Sarzana, che Botta!

« È anzitutto alla casa di abitazione che occorre rivolgere la massima cura. Se gli uomini vivessero veramente da uomini, le loro case sarebbero dei templi »

Mario Botta, citando Ruskin


Nuove antenne
in otto quartieri
Ma gli abitanti
non lo sanno

Gli abitanti di Sarzanello, di San Lazzaro, di Marinella, del Centro storico zona via San Francesco, di San Michele, di Marinella sono stati informati dall’amministrazione comunale o dalle loro consulte che nei prossimi anni vicino alle loro case possono essere installati cinque ripetitori di telefonia? Gli abitanti della zona Stadio-Cappuccini, cioè di Bradia e dei Grisei sono stati informati dall’Amministrazione o dalle loro Consulte che ai ripetitori già esistenti se ne potranno aggiungere altri tre?
E sono stati informati che possono protestare e presentare osservazioni al Piano delle antenne adottato dal Consiglio comunale entro il 6 agosto e che dopo quella data il Piano diventerà esecutivo?
E sanno quali precauzioni saranno messe in campo per tutelare la salute dei cittadini e per vigilare affinché le emissioni di onde non superino i limiti di legge?

 Martedì 20 alle 21,15 incontro alla sala della Repubblica
Chi vuole essere un cittadini informato, è invitato martedì 20 sera alle 21,15 alla Sala della Repubblica presso la Pubblica Assistenza all’incontro  organizzato dal Comitato Sarzana, che botta!. Gli ingegneri Riccardo Butta e Ranieri Ripoli, che hanno analizzato il Piano, lo illustreranno con l’ausilio di immagini. Con questa iniziativa il Comitato tenta di colmare la grave lacuna d’informazione e di partecipazione del Comune, che non ha neppure messo la documentazione sul suo sito. Per leggere le oltre 200 pagine i cittadini nell’era di Internet si devono recare in Comune.

I ripetitori servono, ma la salute viene prima (art. 32 della Costituzione)
Attenzione: non si tratta di “criminalizzare” i ripetitori. Tutti usiamo i cellulari, i tablet e tutti vogliamo un buon segnale. Quindi un Piano è necessario. Questo Comitato lo aveva chiesto due anni fa a conclusione della battaglia, vinta con gli abitanti dei Grisei che si erano mobilitati e con Legambiente e Italia Nostra, contro l’installazione di un’antenna di trenta metri nella piana di fronte al cimitero, zona vincolata dalla Sovrintendenza.
Avevamo chiesto anche i attivare un monitoraggio costante dell’elettrosmog prodotto dagli impianti esistenti e di mettere i dati a disposizione dei cittadini. Nulla è stato fatto. Anzi, Arpal si rifiuta di fornire i dati dei pochi rilevamenti effettuati. Invoca la privacy, inesistente per le informazioni ambientali. Riteniamo che alle esigenze delle compagnie telefoniche si debba anteporre la salute dei cittadini, rispettando l’articolo 32 della Costituzione.
Ovviamente il Piano non tiene conto delle zone sotto vincolo storico o paesaggistico. Non tiene conto del Parco, prevedendo un ripetitore ai Falaschi. Anche in questo caso dobbiamo richiamare un altro articolo della Costituzione, il 9, che tutela il paesaggio.

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Data
venerdì, 16 giugno 2017

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