Sarzana, che Botta!

« Se le amministrazioni non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori »

Corrado Guzzanti


Antenna dei Grisei: oscurata!
Vittoria figlia dell’impegno civile

Articolo di Carlo Ruocco

La Soprintendenza dei beni culturali e del paesaggio ha seppellito l’antenna Tim/Vodafone di via Falcinello, perché oltraggiava il paesaggio vincolato della collina dei Cappuccini.

Uno dei fotoinserimenti prodotti da Roberta Mosti. Avendo il Comune negato l'accesso alla documentazione completa, l'immagine è di massima.

L’Amministrazione canta vittoria e si prende tutti i meriti. Non ha riconosciuto nessun ruolo ai cittadini, al Comitato Sarzana, che botta!, a Legambiente e Italia Nostra. Non un rigo nel trionfante comunicato diramato dal Comune (leggi qui Antenne Su Grisei Comunicato finale del Comune). Chi ha vinto la battaglia? Il sindaco Alessio Cavarra (l’assessore ai lavori pubblici Massimo Baudone è citato solo sul sito del Comune) si prende ogni merito. Irritante. Ingiusto. Avesse almeno parlato di successo della città, saremmo passati sopra.
Allora, documenti alla mano, riepiloghiamo la vicenda che all’inizio ha visto l’Amministrazione reticente e riottosa di fronte al pressing di abitanti e associazioni.

L’informazione negata ai cittadini
Il 23 ottobre scorso è convocata l’assemblea della Consulta dei Grisei con sindaco e giunta. Nessun argomento all’ordine del giorno. Un incontro di routine (vedi Antenne Volantino assemblea Grisei 23.10.2014 (1)). Alcuni cittadini, che hanno avuto una soffiata, informano gli abitanti che sta per essere installata una nuova antenna, la quarta in un raggio di 500 metri.  Gli uffici del Comune, la commissione paesistica comunale e l’Arpal hanno già dato parere favorevole (l’Agenzia addirittura il 7 agosto!). Invitano con uno scritto a mano i residenti a partecipare all’assemblea per difendere la salute (vedi retro volantino).

Imbarazzo di sindaco e assessore
Il sindaco Cavarra e l’assessore Baudone sono presi in contropiede. Non sanno (o non vogliono) indicare dove esattamente sorgerà l’impianto. La pratica è stata avviata a luglio! Dicono di non avere armi legali, perché Sarzana non ha un piano delle antenne. Verissimo. La Consulta del Centro storico, che al tempo presiedevo, l’aveva reclamato nel 2008 (sindaco Caleo, oggi capo dei senatori PD in commissione ambiente del Senato). Massimo Baudone presiedeva la Commissione territorio del Consiglio comunale. L’Amministrazione liquidò la richiesta “perché il Piano Antenne non era un obbligo di legge”. Qui vale la pena (per chi vuole approfondire) leggere le note dell’esperto di diritto ambientale Marco Grondacci http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2015/02/antenna-telefonia-localita-grisei.html . Il sindaco Cavarra in assemblea s’impegna a vedere cosa si può fare e ad adottare un Piano antenne per il futuro.

Gli abitanti si appellano al Comitato e a Legambiente
Alcuni abitanti non si danno per vinti. Si rivolgono all’architetto Roberta Mosti, presidentessa del Comitato Sarzana, che botta!  e all’avvocatessa di Legambiente Valentina Antonini. Le due professioniste hanno in comune la residenza nel quartiere dei Grisei. Roberta scopre su Internet che esiste un protocollo d’intesa tra Ministero delle Comunicazioni e ANCI (associazione dei comuni italiani di cui Alessio Cavarra è esponente regionale) per regolamentare l’installazione e il monitoraggio delle antenne per tutelare la salute. Valentina spulcia la giurisprudenza e diffida il Comune dal procedere a spron battuto all’approvazione dell’impianto. Trecento residenti sottoscrivono una petizione al sindaco contro l’impianto.

Matteo Melley, avvocato del sindaco, lancia un monito ai residenti
Il sindaco Cavarra, non ritenendo sufficiente l’ufficio legale del Comune, incarica l’avvocato Matteo Melley di studiare la pratica. I residenti, per portare un contributo alla causa, forniscono al sindaco una serie di sentenze favorevoli ai Comuni pronunciate da giudici ordinari e amministrativi . Non è dato di sapere il risultato dell’attività dello studio Melley. L’unico atto a conoscenza dei residenti è una lettera che il 28 novembre il legale del Comune invia all’avvocato Antonini per invitarla “ad astenersi da eventuali ed infondate iniziative giudiziali nei confronti del Comune”.

Il vincolo paesistico e di destinazione urbanistica
Il Comune in verità non è proprio disarmato. Il Piano Regolatore dice che nella zona dei Cappuccini non si possono mettere elementi che concorrono a modificare significativamente il paesaggio. L’ufficio urbanistico e la commissione paesistica danno parere favorevole in base a un’immagine (fotoinserimento) prodotta dai gestori telefonici, che mostra un’antennina in una radura. Poteva essere qualsiasi luogo della terra. Avrebbero dovuto pretendere il fotoinserimento di un impianto, come quello previsto, nel contesto della piana di via Falcinello con la collina dei Cappuccini, le Alpi imbiancate, la villa Napoleonica (altro bene vincolato). Il sindaco Cavarra chiede alla commissione paesistica di riesaminare la pratica. Ma questi strani tutori del paesaggio comunale danno nuovamente via libera. Per fortuna ora sono decaduti. L’unico fotoinserimento viene prodotto in Conferenza dei servizi da Roberta Mosti.

Nelle mani della Sovrintendenza
Il Comitato Sarzana, che botta! il 10 gennaio invia una petizione al sindaco: insiste per far ricorso al protocollo d’intesa Ministero/Anci e indurre i gestori a sedersi a un tavolo per dirimere la controversia e trovare una soluzione. Il 24 gennaio incontro in Comune. L’assessore Baudone dice che non ci sono i tempi tecnici. Promette d’informarsi all’Anci. Ad oggi non abbiamo risposta. A quel punto non resta che sperare nella Soprintendenza. A differenza degli organi comunali i tutori delpaesaggio italico pretendono dai gestori una documentazione più confacente. L’integrazione dei gestori arriva in ritardo ed è un autogol. Il geometra Vatteroni, delegato da via Balbi, dice no. Capitolo antenna chiuso (almeno per ora).
La vicenda ha convinto il sindaco Cavarra che ci vuole un Piano delle Antenne. E ha fatto una delibera coraggiosa (di cui il Comitato ha dato atto), che congela la situazione esistente almeno fino al 30 giugno prossimo.

 

 

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Data
sabato, 28 febbraio 2015

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