Sarzana, che Botta!

« Mi rivolto dunque siamo »

Albert Camus


Stadio Luperi, nuova strada mette a rischio cipressi secolari

di Carlo Ruocco

“Bei cipressetti, cipressetti miei /Fedeli amici d’un tempo migliore/oh di che cuor con voi mi resterei -/ Guardando io rispondeva /oh di che cuore!”

Una fila dei cipressi dello stadio Miro Luperi, cornice romantica e storicaAnche noi vorremmo come Giosuè Carducci restare con i cipressi che adornano lo stadio Miro Luperi dal lato della gradinata a fare da bello sfondo per chi guarda il campo e la Fortezza dalla Tribuna. Ma quei cipressi sono in pericolo per la solita stoltezza umana, pronta a sacrificare la bellezza consegnataci dai nostri avi alle esigenze dell’automobile e degli sportivi (sic!) che hanno bisogno di un parcheggio a ridosso delle strutture, perché duecento passi fanno male alla salute. Quei cipressi sono in pericolo perché il Comune vuole costruire una strada proprio dietro la gradinata, dove oggi i giovani dell’Altetica Sarzana preparano la Campestre provinciale che (gli sportivi sicuramente lo sanno !?!) si corre sullo sterrato.

Ovviamente gli amministratori danno mille assicurazioni. “Nessun  albero verrà abbattuto”. Ma il percorso tra i due filari di cipressi è troppo stretto per contenere passaggio per le auto (e i SUV, visto che molti dirigenti sportivi viaggiano in SUV) e marciapiedi. E poi risulta ai nostri amministratori che lo smog faccia bene agli alberi?
Lo smog non fa bene neppure agli atleti, se è per questo. La nuova strada passerebbe a meno di dieci metri dall’anello della pista di atletica. Diranno che si tratterebbe di traffico scarsissimo. Se così è perché investire qualche centiaio di migliaia di euro per la nuova strada?
“La vogliono gli abitanti di via Paradiso”, dicono in Comune. Ma dagli abitanti è partita una petizione per il no, tanto che nessuna assemblea di quartiere è stata fatta. L’Amministrazione si è limitata a consultare i presidenti delle Consulte di Grisei (Giannoni) e Bradia (Mascellino), sempre allineati con il Palazzo. Non hanno ascoltato neppure i  consigli delle due Consulte (l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Albiente Massimo Baudone è anche assessore alla Partecipazione, n.d.r.).
E se la nuova strada fosse programmata per il futuro palazzetto dell’hockey con relativo nuovo parcheggio a ridosso della struttura sempre perché gli sportivi, si sa, sono allergici ai cento passi?

La strettoia tra la gradinata e il muro di cinta che separa - lato sud/ovest - lo stadio dal greto del Calncandola

Domani, mercoledì, è previsto un nuovo sopralluogo con le società sportive. Alle 13, lontano da occhi indiscreti. Ci saremo. Per vedere e sentire gli “sportivi” quanto amore hanno per la natura e quanto sono disposti a sacrificare i loro piedi per duecento passi (il parcheggio dello stadio è sempre vuoto). Vorremmo anche capire come faranno a superare lo stretto passaggio tra la gradinata e l’attuale muro sul lato ovest: meno di tre metri. Tagliano la gradinata? Vedremo cosa inventerà il tecnico incaricato del progetto, l’ing. Galletto, figlio d’arte, esterno all’Amministrazione.
Ma forse una bella VIA i cipressi e il Calcandola la meriterebbero.

Una seconda fila di cipressi: un tempo era un percorso di allenamento

     Anche un alto pino è a rischio: ingombra il passaggio 

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Data
martedì, 25 febbraio 2014

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