Sarzana, che Botta!

« l’urbanistica degli imprenditori. Essi pensano e realizzano, senza nasconderlo, per il mercato, in vista di un profitto. La novità, il fatto più recente, è che essi non vendono più alloggi o immobili, ma urbanistica. Con o senza ideologia, l’urbanistica diventa valore di scambio »

LeFebvre (1968)


I giornali e l’azione del Comitato: La Nazione

Il «Comitato» dà battaglia:
«Non ci fermiamo»

IDEA – Il sindaco propone un tavolo tecnico per ulteriori chiarimenti

U N RICORSO al Tar per mettere il bastone fra le ruote del Progetto-Botta. Come facilmente immaginabile il «Comitato Sarzana che Botta» non intende arrendersi pur di fronte all’approvazione della variante in sede di consiglio comunale. E così nell’assemblea pubblica dell’altra sera alla sala della Repubblica (presenti una quarantina di persone) è emersa la volontà di proseguire la battaglia, sia con un ricorso al Tar sia «sommergendo» il consiglio comunale con una marea di osservazioni al progetto. Non solo, l’idea sarebbe quella di far firmare il ricorso al tribunale regionale da Legambiente, soggetto riconosciuto a livello nazionale e inserito nel Comitato. Secondo quanto sottolineato nell’assemblea dall’ex giudice Rodolfò Attinà al centro del ricorso ci sarebbe la mancata richiesta da parte del Comune del parere dell’ex genio civile riguardo il piano, prassi a quanto pare obbligatoria essendo Sarzana in area sismica. Ma azioni legali sono state annunciate anche dal presidente regionale di Legambiente Stefano Sarti «perchè il piano non è stato sottoposto a Vas». Nel corso della serata i cittadini hanno poi esposto le loro perplessità sulle scelte, in particolare sulla viabilità della zona di Via XXI luglio; contestata anche la commissione territorio accusata di «aver parlato solo di traffico e non di volumetrie». Parole di critica sono arrivate da Corrado Cuciniello, Miria Forcieri, Valerio Galazzo, dal presidente provinciale di Legambiente Alessandro Poletti e dall’architetto Gianfranco Damiano («il sindaco deve rispondere ai cittadini, tenendo conto del bene della città») mentre per il Comitato Carlo Rucco ha sottolineato come l’interlocutore sia «il Comune, non un partito» e la giovane Roberta Mosti ha illustrato il ricorso appena inviato alla Commissione Europa e le modalità per presentare le osservazioni al consiglio comunale. Ma a proposito della Torre, il portavoce Roberto Mazza ha annunciato l’apertura del sindaco a un tavolo di concertazione con il comitato, oltre all’intenzione di non costruire più la Torre. «Il consiglio comunale — chiarisce però il sindaco — ha fatto un emendamento in cui si chiede al progettista di rivedere la parte pubblica: la Torre non ci sarà più, ma si parlerà di una nuova proposta che terrà conto dei suggerimenti (e delle inquietudini) emersi dalla città e che io come sindaco ascolto sempre». Stesse volumetrie quindi, ma disposte in maniera diversa. «Il ricorso al Tar? Ognuno è libero di fare quel che vuole. La verifica sismica viene però fatta dalla Provincia non sul piano ma al momento della presentazione dei progetti esecutivi. Quanto al tavolo di concertazione, si tratterebbe di un incontro «nel quale il sottoscritto e i tecnici del Comune daranno tutti i chiarimenti del caso ai rappresentanti del Comitato e quindi ai cittadini. Il Progetto però non è in discussione».

Claudio Masseglia

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Data
martedì, 14 aprile 2009

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