’altro nodo è quello del verde pubblico. La dottoressa Francesca Lupino, responsabile del procedimento di VIA in Regione, rilevò che i quattromila metri quadrati previsti andavano raddoppiati. L’ingegner Franco Talevi rispose che era impossibile per la presenza di parcheggi sotterranei. Il capo ripartizione VIA della Regione accolse l’obiezione e dichiarò concluso lo screening. Più cemento meno verde: è un vantaggio patrimoniale per i costruttori o no?, chiede il Comitato a Regione e Procure.

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Data
giovedì, 11 aprile 2013

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