Sarzana, che Botta!

« È anzitutto alla casa di abitazione che occorre rivolgere la massima cura. Se gli uomini vivessero veramente da uomini, le loro case sarebbero dei templi »

Mario Botta, citando Ruskin


Piazza Martiri, violate quattro leggi
Petizione al sindaco e al Consiglio

Lo scavo alla vigilia dell’incontro alla sala della Repubblica quando chiedemmo: fermateli!

 “Scongiurate lo scempio urbanistico e di legalità in piazza Martiri”. Con questo appello si apre la petizione che il “Comitato Sarzana, che botta!” ha inoltrato ieri al sindaco Cristina Ponzanelli e al Consiglio comunale. A cinquanta giorni dal nostro primo incontro con l’assessore Barbara Campi e a tre settimane dall’incontro alla sala della Repubblica, presente l’assessore, nonostante le nostre denunce delle irregolarità nelle carte che nel 2016 hanno approvato progetto e le proteste dei cittadini l’unica voce che si sente in città è quella delle betoniere dell’impresa Miranda che hanno accelerato i lavori.

Lo scavo ha già invaso il sottosuolo pubblico: foto scattata la sera del 10 dicembre

Per questo motivo abbiamo rinnovato con una petizione le nostre osservazioni e le nostre proposte a Cristina Ponzanelli, coinvolgendo questa volta anche il consiglio comunale, estromesso nella scorsa legislatura dal sindaco Cavarra, quello del famoso  “Basta, ora decido io”, che ha variato il Piano Particolareggiato per due volte, nel 2014 e nel 2016, con semplici delibere di giunta.

Il Piano di via Muccini, votato nel 2009 dal consiglio comunale, prevedeva che il complesso immobiliare del Laurina venisse distribuito tra piazza Martiri, Vetraia e via VIII Marzo, pur rimanendo un’unica unità urbanistica, tanto che tutti i parcheggi pubblici erano previsti interrati in piazza Martiri.
Nel 2016 l’impresa Miranda ha deciso di avvalersi del Piano Casa della Regione per incrementare del 35% le volumetrie dell’edificio aderente al Laurina, destinato alla demolizione. Ciò implicava la deroga al piano particolareggiato di via Muccini per tutta la parte privata.
Nella convenzione stipulata tra Comune e impresa, il privato ha incamerato l’aumento di volumetrie in piazza Martiri (il palazzo di cinque piani in costruzione), ma ha messo nero su bianco di non rinunciare a costruire la dependence dell’hotel in via VIII Marzo (un palazzotto di quattro piani).
Insomma il privato deroga al Piano quando gli conviene. Come si dice, la botte piena e la moglie ubriaca.

La legge urbanistica nazionale però non può essere derogata e impone un  numero minimo (standard) di parcheggi, privati e pubblici. I box privati devono essere realizzati nel sottosuolo privato. Ma il costruttore non ha posto sufficiente. Allora la giunta Cavarra gli concede a 200 euro a metro quadrato il diritto di una buona porzione di sottosuolo pubblico per i box e la rampa di accesso da viale della Pace. Il parcheggio pubblico sparisce. O meglio viene provvisoriamente trasferito in via VIII Marzo, proprio dove Miranda intende costruire la dependence del Laurina. E a quel punto il parcheggio pubblico che fine farà? La convenzione non lo dice. Gli standard urbanistici di legge vengono violati.

Un’altra, doppia, violazione di legge è la concessione del sottosuolo pubblico in piazza Martiri. Comune e impresa hanno fatto ricorso alla legge Tognoli del 1989. Essa prevede la possibilità per un Comune di dotarsi di un Piano urbano dei parcheggi (PUP) per realizzare box interrati sotto pubbliche piazze per edifici già esistenti. Sarzana non ha un PUP e la cessione di sottosuolo pubblico, come ha spiegato l’Anac (Autorità anticorruzione), deve avvenire con un bando di gara pubblico.  Non solo: il palazzo di cinque piani è una nuova costruzione (è scritto in convenzione!). Si deve applicare l’articolo 2 della legge Tognoli: il privato deve realizzare i parcheggi nel suo sottosuolo. E se non ha spazio? Deve diminuire le volumetrie del nuovo palazzo per rientrare negli standard di legge.

Il nuovo palazzo. Dove è raffigurato l’omino dai nostri calcoli è suolo pubblico

 Appropriazione indebita di suolo pubblico. Secondo la ricostruzione del progetto (le carte ufficiali, come è noto, ci sono state negate ed è comprensibile il motivo) l’impresa non ha neppure terreno sufficiente per realizzare l’aumento del 35% di volumetrie. E allora ricorre a un espediente progettuale: costruisce la base del palazzo sul confine del Comune e dal primo al quinto piano spancia sulla proprietà comunale di due metri. Pensate cosa accadrebbe se un privato lo facesse con un suo confinante: finirebbero in tribunale. Il Comune invece, né con Cavarra, né con la nuova giunta, subisce l’esproprio senza reagire.

Le nostre proposte. Sospendere il permesso di costruire e revocare la convenzione. Ripristinare il Piano Particolareggiato votato dal consiglio comunale. Il parcheggio pubblico interrato resta in piazza Martiri. Se l’impresa Miranda intende avvalersi del Piano Casa, libera di farlo, ma rinuncia a tutte le previsioni di nuovi volumi del Piano particolareggiato e realizza i parcheggi privati nel suo terreno.
Inoltre, per far fronte all’emergenza parcheggi già da questo Natale, ribadiamo la richiesta fatta in assemblea all’assessore Campi,   di concedere in abbonamento, a chi ne faccia richiesta, i parcheggi interrati (una cinquantina) dei palazzi Biava ed ex caserma CC inutilizzati.

Per chi vuole approfondire questo è il testo integrale della petizione/segnalazione con tutti i riferimenti di legge delle norme a nostro avviso violate (se sbagliamo almeno ci dicano dove e perché). Siamo disposti al confronto con sindaco, assessori, consiglieri e cittadini. (Petizione al Sindaco e al Consiglio Comunale Piazza Martiri)

 

Informare i cittadini è il nostro obiettivo.
Farlo in modo indipendente è la strada che abbiamo scelto.

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Data
mercoledì, 12 dicembre 2018

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