Sarzana, che Botta!

« Se le amministrazioni non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori »

Corrado Guzzanti


Le discariche sul Magra minacciano il mare
Impegno comune di ambientalisti e Parco

Il Parco Magra e le associazioni ambientaliste faranno fronte comune su tre questioni concrete e rilevanti: censimento e bonifica delle 43 discariche di rifiuti urbani e speciali di cui è disseminato l’alveo del Magra, sera minaccia alla salubrità delle acque e del mare;  la ricollocazione dei frantoi di ghiaia dalle sponde del fiume alle aree artigianali indicate dai Comuni; disciplina e controllo delle escavazioni nei torrenti.

L’accordo sui tre campi d’impegno comune è scaturito da un incontro tra il consiglio del Parco e le associazioni Legambiente, Italia Nostra e Comitato Sarzana, che botta!.
Due ore di confronto schietto, concreto, senza fronzoli e poca retorica. Oltre all’impegno su tre problematiche importanti se si crede che il Parco possa diventare volano dell’economia, come accaduto in tante parti d’Italia, le parti hanno convenuto di rivedersi con incontri mirati a tema per verificare problemi e risultati.
Proviamo a sintetizzare impegni e obiettivi dell’incontro.
Intanto i presenti. Per il Parco il presidente Pietro Tedeschi, i consiglieri Raffaella Fontana, Corrado Bernardini, Marco Traversone, Roberto Rolla e la direttrice Paola Carnevale. Per le associazioni ambientaliste Alessandro Poletti e Giovanni Cortellezzi per Legambiente, Gianfranco Damiano per Italia Nostra, Roberta Mosti e Carlo Ruocco per il Comitato Sarzana, che botta!

Le discariche rilasciano i rifiuti a ogni piena del fiume

Discariche sul fiume Il presidente Tedeschi  vuole battere cassa con la Regione e l’Europa per una grande opera di bonifica. Le associazioni ambientaliste hanno chiesto innanzitutto di attivare tutte le forme di rilevamento per una seria mappatura, coinvolgendo anche Marina Militare per i rilievi aerei con le moderne strumentazioni a calore. Tedeschi si è detto d’accordo e di aver già previsto nel suo programma la richiesta di supporto della Marina. Così come ha recepito di pretendere controlli dagli altri enti (Forestale, Arpal ..). Nel suo ambizioso programma c’è il miglioramento della qualità dell’acqua: le discariche compromettono gravemente il suo obiettivo, così come il cattivo funzionamento dei depuratori. E’ una battaglia da portare avanti per la salute dei cittadini, lo sviluppo del turismo, anche balneare: quella massa di rifiuti con le fiumane ha una sola destinazione: Marinella e Fiumaretta

Frantoi e nuova legge regionale: le associazioni hanno chiesto (e Tedeschi si è impegnato) di verificare tutte le vie legali per cancellare la nuova normativa regionale, ivi compreso il coinvolgimento della Commissione ambiente del Senato (vicepresidente Caleo) per verificare la compatibilità con le leggi quadro.

Un frantoio di ghiaia sul Magra

Abbiamo fatto notare che prima il Parco era forte delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che hanno dato torto alla Serg e alla sua pretesa di rimanere lungo il Magra. Ma quelle sentenze si riferivano alla normativa del Piano di Parco, vanificata dalla Regione. Tedeschi si è impegnato a verificare se quegli autorevoli verdetti sono ancora validi. Se non lo fossero (e a nostro avviso non lo sono) al tavolo con gli imprenditori del settore ci andrà disarmato dalla leggina dell’assessore regionale Giampedrone. Porterà i pareri legali e le valutazioni sulla nuova normativa nell’assemblea della Comunità di Parco, che sarà convocata sull’argomento. Tedeschi si sente comunque forte dell’appoggio dell’assessore regionale ai Parchi Mai per portare a termine trattative con le aziende dei frantoi e intende concludere accordi per la ricollocazione. Abbiamo chiesto in quali termini e se si vincola alla scadenza dell’anno. Ha detto di sì, tutt’al più non ne farebbe un dramma per  uno sforamento a 14 mesi.
Perché ci possano essere riallocazione di aziende occorre che siano individuate le aree da parte degli enti (la Carnevale ci ha spiegato e letto che così recitava anche la vecchia norma). Quindi la parola passa anche ai sindaci. Le associazioni ambientaliste si sono assunte l’impegno di andare in pressing sui Comuni, affinché indichino le aree artigianali, industriali dei loro PUC.

 

 

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Data
mercoledì, 1 febbraio 2017

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