Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Strada stadio, non rovinate il Luperi!
I soldi e le alternative ci sono

In Consiglio comunale il sindaco ha lanciato l’aut aut: o si fa la strada all’interno dello stadio Luperi, dirottando lì tutto il traffico della zona, o non si fa niente, perché si perderebbero i 150 mila euro promessi dalla Regione e non ci sono altri denari.
Polemicamente potremmo rinfacciare al sindaco che i denari non ci sono perché li deve mettere da parte per pagare Mario Botta (400 mila euro), gli interessi passivi di Sarzana Patrimonio (centomila euro l’anno) e i danni fatti da Franco Talevi (200 mila euro di risarcimento a un privato).
Gli diciamo solo di lasciar da parte i toni perentori, ultimativi, autoritari e di ascoltare le nostre proposte (finanziaria e urbanistica) e di attendere il progetto annunciato dalla Tarros. Altrimenti la sua “politica dell’ascolto” si rivela pura propaganda.

I denari per il ponte ci sono. Basta individuarli
E’ bene che gli abitanti di via Paradiso e via Villefranche sappiano che ogni anno nelle casse comunali entrano ventimila euro per i ripetitori dello stadio, un’altra decina di migliaia di euro da circhi e Luna Park. Come vengono spese queste decine di migliaia di euro incassate per il disagio e i rischi recati ai residenti della zona?
Se il Comune destinasse per venti anni i quattrini che incassa da ripetitori, circhi e Luna Park, avrebbe 600 mila euro da sommare ai 150 mila della Regione. Per tacere dei 494 mila euro incassati tra il 2011 e il 2012 per gli oneri di urbanizzazione dell’ultimo complesso residenziale in viale Alfieri. Sindaco Cavarra, sul Calcandola potrebbe costruire il ponte di Brooklyn.

La proposta (in coda all'articolo il dettaglio)

Alternativa al ponte: estendere il progetto Pedibus agli alteti
Una delle iniziative più innovative dell’Amministrazione Cavarra è stato il Progetto Pedibus. I bambini vengono educati ad andare a scuola a piedi. Percorrono 400 metri da Porta Parma alle scuole di via Neri. Imparano a non inquinare. Progetto encomiabile, ma fine a se stesso.
Non si vede perché muscolosi atleti devono arrivare con le auto alle porte o dentro lo stadio.

La proposta: una passerella ciclopedonale sul Calcandola
e due aree di parcheggio su viale Alfieri  

In viale Alfieri ci sono due grandi aree demaniali, che potrebbero essere trasformate senza grande spesa in parcheggi. La loro superficie complessiva supera quella del parcheggio antistante il Luperi. Distano dal guado del Calcandola meno di duecento metri. Sul guado potrebbe essere realizzata una passerella ciclopedonale, assai meno costosa di un ponte carrabile. Per dissuadere gli sportivi dal transito in via Paradiso per raggiungere il Berghini, se proprio non si vuol creare una zona ZTL (perché in centro storico sì e in via Paradiso no?) sarebbe sufficiente istituire un divieto di sosta con rimozione coatta attorno alla struttura sportiva. Per raggiungere il Berghini si potrebbe usare viale Alfieri, parcheggiare nelle nuove aree di sosta, percorrere il ponticello, magari illuminato.
Chi deve entrare al Luperi o alla tensostruttura, può usare il parcheggio di via Villefranche.
I tempi di realizzazione di queste opere non sarebbero inferiori a quelli della strada interna allo stadio.

La deviazione di viale Alfieri. In rosso le aree di parcheggio, in blu la pista e il ponticello ciclopedonali

Ci sarebbe un’alternativa più complessa: realizzare uno dei parcheggi a ridosso del muretto di protezione del Calcandola, usando la più grande delle aree  demaniali per deviare viale Alfieri, spezzando in tal modo il rettifilo, usato oggi come autodromo da corsa e facendo partire da lì un percorso ciclopedonale per il Berghini. Ma per fare questo intervento ci vorrebbe la mano di un urbanista che concretizzasse l’intuizione di un Comitato di cittadini. Noi ci siamo limitati a “tratteggiare” l’idea con i pennarelli.

Scongiurare il declassamento del Luperi
La bella struttura del Luperi, patrimonio della città di Sarzana (e non di due Consulte, perché costruita con i soldi di tutti) oggi può ospitare amichevoli di serie A e tornei giovanili internazionali. Con la strada interna rischia il declassamento per motivi di sicurezza (il sindaco dice di no, ma non ha alcuna garanzia scritta dal CONI, unica autorità competente in materia). Sarebbe un grave danno erariale per la città. Non possiamo correre rischi.
Tutelare la salute degli atleti
Inoltre si eviterebbe agli atleti dell’atletica leggera e del basket di praticare sport  a pieni polmoni con auto e camion che transitano a meno di sei metri dalle loro bocche. Sembra che la salute degli atleti non interessi a nessuno, neppure alle società sportive (oltre che al sindaco, prima autorità sanitaria del Comune).

Appello al sindaco e agli assessori regionali Paita e Guccinellli
Il sindaco Cavarra ascolti le proposte, soprattutto se coerenti con i punti del suo programma (Progetto Pedibus).
Alleghiamo un disegno di massima, per rendere meglio visibile la proposta, che inviamo anche agli assessori regionali Renzo Guccinelli e Raffaella Paita, che assicurano il finanziamento della strada. Contiamo che lo confermino anche per opere meno impattanti sulle strutture esistenti e sulla salute degli atleti.

In rosso le aree di parcheggio. In blu i percorsi pedonali.

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Data
lunedì, 2 giugno 2014

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1 commenti per “Strada stadio, non rovinate il Luperi!
I soldi e le alternative ci sono”


  1. ale scrive:

    Sono perfettamente d’accordo! Non ci vogliono “cervelloni” o architetti blasonati per trovare queste semplici soluzioni al problema imposto. Basta il buon senso. A proposito di buon senso non credo che sia una dote disponibile alla maggior parte dei frequentatori delle strutture sportive in argomento quindi il divieto di parcheggio non scoraggerebbe la maggior parte degli “atleti motorizzati” o i loro “supporter”, quindi secondo il mio parere la ZTL rimane la strada preferita (scusate il gioco di parole).
    Ma gli interventi così descritti si prestano sicuramente ad aggiustamenti successivi senza costi significativi.
    Vorrei rimarcare la frase scritta “problema imposto” in quanto questo è veramente un problema creato e mantenuto da una Amministrazione poco competente e assolutamente priva di rispetto per gli abitanti. Ora come giustamente accennato nell’articolo si vuole imporre anche le soluzioni questo perché le stesse sono palesemente errate e come sappiamo bene l’ignoranza va sempre in coppia con l’arroganza. Scusate se il tono dei miei pensieri può propendere alla polemica ma assicuro che lo spirito è solo quello di mantenere vivo il problema nella speranza di un sereno dialogo con le parti in causa distinguendone la giusta gerarchia o importanza in considerazione che gli abitanti debbono raggiungere la propria abitazione per necessità non per scelta.



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