Sarzana, che Botta!

« Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. »

Margaret Mead


Sarzana vista da Silvia Montefoschi

La qualità dello stile di vita di Sarzana deve rispecchiarsi nella struttura urbana

Silvia Montefoschi, medico e psicoanalista di formazione junghiana, autrice di numerosi volumi editi da Feltrinelli, Garzanti, Cortina e Bertani, membro fondatore dell’Associazione italiana di psicologia analitica, è approdata a Sarzana nel 2003 dopo aver svolto la sua attività tra Milano, Genova e Torino.

Ci propone alcune riflessioni sulla struttura urbanistica e architettonica della nostra cittadina e sulla loro corrispondenza con la struttura sociale, le abitudini relazionali e lo stile di vita dei suoi cittadini.

Stile di vita che è sicuramente di qualità superiore rispetto a quello convulso e anonimo delle grandi città e che cattura e affascina anche chi, come lei, era arrivata col pregiudizio negativo dei limiti del piccolo centro di provincia.

Tutto ciò che lei descrive, e che costituisce la storia e la identità di Sarzana, noi vorremmo difendere opponendoci al progetto Botta che altro non ci sembra se non una applicazione di modelli già pensati e realizzati per grandi centri urbani.

Lo stesso Botta, in più di una occasione pubblica, ha ribadito che il vero committente di un architetto è la storia della città, ma non ci sembra che in questo caso sia stato coerente con questo principio.

Leggere QUI il contributo.

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Data
mercoledì, 24 giugno 2009

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