Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Sarzana non è Milano, nè Seul, nè Taipei (lettera da un sarzanese)

Pubblichiamo un breve estratto di uno dei tanti interventi giunti al nostro indirizzo di posta elettronica.
“Troppe critiche, posso andarmene”. Signor Botta, grazie per avere compreso che Sarzana non è una cittadina qualunque, che Sarzana ama Sarzana, che ai sarzanesi il suo progetto non piace, grazie.
Nell’andar via si regali una passeggiata a Fosdinovo, lì nell’area giochi dei fanciulli vi troverà un’antica torretta, si soffermi e la osservi, in tal modo si renderà conto cosa intendiamo da queste parti per una torretta e cosa invece per un silos, lì comprenderà la differenza che intercorre tra un campanile e un grattacielo. Sarzana non è Milano, Sarzana non è Seul, né tanto meno Taipei.
(…)
Noi tutti siamo convinti che l’edilizia a Sarzana abbia assunto proporzioni inimmaginabili finendo così per scollegarsi da ogni esigenza abitativa (…), noi tutti condividiamo il sano pensiero che se proprio bisogna costruire allora si ripristinino le strutture già esistenti, in questa zona condividiamo il fatto che una seconda, terza casa, l’ennesimo centro commerciale e la sua torre non possono essere spacciate per modernità, si intervenga in quei luoghi della città dove sono richieste manutenzioni o creazioni di sottopassi, piste ciclabili, parcheggi, strade da asfaltare o sistemare, si azzerino le latenze che sono sotto gli occhi di tutti; (…)
Signor Botta, quel giorno al cinema le abbiamo detto NO, e lei da “uomo di cultura e di valori” l’ha compreso.
Noi sarzanesi siamo fortemente convinti che la sua torre e le annesse cubature del suo master plan calerà su Sarzana metastasi che avranno per nome traffico, rumori, smog, stress, speculazioni, avarizie, nichilismi, forte incremento di attività malavitose, decostruzioni morali, sociopatie -quelle dell’’anima- e così che ci ritroveremo sotto una babelica cappa che finirà per distruggerci.
(…)

Salvatore Perrella
(sarzanese)

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Data
venerdì, 6 marzo 2009

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