Sarzana, che Botta!

« Abitare viene prima di costruire »

Mario Botta, citando Heidegger


A Sarzana vogliono costruire un grattacielo!

“Dove va Sarzana? Perché vuole concentrare nel suo esiguo ambito densità commerciali ed abitative, che con il grattacielo farebbero scoppiare il territorio e vanificare anche quel poco di qualità della vita residuale?”. Così scriveva nel febbraio 2008, un anno prima della costituzione del comitato, Roberto Galli, presidente di SIB Confcommercio della Spezia, ad un quotidiano che decise di non dare spazio al suo appello. Lo facciamo noi, ora.

Chi avrebbe detto che l’antica contrada, che ha fatto torre incubodi tutto per accreditarsi come il luogo della tradizione, della memoria e delle antiche testimonianze sarebbe stata ghermita dalla voglia di futuro? Proprio qui, dove va per la maggiore l’antiquariato e l’immagine che trionfa è quella della riscoperta dei segni del passato, degli antichi sapori e delle antiche sensazioni, sorgerà un mostro di cemento ed acciaio, in stridente e visibile contraddizione con la filosofia del borgo. La Cittadella, i torrioni, i luoghi dove si conservano antichi scritti e reliquie, le antiche vie, le tradizionali botteghe, l’ antiquariato, hanno permesso a questa cittadina di qualificarsi e pretendere un posto di attrazione della nostra provincia. Posto riconosciutole anche dai cittadini delle zone limitrofe, che non si lasciano scoraggiare dalle consuete peregrinazioni alla ricerca di un parcheggio sempre più illusorio. Sembra quindi che Sarzana sia in bilico tra una storia ed una identità conquistata con fatica, e la modernità ed il progresso che si respirano, ad esempio, nelle sfilate di negozi e super market sulla variante, o nel progetto di ristrutturazione dell’albergo Laurina, che prevede una specie di tunnel avveniristico che attraverserà tutta la struttura per congiungere idealmente le due anime della città sempre più divisa tra vecchio e nuovo. Certamente un altro esempio del nuovo che avanza (?) sarà il grattacielo che svetterà oscurando i Torrioni. Non dimentichiamo, poi, che su Sarzana si dovranno abbattere nuove strade, come la complanare e la terza corsia dell’autostrada, a complicare ancora una situazione già ingarbugliata. Dove va Sarzana? Perché vuole concentrare nel suo esiguo ambito densità commerciali ed abitative, che con il grattacielo farebbero scoppiare il territorio e vanificare anche quel poco di qualità della vita residuale? Sarò monotono, ma sono costretto a ricordare che per permettere sviluppo che vada di pari passo con sostenibilità occorre che Sarzana allarghi finalmente i propri orizzonti e si apra alle periferie. E’ lì, in zone che non hanno nessuna identità da distruggere ma soltanto un futuro da costruire, che si deve intervenire, per far convivere tradizione ed innovazione senza che si elidano a vicenda. Tra le periferie, chiaramente, un posto di primo piano spetta a Marinella, con il progetto omonimo. Questo potrebbe dare a Sarzana quel prestigio che gli amministratori inseguono, progettando improbabili grattacieli e tunnel incomprensibili e creando residenze a ridosso di una variante sempre più invivibile, invece di cercare in tutti i modi di impedire che Marinella imputridisca tra degrado e zingari !

Roberto Galli presidente SIB Confcommercio La Spezia

(lettera del 28 febbraio 2008 inviata ad un quotidiano locale, ma mai pubblicata)

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Data
venerdì, 1 febbraio 2008

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