Sarzana, che Botta!

« Mi rivolto dunque siamo »

Albert Camus


Piano Botta: incerto destino
dei soldi (nostri) erogati dalla Regione

di Carlo Ruocco

Ora che gru e ponteggi vengono smantellati, chi vendeva ancora illusioni sulla riapertura del  cantiere di via Muccini, su una banca pronta a subentrare alla Carige, sull’ultimazione perlomeno di quanto già costruito dev’essere iscritto di diritto nell’albo degli imbonitori o dei ciarlatani.

L'ultima gru

Neanche chi, come il Comitato Sarzana, che botta! e i tremila cittadini che lo hanno sostenuto dalla sua nascita, si è opposto con grande lungimiranza, ha motivo di rallegrasi. Il danno a Sarzana ormai è fatto. Ci terremo gli scheletri per chi sa quanto tempo. L’area sarà sempre più degradata, anche perché il Comune non mostra alcuna intenzione di emettere un’ordinanza per fare almeno rispettare le leggi che impongono obblighi per la gestione dei rifiuti di cantiere.
In questo momento davvero triste per l’immagine della città ci assalgono un po’ d’interrogativi.
Che fine fanno i lavoratori e le imprese locali che hanno prestato la loro opera in questi anni? Vantano crediti? In quale misura? Sono stati totalmente saldati?
Che fine fanno i denari (quasi tre milioni di euro) che la Regione ha già erogato su indicazione del Comune per i 33 alloggi a canone concordato e per il sottopasso di via Murello?
Se le imprese locali, che avevano ottenuto (garante l’allora sindaco Massimo Caleo con grande strombazzamento propagandistico) l’impegno del subappalto del 40 per cento del valore dei lavori, non fossero state saldate, sarebbero diventate una sorta di finanziatori del Progetto Coop. Per la città e la nostra economia oltre al danno, si aggiungerebbe la beffa. Il senatore potrebbe fugarci i dubbi. Sicuramente nella sua posizione possiede informazioni di prima mano dalle Coop.
L’interrogativo sui denari erogati dalla Regione potrebbe ottenere risposta congiunta dal Comune e dalla Regione. Sempre che ritengano i contribuenti sarzanesi “meritevoli” di qualche informazione (corretta). Restiamo in attesa.

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Data
mercoledì, 20 maggio 2015

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