Sarzana, che Botta!

« Quando il committente di una città impone case con un’architettura omogenea , l’esito ci appare sordo: le facciate non rispecchieranno più le diverse inclinazioni del gusto individuale(...) ratio medesima della loro bellezza »

Marco Romano


Ai costruttori spezzini il 40 % del Piano Botta. O bere o affogare

Alla realizzazione della parte privata del ”PROGETTO Botta” lavoreranno anche le aziende spezzine. In una misura ben inferiore al 50 per cento. Ma lavoreranno. Questo è il contenuto  dell’accordo siglato tra l’associazione regionale  della Abitcoop, aderente alla Lega delle Cooperative e il gruppo  spezzino dell’Ance, Associazione nazionale  costruttori edili. L’accordo sottoscritto da Luciana Arcangeli (Abitcoop) e Marco Ferramosca (Ance) prevede  che le cooperative affidino  la realizzazione del 40% dei lavori dell’intervento di  via Muccini a imprese iscritte ad Ance  La Spezia.
L’accordo può essere visto come un bicchiere mezzo pieno o un bicchiere mezzo vuoto.
E’ mezzo pieno per il sindaco di Sarzana Massimo Caleo, che ha sempre sostenuto che  «La riqualificazione di via Muccini  sarà una grandissima occasione di lavoro  per tutti gli operatori di casa nostra ». E ovviamente per i sottoscrittori. Per Luciana Arcangeli «oltre a segnare un punto  d’incontro innovativo fra soggetti che  rappresentano importanti e significative realtà del  settore abitativo, l’intesa si  inserisce nella logica del “Patto  per lo Sviluppo” sottoscritto nello  scorso aprile. Un progetto  condiviso sia dalla Lega delle Cooperative  che dalla stessa Ance». Per Marco Ferramosca si tratta addirittura «un’intesa di valenza storica, perché sono state  superate alcune difficoltà di rapporto  evidenziatasi negli anni scorsi fra la  cooperazione di abitazione e l’imprenditoria  locale». Ferramosca ha anche sottolineato  «le ricadute  economiche e occupazionali per gli  imprenditori e i lavoratori locali».
La posizione degli imprenditori locali è comprensibile: in questo contesto politico dove si scrive spudoratamente in una delibera di giunta che una variante al Piano di via Muccini “si rende altresì necessaria a fronte della proposta del soggetto privato” di cambiare le architetture, o si beve quel che resta nel bicchiere, o si affoga.
Il bicchiere può essere visto anche mezzo vuoto. Fino ad oggi gli interventi edificatori in via Muccini erano stati realizzati per la maggior parte da imprenditori radicati al territorio. Almeno una parte dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese si sperava potessero essere reinvestiti in città o in vallata. Con la Variante ispirata (o addirittura dettata?) da imprese della Lega delle Cooperative, come si legge chiaramente nella delibera di giunta del giugno 2007, la proporzione s’inverte. Non si può neppure dire “è il mercato bellezza”, perché le regole del libero mercato, almeno nei paesi di lunga tradizione democratica, non prevedono che un Comune decida di cambiare un piano territoriale in base ai desideri di un gruppo economico, né che ne affidi la redazione al professionista dell’impresa. Ad Anversa (Belgio), uno dei tanti esempi, il piano regolatore è stato assegnato tramite concorso all’urbanista italiano Bernardo Secchi, non all’architetto di un grosso gruppo imprenditoriale belga.

abitcoop

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Data
sabato, 19 settembre 2009

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