Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Declino di Marinella
Lo scaricabarile
(sugli ambientalisti)
di politica e proprietà

I primi due incontri dell’inchiesta pubblica di VAS sul Piano del litorale sono stati l’occasione per rilanciare il logoro luogo comune che quarant’anni di degrado e d’immobilismo a Marinella siano colpa degli ambientalisti, cioè di chi vorrebbe uno sviluppo attento al patrimonio storico e ambientale. Anche se il Comitato Sarzana, che botta! è nato solo sei anni fa e non può farsi carico di quarant’anni di ambientalismo, sentiamo l’esigenza di esclamare: “Il Re è nudo”, collocandoci fuori dal coro dei cortigiani che non vedono le responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute e di Monte dei Paschi prima e di Marinella spa (MdP più le Cooperative Unieco e CCC e le società Condotte) nel lasciare nel degrado l’antico borgo.
Ambiente distrutto da escavazioni, cemento e inquinamento

Chi non ha investito nel borgo?

Marinella aveva tre valori inestimabili: un ambiente favoloso, di buon mare, buona sabbia e ricca pineta; un paesaggio incantevole tra mare e Apuane; un borgo storico forse unico nel paesaggio rurale italiano. L’erosione dell’arenile è stata accelerata dalle escavazioni selvagge del Magra, che i “partiti del cemento” vorrebbero riprendere. La pineta è stata in parte saccheggiata dagli orribili palazzi sul litorale, costruiti per speculazione edilizia e non certo per bisogno di prima casa.  Il mare e l’arenile sono stati disastrati dal limo fangoso dei dragaggi della foce del Magra, che più avvedute amministrazioni (di sinistra) toscane non hanno voluto, e dall’apporto di materiali delle discariche abusive degli anni sessanta e settanta che stanno emergendo, frutto della politica scellerata dei rifiuti delle pubbliche amministrazioni. Un degrado che tiene lontani anche i proprietari di seconde case.
Monte dei Paschi e Marinella spa
potevano ristrutturare le case con una DIA !

Infine il borgo. Quale ambientalista ha impedito a Monte dei Paschi e Marinella spa di mettere mano alla manutenzione straordinaria (che si fa con una DIA) dei bei casolari con le finestre contornate di marmi, magari affidandola a giovani professionisti e ditte sarzanesi? Quale ambientalista ha vietato ai proprietari della Tenuta di convertire i fienili abbandonati, in confortevole villaggio vacanze con piscina e campi da tennis e calcio e giochi per bimbi (che peraltro già esistono, per giunta illuminati e abbandonati al degrado)? Sarebbe o no già questo un business favoloso, la proposta di un turismo di qualità ambientale?
E gli abitanti del borgo, che imprecano contro alcune associazioni ambientaliste, quando mai sono andati dal sindacato inquilini di sinistra, diretto con grande efficacia e vigore da Franco Bravo, a imporre alla proprietà una ristrutturazione ordinaria, dovuta, degli alloggi?

Invece si è preferito lasciar coltivare alla proprietà di Marinella la rendita di posizione, reclamare nuove possibilità edificatorie in un mercato saturo. Una volta il maggiore partito che da anni governa il Comune avrebbe parlato col suo massimo economista, Antonio Pesenti, cattedrattico a Pisa, di rendita parassitaria. Una banca che non investe è una contraddizione in termini. Per colpa degli ambientalisti o per miope valutazione della ricchezza che ha ereditato da un fallimento?

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Data
lunedì, 5 ottobre 2015

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