Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Prevenzione del rischio idrogeologico, la “diga” di via Muccini a Tg2 Dossier

Il dissesto idrogeologico della Lunigiana e della Cinque Terre è stato al centro di un’inchiesta del TG 2 Dossier, firmata dall’inviato della RAI Donato Placido, andata in onda sabato in seconda serata. Alla documentazione dei disastri di Mulazzo, Aulla, Vernazza, Monterosso, causati dall’uomo che ha costruito nei letti di fiumi e torrenti, che ha tombinato corsi d’acqua a carattere torrentizio, Placido ha accostato la realizzazione del Piano Botta in via Muccini, che va incidere nell’antico letto del torrente Calcandola.

Donato Placido con Carlo Ruocco davanti al cantiere di via Muccini

A richiamare l’attenzione dell’inviato del TG2 su via Muccini  non è stato il Comitato “Sarzana, che botta!”, molto attivo nel denunciare le palesi contraddizioni negli studi geologici eseguiti nella zona, bensì un autorevole geologo dell’università di Firenze, che alcuni mesi orsono aveva avuto occasione di vedere quanto si stava realizzando.
Il Comitato sarzanese è stato al centro del servizio di Donato Placido per fornire la documentazione del caso: le tre perizie del geologo incaricato dalle cooperative, Massimo Moracchioli, che affermano “verità” diametralmente opposte. Il giornalista ha mostrato con l’evidenziatore la doppia “verità”.

Nelle perizie dello screening di Valutazione d’impatto ambientale, presentate in Regione per l’approvazione del Piano Moraccholi sostiene che le opere interrate del Piano non interferiranno con la falda sotterranea che si muove lungo via Muccini neppure nei periodi di particolare piovosità. Nella perizia geologica esecutiva, partendo sempre dagli stessi dati, Moracchioli afferma che la falda sotterranea in presenza di eccezionali eventi metereologici può arrivare al piano campagna.

L’inviato del TG2 Dossier ha tentato di ottenere un chiarimento dall’architetto Stefano Mugnaini, che del Piano Botta è il responsabile del procedimento per conto del Comune. Ha ricevuto un diniego a essere intervistato “perché impegnato in una riunione”. Raggiunto telefonicamente ha affermato che al Comune non risultano situazione particolari, che non sa valutare se il Comitato abbia ragione o torto e che comunque se la deve vedere con gli organi preposti.

La signora BassanoSono stati intervistati due abitanti del condominio San Rocco di via Muccini, che da anni convivono con l’acqua nei sotterranei con pompe permanentemente in funzione.

Placido ha dato voce anche al Comitato Sarzana, che botta!. Carlo Ruocco ha ricordato la pressione svolta presso le autorità pubbliche per ottenere accertamenti geologici indipendenti, che scongiurino un rischio futuro per i palazzi esistenti, e la decisione di adire l’autorità giudiziaria di fronte al muro di gomma “degli organi preposti”.

Un momento dell'incontro del Tg2 col ComitatoE’ possibile rivedere l’inchiesta del TG2 su Internet all’indirizzo

 http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-8f49a286-7527-4264-9979-72b4aca618d8.html

    oppure

  http://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=OqvUhxfgqxMeeqqEEqual

Mulazzo e Aulla – a partire dal minuto 30′
Sarzana – a partire dal 41′

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Data
domenica, 7 luglio 2013

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2 commenti per “Prevenzione del rischio idrogeologico, la “diga” di via Muccini a Tg2 Dossier”


  1. Giuseppe Maragliano geologo scrive:

    Breve inciso.
    Nella piana alluvionale, specialmente se di bassa quota, l’acqua di falda può raggiungere il piano di campagna senza problemi.
    Quindi, se le fondazioni o, comunque, le parti interrate di un edificio sono interessate dalla falda, interferiscono col movimento dell’acqua che scorre verso il fiume.
    In considerazione della variabilità della porosità o della permeabilità del substrato le interferenze possono essere di grave o di minima entità.
    Non va, quindi, studiato dal punto di vista granulometrico soltanto il sedime del fabbricato ma, in caso di grandi costruzioni o di molte costruzioni, bisogna verificare anche la possibilità di scorrimento delle acque di falda all’intorno dell’area di edificazione.
    Non conosco gli studi eseguiti per cui non posso aggiungere altro.
    Grazie, comunque, della partecipazione alla vita della città.
    Maragliano

  2. Il comitato scrive:

    Grazie a lei del qualificato contributo. A noi non risultano studi volti a verificare le possibilità di scorrimento delle acque di falda attorno all’area di edificazione. Sicuramente non sono stati effettuati in sede di screening di Valutazione d’impatto ambientale, proprio perché le relazioni negavano che vi potesse essere interferenza – se non minima – tra le opere interrate e il corso della falda. Proprio a fronte di questa carenza ci siamo mossi, senza ottenere risposte. Carlo Ruocco



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