Sarzana, che Botta!

« Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto »

Mark Twain


 

Un bacio e sboccia un assessore!

rospo3Un bacio e, voilà, “assessora” dal nulla. Un bacio, che botta! Anzi, che botta un bacio di Botta! Scusate il bisticcio, ma la favola di Federica Cozzani, neo assessore ai lavori pubblici nella giunta Caleo, comincia proprio col bacio di Mario Botta al Moderno. L’intrepida Federica fu l’unica a spendersi per il Grande Maestro. Che la ricompensò con un bacio.
Caleo si è ricordato di lei, eroina immortalatasi alla causa della difesa della torre. E l’ha premiata.
I maligni ricordano che il nome di Federica Cozzani compare anche tra i firmatari della mozione Franceschini-Caleo al congresso del PD. Insomma un bacio e una firma per una carega. Cattivi!
Chi la difende parla di una “politica atipica”. Già, si è iscritta direttamente alla corrente (Caleo), invece che al partito. Ormai così fan tutti.
Raggiante il sindaco, al quale deve piacere molto il monocolore: fuori l’assessore Piccioli “bersaniano”, si è liberato di tutti i suoi avversari politici nel PD. E ora la sua giunta è sempre più rosata. Proprio come i palazzi del Maestro.

Immagine dall'Incontro del 5 marzo al Moderno

Mario Botta invita Federica Cozzani a fermarsi: per il bacio!

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Data
sabato, 19 settembre 2009

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6 commenti per “Un bacio e sboccia un assessore!”


  1. nardini roberto scrive:

    lascia davvero basiti la nomina di Federica Cozzani coma assessore ai lavori pubblici. Ero presente all’incontro con Botta al moderno: l’intervento della Cozzani non è stato rilevante nè per contenuti, nè per approfondimenti, nè per esposiz…ione. Ho letto con curiosità gli articoli sulla stampa locale per trovare riferimenti al suo curriculum: nulla. Mentre le parole di Caleo “come donna, saprà garantire un’attenzione particolare al decoro urbano e all’arredo nei quartieri” lasciano trapelare anche un certo maschilismo. E difatti ha tenuto per sè gli incarichi di protezione civile, polizia municipale e politiche della pubblica sicurezza.

  2. Carlo Pelli scrive:

    Vorrei spezzare una lancia in favore di Federica Cozzani, che conosco e so essere una giovane professionista (e non una politica di professione, è già un buon inizio).
    Non sono per nulla d’accordo con lei per quanto riguarda il progetto Botta, ma non credo che qualcuno si aspettasse la nomina di persone contrarie alle idee dell’amministrazione.
    Probabilmente, poi, la nomina è stata ispirata anche dall’esigenza di tirare su l’immagine della Giunta.
    Questo non toglie però nulla alla persona, alla quale non mi resta che fare un in bocca al lupo e un augurio di ricredersi sul progetto Botta…

  3. Stefano Di Negro scrive:

    Vorrei anch’io spezzare una lancia a favore del nuovo assessore
    La Cozzani è una giovane professionista di Sarzana che, per come la conosco, ha le qualità per ricoprire al meglio il nuovo incarico che le è stato assegnato.

    L’articolo in questione invece lo trovo scorretto.
    Mi sembra che i contenuti espressi siano di palese cattivo gusto: si pensi a commenti come “un bacio e una firma per una carega”.
    A proposito di firme (forse non l’ho semplicemente vista e nel caso me ne scuso), ma chi ha firmato l’articolo? Quando qualcuno scrive qualcosa, sarebbe buona educazione firmare l’opinione espressa.

    Vado inoltre precisare che l’ex assessore Piccioli non è stato “epurato” per motivi di correnti ma, da quello che ne so, si è semplicemente dimesso perché ha assunto un incarico incompatibile con quello di assessore ai lavori pubblici.

  4. Il comitato scrive:

    Anche Stefano Di Negro è un giovane professionista di Sarzana e, per come lo conosciamo, ha qualità per ricoprire l’incarico di assessore almeno al pari della nominata.
    E come lui ci sono tanti altri professioniste/i giovani e brillanti. Non solo architetti, ma anche ingegneri e, perché no, geometri. Ma non è detto che l’assessore debba essere uno del mestiere.
    Altrimenti i tecnici del Comune che ci stanno a fare?
    L’assessore è un politico (non nel senso della “professione” ma della sensibilità al governo della cosa pubblica) che conosce i problemi, le necessità della città e dei suoi abitanti. In questo senso le qualità del nuovo assessore non sono state evidenziate. Tanto che i giornali (e non il sito Sarzana, che botta!”), per spiegare chi fosse, hanno ricordato il bacio di Botta.
    Cattivo gusto, caduta di stile …. Non è che in questo paese la satira, soprattutto se graffiante e irriverente, sia da difendere come un diritto di critica al potere quando è rivolta a destra e sia inopportuna, di cattivo gusto, priva di stile quando si rivolge a sinistra?
    Sostituzione di Piccioli: il “graffio” non era rivolto ai motivi della sostituzione, ma alla scelta politica di non lasciar spazio in giunta alle altre componenti del PD, che pure contribuirono all’elezione “bulgara” del sindaco Caleo. O tra i”bersaniani” e i “mariniani” son tutti “zucheli” perché non hanno capito da che parte stare?
    La firma: quando un articolo (e la vignetta) è creazione di più persone per ideazione e fattura è norma che non venga firmato. Ne porta la responsabilità per eventuali querele (ma non è questo il caso, perché a sinistra, notoriamente, non si querela chi fa satira) il direttore del sito (in attesa di registrazione in tribunale):
    Carlo Ruocco, in quanto unico giornalista professionista del Comitato non legato da contratto di esclusiva ad altre testate.

  5. Stefano Di Negro scrive:

    Salve a tutti
    Sicuramente ci sarebbero tante persone con le qualità per ricoprire l’incarico, ma qualcuno bisognava pur scegliere.
    E, usando le parole che Voi avete poc’anzi usato, l’importante è scegliere in base alla “sensibilità al governo della cosa pubblica”, una persona che cercherà di risolvere “i problemi, le necessità della città e dei suoi abitanti” e, aggiungo, con coscienza. Inoltre un po’ di cultura non guasta.
    Per questo sono contento della scelta fatta.

    Per il discorso sulla satira, e sul suo anonimato, semplicemente mi viene da dire che non siamo più ai tempi di “Pasquino”, cioè di figure popolari, di identità ormai confusa nella leggenda che, in vari periodi, dal ‘500 fino ai tempi di Pio IX, attaccavano cartelli alle statue, o scrivevano sui muri, poesie e sonetti, come dimostrazione del malcontento popolare.
    Queste diciamo… pubbliche affissioni costituivano una voce del popolo e, facendo questo, rischiavano tanto.
    Per fortuna ora i tempi sono diversi, quindi un po’ di coraggio a mettere il proprio nome sotto quello che si scrive non dovrebbe mai mancare.

  6. Il comitato scrive:

    Mi sembra che di coraggio il Comitato ne abbia mostrato abbastanza. Si legga le dieci domande al sindaco, per esempio. Sono un atto di denuncia forte verso la delibera di giunta che ha dato il via al Piano Botta, una delibera che occulta i nomi dei privati proponenti, sposandone interessi e professionisti. Una delibera che, violando la legge, nega qualsiasi concorso per gli incarichi professionali assegnati. Ci auguriamo che lei invece di invocare trasparenza per la firma in calce a un pezzullo di satira, si associ a noi per invocare trasparenza negli atti dell’Amministrazione comunale e indipendenza dagli interessi dei grandi gruppi economici. Altrimenti il coraggio civile in questa città dov’è?
    Infine le confesso di nutrire qualche dubbio che per la satira i tempi di oggi siano diversi dall’oscurantismo papalino. Magari lei stesso ha in testa qualche esempio di varie forme di repressione della satira.
    Carlo Ruocco



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