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Magra, smantellata l’Autorità di Bacino

 Articolo di Carlo Ruocco
L’ Autorità di Bacino del Magra-Vara sarà smantellata. La decisione di procedere alla soppressione dell’unico organismo di programmazione e pianificazione unitario del bacino del Magra, determinante nell’esprimere pareri vincolanti sulle attività nell’alveo dei fiumi e dei torrenti, è dei governi di Liguria e Toscana. Tutto il potere passerà ai politici. L’Autorità di Bacino interregionale sarà infatti sostituita da un Comitato Istituzionale composto dai due presidenti di Regione o dagli assessori da loro delegati e da altri quattro membri di nomina politica.

Il fiume Magra conteso dai politici

Tutto il potere ai politici
Il Comitato istituzionale sarà affiancato da un Comitato tecnico, organo puramente consultivo, composto da due funzionari, uno per regione, quindi dipendenti dal potere politico, e da due esperti esterni “di elevato livello scientifico”, uno per Regione, nominati dalle due giunte, quindi deal potere politico, non certo dalla comunità scientifica. Attualmente il Comitato tecnico-scientifico è composto da diciotto membri, indicati da vari enti o istituzioni anche esterne alle Regioni (la Forestale ad esempio).

Spending review
La Toscana ha parlato di “operazione risparmio”. Ma il costo complessivo dei gettoni di presenza dei 15 membri variava annualmente tra i tredici e i quindicimila euro (la sede 5 mila euro l’anno, ovviamente suddivise tra le due regioni). Insomma lo stipendio mensile di un assessore regionale!

 Ritorno alla Prima Repubblica
A presiedere il Comitato tecnico sarà a rotazione il direttore del settore ambiente di una delle Regioni. Insomma tutto come ai tempi della Prima Repubblica. Anzi, si torna indietro.
Non a caso la legge che viene superata è la numero 183 del 1989, che istituiva le Autorità di Bacino, e che troverà applicazione solo nel 1996. Era una legge che ci è stata copiata dall’Europa (fatto straordinario in materia ambientale), perché mirava a dare una visione unitaria negli interventi nei bacini idrografici per la prevenzione del rischio.

Il Bacino fatto a pezzi
Lo smantellamento dell’Autorità di Bacino del Magra va nella direzione opposta: ciascuna Regione potrà fare quello che le pare in casa propria. Infatti quando si parla di competenze  si prospetta di spartire il bacino in due sub-bacini “per influenza territoriale”. E le due regioni “approvano le parti di Piano di rispettiva competenza”. Anche per l’effettuazione di studi e approfondimenti tecnici ogni regione procederà “per la parte di propria competenza”.
Il primo atto di smantellamento dell’Autorità di Bacino del Magra-Vara (da cui abbiamo tratto i virgolettati) è stato già messo nero su bianco dalla Regione Toscana.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi

 Delibera confusa e pasticciata
Con la delibera 843 del 14 ottobre scorso, la giunta regionale toscana demanda al proprio settore Prevenzione del rischio idraulico della Direzione politiche ambientali tutti i poteri in fatto di gestione del rischio. La delibera dovrà essere ratificata dal Consiglio regionale. Altrettanto farà la Liguria, che per ora ha bloccato il provvedimento perché presentava troppi errori formali, alcuni marchiani (come il salto dall’articolo 7 all’articolo 10) nel testo della “Nuova intesa istituzionale” tra le due regioni, che deve sostituire quella del 1996, istitutiva dell’Autority.
Ma il dado è tratto.

I politici si liberano da un “lacciuolo”
Con la soppressione dell’Autorità di bacino, che godeva di un’autonomia tecnico-scientifica, le due Regioni si sbarazzano di un “lacciuolo”, che si era spesso messo di traverso nella realizzazione di grandi e piccoli assalti agli alvei di fiumi e torrenti. Ad autorizzare gli interventi urbanistici, a programmare le opere d’intervento in alveo e sulle sponde sarà l’organo politico. Fino ad oggi i politici erano dovuti ricorrere ad “artifici e raggiri” per evitare le censure soprattutto del Comitato tecnico.scientifico dell’Autority. Basti pensare – di recente – a tutti gli interventi di “risagomature” decisi dalla Liguria nel fiume Vara dalla primavera scorsa, vere e proprie escavazioni, effettuate ricorrendo in modo discutibile alla procedura della somma urgenza nonostante che l’alluvione risalisse al 25 ottobre 2011. Difficilmente sarebbe arrivato il nulla osta dell’Autorità di Bacino a fronte di studi e rilievi che attestavano erosioni e non sovralluvionamenti.

Violato il Testo Unico dell’Ambiente
Ora ci s’interroga se la soluzione adottata sia coerente col Testo Unico dell’ambiente del 2006, che prevede il superamento delle autorità di bacino, ma non per trasferire il potere a ogni singola regione, ma per trasferirlo ad Autorità di Bacino distrettuali. In quel decreto legislativo l’Italia doveva essere divisa in sette bacini idrografici. Dopo sette anni mancano ancora i decreti attuativi, che spettano al ministero dell’Ambiente. Nella fase transitoria le Autorità di bacino esistenti venivano congelate, non soppresse. Possono due regioni derogare una legge quadro nazionale?

La parola al ministro Orlando.
Di recente il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha dichiarato che si sta lavorando alla creazione delle Autorità di Bacino distrettuali. Deve colmare un ritardo di sette anni ed evitare che arrivi “a babbo morto”. E, magari, ripristinare il potere d’indirizzo dello Stato in materia di sicurezza idraulica e Protezione civile.

Il testo della delibera della Giunta Toscana Autorità di Bacino Chiusura 2013-10-14 DGRT 843_RT_ADB MAGRA

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Data
martedì, 22 ottobre 2013

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