Sarzana, che Botta!

« Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala »

Alexis de Tocqueville


Comune, conti in dissesto
Cavarra vittima di Renzi ?

Articolo di Carlo Ruocco
Il bilancio comunale di Sarzana toglie il sorriso e, forse, anche il sonno, al sindaco Alessio Cavarra. A rigore (di regole bancarie) entro il 31 marzo deve trovare un milione e mezzo di euro per saldare l’esposizione della società Sarzana Patrimonio con Banca Carispe. Ci sarebbero i terreni di Tavolara: ma nessuno li vuole acquistare. Il sindaco spera in una dilazione di due mesi. Poco cambia.

I terreni comunali di Tavolara

Il suo referente politico, Matteo Renzi, gli ha fatto poi lo scherzetto di un taglio di 700 mila euro di trasferimenti dello Stato al Comune. Inoltre il ministro delle Finanze (di Renzi) Carlo Padoan pretende (giustamente) che i bilanci dei Comuni siano “senza trucchi e senza inganni”: non si possono più scrivere a bilancio entrate presunte, virtuali. Nei conti pubblici sembra finito il tempo dei prestigiatori di strada. Le entrate devono essere certe come le uscite.
Oggi le cronache ci consegnano un primo cittadino scoraggiato nel leggere i conti del bilancio.
Per la prima volta in quindici anni faccio fatica a vedere la luce in fondo al tunnel di una situazione difficile”, ha dichiarato all’uscita di una riunione di giunta dedicata alla situazione finanziaria del Comune di Sarzana.
Cavarra sindaco paga per Cavarra assessore
La verità è che Cavarra omette di dire chi ha costruito quel tunnel. Lui stesso, che poi ha impiegato otto anni a capire che i trucchi di bilancio, le trovate di “finanza creativa”, come la costituzione nel 2007 della società Sarzana Valorizzazione Patrimonio da parte dell’allora assessore al bilancio Cavarra, sono operazioni di corto respiro, roba da cicale che vogliono cantare qualche estate, utili solo a spingere in Senato il primo cittadino Massimo Caleo. Alla distanza i nodi vengono al pettine e il conto diventa salato perché le banche non sono istituti di beneficienza: i denari vanno restituiti e gli interessi pagati e perché non si possono ulteriormente spremere i cittadini (vere vittime della finanza da operetta) con TARI, TASI e IMU da record.

Il sindaco Cavarra seriamente preoccupato

 Chi è causa del suo mal …
Ovviamente Cavarra punta l’indice contro le minori entrate dallo Stato e le nuove regole di bilancio. Alcuni giornalisti lo graziano e lo compiangono. Ma per lui vale il detto “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. Le nuove regole di rigore nel redigere il bilancio non avrebbero gettato Sarzana sull’orlo della bancarotta se il Comune fosse stato virtuoso negli anni passati. Anche il taglio di 700 mila euro di entrate statali sarebbe assorbibile senza il residuo buco di Sarzana Patrimonio. Solo di interessi l’operazione “creativa” di Sarzana Patrimonio è costata in otto anni ben oltre il milione d’interessi. Oggi Cavarra parla di “situazione difficile” mai vista in quindici anni. Peccato non legga gli articoli su questo sito. Altrimenti, prima ancora di insediarsi come primo cittadino, avrebbe preso coscienza che quella furbata finanziaria da lui firmata nel 2007 stava arrivando a scadenza. Del dissesto di Sarzana Valorizzazione Patrimonio (oggi Sarzana Patrimonio) ne abbiamo parlato il primo marzo 2013 (“Il Comune gioca a monopoli. E perde”), il 2 aprile 2013 (Piano Botta, i conti non tornano”), il 15 dicembre 2013 (Piano Botta, il bluff dei conti confiati). E poi il 26 aprile dell’anno scorso (“Sarzana Patrimonio/ Cresce il debito/ Paga il Comune/cioè i sarzanesi”) .
Breve storia di un crac da non dimenticare
Nel 2007 il Comune di Sarzana è già fuori dai parametri della corretta gestione di bilancio. Non può più contrarre debiti con le banche perché è troppo indebitato. Ma Massimo Caleo, insediatosi nel 2005, è ambizioso. Ha da saldare le promesse elettorali nei quartieri. L’assessore Cavarra con l’assistenza del capo delle finanze comunali Giovanni Zanardi inventa una bella triangolazione. Costituisce la società Sarzana Valorizzazione Patrimonio, una s.r.l. da 20 mila euro. Una scatola vuota, insomma. La nuova società compra dal Comune una serie di immobili (tra cui il compendio di piazza Terzi, ex mercato compreso, e i terreni di Tavolara, il cui valore viene opportunamente gonfiato con stime di comodo). Con quali soldi?
Santa Carispe e San Mario
Con un’apertura di credito della Carispe di sei milioni e mezzo garantiti da una lettera di “patronage” del Comune. Il Comune inizia a spillare i soldi dalla botte e gli interessi cominciano a lievitare. In nome della sbandierata trasparenza Cavarra farebbe bene a dire ai sarzanesi quanti euro ha spillato dalle loro tasche per pagare gli interessi alla Carispe. Noi diciamo che sono molti di più dei 700 mila euro di tagli statali che il sindaco oggi indica come sua sventura.  Forse il doppio in sette anni. Solo nell’ultimo anno sono centomila euro su un debito residuo di 1 milione e 350 mila euro, virtualmente coperto dai terreni di Tavolara, che però nessuno vuole. E si badi che Cavarra deve baciare per terra dove passa Mario Draghi, che ha dimezzato i tassi d’interesse: altrimenti la cifra sarebbe più salata.
Il Comune riacquista i suoi immobili sovrastimati e senza mercato
Nel 2013 le società comunali devono essere chiuse. Inoltre la Carispe viene richiamata da Banca d’Italia: deve rientrare perché Sarzana Patrimonio non ha entrate da una propria attività d’impresa. Non merita credito. Ma gli immobili sopravalutati non li vuole nessuno, soprattutto con la crisi sopravvenuta. Ecco allora l’altra grande trovata: il Comune riacquista gli immobili dalla sua società. E come paga? Con gli oneri di urbanizzazione che dovevano servire alle opere pubbliche del Piano Botta (strade, parcheggi, verde, sottopasso di via Murello, stazione dei bus, piazza Terzi). Il dissesto del bilancio porta al fallimento del Piano Botta (della parte pubblica, la parte privata è vittima della bolla speculativa).
E Cavarra vede buio in fondo al tunnel che ha contribuito a costruire.

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Data
lunedì, 16 marzo 2015

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2 commenti per “Comune, conti in dissesto
Cavarra vittima di Renzi ?”


  1. Francesco scrive:

    tra l’altro sotto i terreni di Tavolara che si vedono in foto, se non la hanno gia bonificata, si trova una discarica di nettezza urbana credo.

  2. Il comitato scrive:

    Esatto, Francesco. Occupa circa un quarto dei 40 mila metri quadrati di terreno. Vi sono previsti piazzali. Ma credo che la bonifica sia ugualmente necessaria. C.R.



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