Sarzana, che Botta!

« Quando il committente di una città impone case con un’architettura omogenea , l’esito ci appare sordo: le facciate non rispecchieranno più le diverse inclinazioni del gusto individuale(...) ratio medesima della loro bellezza »

Marco Romano


Il piano Casa è legge. Costruire è più facile

Liguria, il piano Casa è legge. Ora costruire è più facile

Articolo tratto da Il Secolo XIX a firma di Bruno Lugaro

Con 16 voti a favore, uno contrario, quello di Nicola Abbundo (Pdl), e cinque astenuti – i consiglieri di Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani – è stato approvato ieri pomeriggio, dopo una seduta fiume del consiglio regionale, il piano Casa della Liguria.

Intitolata “misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio”, la legge ricalca la proposta della giunta regionale con alcune modifiche che non ne stravolgono l’impianto.

Come annunciato dalla maggioranza, nessun emendamento per estendere anche ai manufatti produttivi è passato.

Il centrodestra, che chiedeva l’aumento delle possibilità di ampliare gli edifici, ha abbandonato l’aula prima dell’inizio delle votazioni.

Tutti gli emendamenti presentati dal centrodestra sono stati respinti. Alla votazione sono stati presenti i due consiglieri dell’Udc, Rosario Monteleone, e Luigi Patrone, che però non hanno votato perché volevano rinviare la pratica a dopo le elezioni.

Per la giunta è intervenuto Carlo Ruggeri, assessore all’Urbanistica, che ha ricordato la possibilità di ampliare gli edifici da riqualificare del 20% nel caso di case di piccole dimensioni e del 10% per quelle più grandi e la possibilità di demolire edifici fatiscenti o collocati in zone inadatte e di ricostruirli con un premio: «Abbiamo fatto delle scelte a favore dei piccoli e della riqualificazione degli edifici, abbiamo guardato a criteri di equità e qualità – ha detto Ruggeri – Diamo la possibilità ai Comuni di prendere delle decisioni perché in Liguria ci sono situazioni particolari di cui occorre tenere conto. Contrariamente a quanto veniva chiesto da alcuni, abbiamo consentito di ampliare solo gli edifici residenziali e quelli socio assistenziali e socio educativi. Non abbiamo consentito la possibilità di interventi a edifici non residenziali perché stravolgerebbero gli obiettivi di qualità che la legge si prefigge».

Come detto, astenuti i consiglieri di Rifondazione, che hanno ribadito la loro posizione volta a «limitare il danno rispetto al decreto del governo nazionale»; soddisfatta Cristina Morelli (Verdi): «Grazie agli emendamenti bloccati, si è evitata una ulteriore colata di cemento sul territorio della Liguria».

Nei giorni scorsi, Roberto Della Seta, di Legambiente, e capogruppo del Pd in commissione Ambiente al Senato, aveva definito il piano Casa della Liguria «il peggiore d’Italia» e aveva contestato al proprio partito di avere settori legati al cosiddetto “partito del cemento”.

Il presidente dell’associazione dei costruttori edili liguri, Roberto Principe, si è detto «deluso» dal piano Casa approvato dal consiglio regionale ligure: «È un ulteriore, deludente segno della particolarità ligure. Siamo delusi perché gli interessi di centinaia di lavoratori e imprese non sono stati considerati. Misure che nelle regioni confinanti vengono approvate senza scontri, scatenano in Liguria guerre di religione»; secondo l’Ance, «le attività produttive meritavano maggiore considerazione: la proposta di emendamento che consentiva l’ampliamento in caso di miglioramento delle condizioni di lavoro e della capacità di produzione dell’azienda era ragionevole e utile».

Qui l’articolo del SecoloXIX on line

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Data
venerdì, 30 ottobre 2009

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