Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Strada di Tavolara
Gioco d’azzardo
con 600 milioni
di soldi pubblici

Il tentativo del Comune di vendere le aree di Tavolara, conventite nel 2008 da agricole ad artigianali, richiama alla mente Totò e Peppino De Filippo nel film Totò truffa. I celebri attori volevano vendere la fontana di Trevi, bene indisponibile. Il Comune tenta di vendere 42 mila metri quadrati, parte dei quali ex discarica di rifiuti urbani, in una Val di Magra che lamenta un eccesso di immobili industriali vuoti o da recuperare.
Andate a vuoto tre aste, l’amministrazione rilancia: con la complicità della Regione butta altri 600.000 euro di soldi pubblici per costruire un budelletto di strada nel tentativo di rendere più appetibili i terreni. Un gioco d’azzardo infinito, cominciato nel 2008 dal sindaco Caleo.
Sarzana Patrimonio, voragine senza fondo
Già oggi la mancata liquidazione della società immobiliare comunale Sarzana Patrimonio, proprietaria dell’area, l’ennesima asta a vuoto (la terza), il conseguente crollo del prezzo di vendita, sta costando ai contribuenti sarzanesi circa centomila euro l’anno. Sono gli interessi sul residuo debito della Sarzana Patrimonio (100% di proprietà del Comune) che la Carispe esige per tenere in vita il fido concesso nel 2007. Dal 2008 gli interessi e i costi di esercizio ammontano a non meno di 1.300.000 euro (pari al costo dell’agoniato Palahockey tanto per fare un esempio). L’esposizione iniziale con la Carispe era di sei milioni e mezzo, ridotta nel 2013 a un milione e 300 mila usando gli oneri di urbanizzazione del Piano Botta, col conseguente fallimento del programma di opere pubbliche (tra cui tutta la viabilità e i parcheggi). Oggi, in virtù degli interessi e del costo di massimo scoperto, il debito è di 1.500.000.
Lascia o raddoppia?
L’Amministrazione Cavarra contava di estinguere il debito della Sarzana Patrimonio vendendo l’unico bene ancora in capo alla società: i terreni di Tavolara. Non trovando acquirenti nelle prime due aste, Cavarra era riuscito a convincere Raffaella Paita e Renzo Guccinelli, assessori amici nella giunta Burlando, a finanziare una strada di servizio all’area. Come un giocatore d’azzardo Cavarra, nel tentativo di far decollare la speculazione su terreni un tempo agricoli, impegna altri 600.000 euro. E’ un bluff al tavolo da gioco: si tratta in verità della costruzione di un “tocchetto” di strada. Diciamo “tocchetto” perché nella pianificazione del progetto la strada avrebbe dovuto collegare l’Aurelia all’altezza della BBB col viale XXV Aprile alla confluenza con via Alta. Ma l’opera ha alti costi di realizzazione e tempi lunghi. Si dovrebbero realizzare due rotonde: la prima sull’Aurelia, la seconda alla confluenza delle tre strade (opera complessa). Inoltre dovrebbe essere allargato il sottopasso ferroviario come è successo per via Murello a Sarzana. Nessuno dice quanto costerebbe tutta l’opera. Allora si realizza un “tocchetto” di strada, fumo negli occhi, nella speranza che qualche grullo (come i turisti americani nella Fontana di Trevi) abbacinato dalla “nuova strada” investa milioni nell’area. Cavarra spera così di spuntare un milione e mezzo per i 42 mila metri quadrati che il Comune di Sarzana ha sul collo con la sua società Sarzana Patrimonio. L’alternativa sarebbe portare i libri in tribunale o chiedere i soldi ai contribuenti (cento euro di tasse in più a testa). Preferisce rilanciare 600.000 euro al tavolo da gioco con la complicità della Regione, che ci mette il grosso della cifra. Altri soldi (pubblici) buttati.
La nuova giunta regionale sembra adeguarsi. Stessa musica con nuovi suonatori?

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Data
martedì, 15 settembre 2015

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