Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Piano Botta, finanze comunali col brivido
In ballo 3 milioni e mezzo di contributi statali

Nella concessione della proroga per il completamento delle opere pubbliche del Piano Botta, finanziato con tre milioni e mezzo di denaro pubblico (nostre tasse!), il Ministero delle infrastrutture il gennaio scorso aveva inserito, oltre al completamento della pista ciclabile, anche i 33 alloggi a canone moderato. Due le prescrizioni da rispettare. L’avvio dei lavori della pista ciclabile entro il 29 luglio scorso. Prescrizione secca e inevasa dall’attuale amministrazione. Completamento di tutti i trentatre alloggi entro il 6 febbraio 2020. Cioè tra 68 giorni, contando anche Natale, Capodanno e le altre feste comandate. Il termine è perentorio.

Entro il 6 febbraio 2020 dovranno essere completati altri 15 alloggi. Questo lo stato dell’arte a 68 giorni dalla scadenza

Non sappiamo se anche in questo caso l’assessore Campi oserà affermare che è una “interpretazione di un comitato che non approfondisce la lettura delle carte”.
Dalla nuova amministrazione Ponzanelli ci saremmo attesi una tempestiva informazione alla cittadinanza, e, soprattutto, un’azione di rivalsa nei confronti dei precedenti amministratori e dirigenti comunali e dei soggetti privati inadempienti. A meno che le fidejussioni non coprano tutto l’importo (quasi 3.500.000) che il Comune ha incassato negli anni da Stato e Regione. A noi non risulta. Al massimo le fideiussioni coprono la metà dei contributi statali.
Informazioni false dal Comune al ministero delle infrastrutture
Dalle carte che abbiamo ottenuto dalla Regione emergono particolari sconcertanti.
Il 7 luglio 2018 nel concedere alle cooperative genovesi la proroga dei permessi di costruire fino al 6 febbraio 2020 il dirigente Mugnaini scriveva testualmente: “Alle seguenti prescrizioni: che nel termine di scadenza della presente proroga dovranno essere realizzati nel comparto nord del P.P. di via Muccini almeno diciotto 18) alloggi a canone moderato di quanti previsti nel programma a suo tempo approvato, fermo restando il completamento di tutti gli impegni assunti dai soggetti attuatori con la convenzione del febbraio 2011”. 
Gli “impegni assunti” era la realizzazione di 33 alloggi entro il 2014.

Palazzi realizzati, ma non completati. Palazzi da realizzare (o da scongiurare nel nuovo PUC!)

Sorvoliamo sul fatto, da noi più volte denunciato, che i permessi di costruire erano scaduti da un anno e mezzo e non potevano essere prorogati. Limitiamoci a osservare che il 7 luglio dello scorso anno “almeno” diciotto alloggi nel comparto Nord di via Muccini erano ancora da realizzare.
Quattro mesi dopo, il 28 novembre 2018, il Comune chiese al Ministero la proroga di diciotto mesi per completare alloggi e pista ciclabile, asserendo che il ritardo nel completamento era stato causato dal blocco dei finanziamenti da parte della Carige e dal sequestro del cantiere per il crollo di un muro delle ferrovie. Il muro delle FS crollato rallentò di otto mesi i lavori del sottopasso, non di quattro anni la realizzazione degli alloggi. La Regione ha avallato e il Ministero ci ha creduto.
Miracolo, diciotto alloggi già disponibili dal 7 luglio 2018!
Il Comune, ancora una volta coperto dalla Regione, attestò addirittura che quattro alloggi “risultano completati e consegnati”e che nella proroga dei permessi di costruire era stato imposto ai concessionari (le cooperative) di mettere “immediatamente”a disposizione almeno 18 alloggi ubicati nel comparto Nord. Per scongiurare nostre “Interpretazioni” riportiamo la nota di integrazione della richiesta di proroga del comune alla Regione Liguria del 9/11/2018 prot PG/2018/307908 datata 28/11/2018) e dalla Regione poi inoltrata al Ministero ove si legge quanto segue:Insomma il 7 luglio 2018, data di rilascio della proroga dei permessi di costruire, i diciotto alloggi dovevano essere realizzati o erano già immediatamente disponibili, cioè agibili e completi di tutti i servizi?
In via Muccini non si muove un mattone da due anni
Al sindaco Ponzanelli e all’assessore Campi risulta che dal 7 luglio 2018 fervono i lavori per realizzare nel comparto sud gli edifici E, F, G, H dove ricavare gli altri 15 alloggi a canone moderato? Noi vediamo solo due scheletri di cemento e degrado.
In base al principio della massima trasparenza chiediamo all’assessore Campi di fare visitare gli alloggi ai consiglieri comunali, ai giornalisti e, perché no, al Comitato che da dieci anni denuncia le oscenità urbanistiche, amministrative e finanziarie del Piano di via Muccini consumate dalle amministrazioni Caleo, Cavarra e, ora, in perfetta continuità, Ponzanelli.
Il 6 febbraio il bluff finirà. L’amministrazione Ponzanelli ha una sola carta da giocare: ottenere la disponibilità di 33 alloggi, completamente ultimati nei palazzi già realizzati. Ma sono abitabili?
I contribuenti sarzanesi hanno diritto di sapere se devono mettere mano al portafoglio.

P.S. : Eravamo tentati di inoltrare una petizione al Consiglio Comunale. Ma considerato che la petizione su piazza Martiri è stata discussa un anno dopo e, per la vergogna, alle due di notte, ci siamo risparmiati l’affronto.

 

 

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Data
domenica, 1 dicembre 2019

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