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Margaret Mead


Fiume: si può costruire nelle zone ad alto rischio. Lo hanno deciso i politici dell’AdB

di Carlo Ruocco

I politici (amministratori comunali, provinciali e regionali, liguri e toscani) che siedono nel Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino hanno definitivamente bocciato dopo quattro mesi di rinvii e temporeggiamenti la proposta del Comitato tecnico (ingegneri, geologi, biologi) di congelare da uno a tre anni tutti i piani urbanistici vigenti che consentono di edificare nelle cosiddette “zone rosse”, cioè le aree classificate PI4 perché a grave rischio idraulico, in attesa di un nuovo studio sul bacino del Magra.

La Magra - Immagine dal sito web del Parco

La decisione è stata presa, secondo indiscrezioni, all’unanimità dei politici liguri e toscani presenti. La testa d’ariete per questa scelta, che consente di edificare nelle aree ad alto rischio esondazione nel Magra e nel Vara, è stato il sindaco di Santo Stefano Juri Mazzanti, che nel Comitato istituzionale parla per tutti i suoi colleghi del versante ligure del Magra. Ovviamente la grave decisione è stata mitigata dall’impegno a effettuare lo studio complessivo sulla nuova realtà idrografica del bacino Magra-Vara come proposto dal Comitato tecnico. Ma nel frattempo si potrà costruire. Per uno, due, tre anni.
Una foglia di fico ipocrita. In attesa dello studio si potranno creare le condizioni di altri disastri.
Restano vincolate fino al 6 dicembre prossimo le aree che erano state esondate dalla piena del 25 ottobre 2011. Entro il 5 dicembre dovrebbe essere emanato un nuovo decreto.

Pessima notizia per alluvionati e contribuenti
Il voto nel comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino è una pessima notizia per il popolo degli alluvionati, soprattutto quelli che si trovano a valle di Santo Stefano Magra. Le poche aree esondabili esistenti mitigano la forza della piena. Occuparle con nuove costruzioni significa riversare una grande massa d’acqua e detriti sui territori a valle a una velocità maggiore. Più si restringe l’alveo del fiume a monte, più devastante è la portata di piena a valle. E’ una legge fisica. Le escavazioni, dimostrano gli studiosi, accelerano questo processo.
E’ una pessima notizia anche per noi cittadini contribuenti: continueremo a pagare le accise sui carburanti per riparare i danni delle alluvioni alle infrastrutture al fine di consentire ai politici di annunciare stanziamenti e tagliare nastri.

 

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Data
martedì, 27 novembre 2012

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1 commenti per “Fiume: si può costruire nelle zone ad alto rischio. Lo hanno deciso i politici dell’AdB”


  1. Bruno scrive:

    Pare inutile invocare leggi fisiche a fondamento di decisioni politiche; con sconforto, arrivederci
    Bruno Rosaia



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