Sarzana, che Botta!

« Quando il committente di una città impone case con un’architettura omogenea , l’esito ci appare sordo: le facciate non rispecchieranno più le diverse inclinazioni del gusto individuale(...) ratio medesima della loro bellezza »

Marco Romano


Colonia Olivetti, le buone idee sacrificate al degrado e alla speculazione

Il viaggio come tema conduttore del recupero e del riutilizzo economico della Colonia Olivetti:

p1040105 è la proposta contenuta nello studio-progetto dell’architetto Giorgio Furter e dell’esperto di marketing turistico dei territori Riccardo Sauvaigne esposto alla “Calandriniana dell’architettura”, aperta dal Comitato “Sarzana, che botta!” in piazza Calandrini 11 per promuovere le idee dei giovani architetti di valorizzazione dei nostri territori.  I due professionisti, entrambi sarzanesi, “profeti fuori patria”, svolgendo con successo la loro attività a Firenze (Furter) e in Emilia (Sauvaigne), avevano redatto la loro proposta nel 2005.

Proposta affascinante: fare della Colonia Olivetti, edificio di architettura razionalista sotto vincolo delle Belle Arti, un contenitore culturale e turistico-ricettivo, comprendendo nei suoi ampi spazi sia un “museo del viaggio e dell’ospitalità” sia una originale e sofisticata struttura ricettiva, facendo tesoro (economicamente parlando) della collocazione sul mare, davvero unica. p1040137 (L’architetto Giorgio Furter)

Oggi la Colonia Olivetti è in condizioni di totale abbandono e degrado, messa all’asta dalla Regione Liguria senza legare la vendita a un progetto definito di recupero. La sua destinazione futura sembra incerta, volendo il Comune fare diventare la struttura merce di scambio nell’ambito del Progetto Marinella con la proprietà della Tenuta. Vicenda davvero singolare, se si leggono i nomi degli enti che nel 2004 patrocinarono (cioè finanziarono) lo studio Furter-Sauvaigne: i Comuni di Sarzana e di Ortonovo e la Regione Liguria. Sembra una fotocopia della vicenda del progetto della STU, la società di trasformazione urbana concepita dal comune per recuperare il vecchio mercato e valorizzare piazza Terzi e le aree ferroviarie dismesse,  progetto finanziato, approvato e abbandonato (anche questo in mostra alla Calandriniana dell’architettura). Un vero spreco di risorse e di idee.

Nelle cinque tavole firmate da Furter e Sauvaigne, che resteranno esposte sabato e domenica dalle 17 alle 19,30, viene sinteticamente ricostruita la storia della struttura e formulate le idee per il suo rilancio. Da un lato l’utilizzo culturale legato al tema del viaggio: un contenitore di mostre d’arte, fotografiche, cinematografiche, incontri con grandi viaggiatori del mondo. Dall’altro l’impiego turistico-ricettivo in una dimensione nazionale e internazionale, valorizzando la collocazione di cerniera tra Liguria e Toscana sospesa tra le 5 Terre, le Apuane e le città d’arte e l’ambiente, le tradizioni della comunità locale. Per quanto concerne la fattibilità economica del progetto Furter e Sauvaigne sostengono la possibilità di un’apertura per 365 giorni l’anno, aprendo il centro museale a università, scuole ed enti di ricerca per trasformare l’attuale edificio fatiscente in un’occasione di sviluppo economico alternativo ai centri commerciali, che ormai rivelano tutti i loro limiti.

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Data
venerdì, 7 gennaio 2011

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