Sarzana, che Botta!

« D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda »

Italo Calvino


Archistar con licenza di violentare la storia

di Laura Lazzarini

Ma alle Archistar è proprio concesso tutto in virtù della loro fama? Anche di recare insulti alla storia, al paesaggio? Lo spunto a questa riflessione ci è venuto da un nostro lettore. Ha proposto alla nostra attenzione un articolo pubblicato sulla newsletter pubblicitaria di una nota marca di prodotti per il riscaldamento. leuk_schloss_02

Cos’hanno a che spartire dei costruttori di caldaie con noi di “Sarzana, che botta!”? Nulla, apparentemente, se non che entrambi siamo “diversamente sensibili” alla maestrìa dell’architetto svizzero nel cogliere lo spirito del luogo (genius loci, come Lui ama ripetere in latino aulico), ove inserire le sue opere.

leuk_recensione_hoval

(cliccare per ingrandire)

In questo caso si tratta di un castello di origini medievali situato nel sud della Svizzera.

Il Castello di Leuk prima della ristrutturazione

Il Castello di Leuk prima della ristrutturazione

Il sito del castello di Leuk

Vista la riuscita dell’intevento, abbiamo pensato di proporre all’architetto svizzero di metter mano anche alle nostre vetustà:

Sant_Andrea_Facciata_SUPPOSTA

La millenaria Pieve di Sant'Andrea

La Cattedrale di Santa Maria

La Cattedrale di Santa Maria

La Cittadella

La Cittadella

La fortezza di Castruccio Castracani

La fortezza di Castruccio Castracani

Vi siete divertiti? La nostra provocazione è volta a suscitare una riflessione sull’anomalia che vive l’architettura contemporanea. Con la complicità dei media si è creata una oligarchia (o casta) di professionisti a cui tutto è consentito, anche di violare l’arte tramandata nei secoli. Professionisti (non solo Botta, beninteso) ai quali è consentito di impartire dotte lezioni sul “genius loci” e operare esattamente in senso opposto. I media amplificano acriticamente il loro predicare, senza mai mettere a confronto il detto col fatto. Avete mai trovato un giornalista che, a fronte dell’ennesimo sermone sullo spirito del luogo, della storia,  abbia chiesto a Botta: Scusi, ma  quale nesso storico c’era tra il grattacielo circolare di sessanta metri progettato per Sarzana e ispirato alle torri dell’acqua del mantovano con la storia ligure e toscana della città?

Informazioni sull'articolo

Data
sabato, 30 aprile 2011

Tags

Lascia un commento