Sarzana, che Botta!

« È anzitutto alla casa di abitazione che occorre rivolgere la massima cura. Se gli uomini vivessero veramente da uomini, le loro case sarebbero dei templi »

Mario Botta, citando Ruskin


Baldeschi : i problemi del Magra si risolvono a monte in Lunigiana

E’ stato uno degli interventi più appluditi del convegno sul dissesto del fiume. Paolo Baldeschi, ordinario di urbanistica all’Università di Firenze, coordinatore scientifico della commissione per il nuovo piano paesaggistico, istitutito dalla Regione Toscana,si è fatto 175 chilometri per parlare cinque minuti. “Ci tenevo a partecipare per ascoltare – ha detto – La Lunigiana è un territorio unitario anche se diviso tra due regioni e i problemi vanno affrontati unitariamente”. Ha seguito con molto interesse l’esposizione del professor Rinaldi e poi intervenendo nel dibattito ha fatto riferimento ai disastri provocati dall’alluvione e ha affermato: “Non dobbiamo dimenticare che il 90 per cento del bacino del Magra ricade in Toscana. Quindi non possiamo rimanere indifferenti a quanto accade alla foce. Le criticità vanno affrontate e risolte a monte. Dobbiamo creare le condizioni affinché le montagne non siano più abbandonate e i territori siano curati”.
L’incontro organizzato dal Comitato, di cui il professor Baldeschi è da due anni aderente “per stima”, è servito …. alla regione Toscana. E’ stata l’occasione per Baldeschi, nel suo ruolo di coordinatore scientifico della commissione per il piano paesaggistico toscano, di ingaggiare il professor Rinaldi, che dal prossimo mese di aprile collaborerà come geologo alla stesura del Piano.

 

 

 

aderente al Comitato “Sarzana, che botta!”

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Data
mercoledì, 28 marzo 2012

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