Sarzana, che Botta!

« Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala »

Alexis de Tocqueville


Sicurezza sismica, Sarzana fuorilegge
Mattarella dà ragione al Comitato

Articolo di Carlo Ruocco

Il Piano Regolatore di Sarzana, tutti i piani particolareggiati d’iniziativa pubblica o privata sono fuorilegge. E il Tar Liguria doveva cassare il “Piano Botta”, la più grande operazione immobiliare ligure degli ultimi cinque anni, centosessantamila metri cubi di cemento su un’area di oltre sei ettari prossima al Centro storico, approvata in variante al Piano regolatore. Motivo? Violazione della normativa sismica nazionale.   Chi lo afferma? La più recente sentenza della Corte Costituzionale in materia, che reca l’autorevole firma, in qualità di redattore, niente meno che dell’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, fino a pochi mesi fa autorevole membro della Consulta. Recita la massima della sentenza: il parere preventivo, obbligatorio del competente ufficio sismico regionale sui piani urbanistici generali e particolareggiati e sulle loro varianti è un “principio fondamentale” della normativa urbanistica ed edilizia statale e non può essere derogato dalle leggi regionali. La massima riassume il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale numero 167 dell’11 giugno 2014. Corte Costituzionale Massima su sismica_0012 . La sentenza integrale Sismica Sentenza Corte Costituzionale

Il Tar Liguria ignora la legge?
La Variante al Piano particolareggiato di via Muccini (Piano Botta) e ancora prima il Piano regolatore di Sarzana non hanno mai ricevuto quel parere preventivo. Il vizio, assoluto e non sanabile, costituiva uno dei motivi di ricorso al Tar del Comitato Sarzana, che botta! , di Legambiente e di un gruppo di cittadini nel 2010. Con un ritardo di tre anni i giudici amministrativi, che nel 2011 avevano negato la sospensiva, che avrebbe bloccato il cantiere di via Muccini sul nascere, hanno bocciato il ricorso, affermando che la normativa ligure in materia aveva ormai derogato la legge nazionale. Una mostruosità “in punto di diritto”, di cui ora la sentenza della Consulta fa giustizia.
Una beffa per le associazioni e per i cittadini, che – condannati perdipiù dal Tar a pagare diecimila euro di spese di giudizio – avevano rinunciato al ricorso al Consiglio di Stato per due motivi: a fine 2013 (data della sentenza) metà del Piano era già realizzato e difficilmente in Italia le costruzioni abusive vengono abbattute; la difficoltà a sostenere ulteriori spese di giudizio. Ora le associazioni s’interrogano se appellarsi alla nuova legge sulla responsabilità civile dei giudici per azionare un giudizio nei confronti del Tar Liguria per un verdetto tanto superficiale.

 La censura della Corte Costituzionale va oltre
Alla Consulta aveva fatto ricorso nel settembre 2013 il governo Letta attraverso l’Avvocatura dello Stato per chiedere la censura di una legge emanata dalla Regione Abruzzo, che cancellava l’obbligo del parere preventivo dell’ufficio sismico regionale per i tutti piani urbanistici generali e particolareggiati e per le loro varianti, che, avendo già ricevuto in passato un parere positivo, non comportavano aumenti di volumetrie o modifiche alla tipologia edilizia. La Consulta ha dato ragione al governo e all’avvocatura richiamando l’art. 117 della Costituzione, che riserva allo Stato il compito di fissare i principi fondamentali in materia di governo del territorio, di protezione civile e di tutela dell’incolumità pubblica. Il redattore Sergio Mattarella ha anche richiamato altre sette precedenti sentenze della Consulta in materia, emanate tra il 2006 e il 2013.
Per la normativa sismica Sarzana è un abuso totale
La Variante al Piano Particolareggiato della zona d’ingresso di Sarzana per chi proviene dall’autostrada, firmata dall’archistar svizzero Mario Botta, adottata dal consiglio comunale di Sarzana nel 2009, che aumentava le volumetrie e mutava la tipologia dei palazzi, non aveva ottenuto il parere preventivo obbligatorio dell’ufficio sismico. Né erano stati sottoposti alla valutazione di conformità sismica il vecchio PRG del 1994 e il piano particolareggiato del 2000. Eppure la valutazione preventiva d’idoneità sismica  era già obbligatorio dal 1974 in virtù dell’art. 13 della legge 64, poi trasfusa nel Testo unico dell’edilizia nel 2001.
Non solo. Nella sentenza della Corte Costituzionale si richiama un altro obbligo: di procedere alla redazione di microzonazioni sismiche per ogni Comune, che vanno aggiornate. E’ un obbligo che deriva dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio n. 3907 del 13 novembre 2010. Si comprende la ragione di una tale tutela se si rivà con la memoria al recente terremoto dell’Emilia Romagna che ha colpito aree che non erano indicate ad alto o medio rischio sismico.

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Data
venerdì, 3 aprile 2015

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2 commenti per “Sicurezza sismica, Sarzana fuorilegge
Mattarella dà ragione al Comitato”


  1. Maria Teresa evangelisti scrive:

    Grazie per l’informazione: mi sembra, per Sarzana, la saga delle contraddizioni: per quel che ne so io chiudono la scuola “funzionale e funzionante” sul viale che porta alla stazione, per un improbabile pericolo sismico e poi progettano un’enorme zona nuova senza nessuna perizia sismica preventiva. Secondo la loro logica dovrebbero transennare tutto il progetto Botta e lasciarlo marcire come sta avvenendo per la suddetta scuola. Povera Italia per cui mai nessuno è responsabile per scelte a dir poco “superficiali ed avventate”

  2. Fabrizio scrive:

    Viene da chiedersi se, nel caso in cui prima o poi riuscissero a completare gli immobili, questi potranno mai ottenere l’agibilità…



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