Sarzana, che Botta!

« l’urbanistica degli imprenditori. Essi pensano e realizzano, senza nasconderlo, per il mercato, in vista di un profitto. La novità, il fatto più recente, è che essi non vendono più alloggi o immobili, ma urbanistica. Con o senza ideologia, l’urbanistica diventa valore di scambio »

LeFebvre (1968)


Sindaco Caleo, non è che sull’ospedale le Consulte avevano ragione da vendere?

Alle Consulte di quartiere sarzanesi, che si erano mobilitate per salvare il reparto di ostetricia e ginecologia al Santa Caterina, convinte che fosse il primo passo per la liquidazione progressiva dell’ospedale sarzanese, il sindaco Massimo Caleo rimproverò di farsi strumentalizzare da chi (Comitati Sanità) in quegli anni faceva attività di disinformazione e opera di disfattismo. Allora il sindaco garantiva che il reparto di ostetricia e ginecologia, che effettuava ogni anno appena un centinaio di parti in meno che La Spezia, non avrebbe mai lasciato Sarzana. Correva il maggio del 2008.  L’opedale di Sarzana ha perso una dietro l’altra tutte le sue eccellenze e si avvia a essere un grande poliambulatorio chiuso il sabato e la domenica ad eccezione di una guardia medica, pomposamente chiamata “Pronto Soccorso”. Detto così suona male. Darebbe ragione alle Consulte, al bancario (leggiamo dalla Nazione del 15 maggio 2008) redarguito dal sindaco perché si permetteva di controbattere sull’organizzazione ospedaliera. Allora meglio “surgery” termine inglese che significa ambulatorio, ma che suona molto più oxfordiano e dignitoso per una struttura concepita dal grande architetto Michelucci.

Ma sotto l’inglese ….. niente.

Oggi il sindaco Caleo con una lettera ai cittadini torna a lamentare “disinformazione” e “disfattismo”. Lui, che per non far “disfare” ostetricia e ginecologia aveva promesso d’incatenarsi!  Questa volta non ce l’ha con le Consulte, ma con chi ha organizzato la manifestazione/presidio di sabato 21 in piazza Matteotti. Sfoggia tanto inglese il sindaco nella confidenziale lettera ai suoi concittadini (anche il dare del tu a tutti è un “inglesismo”), per nulla sfiorato dal dubbio che in tutti questi anni è stato gabbato dall’assessore regionale alla sanità Montaldo e dalla troika che ha governato e governa l’Asl con stipendi da centinaia di migliaia di euro l’anno (questo sì uno spreco da tagliare) e che si è prestato a fare da strumento per gabbare i sarzanesi e gli abitanti della Val di Magra.
Le Consulte cinque anni orsono (iniziarono a occuparsi di sanità nel novembre del 2007 alle prime avvisaglie di chiusura di ostetricia) paventavano che quello fosse l’inizio del drastico ridimensionamento del Santa Caterina. Per il sindaco Caleo non capivano niente di sanità.
Sostenevano le Consulte che accorpare ostetricia alla Spezia non avrebbe apportato nessun beneficio al bilancio Asl. Anzi, dicevano le Consulte, avrebbe incrementato la fuga verso la Toscana, perché piuttosto che partorire nel fatiscente Sant’Andrea le mamme avrebbero varcato il confine. L’accorpamento di ostetricia al Sant’Andrea è stato un disastro finanziario. Le fughe in Toscana si sono moltiplicate. Sarzana faceva 700 parti l’anno, La Spezia poco più di 900. Oggi il Sant’Andrea stenta ad arrivare a 1200. Più della metà dei parti di Sarzana se li è presi la Toscana. Il bancario aveva ragione. Il dottor Conti, direttore sanitario dell’Asl, uomo passato indenne anche ai cambi di colore politico in Regione, ha fallito. Addirittura ostetricia alla Spezia ha conosciuto la vergogna della chiusura per un certo periodo ad opera dei NAS dei carabinieri, come un reparto del più sciagattato ospedale del profondo Sud. In un’azienda privata una dirigenza che mette a segno un simile fallimento viene cacciata a pedate. All’Asl 5 premiata con qualche migliaio di euro in più.
Non è andata meglio per ginecologia. Con il primario Torri a Sarzana le pazienti oncologiche venivano operate qui. Alla Spezia vengono dirottate a Parma o Pavia.
Dicevano le Consulte che non era giusto che a Savona venissero confermati due punti nascita e nella nostra provincia uno solo. Montaldo disse che era provvisorio. Lo disse allora (maggio 2008). Lo ha ripetuto oggi (aprile 2012) a un incontro del PD a Sarzana. Il dubbio che si stia prendendo gioco di Caleo e dei sarzanesi?
Nell’affollata assemblea di fine gennaio del 2008 convocata dalle Consulte alla sala della Repubblica Gianluigi Saraceni, indimenticato direttore sanitario dell’Usl XX di Sarzana, quando le Usl in provincia erano due e l’ospedale di Sarzana un gioiello competitivo, rilevò l’assurdità di tagliare l’ospedale di Sarzana, senza avere un moderno ospedale alla Spezia. Ricordò che già nel 1998 si parlava di RSA (residenza sanitaria assistita in inglese Hospice). Oggi per Caleo è un fiore all’occhiello: la posa della prima pietra, ovviamente.
In queste condizioni perché un donna della Val di Magra non dovrebbe fuggire in Toscana senza attendere sei mesi per un’ecografia al seno col rischio di vedersela annullare pochi giorni prima per mancanza di personale?
Da oggi anche noi che poniamo queste fastidiose domande saremo iscritti d’ufficio al partito dei disfattisti.

C. R.

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Data
mercoledì, 18 aprile 2012

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