Sarzana, che Botta!

« l’urbanistica degli imprenditori. Essi pensano e realizzano, senza nasconderlo, per il mercato, in vista di un profitto. La novità, il fatto più recente, è che essi non vendono più alloggi o immobili, ma urbanistica. Con o senza ideologia, l’urbanistica diventa valore di scambio »

LeFebvre (1968)


Hotel Laurina, una SCIA di polemiche
per il portico precluso ai sarzanesi

Non ha pace il progetto di recupero dell’hotel Laurina. Ora la politica litiga sulla chiusura dello storico portico un tempo luogo pubblico di transito. La delibera di giunta del 2016 “tenuta nascosta alla città e al consiglio comunale” (parole della sindaca Cristina Ponzanelli nel consiglio comunale del 28 febbraio 2019) era talmente oscura che oggi si disputa se la chiusura fosse o no prevista nel progetto di ristrutturazione. Una disputa stucchevole, giocata sui mezzi d’informazione e sui social. Basterebbe mettere finalmente le carte in piazza (magari piazza Martiri!) e farle conoscere ai cittadini sarzanesi. Questa mancanza di volontà di fare chiarezza e preferire la baruffa a mezzo stampa e social, non è una novità.

Prospetto del portico da via Muccini. L’omino fa parte del disegno 2016

Tre anni fa (settembre 2019) il Comitato Sarzana, che botta! ritirava la petizione inoltrata  al Consiglio comunale nel dicembre 2018 con la quale richiamava l’attenzione del parlamentino locale sulle gravi incongruenze presenti nel progetto di palazzo in piazza Martiri. Per Statuto quella petizione doveva essere discussa entro 6o giorni. Con un accordo tra “quelli di prima” (centrosinistra) e “quelli di adesso” (centrodestra) fu data precedenza a una mozione di Sarzana Popolare che chiedeva chiarezza sulle criticità evidenziate dal Comitato: illegittimo ricorso alla legge Tognoli sui parcheggi in aree urbane, mancata effettuazione di gara pubblica per assegnare il sottosuolo di piazza Martiri, sparizione dei parcheggi pubblici previsti dal Piano Regolatore nella piazza, spanciamento (aggetto) del palazzo su terreno di proprietà comunale senza ristoro economico per il Comune, mancato rispetto della norma (nazionale, dunque non derogabile) di igiene pubblica, che impone una distanza di dieci metri tra due edifici (il vecchio e il nuovo). La mozione sortì l’effetto di non discutere nel merito le questione sollevate. http://www.sarzanachebotta.org/?p=19860&preview=true
La sindaco Cristina Ponzanelli dopo aver stigmatizzato l’iter della delibera di giunta (Cavarra) del 2016 (giunta Cavarra), che aveva approvato  la convenzione tra il Comune e la società Miranda senza proporla al vaglio del Consiglio comunale, s’impegnò solennemente a fare chiarezza con l’aiuto di consulenti, di esperti, su tutte le questioni sollevate. Dopo otto mesi gli unici “esperti” ascoltati furono l’avvocato del Comune Fabio Cozzani e la responsabile della pratica, la geometra Garbini dell’ufficio tecnico. Insomma fu chiesto all’oste se il suo vino fosse buono.
Il Comitato ritirò la petizione prima del Consiglio comunale, convocato a ottobre per il perentorio intervento del difensore civico Francesco Lalla, per non avallare un’inutile recita. Nessuna forza politica prese posizione sul mancato “approfondimento”.
Ora si accapigliano su un diritto di passo pubblico sotto il portico che sarebbe sparito con una SCIA. Il Consiglio comunale se ne occuperà solo a fine agosto. Resterà una scia di polemiche inconcludenti.

 

 

 

 

 

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Data
sabato, 30 luglio 2022

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