Sarzana, che Botta!

« Il fine di ogni associazione è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell’uomo: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione »

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789


Piscina di S. Caterina, fine del bluff
Non sarà ultimata. Buttati 2.245.000 euro

Il presidente della Consulta dei Grisei Sergio Giannoni ha rivelato (al Secolo XIX) che la piscina di Santa Caterina non si farà più. Oltre  due milioni di euro resteranno a marcire negli anni. Un pubblico grazie da parte del Comitato Sarzana, che botta! al presidente Giannoni per un gesto di trasparenza, virtù in cui l’amministrazione comunale difetta fortemente. Se c’era bisogno di un’ulteriore prova della cattiva amministrazione, che ha portato negli anni il Comune sull’orlo del baratro finanziario, eccola. La piscina è nata male perché nel 2002 si scelse la strada pasticciata dell’opera a scomputo degli oneri di urbanizzazione, pratica molto in voga ancora oggi (piazza Martiri, sottopasso di via Murello ecc.).

L'interno della piscina di Santa Caterina un anno fa

Oneri a scomputo fuori legge
Con una convenzione l’impresa Ferrari, autrice del Piano particolareggiato di villette e albergo, s’impegnava a costruire parte della piscina (senza indicare quanta parte, non essendoci un progetto) invece di versare gli oneri di urbanizzazione per le villette e l’albergo. Ma la piscina non è un’opera di urbanizzazione primaria e la legge consente lo scomputo degli oneri solo per le opere di urbanizzazione primaria. Il Comune avrebbe dovuto mettere la restante quota per completarla, senza però avere certezza dei finanziamenti. La convenzione è stata variata una prima volta nel 2007, assieme al Piano. Ma il progetto esecutivo è stato redatto solo nel 2009 ad opera della Gestocos di Gerosi, a cui fa riferimento una terza convenzione. Il consiglio comunale aveva deliberato che l’impresa avrebbe provveduto a coprire i costi qualora non fosse arrivato un finanziamento regionale. Ma la clausola non fu inserita nella convenzione.
Purtroppo in questa provincia e in questa regione chi deve controllare (le varie magistrature) non controllano e si producono questi aborti con danno alla comunità e alle finanze pubbliche. Alle intemperie 2.245.000 euro
In compenso la ripresa dei lavori consentì al sindaco Caleo di fare per la seconda volta la cerimonia della posa della prima pietra (i giornali farebbero cosa gradita nel ripubblicare le foto), accompagnata dalla roboante affermazione: “Sarà la regina di tutti gli impianti sportivi della vallata”. Se nel 2002 il Comune (giunta Guccinelli) avesse riscosso gli oneri, redatto un progetto finanziariamente sostenibile, indetto un’asta  pubblica per l’assegnazione dell’appalto, la piscina sarebbe stata realizzata al costo di allora. Basti pensare che dal 2002 a oggi la moneta ha perso il 24,5 per cento di valore (indici Istat). Gli oneri di allora valevano 2.245.000 euro di oggi.
Dicono che mancano un milione e mezzo di euro per completare un’opera pretenziosa (tetto in legno lamellare, ad esempio). In questi tredici anni le opere private sono andate avanti, compresa, per colmo di paradosso, la piscina dell’albergo, realizzata con un’altra variante urbanistica gentilmente concessa dal Comune. L’opera pubblica no. Gli oneri di urbanizzazione, che allora avevano un valore, oggi non coprono neppure la metà dei costi, lievitati al ridursi del progetto (il tetto apribile, per esempio). Lo scandalo meriterebbe un’indagine. Resta la beffa per i sarzanesi. Non hanno più i denari pubblici (un altro sperpero degli oneri di urbanizzazione) e non hanno un bene pubblico fruibile. E l’Amministrazione Cavarra tace.
Per chi vuole approfondire http://www.sarzanachebotta.org/2013/05/piscina-di-santa-caterina-nuovo-sopralluogo-e-in-alto-mare-un-regalo-a-gerosi/

 

 

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Data
mercoledì, 11 novembre 2015

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