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	<title>Sarzana, che Botta! &#187; Territorio</title>
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		<title>Consumo di territorio: Liguria speculazione record. Altro che Sud</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 23:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale, per far capire dove sta andando il Bel Paese. Tra le vittime future di "ambientalisti pentiti" e colossi del mattone, c'è la nostra piana di Marinella e il fiume.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale per far capire dove stanno andando questo Bel Paese e la nostra Vallata.</p>
<div id="attachment_6864" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6864" title="Dossier Consumo di Suolo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.jpg" alt="Dossier Consumo di Suolo" width="400" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per visualizzare il dossier</p></div>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Il <a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank">rapporto di Legambiente</a> è fondato su cifre. I numeri parlano. Andate a vedere la Liguria. Ormai detiene il record i cemento per metroquadro praticabile (cioè al netto delle zone montane e scoscese).</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Non paghi, Burlando e Caleo stanno variando il Piano normativo del Parco Magra per consentire di mettere l&#8217;acqua dove c&#8217;è la terra. E&#8217; il cavallo di Troia per le superdarsene circondate dal cemento delle infrastrutture e delle seconde case per nababbi padani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg"><img class="size-full wp-image-6914 aligncenter" title="evoluzione" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg" alt="evoluzione" width="628" height="456" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6915" title="Masterplan2009" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg" alt="Masterplan2009" width="418" height="576" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6916" title="planimetria_aerea" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg" alt="planimetria_aerea" width="650" height="437" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6917" title="scenari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg" alt="scenari" width="650" height="470" /></a></p>
<p>Sbagliamo se ricordiamo che Massimo Caleo, quando era presidente del Parco Magra e si vantava di essere un ambientalista, aveva votato un Piano normativa che prevedeva l&#8217;esatto contrario? Poi è arrivata Monte dei Paschi con l&#8217;immancabile colosso Unieco (di cui Fassino al telefono potrebbe dire &#8220;Abbiamo una banca e un colosso dell&#8217;edilizia!&#8221;), presentano il progetto di Marinella e lui, diventato sindaco, cambia opinione. Trasforma la terra in acqua. I miracoli del business, a cui il Nostro Sindaco sembra molto sensibile (Botta docet).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutela del paesaggio: le strade della Regione lastricate di buoni propositi</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2008 in un meeting della Regione sul paesaggio il direttore Lorenzani enunciava i principi per mantenere le specificità dei luoghi. Mentre parlava, Botta e la Lega Coop omologavano Sarzana a Treviso e Lugano. La Regione cede ai poteri forti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Silvia Lanfranchi</strong> e <strong>Sara Frassini</strong></p>
<div id="attachment_6235" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/botta.jpg"><img class="size-full wp-image-6235" title="botta" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/botta.jpg" alt="Via Muccini vista da Botta" width="150" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">Via Muccini vista da Botta</p></div>
<div id="attachment_6233" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/piarulli.jpg"><img class="size-full wp-image-6233 " title="piarulli" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/piarulli.jpg" alt="Via Muccini vista da Piarulli" width="150" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">Via Muccini vista da Piarulli</p></div>
<p>Nel 1998 le prescrizioni tassative della Regione Liguria al Piano Regolatore parlavano chiaro: nell&#8217;area Progetto 3 (via Muccini e piazza Terzi) nelle nuove costruzioni in progetto andava assolutamente rispettata la tipologia architettonica ligure (tetti a falde e colore in facciata, logge e terrazzi). La Regione impose la prevalenza dei tetti a falde (ben l&#8217;80 per cento), cosa che troviamo puntualmente nei palazzi già realizzati o in via di ultimazione in Via Muccini cioè l&#8217;ex Biava, l&#8217;ex Vetraia e l&#8217;ex palazzo dei Carabinieri (tetti a falde, facciate intonacate e colorate secondo la tradizione ligure, prevalenza di logge sui terrazzi a sbalzo erano già nei disegni di Gino Piarulli).</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/04/meeting.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6092" title="meeting" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/04/meeting.jpg" alt="meeting" width="400" height="250" /></a>Dieci anni dopo, nel 2008, mentre il direttore generale del dipartimento territoriale, Franco Lorenzani, teneva a Genova un meeting sul paesaggio ligure, proponendo un seguito operativo, attraverso azioni specifiche volte a correggere e migliorare le scelte degli enti, il comune di Sarzana intraprendeva un breve iter di Variante al PRG del &#8216;98, ignorando completamente quelle poche prescrizioni imposte dalla regione negli anni precedenti.</p>
<p>Abbiamo riletto gli atti di questo Meeting  perchè è un passaggio, diceva lo stesso Lorenzani, direttore generale del Dipartimento di urbanistica della Regione, <em>organizzato non per mettere in scena buoni propositi, ma per assumere impegni precisi</em>. Concretizzarli ci sembra però l&#8217;unica strada che permette a questa raccolta di idee di non rimanere banali “buoni propositi” o peggio delle &#8220;buffonerie&#8221;, come direbbero i francesi.</p>
<p>Vediamo cosa sosteneva proprio Lorenzani mentre Mario Botta stravolgeva l&#8217;immagine di Sarzana con i suoi cubi di mattoni rossi, i tetti piani e i palazzi ad arco retto già realizzati in mezzo mondo. Per non intaccare quel precario equilibrio mantenuto dalla riviera del levante (rispetto al ponente) &#8211; scriveva Lorenzani (in corsivo le sue affermazioni più rilevanti) &#8211; è importante intervenire dettando linee guida, diversificate per ogni zona, con particolare attenzione verso “il paesaggio”, <em>inteso come paesaggio nella sua componente percettiva</em>, che ha come caratteristica principale <em>“le diversità”.</em></p>
<p><em>Agire per la qualità del paesaggio vuol dire dunque,</em> secondo Lorenzani,<em> impegnarsi a mantenere queste diversità, le specificità che fanno i “tanti paesaggi”, ciascuno con le sue ricchezze,  la sua storia e le sue contraddizioni. </em>Proprio come Sarzana!!</p>
<p>Lorenzani sottolinea come sia l&#8217;amministrazione regionale si debba assumere il compito di scegliere tra interventi sostitutivi ed interventi aggiuntivi, ma sono i progettisti a dover collaborare con la Regione per <em>l’approfondimento delle alternative possibili. Fermarsi ad indicare ciò che sarebbe bene fare come scelta ottimale (e, tanto peggio, fermarsi a dare forma tecnica alle aspettative del committente) non aiuta molto.</em></p>
<p><em>In Liguria tutto ciò che di nuovo si realizza è di immediata visibilità da tutte le angolature, da sopra e da sotto. La responsabilità di chi progetta in questo territorio ad esposizione “tridimensionale” è enorme. Non ci si può nascondere nelle nebbie o perdersi dietro le file di altre costruzioni</em>.<em> </em></p>
<p>Teniamo bene a mente quest&#8217;ultimo concetto mentre facciamo uno sforzo di immaginazione: pensiamo all&#8217;impatto delle costruzioni in progetto per Via Muccini .</p>
<p><em>I progettisti devono prendersi tutto lo spazio e tutta la responsabilità necessari. Devono anche al loro interno, insomma, alzare un po&#8217; la testa rispetto a quella che rischia di diventare l&#8217;immagine deformata <strong>di un mondo professionale diviso fra grandi firme, che hanno invenzioni geniali e a cui tutto è permesso</strong>, e il un numero ben più diffuso dei “professionisti normali”, che fanno un pò quello che possono, schiacciati fra regole, burocrazia e pretese dei committenti.</em></p>
<p>Non sembra parlare proprio del caso sarzanese? Della grande firma Mario Botta a cui tutto è premesso? Una grande firma a cui è permesso perfino l&#8217;utilizzo di un materiale di finitura non ligure. Perfino le finestre non liguri. Perfino la prevalenza di tetti piani.</p>
<p><em>E’ in dubbio che anche le opere pubbliche non si sottraggono alla critica di essere, spesso, offese del paesaggio</em>, continua Lorenzani. <em>Questo significa che per quanto riguarda le opere pubbliche, dobbiamo mettere in campo un cambiamento di rotta, in nome di una nuova qualità. Sul rapporto fra i nostri finanziamenti e opere pubbliche, c’è bisogno di un impegno forte e costante per la qualità del progetto</em>.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/10/2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3980" title="2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/10/2.jpg" alt="2" width="400" height="267" /></a>Ma allora, se dopo aver letto questi interventi, risulta evidente che il “Piano Botta” non risponde  a nessun criterio di tutela del paesaggio ligure esistente, come potrà la Provincia, cioè l&#8217;Ente pubblico preposto all&#8217;approvazione del Piano su delega della Regione, ignorare tutte questi concetti e approvare il Piano Botta così com&#8217;è, in tutta la sua violenza culturale e architettonica sul territorio tale da trasformare una grande fetta del centro di Sarzana in un omologo quartiere di Treviso, Sesto San Giovanni o Lugano? E come potrà la Provincia ignorare le prescrizioni della Regione del 1998? Saprà dimostrare di non essere subalterna agli interessi del grande gruppo cooperativistico privato che ha imposto i nuovi disegni della città attraverso l&#8217;uso della grande firma?</p>
<p>Vediamo se i nostri amministratori, anche ai più alti livelli, vogliano smentire la vulgata che di fronte alla forza degli interessi di grandi gruppi privati è molto più facile fare chiacchiere che mettere in atto quei famosi <strong>“buoni propositi”.</strong> Per questo scriveremo alla Regione e alla Provincia per richiamarli ai <strong>loro principi</strong>.</p>
<p>(intervento Lorenzani: <a href="http://www.liguriapaesaggio.it/Atti/018-024.pdf" target="_blank">prima parte</a>)</p>
<p>(intervento Lorenzani: <a href="http://www.liguriapaesaggio.it/Atti/025-031.pdf" target="_blank">seconda parte</a>)</p>
<p>(<a href="http://www.liguriapaesaggio.it/" target="_blank">link al sito</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spezia e i grattacieli sul mare. In un video il vademecum Forcieri per il confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 01:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Video]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nove mesi orsono Lorenzo Forcieri a Sarzana chiedeva al sindaco Caleo di ripensare il piano Botta, progetto estraneo alla città, e di ascoltare il Comitato di cittadini. Ecco il filmato. Un vademecum utile per dialogare sul Waterfront del porto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due anni dopo la presentazione del master plan del progetto Botta la recita del finto confronto tra amministratori e città rischia per ripetersi alla Spezia per il nuovo waterfront del porto. I protagonisti sono diversi. Ma la sceneggiatura ha i contorni della farsa già vista. Da un lato l&#8217;Autorità Portuale decisa ad andare avanti sul ridisegno del fronte a mare, ma attenta a dare un&#8217;immagine dialogante, l&#8217;Amministrazione comunale ufficialmente incline al confronto: entrambe paiono però poco propense a mettere in discussione il progetto. Insomma come il sindaco Caleo a Sarzana: dialogo sì, ma poi si fa così. Dall&#8217;altro lato le associazioni ambientaliste e i comitati che si oppongono, immediatamente battezzati &#8220;Il partito del no&#8221;, perché non disegnano una proposta alternativa.</p>
<p>Come per il Piano Botta il trucco c&#8217;è e si vede. Il confronto viene aperto su un master plan, che tale non è. Render con palazzi e infrastrutture rappresentate fuori scala, nessun dato tecnico significativo, nessun ragionamento sugli obiettivi del Piano (volumi residenziali e ricettivi, spazi per la città, continuità col fronte a mare esistente ecc.) e sulla coerenza delle soluzioni adottate.</p>
<p>Questa volta però c&#8217;è una possibilità che non si ripeta la sceneggiata che riduce la partecipazione a un fatto burocratico e formale, usata più per ricevere consenso che non contributi critici, dove associazioni, comitati e cittadini sono chiamati a discutere su carte che non hanno alcuna valenza tecnica e su cifre ballerine. Questa possibilità è racchiusa in un video girato il luglio dell&#8217;anno scorso a Sarzana in piazza Luni nel corso di una manifestazione del Comitato Sarzana,  che botta! In quel video Lorenzo Forcieri, presidente dell&#8217;Autorità Portuale, intervenendo come illustre cittadino sarzanese, detta un decalogo sulla partecipazione e sul ruolo del buon amministratore al sindaco Caleo. E&#8217; un vademecum che può essere utile oggi allo stesso Forcieri, al sindaco Federici e alle organizzazioni ambientaliste per avviare un percorso di confronto non demagogico.</p>
<p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="600" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6TRPgnOwkMo&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/6TRPgnOwkMo&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="600" height="400" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span><br />
Lorenzo Forcieri</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Magra, assalto alla diligenza per l&#8217;oro grigio</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fiume Magra? Una grande diligenza che trasporta oro per l'edilizia. E come nel Far West c'è chi vorrebbe dare l'assalto alla diligenza, in nome del popolo alluvionato. La colt sono i dragaggi. Con quali conseguenze?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Era il 1968 quando il fiume Magra in piena si portò via il ponte di Romito Magra. Nessuno ebbe dubbi nel puntare l&#8217;indice sulle escavazioni selvagge di ghiaia che avevano abbassato il letto e tolto l&#8217;appoggio ai piloni. Iniziò una dura battaglia per bloccare le escavazioni e consentire al fiume di riacquistare la sua altezza naturale, anche perché nel frattempo a valle avanzava il cuneo salino e molti terreni diventavano improduttivi.  2009: il fiume in piena fa franare una campata del ponte della Colombiera. Come nel 2000 Fiumaretta, Cafaggio, Bocca di Magra vanno sott&#8217;acqua. Ma questa volta il messaggio viene capovolto. &#8220;Occorre dragare il fiume per evitare catastrofi&#8221;. E chi, come Legambiente e le altre organizzazioni ambientaliste, si oppone al dragaggio, cioè alle escavazioni di ghiaia, ricordando catastrofi precedenti, si trova sul banco degli imputati: nemici del popolo alluvionato.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Dragaggio unica alternativa?</strong><br />
Sembra che le alternative siano : o si draga, ignorando le conseguenze del cuneo salino che sale dal mare (l&#8217;acqua salata è più pesante e, se si abbassa il letto del fiume, s&#8217;incunea sempre più in alto, fino a Battifollo dove ci sono i pozzi Acam) e le conseguenze sulle infrastruttre (ponti) o si alzano argini di quattro metri, deturpando il paesaggio e trasformando il fiume in un canale oppure centinaia di case e di attività vanno sott&#8217;acqua.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Il &#8220;partito dei dragaggi&#8221; si prepara a una grande abbuffata (di inerti). C&#8217;è chi ha già fiutato il business e progetta una società mista con capitali pubblici e privati per gestire le escavazioni, cioè lanciarsi sulla diligenza, chiamata Magra, per catturare l&#8217;oro costituito dagli inerti e rivenderlo alle imprese di costruzioni. Ovviamente in nome della sicurezza idraulica della piana del Magra e l&#8217;incolumità delle popolazioni. La tutela dell&#8217;ambiente, delle risorse idriche per costoro sono un dettaglio trascurabile. La presenza di Bertolaso con i suoi poteri speciali viene vista come un&#8217;opportunità per superare i cavilli e le resistenze degli ambientalisti.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Servono interventi razionali e trasparenti</strong></p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong> </strong>In tale contesto più che di procedure d&#8217;urgenza, che come dimostrano le inchieste in corso in altre città d&#8217;Italia, nascondono spesso il malaffare, c&#8217;è bisogno di trasparenza e di risposte efficaci nel perseguimento degli obiettivi: il miglior risultato in fatto di sicurezza, il minor danno per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Allora perché non mettere al bando la demagogia, rileggere i documenti redatti in tempi non sospetti dall&#8217;Autorità di bacino? Hanno il pregio della razionalità e della competenza. Possono essere un punto di incontro tra amministrazioni e ambientalisti, lasciando fuori dalla porta i fautori &#8220;del business per il business&#8221; e l&#8217;ambientalismo parolaio.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Le &#8220;colpe&#8221; di Legambiente per gli assalitori della diligenza</strong></p>
<p><strong>Questa volta la colpa di Legambiente sarebbe la sua contrarietà ai dragaggi.</strong><br />
Ma il comunicato di Stefano Sarti e Alessandro Poletti, rispettivamente Presidente e Responsabile Aree Protette e Assetto Idrogeologico di Legambiente Liguria, smentisce questa dicerìa (vedere in calce).</p>
<p><strong>Il fiume ha bisogno di rimozione di sovralluvionamenti</strong>, la cui necessità sia dimostrata da accurati studi scientifici approntati dall&#8217;ente preposto (l&#8217;Autorità di bacino).</p>
<p><strong>NON DEVE INVECE ESSERE SOTTOPOSTO a</strong> quelli che la Provincia della Spezia chiama dragaggi, ma che in realtà sono escavazioni che rievocano i danni ambientali perpetrati dagli anni &#8216;50 fino alla nascita del Parco Fluviale nel 1982.</p>
<p>(<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a href="../2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/">vedere qui un caso precedente</a>).</span></span></span></p>
<h4><span style="font-weight: normal;">L&#8217;intenzione manifestata dall&#8217;Amministrazione provinciale di rivendere i materiali frutto delle escavazioni per finanziare le opere di riassetto del fiume è a dir poco rischiosa.</span></h4>
<div id="attachment_5727" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/piloni.png"><img class="size-medium wp-image-5727" title="piloni" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/piloni-300x180.png" alt="piloni" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">i piloni del ponte sul fiume Magra, visibili alla base a causa delle escavazioni</p></div>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Il Magra contiene in sé una<strong> riserva “d&#8217;oro”, i materiali del suo alveo</strong>, che lo ha reso in passato preda degli appetiti di aziende incuranti del <strong>dissesto provocato dall&#8217;abnorme allargamento e approfondimento del fiume</strong>, con buche profonde perfino 15-20 metri. Vi siete mai chiesti come mai la base dei piloni del ponte sono visibili? (foto da una pubblicazione di Legambiente del 2007 &#8211; <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2007/1004_VIII_congresso/relazioni/legambiente_rischio_idrogeologico.pdf">qui</a>)</span></span></span></p>
<p>Le <strong>conseguenze </strong>per l&#8217;ambiente furono importanti; forse la più grave, se non altro perché coinvolge quel bene prezioso che è l&#8217;acqua potabile, fu il <strong>fenomeno del cuneo salino</strong> (risalita dal mare di acque salate che inquinano le falde acquifere): si legge in un&#8217;altra pubblicazione <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(<a href="http://www.greenreport.it/file/docs/la%20difesa%20del%20suolo%20-%20Legambiente.pdf">qui</a>)</span></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"> </span></span></span>che vi fu un&#8217;intrusione delle acque marine per ben 14 km a livello di falda, che<strong> inquinò i pozzi artesiani lungofiume,</strong> a tutt&#8217;oggi inutilizzabili, e che si fermò<strong> a ridosso dei pozzi dell&#8217;acquedotto di Fornola, il quale rifornisce 200mila persone tra La Spezia e Carrara</strong>. Si pensi che è bastata una semplice opera di escavazione per collocare un tubo SNAM, alla metà degli anni ’90, per provocare l’inquinamento del pozzo più a valle dell’acquedotto.</p>
<p><strong>L&#8217;invito di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste alla Provincia è nuovamente quello di rispettare “le norme sia regionali, nazionali e Comunitarie che regolamento la fruizione e la tutela degli ambienti e del contesto socio-economico insediato nelle aree del Magra: faccia ammenda e progetti opere di arginamento compatibili, in parte già finanziate fin da dopo l’alluvione del Gennaio 2009, e di cui invece pare siano ancora indietro addirittura i progetti, e la smetta di paventare soluzioni, come le escavazioni, buone solo a tacitare un errato immaginario collettivo popolare”.</strong></p>
<p>Anche se, dobbiamo dire, <strong>l&#8217;immaginario collettivo</strong> non pare più tanto disposto a farsi tacitare.</p>
<p>E&#8217; di poche settimane fa la notizia che <strong>oltre  cento tra residenti di Cafaggio, Fiumaretta  e Bocca di Magra, insieme ai  vertici di Intermarine e cantieri San  Lorenzo hanno affidato all’avvocato Daniele Granara il compito di verificare che tutti gli enti coinvolti</strong></p>
<ul>
<li>Autorità di  Bacino,</li>
<li>Comuni di Ameglia, Sarzana ma anche tutti gli altri  che si affacciano sul letto del fiume,</li>
<li>Province della  Spezia e Massa Carrara,</li>
<li>le Regioni Liguria e Toscana,</li>
<li>Ente Parco,</li>
<li>ditta Edison, proprietaria delle  dighe a monte</li>
</ul>
<p>abbiano adempiuto ai rispettivi obblighi in tema prevenzione&#8230;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Comunicato Stampa</p>
<p>LE ASSOCIAZIONI MONITORERANNO IL FIUME MAGRA: LA PROVINCIA RISPETTI LE REGOLE</p>
<p>Siamo giunti a conoscenza delle posizioni tenute dalla Provincia Della Spezia, in diversi incontri ed assemblee pubbliche, nelle quali ha proposto un dragaggio diffuso e generalizzato dell’asta Ligure del bacino del Magra, con rivendita dei materiali a scopo di autofinanziamento delle opere di riassetto fluviale.</p>
<p>Non opponendoci a priori verso interventi di &#8220;dragaggio&#8221; mirati e compatibili del tratto navigabile del fiume, d’altronde Normato dall’Autorità di bacino e dalla stessa ribadito anche da recenti dichiarazioni sulla Stampa, né siamo stati mai contrari alla rimozione di eventuali sovralluvionamenti laddove ne fosse scientificamente e normativamente dimostrata la necessità; siamo però contrari all’escavazione generalizzata dell’asta fluviale: un sì all&#8217;escavazione! Tanto è quanto espresso dalla Provincia, anche se essa tenta di edulcorare la comunicazione usando il termine ambiguo &#8220;dragaggio&#8221;, assolutamente improprio, e forse utilizzato perché l’analogo &#8220;escavazione&#8221; evoca, giustamente, i disastri compiuti con le escavazioni negli anni ’50, ’60 e ’70.</p>
<p>L&#8217;amministrazione provinciale dimentica che il Fiume Magra è un Sito di Importanza Comunitaria (Piana del Magra sito codice n. IT1345101), con presenza di aree pianeggianti con piccoli invasi artificiali e zone umide di rilevanza geomorfologica; depositi fluviali e palustri limoso-sabbiosi, habitat prioritari per la 92/43 CEE, vari taxa (gruppi di organismi, ndr) protetti ai sensi di direttive/convenzioni internazionali ed endemiti di particolare rilevanza.</p>
<p>Le continue cementificazioni degli ultimi decenni hanno reso impermeabile molte aree pianeggianti naturali del bacino imbrifero, contribuendo al rischio esondazione dello stesso Magra. La Provincia si dimentica che il fiume Magra è fortemente vulnerabile per gli interventi di bonifica, l&#8217;inquinamento e la speculazione edilizia. Nel 1991 un braccio fluviale morto, di grande importanza vegetale e faunistica, è stato quasi interamente colmato. Le spiagge sono sottoposte a forte erosione marina e a manomissione per scopi balneari.</p>
<p>Le escavazioni prospettate sono inutili e nocive, sia perché non risolverebbero il problema del rischio idraulico di persone e cose, anzi aggravandolo in molti casi, sia perché danneggerebbero l’habitat e l’assetto idrogeologico, mettendo a rischio la risorsa idrica di 200.000 persone; oltretutto, anche da un punto di vista economico, per l’Ente pubblico, costerebbe molto meno realizzare opere di arginatura in ambito urbanizzato che non inaugurare una stagione di escavazioni nel fiume: non ci sarebbe quindi il bisogno di rivendersi la ghiaia e la sabbia del fiume.</p>
<p>Chiediamo quindi alla Provincia un’assunzione di responsabilità e di rispetto delle norme sia regionali, nazionali e Comunitarie che regolamento la fruizione e la tutela degli ambienti e del contesto socio-economico insediato nelle aree del Magra: faccia ammenda e progetti opere di arginamento compatibili, in parte già finanziate fin da dopo l’alluvione del Gennaio 2009, e di cui invece pare siano ancora indietro addirittura i progetti, e la smetta di paventare soluzioni, come le escavazioni, buone solo a tacitare un errato immaginario collettivo popolare.</p>
<p>Gli scriventi monitoreranno tutti gli interventi nell&#8217;ambito fluviale del Magra ed hanno avviato richieste agli Enti competenti (Ente Parco compreso) circa le autorizzazioni rilasciate e/o i progetti in fase di realizzazione, allo scopo che le opere prospettate rispettino gli obblighi a norma di legge sulla valutazione di incidenza.</p>
<p>Il Presidente del WWF Regionale Ligure Marco Piombo</p>
<p>Il Presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti</p>
<p>Il Presidente dell’Associazione dei Comitati Spezzini Corrado Cucciniello</p>
<p>Il Presidente della Sez. Italia Nostra La Spezia Serena Spinato</p>
<p>Il Delegato LIPU La Spezia Paolo Canepa</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alluvione, il naufragio delle autorità locali</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/alluvione-il-naufragio-delle-autorita-locali/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume]]></category>

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		<description><![CDATA["Rivolgetevi alla Protezione Civile". Le autorità locali preposte alla salvaguardia del territorio hanno alzato bandiera bianca. E' quanto è emerso da un incontro in Provincia con gli operatori. Ospitiamo la testimonianza di Pier Luigi Marchi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em>di Pier Luigi Marchi</em></h4>
<p>Pomeriggio del 29/12/09, <strong>sede Provincia di La Spezia</strong>.</p>
<p>Una nutrita delegazione di <strong>operatori nautici della Magra e abitanti/operatori economici di Ameglia</strong> viene ricevuta dal vice presidente della Provincia Maurizio Giacomelli.</p>
<p>Il vice presidente, pur stanco (“affronto riunioni dalle sette di questa mattina”, sottolinea subito), si concede.</p>
<p>Gli operatori esasperati precisano che da oltre 72 ore spalano fango e hanno un &#8220;mare&#8221; di danni.</p>
<div id="attachment_4978" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/06_barche.jpg"><img class="size-full wp-image-4978 " title="06_barche" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/06_barche.jpg" alt="06_barche" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Barche trascinate sulla terra ferma dalla furia delle acque</p></div>
<p>L&#8217;incontro ha inizio.</p>
<p>Subito Giacomelli precisa che</p>
<ul>
<li>Provincia,</li>
<li>Autorità di Bacino,</li>
<li>Parco,</li>
<li>Comuni,</li>
<li>ecc.</li>
</ul>
<p>hanno dichiarato la loro impossibilità a gestire la cosa.</p>
<p>La responsabilità della gestione è stata demandata alla Protezione Civile nazionale e particolarmente al suo capo Bertolaso in persona.</p>
<p>Viene interrotto subito con alcune domande.</p>
<p>Il vice presidente non nasconde la propria irritazione, vorrebbe condurre un monologo, non essere interrotto, le domande non gli sembrano pertinenti (viene il dubbio che non abbia risposte).</p>
<p>Parla di denari mal spesi in appalti per la messa in sicurezza del fiume (escavazione del fondale?!), di aziende appaltatrici inadeguate, ecc.. Parla di un &#8220;fiume&#8221; di denaro, milioni!</p>
<p>Dice che le varie competenze</p>
<ul>
<li>Provincia,</li>
<li>Autorità di Bacino,</li>
<li>Comuni,</li>
<li>Parco,</li>
<li>Regione&#8230;.</li>
</ul>
<p>non consentono la celerità degli interventi.</p>
<p>Lamenta: il fondo &#8220;limaccioso&#8221; del fiume è difficilmente vendibile.</p>
<p>Uno dei presenti l&#8217;interrompe classificando &#8220;l&#8217;escavato&#8221; oro nero.</p>
<p>I convenuti non sono degli sprovveduti: sono giunti muniti di grafici, studi (da loro commissionati), soluzioni.</p>
<p>Chiedono di essere ricevuti dalla Protezione Civile (alcuni precisano: da Bertolaso). Giacomelli assicura che ci avrebbe pensato personalmente.</p>
<p>Un gruppetto di riottosi chiede l&#8217;intervento e la competenza della Prefettura. Anche in questo caso Giacomelli assicura: Chi vorrà l&#8217;incontro con Prefetto e Protezione Civile faccia la domanda alla Provincia, penserà lui ad inoltrarla.</p>
<p>Fin qui la cronaca di una resa da parte degli enti locali preposti. Che però ci tengono a tenere il controllo dei passaggi successivi, offrendosi da tramite, da mediatori tra gli operatori e la Protezione civile.</p>
<p>Sarò sprovveduto, ma mi sembra un modo per lasciare le responsabilità ad altri, ma tenere un piede dentro alla ricostruzione. Mi sorge un dubbio: le Amministrazioni che hanno dichiarato la loro impotenza di fronte alla calamità non punteranno a promuovere qualche tecnico amico a NUOVO COMMISSARIO per gestire i finanziamenti del dopo alluvione?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Esondazione Magra: basta chiacchiere. Decida l&#8217;Autorità di bacino</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 01:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'altra alluvione, il Magra esonda. Tre volte nell'ultimo anno. Milioni di euro di danni. Puntuale si scatena la polemica. Chi porta la responsabilità della gestione del territorio, tenta di scaricare le colpe. Sul Fato o sugli ambientalisti ... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/04_strada-chiusa_min.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4931" title="04_strada chiusa_min" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/04_strada-chiusa_min.jpg" alt="04_strada chiusa_min" width="150" height="113" /></a>Un&#8217;altra alluvione, il Magra esonda. Tre volte nell&#8217;ultimo anno. Milioni di euro di danni. Puntuale si scatena la polemica. Chi porta la responsabilità della gestione del territorio, tenta di scaricare le colpe. Sul Fato o sugli ambientalisti &#8230;</em></p>
<h4><em>Foto di Carlo Ruocco<br />
</em></h4>
<h5>(cliccare sulle immagini per ingrandire e visualizzare commento)</h5>
<p><em>
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-33-4839">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
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			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/01_battifollo.jpg" title="Il fiume a Battifollo (1)" class="shutterset_magra-esondato" >
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			</a>
		</div>
	</div>
	 		
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			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/02_battifollo.jpg" title="Il fiume a Battifollo (2)" class="shutterset_magra-esondato" >
				<img title="02_battifollo" alt="02_battifollo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_02_battifollo.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
	<div id="ngg-image-208" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/03_a babbo morto.jpg" title="Umorismo involontario: Settore Difesa del suolo .... a babbo morto!" class="shutterset_magra-esondato" >
				<img title="03_a babbo morto" alt="03_a babbo morto" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_03_a babbo morto.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/04_strada chiusa.jpg" title="Argini (tardivi) con sacchi di sabbia al bivio di Ameglia, località Cafaggio, dove a Natale è il fiume esondato, invadendo le case fino a un metro e mezzo." class="shutterset_magra-esondato" >
				<img title="04_strada chiusa" alt="04_strada chiusa" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_04_strada chiusa.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/05_ponte sbarrato.jpg" title="Il ponte della Colombiera sbarrato dopo il cedimento strutturale" class="shutterset_magra-esondato" >
				<img title="05_ponte sbarrato" alt="05_ponte sbarrato" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_05_ponte sbarrato.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
		</div>
	</div>
	 		
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/06_barche.jpg" title="Barche sbattute sul ciglio della strada provinciale dall'onda di piena." class="shutterset_magra-esondato" >
				<img title="06_barche" alt="06_barche" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_06_barche.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
		</div>
	</div>
	 	 	
	<!-- Pagination -->
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</div>

<br />
</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;"><em>Articolo di Silvia Minozzi</em></h4>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Dopo l’ennesima alluvione del fiume Magra&#8230;</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>(un breve resoconto storico:<br />
il fiume è uscito nel novembre 2000, poi nel Dicembre 2008, nel Gennaio 2009 e nel Dicembre 2009.<br />
Danni:<br />
</em></p>
<ul>
<li><em>già abbastanza gravi nel 2000, nonostante ci fosse ancora l&#8217;area esondabile di Camisano (D2), ora messa in sicurezza dal primo pezzo d&#8217;argine. Molte famiglie si ritrovarono la casa invasa dal fango.<br />
</em></li>
<li><em> minimi nel 2008.</em></li>
<li><em> notevoli nel 2009 al Cafaggio, sia a gennaio che a dicembre, perché l&#8217;argine, nella parte non ancora completata ha aumentato il rischio idraulico. A Natale, particolaarmente colpite Fiumaretta e Bocca di Magra  perché le concomitanze (piogge forti di tipo &#8220;tropicale&#8221;, abbondanti nevicate  tra il 19 e il 21 sciolte dall&#8217;improvviso rialzo di temperatura e dalla pioggia tra il 22 e il 25,  forte mareggiata il 25) hanno creato una piena davvero forte.</em></li>
</ul>
<div>
<h4>&#8230; tutti si interrogano sulle cause e sulle colpe.</h4>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Legambiente Liguria</strong> ha consegnato ai giornali un comunicato stampa, a firma del presidente Stefano Sarti e del  Responsabile Aree Protette e Assetto Idrogeologico di Legambiente Liguria Alessandro Poletti,  in cui spiega le ragioni per le quali <strong>la responsabilità non può essere attribuita agli ambientalisti</strong> e descrive le proposte elaborate dall’Autorità di Bacino le quali, se attuate avrebbero potuto (e potrebbero  per il futuro) prevenire o ridurre l’intensità degli alluvioni e che sono rimaste per lo più inascoltate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Eccole:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">effettuare la <strong>manutenzione della 	vegetazione in alveo</strong> con regolarità tutti gli anni e nei periodi 	giusti per non danneggiare le piante ( in autunno) invece di 	effettuare una tantum interventi massicci e demolitivi</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">dragare il tratto terminale del 	fiume e rimuovere le barre sabbiose alla foce e sotto il ponte della 	Colombiera</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">non effettuare dragaggi sopra la 	linea di navigabilità che risulterebbero inutili dal punto di vista 	idraulico e nocivi dal punto di vista idrogeologico,  esponendo  	200.000 Spezzini e Massesi al rischio certo di vedere uscire dai 	propri rubinetti acqua salata</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">realizzare <strong>gli argini progettati 	dall’Autorità di Bacino</strong>, che, per la loro distanza dalla riva, 	avrebbero permesso un buon respiro idraulico al fiume. Purtroppo,  a 	causa delle pressioni di politici ed amministratori, tali argini in 	realtà sono stati realizzati più vicini che in origine all’alveo 	fluviale, perché si voleva a tutti costi mettere in salvaguardia 	un’area artigianale, la D2, attualmente in costruzione ad Ameglia, 	che all’epoca era ancora uno spazio vuoto, sottraendo ulteriori 	aree esondabili al fiume.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">realizzare il progetto del <strong>Canale 	Scolmatore</strong>, nella forma prevista dall’Autorità di bacino, cioè 	uno scolmatore semi-secco, con una parte asciutta e inerbita nei 	periodi di magra del fiume e un piccolo e poco profondo canale 	centrale permanente; anche in questo caso  sono state le 	amministrazioni locali e i politici a cassarlo ( forse perché erano 	state convinte che tale canale sarebbe stato in qualche modo 	d’impedimento alla realizzazione del progetto Marinella).</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/Scolmatore1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4840" title="Scolmatore1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/Scolmatore1.jpg" alt="Scolmatore1" width="517" height="216" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;">(esempio di canale scolmatore immagine ripresa da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Scolmatore1.jpg" target="_blank">Wikipedia &#8211; autore William Domenichini</a>)</h5>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In alternativa allo scolmatore, 	per mettere in sicurezza le località colpite dalla piena due 	centennale, realizzare <strong>argini di altezza pari a 3,50 m</strong>.; anche 	questa proposta è stata avversata – primi fra tutti dallo stesso 	Comune di Ameglia &#8211;  fino a portare all’abbassamento dei futuri 	argini di Fiumaretta e Bocca di Magra a soli 1,30 m. necessari a 	mettere in sicurezza solo dalla piena trentennale</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/plastico-argini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4848" title="plastico argini" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/plastico-argini1.jpg" alt="plastico argini" width="600" height="297" /></a></li>
<li><strong>risagomare il fiume ridandogli  un 	profilo più naturale, prendendo ad esempio il progetto 	“V.A.R.A.R.E. un nuovo Vara” (<a href="http://www.adbmagra.it/progettovara/index_vara.htm" target="_blank">qui il link</a>)</strong>, come vorrebbe fare l’Autorità 	di Bacino nel basso Vara , che servirebbe a ridare divagazione 	all’alveo e ricreare il profilo a bracci intrecciati tipico un 	tempo di tale tratto fluviale: tale azione di rinaturalizzazione &#8211; 	sottolinea il comunicato stampa di lega Ambiente &#8211;  come si effettua 	in paesi più civili del nostro come la Francia o la Germania ormai 	da più di vent’anni, non servirebbe per salvare uccelli e pesci, 	come direbbe qualcuno, ma esseri umani, perché in un fiume allo 	stato naturale il rischio di piena catastrofica è statisticamente 	molto più basso</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quali interessi si oppongono a queste misure?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A questo riguardo appare degno di nota il fatto che, mentre a Marinella e Fiumaretta si vogliono soltanto argini trentennali, nella futura Marina di Fiumaretta (Darsena)  del Progetto Marinella, sita a monte, si farebbero argini due centennali di 3 metri e 50 mettendo in sicurezza solo le edificazioni che si vogliono realizzare dietro la darsena, con la conseguenza che la tracimazione a valle, una volta superati gli argini di 1 metro e 30, sarebbe ancora più violenta!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ancora una volta, purtroppo, ci troviamo davanti ad Amministratori che considerano il territorio (il fiume in questo caso) solo una mera fonte economica da sfruttare, per la sabbia, la nautica o per un turismo intensivo, al punto di scordarsi della sicurezza e di quegli equilibri naturali che tutte le volte che si violano, prima o poi, ci si ritorcono contro.</p>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</h6>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Appendice di Laura Lazzarini</h4>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->Esiste un&#8217;Ente. Si chiama <strong>Autorità di Bacino del Fiume Magra</strong>. <a href="http://www.adbmagra.it/html/organi.htm" target="_blank">Qui si possono visualizzare in dettaglio</a> gli organi che, dal febbario 2006, lo compongono (decadenza: febbraio 2011).</p>
<p>Nel <strong>Comitato Istituzionale </strong>si leggono nomi quali <strong>Franco Zunino</strong>, assessore all&#8217;ambiente della Regione Liguria, e <strong>Marino Fiasella</strong>, presidente provincia della Spezia. Quello <strong>Tecnico</strong>, presieduto dall&#8217;Ing. Fignani, annovera autorevoli componenti quali l&#8217;Ing. Cinzia Rossi, la Dott.ssa Paola Carnevale e, per la Provincia della Spezia, Emili Nori.</p>
<p>Non manca una <strong><a href="Nel Comitato Istituzionale si leggono nomi quali Franco Zunino, assessore ambiente Liguria, e Marino Fiasella, presidente provincia della Spezia. Quello Tecnico, presieduto dall'Ing. Fignani, annovera autorevoli elementi quali l'Ing. Cinzia Rossi, la Dott.ssa Paola Carnevale e, per la provincia della Spezia, Emili Nori.  Esiste anche una segreteria Tecnico-Operativa." target="_blank">segreteria Tecnico-Operativa</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.adbmagra.it/html/ambito.htm" target="_blank">Qui l&#8217;<strong>ambito territoriale</strong></a>, vasto, sul quale opera:</p>
<p><a href="http://www.adbmagra.it/html/ambito.htm"><img class="aligncenter size-full wp-image-4845" title="bacino3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/bacino3.jpg" alt="bacino3" width="514" height="408" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella <a href="http://www.adbmagra.it/html/competenze.htm" target="_blank">sezione <strong>“Competenze”</strong></a> del sito si legge: l&#8217;Autorità di Bacino è stata pensata come una struttura di pianificazione, che ha il compito di coordinare tutti gli Enti preposti a vario titolo all’esecuzione di opere sul territorio, e che quindi non si occupa di realizzare materialmente gli interventi, ma di individuare dove essi devono essere fatti e finanziarli.</p>
<p>Il lavoro svolto, <strong>sulla carta</strong>, è notevole per <span style="text-decoration: underline;">qualità e quantità</span>.</p>
<p>Nell’ambito dell’attività di studio del territorio e pianificazione degli interventi che le compete per legge (<a href="http://www.adbmagra.it/html/attivita.htm" target="_blank">qui </a>e <a href="http://www.adbmagra.it/html/attivita_studio.htm" target="_blank">qui</a>), l’Autorità di Bacino del Magra ha predisposto <strong>Piani Stralcio</strong>, tra cui quello intitolato <a href="http://www.adbmagra.it/html/PAI_DCI_180_06.htm" target="_blank"><strong>&#8220;Assetto idrogeologico del bacino del Fiume Magra e del Torrente Parmignola&#8221;</strong>, ai sensi art. 17 comma 6 ter L. 183/89 e art. 1 comma 1 DL 180/98, adottato nell&#8217;aprile 2006 (DCI 180/06)</a>.</p>
<p>Qui, <a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/PAI_Relazione_generale.pdf" target="_blank"><strong>la Relazione generale</strong></a>.</p>
<p>Qui, <a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/Norme_PAI_modifiche_12_02_09.PDF" target="_blank"><strong>le norme di attuazione</strong></a>.</p>
<p>Esiste, quindi, un&#8217;Ente. Il suo scopo è studiare il Problema Fiume, suggerire agli amministratori come contenerne i rischi, finanziare gli interventi</p>
<h4><a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/Delibera%20CI_103_01.pdf" target="_blank">(qui un esempio di delibera)</a>.</h4>
<h4>Nel percorso tra le indicazioni fornite e la loro mancata realizzazione sarebbe forse facile individuare Le Responsabilità.</h4>
<p>Ci colpisce allora il bieco tentativo di sviare l&#8217;attenzione dalle cause reali dei <strong>gravi disagi che a ridosso del Natale stanno subendo alcune famiglie amegliesi</strong> con un attacco generico alle associazione ambientaliste, proveniente dal mondo politico locale.  Un attacco subdolo (non ci fanno neanche levare i tronchi per non disturbare gli uccelli) molto adatto a far presa sui cittadini arrabbiati. E così associazioni come Legambiente, che, come sopra evidenziato da Silvia Minozzi, ha in più occasioni promosso a pieni voti le indicazioni dell&#8217;Autorità di Bacino, si trovano sul banco degli imputati&#8230;</p>
<p>Ed intanto il fiume ci si rivolta per l&#8217;ennesima volta contro, come <a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&amp;id=65696" target="_blank">amaramente osserva la giornalista Emanuela Rosi su La Nazione</a> (articolo segnalato dal Giovanni Gabriele di Italia Nostra).</p>
<p>Cosa ci possiamo augurare per l&#8217;anno in arrivo?</p>
<p>Un 2010 ricco di Migliori Amministratori.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tavolara, cemento colorato di verde per &#8220;riqualificare&#8221; l&#8217;area &#8230; agricola</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 22:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4697</guid>
		<description><![CDATA[Parte Tavolara. Altri 25 mila mq di cementificazione del territorio a fronte di capannoni di segherie abbandonati. Da area agricola ad area artigianale. Però verde. Saranno infatti verdi i tetti dei capannoni (prescrizione della Provincia). IL tutto senza VAS. I cittadini non devono sapere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>PRESENTATO IL PROGETTO TERRITORIALE TAVOLARA</h3>
<h4>di Silvia Minozzi</h4>
<p>Venerdì 11 dicembre, presso la Sala Convegni del Centro Sociale di Castelnuovo Magra, è stato presentato il Progetto Territoriale Tavolara. L’area interessata è al confine tra i Comuni di Sarzana e di Castelnuovo Magra tra l’Aurelia e la ferrovia.</p>
<div id="attachment_4702" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/tavolara.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-4702" title="tavolara1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/tavolara1-300x199.jpg" alt="cliccare sull'immagine per ingrandire" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per ingrandire</p></div>
<p>Il Progetto, frutto della collaborazione dei due comuni, supportato dalla Provincia e realizzato da UNIECO (<a href="http://www.immobiliare.unieco.it/DettaglioIntervento.jsp?idSchedaIntervento=117" target="_blank">vedere sito</a>), prevede la costruzione di capannoni a destinazione industriale e commerciale, per un totale di 25.000 mq di insediamento produttivo più 5.600 mq di parcheggi; prevede inoltre il potenziamento della rete stradale con l’ampliamento della via Tavolara, la creazione di una nuova strada e l’introduzione di due rotatorie sull’Aurelia. Il tutto</p>
<h4><strong>non nelle numerose aree dismesse delle segherie di marmo che hanno chiuso per fallimento , ma in un territorio attualmente ancora prevalentemente agricolo, uno dei pochi rimasti</strong>.</h4>
<p>Il progetto è già stato approvato, sono in attesa delle concessioni edilizie per cominciare a costruire.</p>
<p>Il sindaco di Castelnuovo ha sottolineato che <strong>la realizzazione di questo progetto</strong>, che avviene in un momento di profonda depressione economica e in cui le avvisaglie di ripresa ancora non si vedono…<strong>servirà ad essere pronti per quando la ripresa ci sarà</strong>… il che sta a dire che <strong>non si sa assolutamente chi potrà acquistare i capannoni per impiantarvi la propria attività commerciale o artigianale, e che questo progetto non si configura affatto come una risposta a una domanda o a un bisogno</strong>.</p>
<p><strong>Nori Emili</strong>, Responsabile del Servizio Urbanistica &#8211; Servizio Pianificazione Territoriale della Provincia della Spezia, e <strong>Luca Pregliasco</strong>, progettista del consorzio “Sviluppo Tavolara”, hanno ribadito nei loro interventi che molta attenzione è stata dedicata a realizzare un <strong>progetto che fosse rispettoso degli aspetti paesistico ambientali, dei nuovi indirizzi relativi al contenimento energetico, che valorizzasse il concetto della “qualità del costruire”, che limitasse l’impatto visivo, acustico, inquinante</strong>. Tutto questo è scaturito in un documento indirizzo, al quale, come l&#8217;architetto Nori Emili, che è anche la vicepresidente del Comitato tenico urbanistico della Provincia, ha tenuto a precisare, <strong>la proprietà non è affatto tenuta ad attenersi</strong>, in cui si suggerisce di creare aree esterne per stoccaggio, carico/scarico, lavoro all’aperto, “non disordinate”, di utilizzare il verde per mitigare il rumore e limitare l’impatto visivo “sgradevole”, di utilizzare finiture esterne dei capannoni in qualche modo rispettose del contesto prevalentemente agricolo nel quale si inseriscono.</p>
<p>Ecco (e non stiamo scherzando) alcune delle soluzioni consigliate:</p>
<ul>
<li>
<h4>dipingere di verde i tetti dei capannoni,</h4>
</li>
<li>
<h4>mettere un filare di vite o degli alberi da frutto al posto di altri tipi di alberi per “mimare” l’area agricola,</h4>
</li>
<li>
<h4>utilizzare il ghiaino o una pavimentazione che consenta all’erbetta di crescere in quei pochi metri di terreno che non serviranno al transito dei camion&#8230;</h4>
</li>
</ul>
<p>Naturalmente <strong>le planimetrie e i render sono stati mostrati solo nelle diapositive</strong>; nella cartelletta che veniva data a tutti i partecipanti come documentazione supplementare vi erano solo una serie di comunicati stampa relativi all’organizzazione della giornata e alla premiazione che il Comune di <strong>Castelnuvo Magra</strong> ha ottenuto dall’ ANCITEL Energia in quanto <strong>Comune “virtuoso”</strong> per aver adottato soluzioni a favore di un edilizia “efficiente e sostenibile” relativamente all’uso efficiente dell’energia e la valorizzazione delle fonti rinnovabili. <strong>Cosa questa documentazione c&#8217;entrasse con la distruzione di un territorio agricolo per costruire capannoni che non si sa se, quando e da chi verranno utilizzati non è ben chiaro</strong>.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Progetto Marinella: avanti tutta rimuovendo i problemi</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 08:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4515</guid>
		<description><![CDATA[Il 27 novembre la Regione ha approvato la variante al Piano di Parco Montemarcello Magra. I sindaci di Sarzana e Ameglia esultano. Ma perchè non si obbligano i proprietari (Marinella SpA) a presentare seri studi? Perchè non si seguono le prescrizioni?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Laura Lazzarini</em></p>
<p>27 Novembre 2009: la Giunta regionale ligure approva la variante normativa al Piano di Parco Montemarcello Magra. L&#8217;assessore alle attività produttive Guccinelli ne ha dato notizia telefonicamente a due entusisti sindaci, Caleo (Sarzana) e Galazzo (Ameglia). &#8220;Il Progetto Marinella è un piano capace di salvaguardare  l’ambiente e promuovere lo  sviluppo&#8221;, affermano i due amministratori.</p>
<p>Non sono dello stesso parere le associazioni ambientaliste: il presidente regionale dell’associazione Stefano Sarti e il responsabile aree protette Alessandro Poletti sono contro l’ok della giunta Burlando. Preoccupano le escavazioni per la creazione di una darsena che penetrerebbe nella Piana ben oltre la provinciale 432. E preoccupa la superficialità degli studi condotti, che riconoscono implicitamente l&#8217;esistenza del problema del cuneo salino:  in essi vi è infatti il riconoscimento della necessità di ripristinare l’assetto morfologico e sedimentologico del tratto terminale dell’alveo del fiume Magra. Malgrado ciò, dice Legambiente, non parte dalla regione la richiesta di studi più esaustivi al privato che detiene la proprietà dell&#8217;are in cui dovrebbe sorgere la Marina, la Marinella Spa (che come nel caso del Piano Botta fa nuovamente rima con Unieco, ndr). Inoltre le prescrizioni indicate dalla stessa Regione impongono l&#8217;assoluto divieto di aprire varchi lateralmente al fiume. Ennesimo episodio di sordità ai richiami del buon senso e del rispetto delle norme, che costringono l&#8217;associazione a parlare di ricorso al TAR.</p>
<p>Condividono il clima di preoccupazione le Associazioni Comitati Spezzini (Corrado Cuciniello) e Liberamente (Gianfranco Ferrari) con un comunicato:<br />
&#8220;Apprendiamo con molta amarezza che la Giunta regionale ligure ha approvato la variante normativa al Piano di Parco Montemarcello Magra, propedeutica all’accordo di pianificazione del Progetto Marinella.<br />
Ora ci  auguriamo che i Verdi mantengano la promessa fatta presso la Sala della Repubblica in Sarzana per bocca della consigliera regionale Cristina Morelli &#8230; ed attendiamo anche di vedere che cosa faranno i consiglieri delle destre  giacchè ad Ameglia alle ultime comunali  i suoi rappresentanti si sono espressi negativamente a riguardo del Progetto Marinella.   Ovvio che se  in consiglio regionale anche il PDL dovesse votare a favore  le tesi riportate nel libro di Sansa e Preve  sull&#8217; esistenza in Liguria di un &#8221; Partito del Cemento&#8221;  verrebbero  pienamente confermate&#8221;.</p>
<p>Nello stile che contraddistingue il Comitato avvalliamo la richiesta di chiarezza che proviene dalle associazioni che seguono da tempo l&#8217;iter del Progetto, e chiediamo con forza che Regione e comuni coinvolti chiamino i cittadini a partecipare alle scelte che, se non condotte con <span style="text-decoration: underline;"><strong>chiarezza, seri studi ed estrema professionalità</strong></span> potrebbero stravolgere un patrimonio prezioso.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/marinella_vert.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4516" title="marinella_vert" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/marinella_vert.jpg" alt="marinella_vert" width="590" height="800" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cosa prevede il piano Casa della Liguria</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/cosa-prevede-il-piano-casa-della-liguria/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente Burlando è stato di parola: aveva garantito al nostro Comitato che gli emendamenti più invasivi (di cemento) non sarebbero passati. Ecco cosa prevede il Piano (da Il Secolo XIX)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;">La colata di cemento è stata contenuta. La bocciatura o il ritiro di tutti gli emendamenti ha evitato alla Liguria un nuovo salto nel primato dello spreco del territorio (56.000 casa inutilizzate). Il provvedimento merita comunque di essere analizzato con attenzione nel dettaglio e, soprattutto, con la calcolatrice in mano, perché alcune clausole sembrano passibili di generare situazioni paradossali se non addirittura abnormi.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Di positivo per il nostro territorio due dati: l&#8217;esclusione dalla possibilità di edificare senza concessioni di tutto il territorio del Parco Magra-Vara; la possibilità per i comuni di limitare l&#8217;applicazione del Piano, escludendo aree di pregio paesaggistico (Ani-Ma).</span></h3>
<h3><span style="font-weight: normal;">Pubblichiamo una sintesi del provvedimento, tratta dal quotidiano IL Secolo XIX </span></h3>
<h3>Che cosa prevede il piano Casa della Liguria</h3>
<p>Il piano Casa della Regione Liguria prevede ampliamenti degli edifici esistenti al 30 giugno 2009, «aventi totale o prevalente destinazione residenziale e costituiti da fabbricati mono o plurifamiliari purché in ogni caso non eccedenti la volumetria massima di 1000 metri cubi».</p>
<p>Gli interventi di ampliamento devono risultare finalizzati al miglioramento della funzionalità, della qualità architettonica, statica e/o energetica e possono comportare:</p>
<p>per edifici di dimensioni sino a 200 metri cubi, incrementi nel limite massimo del 60 metri cubi;</p>
<p>per edifici di dimensioni comprese tra 200 e 500 metri cubi, per la parte eccedente la soglia di 200 metri cubi si applica la percentuale del 20% (per esempio: su un edificio di 205 metri cubi, sulla porzione sino a 200 si applica la percentuale del 30%, mentre sui restanti 5 si applica la percentuale del 20%);</p>
<p>per edifici di dimensioni comprese tra 500 e 1000 metri cubi, per la parte eccedente la soglia di 500 metri cubi si applica la percentuale del 10%.</p>
<p>Gli ampliamenti sono realizzabili anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici vigenti o in corso di formazione, fermo restando il rispetto:</p>
<p>del parametro della distanza fra gli edifici;</p>
<p>delle indicazioni tipologiche formali e costruttive stabilite nella strumentazione urbanistica o nei piani territoriali vigenti.</p>
<p>La disciplina si applica anche agli edifici destinati a uso socio-assistenziale e socio-educativo in quanto configurabili sotto il profilo urbanistico quali residenze di tipo specialistico.</p>
<p>Sono previste incentivazioni e premialità per l’adeguamento alla normativa antisismica dell’intera costruzione nonché per l’installazione di impianti di energia alternativa o il rispetto dei requisiti di rendimento energetico degli edifici.</p>
<p>Sono escluse dal piano casa:</p>
<p>le aree soggette a regime di inedificabilità assoluta;</p>
<p>le aree demaniali marittime date in concessione per finalità turistico-ricreativa;</p>
<p>gli immobili gravati da vincolo storico-artistico;</p>
<p>i centri storici, fatta salva la facoltà dei Comuni di individuare porzioni dei medesimi in cui rendere applicabile, con atto di esclusiva approvazione comunale, la disciplina di ampliamento.</p>
<p>Nei Comuni costieri non saranno possibili ampliamenti nella fascia di profondità di 300 metri in linea d’aria dalla battigia.</p>
<p>Per gli edifici ricadenti nei territori del parco nazionale delle Cinque Terre e dei parchi regionali si introduce la facoltà di ogni ente Parco di scegliere di rendere applicabile la disciplina degli ampliamenti prevista dalla presente legge mediante l’assunzione di una specifica deliberazione.</p>
<p>Viene anche disciplinata la possibilità di realizzare interventi di demolizione e ricostruzione con incremento sino al 35% della volumetria esistente alla data del 30 giugno 2009 aventi a oggetto edifici residenziali qualificabili come incongrui.</p>
<p>Prevista, infine, la possibilità dei Comuni di approvare interventi di demolizione e ricostruzione anche di edifici a destinazione diversa da quella residenziale mediante ricorso alla conferenza dei Servizi.</p>
<p><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/10/29/AM9leZ3C-liguria_della_prevede.shtml" target="_blank">Qui l&#8217;articolo del SecoloXIX on line</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il piano Casa è legge. Costruire è più facile</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/il-piano-casa-e-legge-costruire-e-piu-facile/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4054</guid>
		<description><![CDATA[La Liguria ha il Piano casa. E' passata la proposta della Giunta. Respinti gli emendamenti che prevedevano maggiori incrementi di volume. In extremis escluso dal Piano il Parco Magra. (da Il Secolo XIX) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Liguria, il piano Casa è legge. Ora costruire è più facile</h3>
<p>Articolo tratto da<strong> Il Secolo XIX</strong> a firma di <strong>Bruno Lugaro</strong></p>
<p>Con 16 voti a favore, uno contrario, quello di Nicola Abbundo (Pdl), e cinque astenuti &#8211; i consiglieri di Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani &#8211; è stato approvato ieri pomeriggio, dopo una seduta fiume del consiglio regionale, il piano Casa della Liguria.</p>
<p>Intitolata “misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio”, la legge ricalca la proposta della giunta regionale con alcune modifiche che non ne stravolgono l’impianto.</p>
<p>Come annunciato dalla maggioranza, nessun emendamento per estendere anche ai manufatti produttivi è passato.</p>
<p>Il centrodestra, che chiedeva l’aumento delle possibilità di ampliare gli edifici, ha abbandonato l’aula prima dell’inizio delle votazioni.</p>
<p>Tutti gli emendamenti presentati dal centrodestra sono stati respinti. Alla votazione sono stati presenti i due consiglieri dell’Udc, Rosario Monteleone, e Luigi Patrone, che però non hanno votato perché volevano rinviare la pratica a dopo le elezioni.</p>
<p>Per la giunta è intervenuto Carlo Ruggeri, assessore all’Urbanistica, che ha ricordato la possibilità di ampliare gli edifici da riqualificare del 20% nel caso di case di piccole dimensioni e del 10% per quelle più grandi e la possibilità di demolire edifici fatiscenti o collocati in zone inadatte e di ricostruirli con un premio: «Abbiamo fatto delle scelte a favore dei piccoli e della riqualificazione degli edifici, abbiamo guardato a criteri di equità e qualità &#8211; ha detto Ruggeri &#8211; Diamo la possibilità ai Comuni di prendere delle decisioni perché in Liguria ci sono situazioni particolari di cui occorre tenere conto. Contrariamente a quanto veniva chiesto da alcuni, abbiamo consentito di ampliare solo gli edifici residenziali e quelli socio assistenziali e socio educativi. Non abbiamo consentito la possibilità di interventi a edifici non residenziali perché stravolgerebbero gli obiettivi di qualità che la legge si prefigge».</p>
<p>Come detto, astenuti i consiglieri di Rifondazione, che hanno ribadito la loro posizione volta a «limitare il danno rispetto al decreto del governo nazionale»; soddisfatta Cristina Morelli (Verdi): «Grazie agli emendamenti bloccati, si è evitata una ulteriore colata di cemento sul territorio della Liguria».</p>
<p>Nei giorni scorsi, Roberto Della Seta, di Legambiente, e capogruppo del Pd in commissione Ambiente al Senato, aveva definito il piano Casa della Liguria «il peggiore d’Italia» e aveva contestato al proprio partito di avere settori legati al cosiddetto “partito del cemento”.</p>
<p>Il presidente dell’associazione dei costruttori edili liguri, Roberto Principe, si è detto «deluso» dal piano Casa approvato dal consiglio regionale ligure: «È un ulteriore, deludente segno della particolarità ligure. Siamo delusi perché gli interessi di centinaia di lavoratori e imprese non sono stati considerati. Misure che nelle regioni confinanti vengono approvate senza scontri, scatenano in Liguria guerre di religione»; secondo l’Ance, «le attività produttive meritavano maggiore considerazione: la proposta di emendamento che consentiva l’ampliamento in caso di miglioramento delle condizioni di lavoro e della capacità di produzione dell’azienda era ragionevole e utile».</p>
<p><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/10/28/AMCPvU3C-liguria_costruire_facile.shtml" target="_blank">Qui l&#8217;articolo del SecoloXIX on line</a></p>
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		<title>Il Progetto Marinella tra dubbi e ritardi (E. Rosi)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 00:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>

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		<description><![CDATA[TRASPARENZA e tempi biblici aleggiano come fantasmi sul Progetto Marinella che in dieci anni, non è andato più lontano di un master-plan approvato nell’aprile 2007. Mostre, riunioni, dibattiti, dichiarazioni di intenti e polemiche, ma di progetti veri e propri ancora non c’è traccia. Niente da poter approvare o bocciare, ritoccare, correggere o tagliare. Mentre il «Comitato Botta» è pronto ad allargare i suoi orizzonti su Marinella, a riaccendere l’attenzione è stata Legambiente rivelando la comparsa tra gli atti di un disegno della darsena di Fiumaretta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>27/10/09 NAZ &#8211; Il Progetto Marinella tra dubbi e ritardi</p>
<p>La Nazione &#8211; 27/10/09 &#8211; pag. 12</p>
<p>Ancora ferma in Regione la variante del Parco. Piano in eredità al prossimo consiglio</p>
<p>L’ASSESSORE</p>
<p>«Due anni di attesa per i chiarimenti della società: ora si va avanti»</p>
<p>LA PROPRIETA’</p>
<p>«Diamo per scontato che l’approvazione arrivi tra poco: poi via ai progetti»</p>
<p>TRASPARENZA e tempi biblici aleggiano come fantasmi sul Progetto Marinella che in dieci anni, non è andato più lontano di un master-plan approvato nell’aprile 2007. Mostre, riunioni, dibattiti, dichiarazioni di intenti e polemiche, ma di progetti veri e propri ancora non c’è traccia. Niente da poter approvare o bocciare, ritoccare, correggere o tagliare. Mentre il «Comitato Botta» è pronto ad allargare i suoi orizzonti su Marinella, a riaccendere l’attenzione è stata Legambiente rivelando la comparsa tra gli atti di un disegno della darsena di Fiumaretta. «Solo una delle tante idee progettuali» si difende Marinella Spa. La realtà è che il Progetto, o meglio l’idea di progetto del Masterplan è ancora ferma a due anni e mezzo fa. Aspetta che la Regione Liguria approvi (o bocci) la variante al Piano della Nautica del Parco che potrebbe consentire di disegna la darsena nella piana agricola al di sopra della strada litornanea e ormai ha compiuto due anni. Perché? Lo spiega l’assessore regionale all’ambiente Franco Zunino. «A febbraio 2008 — dice — abbiamo chiesto alla società ulteriori approfondimenti, soprattutto sui rischi ambientali, a partire dal cuneo salino, per capire se l’ipotesi era infattibile. La società ci ha fatto avere un’idea di progetto per la darsena solo il 4 agosto di quest’anno, senza gli studi ambientali». Insomma la società privata «garantisce» la credibilità della variante del Parco. Ma, approfondisce poi l’assessore, gli studi sul cuneo salino li ha fatti fare la Regione grazie al Ministero che ha finanziato lo studio delle foci di Magra e Centa. «La relazione preliminare è arrivata ora, quella definitiva entro novembre— spiega Zunino — Dai dati che abbiamo i problemi sono seri ma non ostativi in termini assoluti: serviranno altri studi al momento della progettazione che dovrà dimostrare se è realizzabile senza conseguenze negative per l’ambiente». E l’iter prosegue: entro novembre la variante sarà alla commissione tecnico urbanistica, se passerà l’esame andrà in giunta quindi in consiglio. La Regione dirà la parola definitiva entro la fine della legislatura? L’assessore Zunino non si sbilancia: «dipende dal lavoro». Solo se passasse potrebbe partire la progettazione di Marinella che quindi finirà sul tavolo del prossimo consiglio regionale. Ottimista invece il presidente di Marinella Spa Pierluigi Corsi. «L’istruttoria dovrebbe essere essere terminata, si pensa che vada in consiglio nei prossimi giorni». E fiducioso: «Attendiamo con fiducia che il consiglio regionale l’approvi prima della sua decadenza, non sono pensabili ulteriori ritardi per uno sviluppo così interessante, ambientale, urbanistico e occupazionale, su cui si investono centinaia di milioni. Do per scontato che venga approvata: il Parco ha lavorato a lungo e trovato un’approvazione ampia. Considero che avremo l’approvazione entro qualche settimana e quindi potremo mettere mano alla progettazione esecutiva». Meno fiduciosi gli abitanti del borgo che ancora aspettano la permuta dell’ex Colonia Olivetti con le case di via Taruga, promessa ormai da un anno. Solo poche settimane fa la Consulta, temendo la sospensione del recupero del borgo, scriveva che da anni gli abitanti «aspettano una nuova residenza e l’intera popolazione di Marinella di vedere finalmente l’avvio del tanto sospirato Progetto».</p>
<p>Emanuela Rosi</p>
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		<title>Maurilia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 22:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>
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		<description><![CDATA[


Maurilia
A Maurilia , il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com&#8217;era prima: la stessa identica piazza con una gallina al posto della stazione degli autobus, il chiosco della musica al posto del cavalcavia, due signorine col parasole bianco al posto della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="416" valign="top">Maurilia</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/10/miniatura.jpg"></a>A Maurilia , il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com&#8217;era prima: la stessa identica piazza con una gallina al posto della stazione degli autobus, il chiosco della musica al posto del cavalcavia, due signorine col parasole bianco al posto della fabbrica di esplosivi. Per non deludere gli abitanti occorre che il viaggiatore lodi la città nelle cartoline e la preferisca a quella presente, avendo però cura di contenere il suo rammarico per i cambiamenti entro le regole precise: riconoscendo che la magnificenza e prosperità di Maurilia diventata metropoli, se confrontate con la vecchia Maurilia provinciale, non ripagano d&#8217;una certa grazia perduta, la quale può tuttavia essere goduta soltanto adesso nelle vecchie cartoline mentre prima, con la Maurilia provinciale sotto gli occhi, di grazioso non ci si vedeva proprio nulla, e men che meno ce lo si vedrebbe oggi, se Maurilia fosse rimasta tale e quale, e che comunque la metropoli ha questa attrattiva in più, che attraverso ciò che è diventata si può ripensare con nostalgia a quella che era. Guardatevi dal dir loro che talvolta città diverse si succedono sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome, nascono e muoiono senza essersi conosciute, incomunicabili tra loro. Alle volte anche i nomi degli abitanti restano uguali, e l&#8217;accento delle voci, e perfino i lineamenti delle facce; ma gli dèi che abitano sotto i nomi e sopra i luoghi se ne sono andati senza dir nulla e al loro posto si sono annidati dèi estranei. E&#8217; vano chiedersi se essi sono migliori o peggiori degli antichi, dato che non esiste tra loro alcun rapporto, così come le vecchie cartoline non rappresentano Maurilia com&#8217;era, ma un&#8217;altra città che per caso si chiamava Maurilia come questa.</p>
<p>da: Le Città Invisibili di Italo Calvino</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Galleria di Cartoline:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">
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 	<div class='ngg-navigation'><span>1</span><a class="page-numbers" href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/maurilia/?nggpage=2">2</a><a class="next" id="ngg-next-2" href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/maurilia/?nggpage=2">&#9658;</a></div> 	
</div>

</p>
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		<title>Legambiente risponde su Marinella</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/legambiente-risponde-su-marinella/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 07:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>

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		<description><![CDATA[Legambiente: «Non siamo convinti che il piano sia realizzabile fino a quando la proprietà non abbia effettuato gli studi legati alla tutela della risorsa ambientale, ecologica e idrogeologica, che stanno a monte di ogni disegno urbanistico».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Legambiente: «Su Marinella accelerare gli studi ambientali»</h3>
<p>Da il Secolo XIX di ieri</p>
<p>PRIMA di chiedere di accelerare i tempi sul progetto Marinella, si facciano gli studi ambientali e si rispettino le regole. E&#8217; quanto sostiene Legambiente all&#8217;indomani dell&#8217;appello lanciato dagli enti locali alla Regione per stringere i tempi sul progetto. «Non siamo convinti &#8211; dicono Stefano Sarti e Alessandro Poletti &#8211; che il piano sia realizzabile fino a quando la proprietà non abbia effettuato gli studi legati alla tutela della risorsa ambientale, ecologica e idrogeologica, che stanno a monte di ogni disegno urbanistico». Secondo i due dirigenti di Legambiente bisogna che prima che la Regione si pronunci sulla ripresa dell&#8217;iter, siano realizzati almeno lo studio sull&#8217;intrusione salina, sia nell&#8217;asta fluviale, che soprattutto nella piana, in relazione al &#8220;buco&#8221; scavato per la realizzazione della darsena della Marina di Fiumaretta e lo studio dell&#8217;impatto ecologico in relazione agli habitat e alle specie rare e bioindicatrici, vegetali e animali, presenti nel Sic della piana del Magra di cui fa parte la tenuta di Marinella.</p>
<p>Inoltre andrebbe comunque studiato quanto la trasformazione da campagna in mattone, con relativa colata di cemento, dell&#8217;area circostante la futura Marina di Fiumaretta, impatterà sull&#8217;ambiente e il paesaggio dell&#8217;area.</p>
<p>Infine, Legambiente ricorda che la Regione prevede sul Progetto Marinella anche la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) la quale, se fatta correttamente, quindi secondo le regole dettate dall&#8217;Unione Europea, prevede un&#8217;ampia relazione ambientale, con un rapporto preliminare e una progettazione definitiva, entrambe con la partecipazione del pubblico.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I conti senza l&#8217;oste</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 10:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucalazzarini.net/wp/?p=290</guid>
		<description><![CDATA[Il presidente della Provincia Fiasella, il sindaco di Ameglia Galazzo, il sindaco di Sarzana Caleo, il presidente del Parco Baruzzo: «Sul Progetto Marinella è necessario accelerare i tempi».  La Regione: «La priorità è trovare le risorse per risolvere il problema della sicurezza idraulica del fiume Magra...»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><address>Riportiamo un articolo di Grasso Peroni dal Secolo XIX di ieri. Tutti gli enti (Provincia, sindaco di Amgelia, sindaco di Sarzana, Presidente Parco) hanno fretta.<br />
La Regione accusata di immobilismo perchè pretende di acquisire a priori le carte e di trovare prima le risorse per non lasciare la vallata senz&#8217;acqua&#8230;</address>
</blockquote>
<h3>Progetto Marinella, dagli enti un invito ad accelerare i tempi</h3>
<h4>DIBATTITO ALLA FESTA DEL PD</h4>
<p>SUL PROGETTO Marinella è necessario accelerare i tempi. E’ quanto emerso dall’incontro organizzato mercoledì scorso alla festa del Pd di Marinella sulle prospettive di sviluppo legate al progetto Marinella Fiumaretta. Tutti d’accordo sulla necessità di stringere i tempi. Lo hanno affermato con forza il presidente della Provincia Marino Fiasella, il sindaco di Ameglia Umberto Galazzo e il sindaco di Sarzana Massimo Caleo per il quale “il piano resta l’ obiettivo primario di questa amministrazione”. E che il progetto Marinella Fiumaretta, nelle sue linee guida, sia stato acquisito da tutti gli enti lo ha dimostrato il presidente del Parco Montemarcello Magra Walter Baruzzo. «Il Piano della nautica che abbiamo approvato recentemente – ha dichiarato Baruzzo è un esempio della nostra linea. Si tratta di un momento propedeutico alla riqualificazione del fiume e va inserito nell’ottica del progetto Marinella Fiumaretta: un passo avanti affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione. Abbiamo lavorato in questi anni di concerto con gli enti e il territorio affinché il progetto possa andare avanti e che si passi dal dire al fare». A chi lamenta un eccessivo immobilismo ha risposto invece Renzo Guccinelli. «La Regione – ha affermato l’assessore regionale rispetto all’area interessata dal progetto sta lavorando in tre direzioni: primo trovare e allocare le risorse per risolvere il problema della sicurezza idraulica del fiume Magra, secondo favorire l’edilizia sociale attraverso una possibile permuta tra colonia Olivetti e parte delle case del borgo, terzo, acquisite finalmente tutte le carte, aprire un tavolo di confronto tra tutti gli attori per valutare insieme la qualità del progetto e avviare l’iter». Importante il contributo di Pier Luigi Corsi e Giovanni Reverberi, i quali hanno confermato la volontà da parte della proprietà «di portare a compimento un progetto che ha nell’unitarietà il suo valore aggiunto».<br />
A.G.P.</p>
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		<title>Legambiente: «Su Marinella accelerare gli studi ambientali»</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 09:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>

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		<description><![CDATA[Secolo XIX (on – line) – 25/07/09
PRIMA di chiedere di accelerare i tempi sul progetto Marinella, si facciano gli studi ambientali e si rispettino le regole. E&#8217; quanto sostiene Legambiente all&#8217;indomani dell&#8217;appello lanciato dagli enti locali alla Regione per stringere i tempi sul progetto. «Non siamo convinti &#8211; dicono Stefano Sarti e Alessandro Poletti &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secolo XIX (on – line) – 25/07/09</p>
<p>PRIMA di chiedere di accelerare i tempi sul progetto Marinella, si facciano gli studi ambientali e si rispettino le regole. E&#8217; quanto sostiene Legambiente all&#8217;indomani dell&#8217;appello lanciato dagli enti locali alla Regione per stringere i tempi sul progetto. «Non siamo convinti &#8211; dicono Stefano Sarti e Alessandro Poletti &#8211; che il piano sia realizzabile fino a quando la proprietà non abbia effettuato gli studi legati alla tutela della risorsa ambientale, ecologica e idrogeologica, che stanno a monte di ogni disegno urbanistico». Secondo i due dirigenti di Legambiente bisogna che prima che la Regione si pronunci sulla ripresa dell&#8217;iter, siano realizzati almeno lo studio sull&#8217;intrusione salina, sia nell&#8217;asta fluviale, che soprattutto nella piana, in relazione al &#8220;buco&#8221; scavato per la realizzazione della darsena della Marina di Fiumaretta e lo studio dell&#8217;impatto ecologico in relazione agli habitat e alle specie rare e bioindicatrici, vegetali e animali, presenti nel Sic della piana del Magra di cui fa parte la tenuta di Marinella. Inoltre andrebbe comunque studiato quanto la trasformazione da campagna in mattone, con relativa colata di cemento, dell&#8217;area circostante la futura Marina di Fiumaretta, impatterà sull&#8217;ambiente e il paesaggio dell&#8217;area Infine, Legambiente ricorda che la Regione prevede sul Progetto Marinella anche la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) la quale, se fatta correttamente, quindi secondo le regole dettate dall&#8217;Unione Europea, prevede un&#8217;ampia relazione ambientale, con un rapporto preliminare e una progettazione definitiva, entrambe con la partecipazione del pubblico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Unieco? E chi è?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>

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		<description><![CDATA[Al minuto 2:01 del primo video girato durante l&#8217;assemblea del 7 luglio il Vicesindaco Bottiglioni afferma: “Unieco non è neanche proprietaria&#8230; di niente; cioè, qui ci sono&#8230; cioè&#8230; Unieco non è proprietaria di niente. Qua ci sono delle cooperative&#8230; c&#8217;è&#8230; c&#8217;hanno un nome&#8230; però Unieco che è una cooperativa&#8230; emiliana? (poiché non è certo, chiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/09/bottiglioni1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2109 alignright" title="bottiglioni" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/09/bottiglioni1-150x150.jpg" alt="bottiglioni" width="150" height="150" /></a>Al minuto 2:01 del primo video</strong> girato durante l&#8217;assemblea del 7 luglio il Vicesindaco Bottiglioni afferma: “Unieco non è neanche proprietaria&#8230; di niente; cioè, qui ci sono&#8230; cioè&#8230; Unieco non è proprietaria di niente. Qua ci sono delle cooperative&#8230; c&#8217;è&#8230; c&#8217;hanno un nome&#8230; però Unieco che è una cooperativa&#8230; emiliana? (poiché non è certo, chiede conferma a qualcuno del pubblico)&#8230;emiliana&#8230; non è proprietaria di niente”.</p>
<p>Proponiamo immagini riprese dal sito di Unieco:</p>
<p><strong>
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			</a>
		</div>
	</div>
	 	 	
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</div>

</strong></p>
<p>Queste immagini denunciano che, se l&#8217;Assessore all&#8217;urbanistica di Sarzana non conosce Unieco, Unieco (a cui chiediamo di togliere cortesemente di mezzo la Torre) conosce bene Sarzana.<br />
E Tavolara&#8230;.</p>

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				<img title="sito uniecotav2" alt="sito uniecotav2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/tavolara/thumbs/thumbs_sito uniecotav2.jpg" width="100" height="75" />
			</a>
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	<!-- Pagination -->
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		<title>Tavolara: come si evita la VAS</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 19:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>

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		<description><![CDATA[Da La Nazione
Legambiente contesta la divisione dell’area in 5 progetti
«La Regione intervenga con procedure di legge»
CINQUE aree artigianali nel raggio di poche centinaia di metri a cavallo fra i Comuni di Sarzana e Castelnuovo: progetti tecnicamente diversi ma simili fra loro per tipologia, che cambieranno radicalmente la fisionomia della zona di Tavolara. Ma proprio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da La Nazione</p>
<h3>Legambiente contesta la divisione dell’area in 5 progetti<br />
«La Regione intervenga con procedure di legge»</h3>
<p style="font-size: 12px; text-align: justify;">CINQUE aree artigianali nel raggio di poche centinaia di metri a cavallo fra i Comuni di Sarzana e Castelnuovo: progetti tecnicamente diversi ma simili fra loro per tipologia, che cambieranno radicalmente la fisionomia della zona di Tavolara. Ma proprio la «divisione» fa storgere il naso a Legambiente che in una lettera alla Regione sottolinea come «la suddivisione in cinque parti risponda solo alla finalità di evitare le procedure complesse previste per le aree vaste», come la Via e la Vas. Legambiente chiede alla Regione di riunificare i progetti in uno solo e sottoporlo a Vas. Nel mirino di Stefano Sarti (presidente regionale di Legambiente) e Alessandro Poletti (presidente del circolo Valdimagra) la presenza di una grossa area artigianale a Tavolara, a cavallo dei Comuni di Castelnuovo Magra e Sarzana. «Le amministrazioni hanno suddiviso la zona in 4/5 progetti di cui uno, nel sopraferrovia sarzanese già sottoposto a screening di Via e pronto a partire. Esistono tre siti sopra la ferrovia: Tavolara est di Sarzana, fino a ieri area agricola; ex area Sbarbaro industriale dimessa; ex area Mattonificio Filippi dall’altra parte della’Aurelia, una zona industriale dimessa; due sotto la ferrovia, una sul lato castelnovese di Via Tavolara, in parte già occupata da tre segherie di marmo e granito e l’altra sul lato Sarzanese della strada, dove insistono discariche di marmettola e altre di emergenza di rifiuti solidi urbani risalenti all’epoca della vecchia Legge 12. Inoltre tali aree saranno attraversate da una nuova strada di penetrazione, biforcata lungo l’Aurelia (con una nuova rotatoria), e solo in piccola parte ricalcante la vecchia Via Tavolara, che è destinata a spostare importanti flussi di traffico dall’Aurelia al Viale XXV Aprile (Sarzana-Marinella), sventrando anche le aree agricole rimanenti e confinanti, in prossimità del Canale San Lazzaro, con il sito d’interesse comunitario (SIC) della Val di Magra».</p>
<p style="text-align: justify;">SECONDO Sarti e Poletti «dal disegno si evince che le 5 aree sono in realtà una e la loro suddivisione risponde solo alla finalità di evitare le procedure complesse previste per le aree vaste e a grande incidenza ambientale. E’ necessario quindi ricondurre le cinque aree a un progetto unitario». Da qui la richiesta alla Regione perchè «utilizzando i propri poteri sovraordinati e sostitutivi, attui una moratoria delle cinque aree, compresa quella in via di partenza nel sopraferrovia di Sarzana, e proceda all’unificazione del Progetto sottoponendolo a Valutazione ambientale strategica».</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tavolara: scompiglio in Consiglio Comunale</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/05/tavolara/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 10:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>

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		<description><![CDATA[URBANISTICA nel mirino dell’opposizione  al consiglio comunale di lunedì  sera. Carlo Rampi, capogruppo  della Destra, di professione avvocato,  va all’attacco. «Fate favori ai privati –  ha detto al governo cittadino –. Già in  sede di presentazione feci notare  come apparvero timbri di approvazione  con una data antecedente alla  consegna della documentazione, con  una fretta inspiegabile».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Riprendiamo da Il Secolo XIX di ieri</h2>
<p style="text-align: justify;">un estratto relativo alla seduta del Consiglio Comunale che ha visto, a parte le scontate critiche dell&#8217;opposizione,<span style="font-size: 12px;"> la spaccatura della maggioranza sulla questione Tavolara:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong style="font-size: 12px;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
</strong>URBANISTICA nel mirino dell’opposizione  al consiglio comunale di lunedì  sera. Carlo Rampi, capogruppo  della Destra, di professione avvocato,  va all’attacco. «Fate favori ai privati –  ha detto al governo cittadino –. Già in  sede di presentazione feci notare  come apparvero timbri di approvazione  con una data antecedente alla  consegna della documentazione, con  una fretta inspiegabile». Si parla  dell’ampliamento di Tavolara, che ha  illustrato l’assessore Roberto Bottiglioni  non  ha bisogno di valutazione di  impatto strategico o ambientale.  L’area, acquistata dai proprietari  privati per 2 milioni di euro grazie a  Sarzana Sviluppo Spa (ed altri partner),  dovrà sottostare alle osservazioni  e alle prescrizioni della Provincia.  Ovvero: almeno il 30 per cento  delle attività devono essere già presenti  sul territorio dei comuni di Sarzana,  Castelnuovo, Santo Stefano, Arcola  E Fosdinovo, ed il 70 per cento riservato  a nuovi imprenditorie. «Non  si tratta di un’opera pubblica, ma privata  – ha attaccato Rampi –. Il soggetto  attuatore quando opererà sarà  libero di impiegare le aree e destinarle come vuole,  trattasi di autentica  farsa». Perplessità espresse anche da  Enrico Briganti (Rc),«Possibile che si  riadotti il piano?», ha chiesto. Le risposte affidate a Bottiglioni e Caleo.  Si  è andati in votazione: pratica approvata con 15 voti a favore e di 3 contrari  della minoranza. Ma, al momento del  voto, Paolo Mione (Pd altro avvocato),  é uscito dall’aula. Confermando  che all’interno del Pd sarzanese c’è più di un problema.  Rampi ha  commentato: «Fa bene a non votare,  potrebbe essere radiato dall’albo».</p>
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