Sarzana, che Botta!

« È anzitutto alla casa di abitazione che occorre rivolgere la massima cura. Se gli uomini vivessero veramente da uomini, le loro case sarebbero dei templi »

Mario Botta, citando Ruskin


Urbanistica
e ambiente
il bluff della politica
dell’ascolto

Il sindaco Alessio Cavarra

Il sindaco non ha tempo di riceverci. In compenso ha annunciato “urbi et orbi” che a ottobre firmerà la convenzione con l’impresa Miranda per la ristrutturazione dell’ex hotel Laurina e con esso della piazza e che a gennaio inizieranno i lavori.  Ha anche dichiarato nelle assemblee delle Consulte del Centro storico e della Trinità che sul progetto della piazza si è svolto un ampio confronto. Con chi? Non con i cittadini. Tanto meno con la Consulta comunale dell’ambiente, costituita pro forma, per dare un tocco ecologico alla sua amministrazione. Sicuramente si è confrontato con l’imprenditore, quasi che la piazza sia privata; altrettanto sicuramente con gli ambulanti del mercato del giovedì, riottosi a trasferirsi da viale della Pace. Forse con i commercianti o con le loro rappresentanze sindacali. Gli ambulanti sono azionisti molto considerati a palazzo civico: pagano il suolo pubblico. I residente pagano Irpef, Tari, Tasi, ma contano come il 2 di briscola nelle decisioni che pesano. Sono solo liberi di mugugnare per le buche, l’erba alta, i cassonetti dei rifiuti lozzi. Il sindaco prende appunti.
Ma se si tratta di discutere il futuro urbanistico di una parte importante della città tra via Muccini e piazza Terzi (piazza Martiri con la dependence dell’hotel Laurina ha un’appendice in via VIII Marzo di quattro piani di cemento nell’unico spazio verde rimasto) allora la “politica dell’ascolto”, di cui il sindaco mena vanto, diventa sorda. I progetti si elaborano nelle segrete stanze con i portatori d’interessi economici. E’ l’urbanistica contrattata con i poteri economici, la propagazione del modello Caleo, che ha favorito il disastro del Piano Botta.

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Data
mercoledì, 8 ottobre 2014

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