Sarzana, che Botta!

« Mi rivolto dunque siamo »

Albert Camus


Mafie al Nord: rinviato l’incontro col procuratore Caselli

Il coordinamento di Libera, proseguendo il suo impegno di denuncia delle infiltrazioni delle mafie nel Nord Italia, Liguria, La Spezia e Sarzana comprese, aveva organizzato per domenica 12 febbraio alle ore 16,30 presso l’aula della Corte d’assise dela Tribunale della Spezia una conferenza con Giancarlo Caselli, procuratore generale presso la Corte d’appello di Torino. Purtroppo il procuratore Caselli è costretto dall’influenza a dare forfait e l’incontro viene rinviato a data da destinarsi. Il tema dell’incontro “Mafie al Nord: l’impegno della Magistratura, il sostegno della società civile nel contrasto all’infitlrazione mafiosa” era inserito  nel programma di incontri preparatori della XVII giornata della Memoria e dell’Impegno, che Libera celebrerà quest’anno il 17 marzo a Genova e fceva seguito alle conferenze tenute da Nando Dalla Chiesa e da don Luigi Ciotti, che di Libera è stato il fondatore nel 1995.
Don Ciotti a Sarzana ha tenuto a battesimo la Consulta della Legalità, votata all’unanimità dal consiglio comunale di Sarzana, che vedrà la partecipazione di alcune organizzazioni della società civile, individuate dallo Statuto, ma che non vedrà la partecipazione dei gruppi consiliari.
Sala consiliare gremita, molti giovani presenti e Don Ciotti non ha deluso in quanto a freschezza e forza della denuncia.
Dal 1999 l’Unione Europea chiede all’Italia una serie di provvedimenti per porre argine alla corruzione, piaga della pubblica amministrazione e della politica, che favorisce la criminalità organizzata, le mafie. Dal 1999 l’Italia non sta rispondendo alla Comunità Europea. Anzi, la legislazione italiana è andata in senso contrario, demolendo i reati di abuso in atti d’ufficio e di falso in bilancio che costituivano un argine alla corruzione.
Sono due delle denunce pronunciate con grande coinvolgimento emotivo dal fondatore di Libera.
Don Ciotti non ha fatto sconti alla Politica di destra e di sinistra, anche se non ha dato un nome a chi ha omesso le risposte all’Europa o a chi ha svilito certe leggi che costituivano un argine all’illegalità pubblica e privata nel presupposto che tutti i presenti – anche giovanissimi – sappiano. Colmiamo noi quella che potrebbe apparire una lacuna, anche per aderire in questo modo all’appello di don Ciotti all’etica della responsabilità personale, che ciascun cittadino deve fare propria, appello che condividiamo “senza se e senza ma” (come si usa dire), essendo un principio moralmente più forte del semplice rispetto della legalità, che può essere indotto non da una scelta di vita, ma dal timore delle sanzioni.
A non dare risposte all’Europa dal 1999 in tema di corruzione (l’Italia, ricordiamolo, èseconda solo alla Grecia) si sono impegnati due governi di centrosinistra (D’Alema e Amato fino al 2001), il governo Berlusconi (2001-2005), il governo Prodi (2006-2008) nuovamente il governo Berlusconi (2008-2011).
Il reato di abuso in atti d’ufficio è stato riformato nel 1997 (governo Prodi). Va detto che era giusto configurare meglio il reato, prima eccessivamente generico nella formulazione: la riduzione della pena massima da cinque a tre anni e la successiva riduzione dei tempi di prescrizione (governo Berlusconi) lo ha reso praticamente imperseguibile nei tre gradi di giudizio.
La riduzione dei campi di applicazione del falso in bilancio è stata votata dal governo Berlusconi.
Le forze politiche locali, che hanno espresso all’unanimità una chiara volonta di contrasto alla diffusione delle mafie in Italia, sapranno far giungere a Roma una pressione affinché si diano risposte efficaci nella lotta alla corruzione? Attendiamo segnali. Con fiducia.

 

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Data
venerdì, 3 febbraio 2012

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