Sarzana, che Botta!

« Se le amministrazioni non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori »

Corrado Guzzanti


Diritto alla salute, in piazza con tante domande per gli amministratori

di Carlo Ruocco

Una ragazzina in bicicletta viene scontrata da un’auto sulla rotatoria a Santa Caterina. E’ vigile, si lamenta, non urla, non presenta ferite significative. Arriva il 118, la carica sull’ambulanza. Il Pronto Soccorso del Santa Caterina è a cento metri. L’ambulanza parte verso La Spezia, destinazione Sant’Andrea. Al 118 confermano: rispettiamo un ordine di servizio.
Nella sua lettera ai cittadini – pagata dai contribuenti sarzanesi – il sindaco Massimo Caleo afferma che il Pronto Soccorso dell’ospedale si Sarzana sarà parte di un’area di emergenza con anestesia e rianimazione aperta 24 ore su 24.  Il sindaco non sa (o non vuol far sapere) che già da oggi è solo un pronto soccorso medico. Le emergenze chirurgiche e ortopediche, anche lievi, finiscono alla Spezia. Le emergenze mediche gravi (infarti, resenzioni gastriche o del colon) vanno alla Spezia.
Ma è economicamente sostenibile mantenere anestesia e rianimazione con un’attività così limitata?
Il Pronto Soccorso con queste limitazioni è in realtà una guardia medica.

Una struttura sanitaria priva di un pronto soccorso può ancora essere definita un ospedale?
La fine del Santa Caterina come ospedale è iniziata con la chiusura di ostetricia e ginecologia. Un taglio fatto in nome dell’efficienza economica. Inutile tenere aperti due reparti, pensarono in Regione. Il risultato –economico – è stato catastrofico. La maggior parte delle partorienti della Val di Magra va  partorire in Toscana. Era un risultato prevedibile e previsto dai non addetti ai lavori. Non dalla direzione dell’Asl, non dalla Regione. Chi paga? I contribuenti spezzini con ulteriori tagli ai reparti e ai servizi.
Intanto a Savona continuano a essere attive due ostetricie.  Ma i sarzanesi non lo devono sapere.

Serviranno i tagli a ripianare il cronico deficit dell’Asl 5 oppure, come è accaduto fino ad oggi in occasione di ogni taglio, la fuga verso altre regioni s’incrementerà? E perché fino ad oggi si è incrementata?
Sono queste la domande che attendono risposte per convincere i cittadini contribuenti che l’ennesimo piano sanitario fornisca servizi sanitari efficienti e bilanci più sani.
Il sindaco Massimo Caleo ne è sicuro, tanto che magnifica le sorti progressive della nostra sanità, confutando i “disinformatori” professionisti e “disfattisti”.
Una chirurgia “minore”.
Il sindaco scrive che il Santa Caterina diventerà un “ospedale di elezione”, cioè un ospedale – sono sue parole – “dove verranno effettuati tutti gli interventi chirurgici, non in emergenza, ma programmati”.
In realtà di “elezione” saranno solo gli interventi ortopedici all’anca, al ginocchio e al tunnel carpale.
Altrimenti com’è che il primario dottor Lippi ha mollato per non vedere il suo reparto declassato? E come mai ha annunciato la stessa scelta il dottor Maruelli, che per la sua abilità attirava pazienti a Sarzana? A Sarzana si effettuavano 900 interventi chirurgici, di cui il trenta per cento in emergenza. Un reparto di anestesia e rianimazione aveva senso.
E’ vero o no che a Sarzana interventi di “elezione” come le resezioni gastriche o del colon non si faranno più? E’ vero o no che si farà solo chirurgia minore (programmabile, appunto) come ernie e colecisti?
Il dottor Maruelli effettuava da solo e con una sola infermiera un terzo delle endoscopie effettuate alla Spezia con quattro medici e sei o otto infermieri. Dov’è il risparmio? Qualcuno vuole rispondere dati alla mano, magari in contraddittorio?
Il paravento della lingua inglese.
Il nostro sindaco usa spesso termini inglesi. Fanno effetto presso il popolo. Un tempo i politici usavano citazioni latine, come gli avvocati. Week surgery: fa molto Oxford. Vuol dire o no che a Sarzana dalla prossima settimana si opera dal lunedì al venerdì per chiudere il sabato e la domenica? E’ vero o no che se dovesse subentrare una complicazione i pazienti dovranno essere trasferiti nel fatiscente Sant’Andrea, magari trasferiti in barella sotto la pioggia?
Qui sorgono due domande relative al conto economico. I costi molto elevati di moderne sale operatorie si ammortizzano più rapidamente su cinque giorni di attività o su sette giorni?
Il sabato e la domenica staccheranno l’impianto di riscaldamento in inverno e di condizionamento dell’aria in estate?
Perchè operarsi a Sarzana?
E se un cittadino che deve operarsi di colicisti perché dovrebbe programmare l’intervento a Sarzana e rischiare un trasferimento alla Spezia durante il week end se dovessero subentrare complicazioni? O va subito alla Spezia o va a Massa. Oppure a Viareggio o a Lucca. In strutture più moderne ed efficienti.

Pazienti a rischio trasferimento al Sant’Andrea
Ma anche il reparto di medicina conserverà ancora il suo appeal? Fino a ieri in caso di emergenza per qualche complicazione, il paziente veniva trasferito in chirurgia, perché l’equipe del dottor Lippi era in grado di intervenire. Il sabato e la domenica chi interviene a chirurgia chiusa? Siamo sicuri che gli utenti siano disposti a rischiare un ricovero in una medicina non assistita da chirurgia? Non preferiranno ricoverarsi altrove?
Se si dovesse verificare un’ulteriore fuga verso la Toscana anche per la chirurgia minore, chi pagherà il conto? E che senso avrebbe a quel punto tenere aperta chirurgia?
Un primario per la “chirurgia minore”: uno spreco
Per tranquillizzare i sarzanesi pare che sarà nominato un primario. Un primario per un reparto che fa solo chirurgia minore? E’ questo il modo di risparmiare? E quale bravo chirurgo verrebbe a fare il primario di una “chirurgia minore”? Non sarà piuttosto un posto per piazzare un mediocre medico sponsorizzato da qualche politico?
Il sindaco Caleo, facendo da cassa di risonanza alle decisioni dell’assessore Montaldo, magnifica che arriverà geriatria. C’è da chiedersi qual è l’età media dei ricoverati attuali di medicina (non solo a Sarzana) e se un reparto di geriatria (con tanto di primario) non sia quello un altro spreco. Qualcuno vuol rispondere?

Che ne faranno degli spazi liberi del Santa Caterina?
Il vecchio San Bartolomeo diventerà la “casa della salute” con tutti gli ambulatori. E tutti gli spazi liberi presenti a Santa Caterina? Sono stati quantificati? Che ne faranno se l’ospedale continuerà a svuotarsi?
Tante domande in attesa di risposta. Ma ce ne sono tre fondamentali. Siamo sicuri che gli spezzini, piuttosto che inseguire la chimera del nuovo Felettino, di cui si parla dal 1962 e i cui costi sono lievitati a 195 milioni, non avrebbero preferito venire a Sarzana in un ospedale piccolo, ma efficiente, che ha spazi moderni e che poteva essere sviluppato a costi ben più bassi dei 195 milioni (che non ci sono)? Sono o no gli stessi spezzini che continuano a fuggire in Toscana, nonostante anni di “razionalizzazioni” dei nostri tre ospedali, infischiandosene del “campanile”, che probabilmente è in testa solo ai politici affaristi?
E perché i dirigenti che hanno sbagliato tutte le previsioni continuano a essere sempre lì ai loro posti, superpagati?
I cittadini hanno diritto a tutte le risposte, a essere correttamente informati. Giusto, sindaco Caleo?

Ospedale manifestazione 2012 04 21 Prendi una sedia

 

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Data
giovedì, 19 aprile 2012

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