Sarzana, che Botta!

« Quando il committente di una città impone case con un’architettura omogenea , l’esito ci appare sordo: le facciate non rispecchieranno più le diverse inclinazioni del gusto individuale(...) ratio medesima della loro bellezza »

Marco Romano


Come si progetta in Svizzera

Fabrizio Dei, che già ha collaborato con il Comitato, ci regala uno dei tanti esempi di progettazione urbana portata avanti con i criteri del concorso e della partecipazione.

Succede in Svizzera.

A Basilea, nel sobborgo di Erlenmatt, in un’area di 19 ettari un tempo appartenente alle ferrovie tedesche e che veniva utilizzata per il traffico dei containers sta emergendo un nuovo quartiere. A partire dal 1996, dismessa l’attività, sono stati banditi i primi concorsi per la progettazione nell’area di un intero quartiere di 700 appartamenti, con annesse scuole, asili, servizi, centri spesa, negozi, spazi per il tempo libero ecc. Un elemento importante del progetto è l’allestimento di una zona verde centrale di 8 ettari, deciso con votazione referendaria, pratica frequente in questo paese. Un’occhiata ai piani e alle immagini danno l’idea della qualità del progetto. Ad esempio, per evitare che due assi stradali posti al confine con l’area producano troppo rumore, il progetto prevede di disporvi in parallelo gli edifici delle attività terziarie e i centri spesa, con funzione di barriera acustica per gli edifici abitativi retrostanti. Tutto ci parla di una progettazione attenta ai bisogni del residente. Ma l’esperienza va segnalata per un altro motivo. La progettazione avverrà “Stück per Stück”, un pezzo alla volta. Per facilitare l’integrazione del nuovo quartiere con il resto della città e per evitare che ampie parti di un terreno così vasto rimangano inutilizzate in tutta la fase di realizzazione del progetto, esse sono state offerte alla cittadinanza per sviluppare le attività più svariate, di interesse pubblico o privato, sia all’aperto con piste ciclabili, percorsi pedonali, zone per giardinaggio, piccoli parchi di fauna e flora locali, mercatini rionali, mostre, spettacoli, ecc.; oppure al chiuso, in locali organizzati dentro a costruzioni assemblate con containers (guardate la foto allegata!). La stessa “Kantine” (ex bar e ristorante dei ferrovieri, situato in un vecchio edificio) è diventata un locale pubblico frequentatissimo, la cui produzione culturale fa oramai parte della programmazione cittadina.

Le iniziative che riusciranno a radicarsi avranno plausibilmente uno spazio nelle progettazioni successive (quello che si può vedere adesso è solo un progetto di massima). Il tempo di realizzazione del quartiere si allunga in questo modo di parecchio, i responsabili di tutta l’operazione parlano di circa 20 anni, ma il risultato certo sarà quello di avvicinare gli spazi del nuovo quartiere alla vita dei cittadini e di integrarlo progressivamente nella città fin dalla sua realizzazione.

Consiglio i lettori di guardare le foto proposte (ve ne sono anche nel sito indicato, ne trovate altre in internet). Quanta attenzione, quanta ricchezza progettuale, quanti spazi di relazione che si animeranno di vita reale! Non voglio mitizzare questa vicenda. Ci sono state anche voci polemiche. Ad esempio, i consiglieri comunali del partito dei verdi hanno fatto presente che i primi inquilini andranno ad abitare in un contesto ancora incompleto dal punto di vista dei servizi. La stessa realizzazione del parco ha tempi molto più lunghi di quella di un edificio (questo i paesaggisti lo sanno bene: gli alberi sono organismi, non sono oggetti!). Ma tutto questo è il risultato di un dialogo permanente fra tutti quelli che hanno una voce in capitolo: l’amministrazione della città, l’impresa immobiliare, la progettazione, i clienti, la popolazione.

Questa esperienza farà scuola e ci pare un utile riferimento metodologico per l’amministrazione di Sarzana e per la cittadinanza. Una sorta di “débat public” applicato all’edificazione di un quartiere, dove il cittadino è finalmente una persona in carne e ossa, dove la partecipazione non avviene solo con la libera espressione delle opinioni, ma con la rivendicazione concreta di spazi, di pezzi di territorio dove realizzare iniziative di interesse pubblico e privato, dove è importante non solo quello che si pensa, ma anche quello che si fa.

Fabrizio Dei, St.Gallen (CH), 10.03.09


Questo è il sito della società immobiliare.

Ci trovate anche la webcam che vi illustra lo stato di avanzamento dei lavori.

Se su Google cercate Erlenmatt Basel, troverete molte altre immagini.

Fabrizio Dei

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Data
giovedì, 12 marzo 2009

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