Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Piano delle antenne
informazioni negate
sull’inquinamento
Ripetitori a gogo?

Con due anni di ritardo è approdato in consiglio comunale il Piano delle antenne, chiesto con una petizione al sindaco il 9 gennaio 2015 dal Comitato Sarzana, che botta! durante la battaglia per bloccare l’installazione di un ripetitore ai Grisei (qui il testo Antenne Petizione Proposte su via Falcinello e Piano Antenne). Cosa prevede il Piano? Sanziona la libertà d’antenna in tutti i quartieri di Sarzana? I contenuti del Piano non sono stati spiegati ai cittadini. Ancora una volta l’Amministrazione comunale sarzanese si conferma chiusa all’informazione e alla partecipazione. Eppure sono due punti di un protocollo d’intesa firmato nel 2003 tra l’ANCI (associazione dei comuni italiani di cui Sarzana è parte) e il Ministero delle Comunicazioni di cui avevamo chiesto l’applicazione. Nella petizione del 2015 il Comitato, proprio riferendosi a quel Protocollo aveva chiesto che fossero censiti i ripetitori presenti sul territorio comunale e nei comuni limitrofi, che fossero effettuati rilievi periodici dell’inquinamento elettromagnetico da parte di Arpal e resi noti i dati raccolti. Ma l’Amministrazione comunale ignora i diritti dei cittadini sarzanesi in materia di informazioni ambientali. Il Comitato ha inoltrato una petizione al Consiglio comunale affinché sospenda l’adozione del Piano per due mesi in modo da effettuare assemblee nei quartieri per spiegarne i contenuti ai cittadini (qui il testo Piano Antenne Nessuna informazione ai cittadini Petizione al CC)

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Data
lunedì, 6 marzo 2017

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2 commenti per “Piano delle antenne
informazioni negate
sull’inquinamento
Ripetitori a gogo?”


  1. Valter Chiappini scrive:

    Salve, l’amministrazione non ha intenzione di sospendere l’adozione del “piano antenne” motivando che l’adozione è il presupposto per il percorso di VAS che da a tutti i cittadini ed alle associazioni il diritto di esaminare il piano e presentare secondo la procedura prevista dalla VAS e da Comune le proprie osservazioni.
    Per parte mia ho presentato, già nel Consiglio comunale scorso, due emendamenti al piano che vi allego:
    1° emendamento:
    PROPOSTA DI EMENDAMENTO ALL’ART. 10 DEL
    “PIANO DI ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI TELERADIOCOMUNICAZIONI”
    Si propone l’integrazione dell’articolo 10, pagina 43 del piano, aggiungendo al termine il periodo:
    “Altresì l’Amministrazione pubblica, in tempo reale sul proprio sito on line, i risultati dei controlli eseguiti autonomamente e di quelli eseguiti dalle istituzioni già preposte ai sensi della legge 381 del 10 settembre 1988 e successive modifiche ed integrazioni”.
    L’articolo diventerebbe :
    <>
    2° emendamento:
    PROPOSTA DI EMENDAMENTO ALL’ART. 13 DEL
    “PIANO DI ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI TELERADIOCOMUNICAZIONI”
    Si propone l’integrazione dell’articolo 13, pagina 46 del piano, aggiungendo al termine le parole:
    “e delle limitazioni di cui al precedente articolo 6 – zonizzazione -”.
    L’ articolo, così modificato, diverrebbe:
    <>.

  2. Marco Grondacci scrive:

    non è possibile adottare un piano assoggettabile a VAS senza prima aver ottenuto il parere motivato dell’autorità competente. Recita l’articolo 16 del dlgs 152/2006: ” 16. Decisione 1. Il piano o programma ed il rapporto ambientale, insieme con il parere motivato e la documentazione acquisita nell’ambito della consultazione, sono trasmessi all’organo competente all’adozione o approvazione del piano o programma.” Ovviamente la normativa regionale e tanto meno le scelte comunali possono derogare ai principi cogenti del diritto nazionale in materia ambientale, visto che l’ambiente è materia di esclusiva competenza dello stato e le regioni possono solo attuarlo.



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