Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Un orto di alta qualità
Idea di Farinetti
per Marinella
Business e politica

Farinetti presenta la sua idea. Raffaella Paita alla sua destra, Cavarra e Guccinelli a sinistra.

Oscar Farinetti, patron di Eataly, vuole piantare cipolle di Tropea e pomodori Pachino nella piana di Marinella. Ha in mente un’azienda di qualità, Orto d’Italia, gestita da giovani, che occupi una quarantina di giovani nella fase d’avvio e magari un centinaio una volta affermata. La Tenuta di Marinella per lui è geograficamente strategica: i suoi prodotti costano e possono essere venduti solo nei ricchi mercati delle grandi città del Nord (Genova, Torino, Milano). Marinella è la più fertile pianura a sud della Padania e ben collegata con l’autostrada. Avviare un’azienda agricola di alto livello però costa a partire dagli agronomi. Poi lui vuole incoraggiare i giovani, garantire loro per i primi due anni un reddito. Ha bisogno di aiuto. Pensa a suoi amici imprenditori, autotrasportatori, a Fondazioni. Non vuole denari pubblici. Chiede alla Marinella spa (Monte dei Paschi) la concessione a titolo gratuito di 5-8 ettari di piana agricola dei 300 vincolati al settore primario dal Piano Regolatore di Sarzana e uno dei tanti cascinali fatiscenti. Pensa lui alla ristrutturazione. Nessuna nuova costruzione. I suoi progetti sono tutti a a volumi zero, recuperando l’esistente. Una bella idea, ci sentiamo di dire, superando le diffidenze degli ambientalisti, che hanno arricciato il naso prima ancora di conoscere il progetto.
Il salto da Spezianello all’orto di qualità
Nel giro di un anno a Marinella di Sarzana siamo passati dal progetto del presidente dello Spezia calcio Volpi che voleva realizzare nella Tenuta “Spezianello”, una megastruttura che nulla ha a che fare con la vocazione e i vincoli agricoli della Piana con sette campi da calcio e una colata di cemento eguale al costruito del Piano Botta, all’idea di un’azienda agricola di alta qualità. Novità anche nel metodo di approccio. Il management dello Spezia si era confrontato solo col sindaco: Porte chiuse, progetto top secret. Indiscrezioni lasciate trapelare qua e là.
Farinetti ha ufficializzato il suo progetto ieri mattina nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede della Marinella spa aperta anche ai non giornalisti. Nel suo costume ha parlato una ventina di minuti. E’ partito dal tratteggiare le grandi potenzialità della biodiversità made Italy. Ha parlato dei giovani, della loro difficoltà di trovare lavoro e di rischiare. Ed ecco il progetto: creare a Marinella il grande orto d’Italia di alta qualità di vegetali e frutteti. Cinque, sei anche otto ettari. Cipolle di Tropea, pomodori Pachino. Vendita dei prodotti via Internet o alla carta o in abbonamento. I clienti possono osservare gli ortaggi e la frutta crescere grazie a un diffuso uso di telecamere ovunque. Avvio dell’impresa al più presto. Presentazione del progetto già all’Expo alimentare di Milano a maggio. Inizio della produzione nella primavera 2016. Insomma come Caio Giulio Cesare il piemontese ha passato il Magra e con tre parole Veni, vidi, vici ha incantato con l’idea.
Lui imprenditore è affascinato dalla terra dove altri grandi imprenditori (Fabbricotti e Olivetti) hanno lasciato un segno. Natura, storia, impresa. Grande mix.
Raffaella Paita coglie il primo frutto
Il patron di Eataly ha poi ceduto la parola a Raffaella Paita, assessore regionale alle infrastrutture, candidata del PD alla presidenza della Regione. Cosa ci faceva Lella Paita alla conferenza stampa? Lo ha spiegato lo stesso Farinetti: “La Paita mi ha fatto un grande pressing per questo progetto. Mi ha detto che questa è casa sua”. Ai più sfuggiva che l’esponente PD fosse sarzanese … Ma le elezioni sono vicine.
Ma non c’era solo la Paita. C’era Claudio Burlando, governatore ligure uscente, Renzo Guccinelli, assessore alle attività produttive (che non ha aperto bocca sebbene fosse il suo settore), forse l’assessore ala bilancio o all’agricoltura (ma non è stato neppure presentato). E poi, ovviamente, il sindaco Alessio Cavarra e tutta la giunta al completo compreso Juri Michelucci, prossimo candidato PD a consigliere regionale. Di fronte a tale gotha dare in primis la parola alla candidata presidente è stata una scivolata, che ha legittimato i maligni a definire la discesa di Farinetti una trovata elettorale. Avessero parlato prima Burlando o Guccinelli, poi Cavarra, che aveva agganciato Farinetti al Festival della mente e gli aveva proposto di pensare qualcosa per  Marinella, e infine la Paita, la pillola politica sarebbe stata un po’ edulcorata.
Sinergia tra l’idea di Farinetti e il Masterplan Monte dei Paschi 

Il presidente della Liguria Claudio Burlando

Ma torniamo al progetto e alla sua fattibilità. Abbiamo chiesto all’amministratore di Marinella spa, Reverberi, se e per quanto tempo sarebbero disposti a mettere a disposizione gratuitamente i terreni. Deciderà il consiglio di amministrazione. Che convenienza ha la società della Monte dei Paschi ad agevolare il progetto di Farinetti? Burlando ha dato una notizia rilevante e inquadrato la sinergia. Il famoso Progetto Marinella, la colata di cemento nemmeno di lusso, con porti lungo il fiume da novecento posti barca, è al palo. “Il mercato ha mostrato di non gradire questi interventi”, ha detto Burlando.
Ridotte le volumetrie del Progetto Marinella
Sia santificato il mercato, perché cosa ne pensassero i cittadini per Burlando è irrilevante. Però la notizia è che qualche progettista sta lavorando a un nuovo masterplan per rivedere le volumetrie e i progetti. Dovranno essere compatibili con la sicurezza idrogeologica. Burlando ha garantito di aver imparato che il fiume non può essere sfidato. Ma il Progetto Marinella per decollare (e trovare mercato) ha bisogno di idee forti. L’orto di qualità di Farinetti farebbe il giro del mondo e sarebbe un traino per gli investimenti immobiliari, facendo conoscere la bellezza di un ambiente ancora conservato. Insomma un bel biglietto da visita. Per ora lo è solo per la prossima campagna elettorale della Paita. Aspettiamo la primavera 2016.

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Data
martedì, 17 marzo 2015

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