Sarzana, che Botta!

« È anzitutto alla casa di abitazione che occorre rivolgere la massima cura. Se gli uomini vivessero veramente da uomini, le loro case sarebbero dei templi »

Mario Botta, citando Ruskin


Pluriclassi alle elementari del capoluogo nella Sarzana del Festival della Mente

di Carlo Ruocco

A Sarzana, capitale del Festival della Mente, dopo cinquant’anni tornano le pluriclassi, come in un qualsiasi piccolo comune di montagna.

La scuola di viale XXI Luglio: ingresso sbarrato da cinque anni.

La scuola di viale XXI Luglio: ingresso sbarrato da cinque anni.

E non tornano in una scuola della più remota periferia, ma nella scuola elementare del capoluogo, un tempo fiore all’occhiello del comune, da cinque anni parcheggiata “provvisoriamente” (secondo le promesse dell’amministrazione Caleo) negli spazi residui della media Poggi-Carducci. Dal prossimo anno scolastico la prima e la seconda classe saranno accorpate e un’unica insegnante dovrà seguire contemporaneamente dodici bambini (sette di seconda, cinque di prima), ai quali dovranno impartire programmi diversi. Una caduta di qualità del servizio formativo, una perdita di prestigio per la scuola del capoluogo, un fallimento per la politica culturale dell’amministrazione comunale. Sarzana compie un balzo indietro di mezzo secolo. Agli inizi degli anni sessanta la maestra Spina conduceva una strenua e vittoriosa battaglia per eliminare le ultime pluriclassi nella piccola scuola elementare dei Grisei. Ora la battaglia di chi ritiene la scuola un evento culturale più importante per la nostra comunità del mondano Festival della Mente,  ricomincia dal capoluogo.
Mai come in questo caso il fallimento della programmazione scolastica ha una causa precisa, anche se non unica: la scelta dell’amministrazione comunale di lasciar morire la scuola di viale XXI Luglio senza peraltro investire dal 2006 ad oggi nella media Poggi-Carducci, ritenuta idonea ad ospitare sia le medie che le elementari. Una valutazione superficiale, che i fatti smentiscono, dando ragione a quanti, dirigenti, docenti e genitori, hanno sostenuto in questi anni che il permanere delle elementari alla Poggi avrebbe dequalificato l’offerta formativa per mancanza di spazi idonei, interni ed esterni. Dall’offerta formativa delle elementari del capoluogo sono spariti o divenuti marginali i laboratori (compresi il linguistico e l’informatico), le attività didattiche complementari, è divenuta attività sporadica la palestra, infrequentabili gli spazi esterni per attività didattiche e sportive per questioni di sicurezza. E i genitori hanno scelto, portando i figli nelle scuole della periferia, più umane ed accoglienti.
Eppure la classe politica tutta, di destra e di sinistra, insiste nella valutazione superficiale di ritenere la media Poggi Carducci idonea ad ospitare anche le elementari del capoluogo. Il 27 luglio scorso il Consiglio comunale all’unanimità ha votato un ordine del giorno (pubblichiamo il testo integrale della delibera), proposto dal capogruppo del PD Bettati, in cui testualmente si afferma che <<il complesso scolastico di via Neri/San Bartolomeo, sede della scuola secondaria di primo grado “Poggi Carducci” presenta caratteristiche strutturali idonee ad ospitare anche la scuola primaria del capoluogo>>. Un’esplicita conferma che la disattenzione verso l’istruzione e la cultura è davvero by-partizan nel nostro mondo politico, che non solo è lontano dal mondo della scuola, ma che non si cura neppure di approfondire le situazioni.  Sullo sfondo lo spettro di una nuova speculazione edilizia, per ora solo ventilata, con la trasformazione dell’edificio da contenitore scolastico in palazzo residenziale.

Scuola XXI Luglio – odg C.C.

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Data
domenica, 21 agosto 2011

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