Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Torre di Botta, ultima battaglia a Sarzana

Dopo Boccadasse, nuovo stop all´architetto svizzero:
raccolte tremila firme

Pd diviso: a favore il sindaco Caleo, contrario Forcieri,

prudente l´assessore regionale Guccinelli
di MICHELA BOMPANI
MARCO PREVE

«Sono preoccupato e scriverò al sindaco di Sarzana, invitandolo alla cautela su questo progetto»: il soprintendente per i Beni architettonici della Liguria, Giorgio Rossini, interviene sul “caso Botta” che sta divampando nella cittadina spezzina e rischia di trasformarsi, nella roccaforte del Pd in Liguria, in un pericoloso boomerang elettorale.
L´”archistar” ticinese Mario Botta è nuovamente nel mirino di un corposo comitato di cittadini, come è accaduto a Genova per il caso dell´ex rimessa Amt di Boccadasse: a Sarzana, ha firmato il progetto di riqualificazione della zona di piazza Terzi e via Muccini, un´ex area industriale dismessa a ridosso della ferrovia, parte di proprietà pubblica e parte privata (due cooperative – tra cui la genovese “Primo maggio” già committente di Botta a Boccadasse – che realizzeranno residenze e parcheggi).
Il “comitato Sarzana che Botta” si è costituito due mesi fa e ha dichiarato battaglia: oltre tremila adesioni in meno di due mesi (su 20.000 abitanti del Comune). Con loro si sono schierati Legambiente, la prestigiosa rivista specializzata “Abitare”, il velista Giovanni Soldini, Pier Luigi Cervellati, docente di Architettura a Venezia e pure l´ordine degli architetti di Modena.
Nel mirino del comitato ci sono una torre di nove piani, alta sessanta metri, che stravolgerebbe lo skyline, come spiega il portavoce Roberto Mazza, poi l´impatto complessivo del progetto «con 200.000 metri cubi di calcestruzzo» a trecento metri dal centro storico, l´insufficienza delle aree verdi e il rischio del caos-viabilità.
Il 30 marzo scorso il consiglio comunale «ha votato a maggioranza l´adozione del progetto Botta», spiega il sindaco Massimo Caleo (Pd) e ha pure votato una “lettera” in cui si invita l´architetto a studiare una soluzione alternativa alla torre, «che scomparirà», assicura ufficialmente Caleo. Una vittoria del comitato che il sindaco minimizza: «E´ stato un débat public “alla sarzanese”». Botta, riferisce il sindaco, si sarebbe impegnato a rivedere il progetto e a presentare una nuova ipotesi entro un paio di mesi. Ma nell´entourage dell´architetto si parla piuttosto di “riprofilatura della torre”. Insomma, Botta accetterà di azzerare il grattacielo? Anche se non esistono vincoli paesaggistici sull´area, il soprintendente Rossini interviene perché «da ciò che ho visto – spiega – questa progettazione potrebbe confliggere con l´intorno, dalla fortezza al Centro storico». E poi c´è la questione politica interna al Pd. In una delle roccaforti del partito in Liguria, alla vigilia della campagna regionale. Da una parte il sindaco Massimo Caleo (mandato in scadenza nel 2010, con le elezioni per il governatore) ha difeso il progetto (definito invece “calce e martello”, dai consiglieri del Pdl), dall´altra Lorenzo Forcieri, già sindaco di Sarzana, ha espresso perplessità: «All´inizio c´è stata una sottovalutazione del significato simbolico del progetto Botta, in una cittadina come Sarzana, fortemente legata alle sue tradizioni. Ma adesso mi sembra una fase superata». Si tiene un passo indietro Renzo Guccinelli, assessore regionale allo Sviluppo economico, ed ex sindaco della cittadina: «Non voglio entrare nel merito del lavoro del sindaco». L´80% degli iscritti al comitato, però, sono elettori ed iscritti al Pd, come conferma il portavoce di “Sarzana che Botta”. E così, qualcuno, dopo la prima vittoria (per ora presunta) sulla torre decapitata, sta facendo un pensierino a trasformare in un soggetto politico la forza d´urto del comitato.

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Data
mercoledì, 15 aprile 2009

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