Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Antenne, le proposte
del Comitato a tutela
di salute, ambiente
e informazione

Da anni il Comitato Sarzana, che botta!, quando ritiene di muovere critiche a progetti dell’Amministrazione, le accompagna con proposte che scaturiscono sempre dal confronto con i cittadini e con persone competenti. Insomma non è un comitato del no per il no. Anche nel caso del Piano Antenne le Osservazioni sono state accompagnate da proposte (il testo integrale proposte modifica Piano Antenne )
Non ci siamo inventati cose stravaganti: sono proposte maturate studiando i Regolamenti comunali di Abano Terme, Finale Ligure, Lucca, Noli, Rimini e altri.
Prima di tutto la tutela della salute
Il punto di partenza è, ovviamente, la tutela della salute dei cittadini, gravemente dimenticata nella pianificazione dei nuovi impianti e nel Regolamento.
Gli obbiettivi sono: individuazione delle aree già sature di impianti, quindi già coperte da segnale; campagne di rilevamento delle emissioni; delocalizzazione del ripetitore di via Landinelli; monitoraggio degli impianti a maggior rischio; cancellare la previsione di nuova antenna allo Stadio; minimizzare l’esposizione ai campi magnetici soprattutto vicino a obiettivi sensibili (scuole, aree giochi ecc.); individuare criteri di localizzazione volti a minimizzare l’esposizione della popolazione; monitoraggi particolari e frequenti per le aree sensibili.
E tutela dell’ambiente
Senza volerci sostituire alla Soprintendenza ci preoccupiamo anche della tutela dell’ambiente e del paesaggio: individuare le aree e i beni sottoposti a vincolo; obbligo per i gestori di presentare annualmente i progetti di nuovi impianti per consentire di valutarli con informazione ai cittadini; individuare aree comunali disponibili, rispondenti a criteri di minimizzazione del rischio salute.
Informazione e partecipazione.
Una cosa è scandalosamente mancata nell’iter del Piano: l’informazione dei cittadini. E di conseguenza la partecipazione. E’ apparso evidente il fallimento di organi come le Consulte dell’ambiente e di quartiere che si sono accontentate di racconti orali dei contenuti del Piano senza disporre delle carte.
Il Comitato propone innanzitutto di garantire l’accesso ai dati sugli impianti (dislocazione, potenziamenti ecc.) e sulle misurazioni delle onde (l’Arpal li nega); la creazione di un catasto comunale pubblico degli impianti; una relazione annuale sui livelli di elettrosmog nei vari quartieri; la creazione di un Osservatori composto da tecnici di Comune, Arpal, Asl, amministratori comunali (giunta e consiglieri) e associazioni ambientali presenti a Sarzana, che possa avvalersi della collaborazione di università per valutare piani di sviluppo, annuali, monitoraggi e per favorire l’informazione e la partecipazione dei cittadini.
Lo hanno fatto tanti Comuni. Perché non si può fare a Sarzana prima dell’approvazione definitiva del Piano? Si chiama volontà politica.

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Data
lunedì, 18 settembre 2017

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