Sarzana, che Botta!

« Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto »

Mark Twain


Marinella, ecco il verbale galeotto
che ha spogliato il demanio

di Carlo Ruocco

Su tutto il litorale massese e versiliese la linea demaniale è una linea continua e coincide con le strade pubbliche. A Marinella di Sarzana è una linea a zig zag, collocata a metà dell’arenile compreso tra la battigia e la Provinciale. In qualche tratto dista pochi metri dal mare. La restante parte della spiaggia è di proprietà di Marinella spa, società del Monte dei Paschi, intervenuta per questo motivo nel processo di definizione della linea demaniale.
Secondo il Piano del litorale adottato dal Comune di Sarzana su quella parte privata dovrebbero essere collocate (o ricollocate) tutte le strutture balneari. Un grande affare da svariati milioni di euro per Marinella spa. Un grande danno per le casse pubbliche.
Perché questa clamorosa differenza tra Sarzana e la Toscana?
Galeotto fu il verbale …
La risposta si trova nel verbale della Commissione delimitatrice registrato a Sarzana il 23 dicembre 2010. (Piano Spiagge Linea demaniale verbale di consegna 2010) Il principale argomento adotto dai rappresentanti della Capitaneria di porto, dell’Agenzia del Demanio e dal Provveditorato delle OO.PP. è il “consolidato orientamento giurisprudenziale”, che considera appartenente al demanio marittimo l’area “normalmente coperta dalle mareggiate ordinarie”.

Primo dicembre 2008: il mare invade la litoranea

Il verbale è controfirmato senza obiezioni dalla Regione Liguria, dal Comune di Sarzana, dal Comune di Ameglia e da Marinella spa.
Dove si sono pescati un orientamento giurisprudenziale (cioè sentenze della Suprema Corte di Cassazione) così favorevole agli interessi di Marinella spa?
Nel verbale non c’è alcun riferimento a sentenze
Quella scelta è stata confermata il 15 dicembre scorso dalla stessa commissione chiamata, per disposizione di una legge del governo Renzi nel giugno 2015, a ridefinire la linea demaniale. Ovviamente neppure questa volta i rappresentanti dello Stato indicano qualche sentenza della Cassazione utile ad avallare la decisione. Omissione non casuale. Il 1 aprile 2015 la prima sezione della Suprema Corte ha pronunciato l’ennesima sentenza Piano Spiagge Limite Demanio Cassazione 1 aprile 2015 nella quale ribadisce “l’indiscussa giurisprudenza” (così scrivono i giudici) secondo cui appartiene al demanio marittimo la spiaggia sottoposta alle mareggiate straordinarie (mentre il lido è la porzione lambita dal mare e interessata dalle mareggiate ordinarie!). Appartiene al demanio anche l’arenile idoneo, anche solo potenzialmente, ai pubblici usi del mare (turistici, servizi alla balneazione ecc.). I giudici richiamano sentenze precedenti della stessa Cassazione, emesse dalle sezioni 1 e 2 nel 2009,  dalla 3 nel 2004, dalla 1 nel 1981,dal Tar  del Lazio nel 2002.
Le mareggiate straordinarie a Marinella raggiungono la strada provinciale.
La spiaggia alle spalle degli stabilimenti è occupata da attività ludiche quali beach volley e calcetto (turismo e balneazione).
I rappresentanti dello Stato, della Regione e del Comune vanno in direzione opposta.

I campi di beach volley e calcetto attività sportive da spiaggia realizzati con soldi pubblici su proprietà privata

Spiaggia privata alimentata con soldi pubblici
Torniamo al verbale del 2010. Il secondo motivo addotto per limitare il demanio a metà spiaggia è che l’arenile alle spalle dei bagni è adibito a beach volley e beach soccer. Oltre a ignorare la Cassazione, i nostri dirigenti pubblici ignorano l’inglese?
Non solo. Ma come si è formato quell’arenile, bagnato dalle mareggiate straordinarie, dove insistono le strutture ludiche?
Ne danno atto i commissari pubblici nel verbale.
Nel 2010 con i soldi dei contribuenti liguri il commissario straordinario, nonché presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando finanziò il ripascimento del litorale di Marinella con la sabbia (fanghi) prelevati dalla foce del Magra. La sabbia fu spalmata su tutta l’area compresa tra la battigia e la strada provinciale. Proprio grazie a quell’apporto sull’arenile furono realizzati campi di beach volley e calcetto al servizio dei bagni (oggi demoliti perché abusivi).
Dunque con i denari pubblici si è realizzato il ripascimento di una vasta porzione di arenile privato? Bel colpo!

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Data
venerdì, 17 giugno 2016

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