Sarzana, che Botta!

« Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri-fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani »

Harvey(2003)


Biodigestore di Saliceti, Iren varia il Piano
la Politica spezzina (per ora) tace

Si è conclusa l’inchiesta pubblica nell’ambito del procedimento di Valutazione d’impatto
ambientale del progetto di biodigestore dei rifiuti organici a Saliceti.
Per il Comitato Sarzana, che botta!, che prima del giugno scorso non si era occupato del progetto, è stata l’occasione per prendere coscienza che non è una “faccenda vezzanese o santostefanese”, se non altro perché l’impianto mette a rischio la falda che alimenta i pozzi di Fornola, che ci rifornisce di acqua potabile.

A rischio I pozzi di Fornola: l’allarme di Società Acquedotti Tirreni

Abbiamo potuto rilevare che un gruppo privato (Recos/Iren) ha presentato un progetto che

1) varia il Piano d’area provinciale e d’ambito regionale nella capacità dell’impianto (da 50-60 mila tonnellate a 90 mila) e nella collocazione (Saliceti sulla falda del Magra invece di Boscalino), ignorando quanto già valutato in sede di VAS. La maggior quantità di “organico” verrà dal Levante di Genova

2) non valuta adeguatamente i rischi ambientali, primo fra tutti l’impatto sulla falda sia in fase di costruzione dell’impianto, sia per eventuali sversamento di reflui contenenti sostanze pericolose (es.ammoniaca)

3) non tiene conto dei consumi di acqua per il funzionamento né dell’inadeguatezza del depuratore di S.Stefano, già insufficiente oggi per l’impianto di trattamento dell’indifferenziata (TMB), che tratta 29 mila tonnellate l’anno di rifiuti spezzini e 76 mila genovesi)

4) ignora quanto stabilito nel Piano territoriale di coordinamento in merito alla criticità del sito di Saliceti (classificata EE=Estremamente Elevata ) per la presenza superficiale di falde acquifere

5) non esclude l’importazione di materiale da altre regioni in ragione della capacità dell’impianto

6) impegna i cittadini della provincia spezzina fino al 2043 su costi di conferimento (indifferenziata ed organico) niente affatto competitivi e che già stiamo pagando con la TARI

La Politica spezzina ascolti questi cittadini

Abbiamo chiesto alle forze politiche spezzine di ogni orientamento di farsi carico della questione nell’interesse dei loro elettori per giungere al blocco dell’iter di approvazione del progetto e alla rivalutazione dei Piani, per riequilibrare la distribuzione tra le province delle quantità di rifiuti urbani da smaltire e con esse i rischi che ogni impianto industriale comporta e che, attualmente, vede alquanto penalizzata la nostra provincia.
In tutti gli incontri che abbiamo avuto con partiti di destra, di centro e di sinistra tutti hanno convenuto almeno nel ritenere inaccettabile mettere a rischio la nostra riserva d’acqua, il Magra. Ma di fronte ai blitz dell’assessore Giampedrone, tutti tacciono. Attendiamo da tre settimane la convocazione in Regione.
Le nostre Osservazioni al progetto RECOS

https://www.scribd.com/document/431864631/Inchiesta-Pubblica-Biodigestore-Saliceti-Rev09
https://www.scribd.com/document/431863198/Rifiuti-Controdeduzioni-Comitato-Alle-Osservazioni-Di-Recos

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Data
venerdì, 25 ottobre 2019

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