 <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sarzana, che Botta! &#187; Scritti del Comitato</title>
	<atom:link href="http://www.sarzanachebotta.org/category/scritti/scritti-del-comitato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sarzanachebotta.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 08:53:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
	<div id='fb-root'></div>
					<script>
						window.fbAsyncInit = function()
						{
							FB.init({appId: 271652272880899, status: true, cookie: true, xfbml: true});
						};
						(function()
						{
							var e = document.createElement('script'); e.async = true;
							e.src = document.location.protocol + '//connect.facebook.net/it_IT/all.js';
							document.getElementById('fb-root').appendChild(e);
						}());
					</script>	
						<item>
		<title>Dai colori della Liguria alla &#8220;mattonata&#8221; Botta: non solo scelte di facciata</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 11:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=7164</guid>
		<description><![CDATA[Era il 2 agosto quando Federico Galantini criticò l'uso di certi colori nel centro storico. Si attendeva una replica dell'Amministrazione. Han fatto spallucce. Pubblichiamo ora un articolo di Eliana Taraborelli che allarga la riflessione al Piano Botta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Per quattro mesi abbiamo atteso che le riflessioni e le critiche, anche aspre, espresse da Federico Galantini nell&#8217;intervista a Il Secolo XIX del 2 agosto (sottoriportato) producessero un effetto se non altro per l&#8217;attenzione, la sensibilità e il suo attaccamento alle tradizioni culturali di Sarzana. La risposta del Palazzo? Spallucce. Dopo quattro mesi esatti proponiamo un intervento della professoressa Eliana Taraborelli, che, partendo dalle riflessione di Galantini, allarga il discorso sul paesaggio urbano oltre il perimetro del centro storico, includendo uno sguardo preoccupato al futuro delineato dall&#8217;uniforme &#8220;mattonata&#8221; rossa del Piano Botta. Confidiamo di allargare il confronto. Le foto di corredo sono sufficientemente esplicative. (c. r.)</p>
<h3>I colori della Liguria: non solo scelte di facciata</h3>
<p>-di <strong>Eliana Taraborelli</strong></p>
<p>Convengo sulle profonde differenze rimarcate da Galantini tra la cultura cromatica delle facciate nei paesi della costa ligure e quella di Sarzana.</p>
<p>Ritengo però che la &#8220;storia&#8221; del luogo andrebbe citata sopratutto per quelle scelte non solo di &#8220;facciata&#8221; ma strutturali e urbanistiche di grande rilevanza e impatto nelle immediate vicinanze del centro storico.</p>
<p>L&#8217;orgoglio dei sarzanesi per le proprie radici dovrebbe essere unito ad una più vigile  e cauta attenzione verso il nuovo. Sarzana, sviluppatasi anche come paese agricolo per la fertilità della piana della Magra, vanta una tradizione contadina che era ed è esempio di saggezza ecologica e buon senso economico. Non a caso non era ammesso lo scempio del territorio, in quanto l&#8217;insediamento abitativo teneva sempre in considerazione lo spazio produttivo, per sprecare meno terra irrigua e coltivabile.</p>
<p>Dal dopoguerra, l&#8217;attività economica di tutta la vallata aveva avuto un importante fulcro nel vecchio mercato, che tenta, forse invano, di resistere all&#8217;ignoranza, alla dimenticanza e al degrado, il quale, non si toglie con le ruspe ma con la volontà di riqualificare, salvaguardando così anche la nostra storia.</p>
<p>Che dire inoltre della &#8220;mattonata&#8221; progettata da Botta in via Muccini?</p>
<p>La variante al piano regolatore, approvata dal consiglio comunale, infrange regole pianificatorie ben dettagliate dal Piano Paesistico Regionale, che riguardano anche la conformità dei materiali e il rispetto del linguaggio dell&#8217;intonaco e dei colori della tradizione locale.</p>
<p>L&#8217;uso del mattone che l&#8217;architetto Botta ha ben valorizzato in molte sue opere, seppur con le sue varianti cromatiche dovute alla cottura delle diverse terre, non qualifica assolutamente superfici di volumi così incombenti, chiusi e ripetuti, ma ne accentua solo la monotona uniformità formale, omologando Sarzana ad una delle tante periferie metropolitane senza alcun rispetto per le norme paesistiche e la cultura locale.</p>

<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-36-7164">

	<!-- Slideshow link -->
	<div class="slideshowlink">
		<a class="slideshowlink" href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/?show=slide">
			[Show as slideshow]		</a>
	</div>

	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-216" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/eliana.jpg" title="Via Neri: un improbabile colore per il centro storico accostato al Liberty" class="shutterset_set_36" >
								<img title="eliana" alt="eliana" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/thumbs/thumbs_eliana.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-224" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/eliana3.jpg" title="Via 8 Marzo. Cemento e colore, piatto, uniforme da &amp;quot;casa popolare&amp;quot;" class="shutterset_set_36" >
								<img title="eliana3" alt="eliana3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/thumbs/thumbs_eliana3.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-217" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/eliana2.jpg" title="Lo stesso edificio di via 8 Marzo, rivisitato con i colori liguri" class="shutterset_set_36" >
								<img title="eliana2" alt="eliana2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/thumbs/thumbs_eliana2.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>


<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Galantini attacca la giunta «Sta deturpando la città»</p>
<p>Da Il Secolo XIX 02/08/10 (Pino Meneghini)</p>
<p>DURO J’ACCUSE DEL PROFESSIONISTA ED ESPONENTE DEL PD</p>
<p>Nel mirino i colori delle facciate di alcuni edifici del centro storico</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/galantini.jpg"><img class="alignright" title="galantini" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/08/galantini.jpg" alt="Federico Galantini" width="150" height="120" /></a></p>
<p>«ANCHE  fra chi ci amministra manca questo attaccamento a Sarzana, che si  riverbera nelle scelte nelle quali purtroppo non viene tenuto conto  della storia della città, delle sue tradizioni culturali ed  urbanistiche, forse perché questi temi non sono loro propri, con la  conseguenza di segni evidenti che deturpano la bellezza della nostra  città». A sollevare dubbi e critiche sulla gestione della qualità urbana  del centro storico di Sarzana è Federico Galantini, uno dei personaggi  tra i più conosciuti, appartenente sicuramente al gotha politico e  sociale della città. Uomo di sinistra, bersaniano doc, ma soprattutto  professionista apprezzato al punto d’essere scelto di recente come  commissario liquidatore nella complessa vicenda dei Cantieri Baglietto,  Galantini è solito dire ad alta Voce quello che pensa, anche se le  osservazioni riguardano la sua parte politica. Di questi ultimi tempi,  stanco di non ricevere nei fatti risposte positive alle sue critiche, ha  deciso di cominciare a metterle nero su bianco, affidando al giornale  quelli che vogliono essere stimoli ad operare meglio. Il casus belli  della lettera odierna riguarda i colori delle facciate delle case, che  vengono, come si sa, prescritti dall’ufficio urbanistica del Comune. A  Galantini non vanno proprio giù, per fare solo un esempio, i colori  degli edifici che attorniano la piazza dedicata a Fabrizio de André. «Il  palazzo della posta e della biblioteca – scrive – già brutto di per  se’, è di un color rosa confetto, per non parlare dei giallo arancioni  delle case nel fossato e del condomini Alhambra. Il giorno  dell’intitolazione mi Sono trovato là e mi sono vergognato, il nostro  cantautore avrebbe meritato di più».<br />
E che dire dell’edificio situato  fra piazza Cesare Battisti e piazza Garibaldi?<br />
<a class="shutterset_" title="Via Neri: un improbabile colore per il centro storico accostato al Liberty" href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/eliana.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/articolo-eliana/thumbs/thumbs_eliana.jpg" alt="eliana" /></a>«Un violento rosa viola,  che nulla c’entra con i colori tenui della città; ‘ma che c’azzecca con  Sarzana?’ direbbe un noto personaggio politico. Questi sono colori che  forse vanno bene nei paesi della Costa dei Pirati, tipici liguri, non  nella nostra Sarzana»,, appartenente invece alla cultura toscana. Dove  il riferimento alla Costa dei pirati è apertamente allusivo alla  provenienza dei due tecnici, massimi responsabili della gestione  urbanistica della città, entrambi provenienti da Portovenere.<br />
Quale  sarebbe allora il possibile rimedio, secondo la ricetta Galantini? «Mi  risulta che in Provincia giacciano inutilizzate importanti somme  destinate dalla Comunità Europea alla formazione professionale. Ebbene  perché non utilizziamo parte di questi finanziamenti a fondo perduto per  fare della formazione professionale ai dipendenti pubblici (e forse  anche a qualche amministratore) sulla storia anche culturale ed  urbanistica della nostra città?». ”Ea questo punto il commercialista,  trasformatosi per un giorno in censore, sfodera un altro attacco alla  cultura dell’improvvisazione che spesso regna nei rapporti fra città e  osservatori esterni o forestieri. «Forse in questo modo eviteremo, che  quando un turista venuto a Sarzana si trovasse a chiedere ad un vigile  dov’è la fortezza, invece di essere mandato alla Castruccio, potrebbe  sentirsi correttamente rispondere: “Scusi, quale, la Firmafede o la  Castruccio? Sa, a Sarzana ne abbiamo due!».</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/12/dai-colori-della-liguria-alla-mattonata-botta-non-solo-scelte-di-facciata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cemento = lavoro, una bufala! Serve un confronto su dati certi</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/cemento-occupazione-una-bufala-servono-dati-certi/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/cemento-occupazione-una-bufala-servono-dati-certi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 18:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=7461</guid>
		<description><![CDATA[Cemento=sviluppo=occupazione. L'equazione è una bufala. Tavolara non decolla, in città molti fondi e appartamenti sono vuoti. E si continua a sprecare suolo. Ma a chi giova? Il parere del Comitato in vista del consiglio comunale del 18 ottobre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/cemento-occupazione-una-bufala-servono-dati-certi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Il 18 ottobre prossimo il Consiglio comunale discuterà un ordine del giorno proposto dal consigliere del PD Stefano Lodovici col quale s&#8217;impegna la giunta Caleo a dare impulso ai quattro megaprogetti Botta, Marinella, Tavolara, raddoppio dell&#8217;Ipercoop. Il Comitato &#8220;Sarzana, che botta!&#8221; ha preso posizione, chiedendo che si apra un confronto vero, fondato su dati di fatto, come ad esempio la consistenza del patrimonio immobiliare inutilizzato. Pubblichiamo il testo.</p>
<div id="attachment_7496" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/10/uliveto.JPG" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-7496" title="uliveto" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/10/uliveto-150x150.jpg" alt="uliveto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;uliveto di Tavolara (cliccare per ingrandire)</p></div>
<p>&#8220;L&#8217;ordine del giorno di Lodovici ripropone come verità di fede l’equazione “più cemento = più sviluppo = più occupazione”. Come i suoi più autorevoli rappresentanti non tiene conto né della realtà che è sotto i nostri occhi, né del parere di esperti, né si pone alcune domande sul tipo di occupazione, sulle prospettive future una volta chiusi i cantieri, sulle conseguenze sul territorio.<br />
E’ di tre giorni orsono un documentato servizio giornalistico apparso su La Nazione a firma di Massimo Merluzzi (<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/fornaci-filippi-e-tavolara-spreco-di-suolo-da-manuale/" target="_blank">qui</a>) sullo stato di alcuni megaprogetti già approvati, che non decollano non per cavilli burocratici o per l’ostruzione degli ambientalisti, ma perché non hanno mercato. Ci riferiamo a Tavolara, Santo Stefano, Camisano di Ameglia. E’ dei mesi scorsi il grido di allarme di esperti del commercio come Alberto Ravecca e Silvano Mannozzi sull’eccessiva presenza di centri commerciali. Parlano di saturazione. E qui cosa si continua a prevedere? Undicimila metri quadrati di superfici commerciali nel progetto Botta, quando già sono sfitti molti fondi dell’ex Pastificio Biava e dell’ex caserma dei Carabinieri e il centro storico è in sofferenza; ventiduemila metri quadrati di commerciale nel Progetto Marinella (di cui la metà ad Ameglia) più altre migliaia a Tavolara.<br />
Proprio Tavolara è il più eclatante esempio di scelleratezza nell’uso del territorio. Verrà distrutto uno splendido uliveto (e non solo) per far posto a nuovi capannoni artigianali, quando nel raggio di un chilometro insistono gli scheletri delle vecchie Fornaci Filippi.</p>
<p>Si vuole poi dire una buona volta quale tipo di manodopera assorbe oggi l’edilizia, per quanto tempo, quali sono le ricadute economiche di 74 mila metri quadrati di seconde case? Due riflessioni finali. Chiusi nel giro di due o tre anni i cantieri dei megaprogetti, ci saranno nuovi disoccupati. Apriremo nuovi cantieri per bruciare altro territorio e via ad oltranza fino a fare della piana di Luni una lastra di cemento? Seconda riflessione. La più grossa fetta del business andrà a gonfiare le casse dei grandi gruppi immobiliari, Unieco, Caltagirone ecc., estranei alla nostra realtà.  La comunità locale pagherà qualche centinaio di posti di lavoro temporanei con la deturpazione permanente del paesaggio, la maggiore invivibilità per caos da traffico, inquinamento, impoverimento delle risorse naturali. Cerchiamo di aprire un confronto vero, non ideologico, fondato su dati di fatto (ad esempio del patrimonio immobiliare inutilizzato).</p>
<p><strong>Comitato Sarzana, che botta!</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/cemento-occupazione-una-bufala-servono-dati-certi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/10/cemento-occupazione-una-bufala-servono-dati-certi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piano Botta. La sicurezza? Una fatalità</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/piano-botta-la-sicurezza-una-fatalita/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/piano-botta-la-sicurezza-una-fatalita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 10:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=7205</guid>
		<description><![CDATA[La Regione ha prescritto al Comune di arretrare i palazzi del Piano Botta di 30 metri dalla linea ferroviaria in ossequio a un decreto sulla sicurezza del trasporto. Il Comune preferisce chiedere la deroga alle FS. La sicurezza dei cittadini? Una fatalità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/piano-botta-la-sicurezza-una-fatalita/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>La tragedia ferroviaria di Viareggio e il grave incidente rischiato l’estate scorsa nei pressi dello scalo merci della Spezia non sono bastati come richiamo per i nostri amministratori sulla sicurezza e l’incolumità dei cittadini. <a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Piano_Botta_RENDER.JPG"><img class="alignright size-large wp-image-7151" title="Piano_Botta_RENDER" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/Piano_Botta_RENDER-1024x507.jpg" alt="Piano_Botta_RENDER" width="1024" height="507" /></a><br />
Inutilmente nelle osservazioni al Piano Botta, inviate al consiglio comunale lo scorso anno, avevamo contestato l’eccessiva vicinanza (22 metri) del palazzo a base pentagonale a destinazione residenziale, del nuovo centro commerciale e della stazione dei bus, previsti in piazza Terzi. Solo i consiglieri Mione, Baudone (PD) e Rampi (PDL) avevano colto i problema. Ora anche l’Ufficio di Valutazione impatto ambientale della Regione Liguria nel decreto sullo screening di VIA ha posto la prescrizione di riportare a trenta metri la distanza minima come previsto dal DPR 753 del 1980. Essendo quella norma una misura di sicurezza per il trasporto ferroviario, derogabile a discrezione dei responsabili delle Ferrovie dello Stato, il Comune di Sarzana ha pensato bene di chiedere la deroga. Per i nostri amministratori, ormai tutti tesi a far cassa, la speculazione edilizia sulle aree vale molto più dell’incolumità dei cittadini.<br />
<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/distanza_binari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7233" title="distanza_binari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/09/distanza_binari.jpg" alt="distanza_binari" width="302" height="227" /></a>Nel tentativo di fermare questa incredibile manifestazione di cinismo, come “Comitato Sarzana, che botta!” <a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13064&amp;Itemid=17" target="_blank">abbiamo deciso di scrivere ai responsabili delle FS</a> per richiamare almeno la loro attenzione sul problema sicurezza non solo dei convogli, ma anche di chi vive a ridosso della linea ferroviaria. Tra l’altro la zona interessata dall’intervento edilizio è a ridosso di una curva dei binari in direzione Genova e la distanza di sicurezza, sempre per il richiamato decreto, potrebbe addirittura aumentare a discrezione delle FS!<img style="-webkit-user-select: none" src="file:///Users/carlo/Library/Mail%20Downloads/P1010040.jpg" alt="" /><img style="-webkit-user-select: none" src="file:///Users/carlo/Library/Mail%20Downloads/P1010040.jpg" alt="" /></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/piano-botta-la-sicurezza-una-fatalita/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/piano-botta-la-sicurezza-una-fatalita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Festival e la realtà, tutt&#8217;altra musica</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%e2%80%99altra-musica/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%e2%80%99altra-musica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 22:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=7092</guid>
		<description><![CDATA[Il Festival della Mente ha per Sarzana un ritorno economico da record. E le ricadute culturali? Almeno per urbanistica e paesaggio le note sono dissonanti. Un articolo di Carlo Ruocco per Eddyburg ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%e2%80%99altra-musica/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Pubblichiamo l&#8217;articolo sul Festival della Mente e il contesto territoriale scritto da Carlo Ruocco per il prestigioso sito di architettura &#8220;Eddyburg&#8221; diretto dal professor Edoardo Salzano.</p>
<p><a href="http://eddyburg.it/article/articleview/15732/0/372/" target="_blank">Sarzana, un Festival della Mente per nascondere la devastazione del paesaggio di Luni</a></p>
<p>Data di pubblicazione: 31.08.2010</p>
<p>Autore: Ruocco, Carlo</p>
<p><em>La presentazione dell’iniziativa e la denuncia di due operazioni speculative nel nome dello “sviluppo”. Scritto per Eddyburg, 31 agosto 2010 (m.p.g.)</em></p>
<p>Si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti “cult” dell’estate italiana. Ma il Festival della Mente di Sarzana, giunto alla settima edizione, rischia di diventare un simbolo della divaricazione tra cultura e “politica del fare” soprattutto per quanto concerne ambiente, paesaggio, territorio, quasi una sottolineatura dell’inutilità della cultura nell’epoca del Mercato. A tenere la “lectio magistralis”, che tradizionalmente inaugura il Festival, è chiamato Salvatore Settis. Il titolo: “Paesaggio come bene comune, bellezza e potere”.<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/2_1.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-244" title="treviso" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/2_1.JPG" alt="treviso" width="431" height="251" /></a></p>
<p>Il professor Settis parlerà in una città e in un’area, quella apuano-lunense, a cui la “politica del fare” sta cambiando radicalmente volto con buona pace del paesaggio, del consumo di territorio, della tutela del patrimonio archeologico, naturale, antropologico, in cui il “Mercato” e soprattutto la “Rendita” sono i moloch sul cui altare sacrificare ogni scelta di amministrazioni da sempre guidate dalla sinistra. Tre varianti (<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/08/marinella-mezzo-milione-di-mc-di-cemento-lo-chiamano-sviluppo-ecosostenibile/" target="_blank">1 Marinella</a> -<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/variante-botta-immagini/" target="_blank">2 Botta</a> &#8211; <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/" target="_blank">3 Tavolara</a>) a strumenti urbanistici, stanno per riversare tra Sarzana e la piana dell’antica Luni e del basso corso della Magra 230 mila metri quadrati di seconde case, centri benessere, capannoni artigianali, centri commerciali, strutture balneari e albeghiere, a cui andranno ad aggiungersi due porti turistici lungo le verdi sponde della Magra per ospitare mille barche il tutto arricchito da arginature alte tre o cinque metri per contenere esondazioni sempre più frequenti.</p>
<p>Settis svolgerà la sua appassionata arringa in difesa del paesaggio italiano di fronte alla platea raffinata del festival e al sindaco di Sarzana Massimo Caleo, un teorico locale del teorema cemento = sviluppo = occupazione. Mentre il Festival della Mente celebrerà l’unicità del paesaggio italiano, <a href="http://www.valdimagranews.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=12729&amp;Itemid=17" target="_blank">un geologo sarà al lavoro per preparare gli studi geotecnici del “Piano Botta”</a>, una variante al piano regolatore del 1994, firmata dall’archistar Mario Botta e approvata nei giorni scorsi dalla Provincia. Botta ha disegnato una Sarzana in mattoncini a vista su un’area di sessantaduemila metri quadrati, una “Sarzana Due” a meno di trecento metri dal centro storico medievale e rinascimentale tutt’affatto diversa nelle tipologie architettoniche, dai colori del paesaggio ligure. Oltre quarantasettemila metri quadrati di nuove superfici residenziali, commerciali, ricettive, di terziario privato e pubblico, in larga parte previste dal PRG del 1994, ma solo in minima parte realizzate. Proprio la mancata realizzazione in un arco di tre lustri avrebbe dovuto suggerire una rivisitazione del vecchio piano, rivedendo una previsione d’incremento demografico errata, riconsiderando una previsione di domanda che il Mercato non ha confermato neppure in anni di bolla speculativa.</p>
<p>L’Amministrazione, sollecitata da Unieco di Reggio Emilia, proprietaria dei terreni, il cui logo compare ormai in tutte le grandi operazioni cementizie dello spezzino, da Levanto a Lerici, a Sarzana, in una sorta di colonizzazione emiliana, ha proceduto a una rivisitazione del piano particolareggiato che garantisce la rendita, sventolando la parola d’ordine degli “inalienalibili diritti acquisiti” dei proprietari con buona pace delle sentenze del Consiglio di Stato.</p>
<p>Ha incaricato, ovviamente senza concorso, l’architetto Mario Botta, presentato dalle Coop e che per le Coop aveva redatto le prime bozze progettuali dei nuovi palazzi, che ridisegnavano il volto della città (tutte informazioni sfacciatamente messe nero su bianco nella delibera di incarico del 2007). Disegni dei palazzi già visibili nella brochure del Bilancio 2007 di Abitcoop Liguria quando erano ancora ignoti al consiglio comunale di Sarzana nel gennaio 2009. La Variante porta la dicitura “di iniziativa pubblica”!</p>
<p>Nella sua prima stesura il progetto prevedeva un grattacielo cilindrico alto 67 metri di mattoncini rossi. Nelle dichiarazioni del Maestro Botta doveva richiamare le torri dell’acqua del mantovano. Sarzana in provincia di Mantova….. Così la colonizzazione Unieco cambia il volto ligure di una città. Il progetto della torre è crollato sotto i colpi di un Comitato di cittadini. Il resto è rimasto, compresa l’assoluta mancanza di verde fruibile.</p>
<p>Come onestamente ammesso dallo stesso Botta “Con quelle volumetrie o si va in alto o si occupa ogni spazio orizzontale”. Ma la Rendita non consente di ridurre le volumetrie. Neppure se a suggerirlo pubblicamente al Principe è un Maestro dell’architettura.</p>
<p>Se Sarzana nel suo ingresso occidentale somiglierà a Treviso, a Sesto San Giovanni o a Lugano, poco importa. Millecento nuovi abitanti previsti, undicimila metri quadrati di superfici commerciali in una città che vanta il primato di ipermercati, undicimila metri quadrati di terziario, a Sarzana già oggi largamente invenduto. Conta il business da 160 milioni di euro.</p>
<p>C’è chi si chiede: chi acquisterà? Ed evoca preoccupato i dati del rapporto 2009 della Direzione nazionale antimafia che indica la Liguria e Sarzana come luogo di riciclaggio.</p>
<p>Mentre il “Piano Botta” muove i primi passi, i sindaci di Sarzana e Ameglia lanciano la crociata contro gli ambientalisti che, riuniti in un Coordinamento di associazioni e comitati, hanno dirottato la loro attenzione sulla più esaltante epopea del cemento, il Progetto Marinella. “Costoro si oppongono allo sviluppo, Si rischia di perdere un’occasione unica per mettere fine al degrado della zona”.</p>
<p>Promotrice del Progetto Marinella è la banca Monte dei Paschi, storica proprietaria di quasi tutti i terreni agricoli della bassa piana della Magra fino alle pendici del colle dei Cappuccini di Bocca di Magra. Acquisì quei terreni durante il fascismo per il fallimento di un ricco imprenditore del marmo, Fabricotti. Li acquisì come terreni agricoli, aspettando con la pazienza di una banca centenaria che la Dea Rendita desse i suoi frutti.</p>
<p>Il PRG di Sarzana del 1994 prevede solo interventi di ristrutturazione e recupero del vecchio borgo agricolo di Marinella. Troppo poco per le aspettative di Monte dei Paschi, che nel 1999 lancia il “Progetto unitario di Marinella”. Unitario perché comprende tutta la proprietà, che abbraccia i comuni di Sarzana e Ameglia. Nel tempo il progetto è cresciuto in concomitanza con l’avvento di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Gaetano_Caltagirone" target="_blank">Francesco Gaetano Caltagirone </a>alla vicepresidenza della banca senese. Anche i partecipanti al progetto sono cresciuti, comprendendo l’immancabile Unieco, il Consorzio delle Cooperative di Produzione e lavoro emiliane, le società Condotte e Condotte Acque di Astaldi. Le cifre dell’affare parlano da sole e fanno impallidire il Piano Botta. 155 mila metri quadrati di edificato previsto, di cui quasi 87 mila di nuova edificazione. Un terzo della superficie è a destinazione residenziale in una Liguria a crescita zero. Anche il “commerciale” non scherza: 23 mila metri in un’area, secondo Confesercenti, già satura di ipermercati.</p>
<p>Gli amministratori di sinistra non se lo vogliono sentir ripetere: ma con il famigerato Piano casa di Berlusconi non avrebbero potuto prevedere neppure la metà di nuove edificazioni!</p>
<p>Non mancano neppure 7200 metri quadrati di stabilimenti balneari: tradotto significa privatizzazione del litorale, soggetto a forte erosione, oggi in parte libero e selvaggio, quindi “degradato”. Infine la ciliegina: il “polo nautico” nel Parco del fiume Magra con una prevista escavazione di milioni di metri cubi di inerti per far posto a circa mille attracchi.</p>
<p>Calcolare l’ammontare dell’operazione fa venire le vertigini a chi non si chiama Caltagirone. C’è chi azzarda 700 milioni di euro.</p>
<p>La lectio magistralis del professor Settis cadrà in questo contesto. A conferma che il Festival viene pensato a Milano. Sarzana lo ospita, perché è un evento che richiama pubblico e riflettori. Quindi denaro. Lo scorso anno lo sponsor, la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, per voce del suo presidente Matteo Melley, ha posto la questione: non si può guardare solo alle ricadute economiche; occorre iniziare a valutare le ricadute culturali.</p>
<p>Ebbene una frase di Settis, scelta per la brochure del programma, sembra già un invito alla riflessione sul contesto: &#8220;Anche la devastazione del paesaggio italiano, a cui assistiamo oggi, è un prodotto culturale ed appartiene all&#8217;orizzonte che ci circonda. Chiediamoci perché. Chiediamoci se il paesaggio può tornare ad essere un bene comune e come questo può dipendere da noi&#8221;.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%e2%80%99altra-musica/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/09/il-festival-e-la-realta-tutt%e2%80%99altra-musica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bello, brutto&#8230; o abbandonato?</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 22:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6944</guid>
		<description><![CDATA[Non serve essere architetti o storici dell'arte per capire che il bello e il brutto sono parametri di giudizio soggettivi, e che in architettura difficilmente vengono utilizzati per descrivere qualsiasi manufatto. L'architettura va oltre il bello e il brutto, soprattutto quando si parla di edifici che hanno fatto la storia di un luogo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimprimp.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6964" title="mercato 0rimprimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimprimp.jpg" alt="mercato 0rimprimp" width="400" height="327" /></a><span style="color: #ffffff;"> </span>Facciamo riferimento ad un articolo riportato in calce, ripreso dal La Nazione del 30 luglio.</p>
<p>Non serve essere architetti o storici dell&#8217;arte per capire che <em>il bello</em> e <em>il brutto</em> sono parametri di giudizio soggettivi, e che in architettura difficilmente vengono utilizzati per descrivere qualsiasi manufatto. L&#8217;architettura va oltre il bello e il brutto, soprattutto quando si parla di edifici che hanno fatto la storia di un luogo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6961" title="mercato 4rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-4rimp.jpg" alt="mercato 4rimp" width="690" height="714" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>E  quando chi li ha disegnati era un professionista di riconosciute capacità.<span style="color: #ffffff;">.</span>Nei tempi in cui operava l&#8217;architetto Galeazzi era rinomato per la tecnica che gli ha permesso di utilizzare sapientemente il cemento armato. Ne è dimostrazione proprio l&#8217;ex mercato ortofrutticolo e la sua ampia volta a botte, che per diversi anni ha ospitato lo scambio che avveniva giornalmente tra città e campagna.<span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6962" title="mercato 0rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-0rimp.jpg" alt="mercato 0rimp" width="700" height="573" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span>Il <em>capannone informe figlio della povertà di idee e mezzi della guerra</em>, come lo definisce il consigliere dell&#8217;UDC, è per<strong> il professor Ruschi</strong><em> </em>(autorità nel settore della valutazione e del restauro di opere architettoniche) <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/06/il-professor-ruschi-demolire-il-mercato-un-grave-danno-testimonianza-razionalista-in-liguria/" target="_blank">una delle prime testimonianze razionaliste del periodo postbellico in Liguria</a> e per <strong>il professor D&#8217;Alto</strong> (<span style="font-style: italic;">architetto, professore di Sociologia  urbana all’Università di Pisa, membro del consiglio della Fondazione  Giovanni Michelucci di Firenze)</span> <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/06/dalto-perche-non-demolire-il-vecchio-mercato/" target="_blank">una risorsa con la sua dignità storica e testimoniale</a>.</p>
<h3><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6367" title="vecchio_mercato_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg" alt="vecchio_mercato_2" width="390" height="293" /></a>Lo scempio non è il manufatto in sè ma il degrado che da anni lo assale.</h3>
<h3>E ciò che ha causato lo stato in cui versa è semplicemente l&#8217;incapacità di evitarlo.</h3>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span>L&#8217;ex mercato non è un residuato bellico, ma <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/" target="_blank">un&#8217;opera fortemente voluta dalla prima amministrazione democratica della Sarzana post fascista guidata da Paolino Ranieri </a>per rendere la città centro economico della vallata. E in nome della neonata democrazia fu oggetto di un <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/1946-voto-segreto-per-scegliere-il-progetto-e-la-sede-del-mercato/" target="_blank">concorso di idee e una votazione segreta</a>.</p>
<p>E non vogliamo dimenticare che recenti amministrazioni (fine anni &#8217;80) <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/con-la-demolizione-bruciati-558-mila-euro-appello-del-comitato-alle-forze-culturali/" target="_blank">hanno investito</a> quello che oggi sarebbe</p>
<h3 style="text-align: center;">oltre UN MILIARDO di lire (quasi 560.000 Euro)</h3>
<p>nel recupero dell&#8217;immobile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-1rimp.jpeg"><img class="size-full wp-image-6963 aligncenter" title="mercato 1rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/mercato-1rimp.jpeg" alt="mercato 1rimp" width="700" height="520" /></a></p>
<p>Per ironia della sorte la relazione tecnica della ristrutturazione fu affidata a quello stesso architetto Mugnaini che o<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/ex-mercato-una-farsa-la-verifica-dinteresse-storico/" target="_blank">ggi redige la scheda </a>che attribuisce</p>
<h3 style="text-align: center;">VALORE ZERO</h3>
<p>all&#8217;edificio, decretandone la fine.</p>
<div id="attachment_6969" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/MERCATO-BOTTA.JPG"><img class="size-full wp-image-6969" title="MERCATO BOTTA" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/MERCATO-BOTTA.JPG" alt="L'edificio ideato da Botta in sostituzione del Mercato: due ali da 4 piani ciascuna, che gli abitanti di Piazza Terzi non vogliono" width="400" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;edificio ideato da Botta in sostituzione del Mercato: due ali da 4 piani ciascuna, che gli abitanti di Piazza Terzi non vogliono</p></div>
<p>Infine, si lasci dire agli abitanti di Piazza Terzi se l&#8217;abbattimento dell&#8217;ex-mercato sarà per loro fonte di contentezza: come si spiega allora che essi sono tra i principali sottoscrittori del ricorso contro il  Piano Botta?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong>Il Direttivo del Comitato Sarzana, che botta!</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>-</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg"><img class="size-full wp-image-6369 alignright" title="vecchio_mercato_4" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/4.jpg" alt="vecchio_mercato_4" width="390" height="293" /></a></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/06/mercato_interno_2.jpg"><img class="size-full wp-image-6410 alignright" title="mercato_interno_2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/06/mercato_interno_2.jpg" alt="mercato_interno_2" width="400" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/rosignoli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6946" title="rosignoli" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/rosignoli.jpg" alt="rosignoli" width="194" height="798" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/bello-brutto-o-abbandonato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Accolta un&#8217;osservazione del Comitato! Meglio tardi che mai</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/accolta-unosservazione-del-comitato-meglio-tardi-che-mai/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/accolta-unosservazione-del-comitato-meglio-tardi-che-mai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 00:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6910</guid>
		<description><![CDATA[Le osservazioni del Comitato? Qualche mese fa trattate come carta straccia, sono ora accolte a vantaggio del bene comune. Vittoria del buon senso, conferma che dietro l'adozione del piano Botta vi fu superficialità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/accolta-unosservazione-del-comitato-meglio-tardi-che-mai/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/saldi2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6942" title="saldi2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/saldi2.jpg" alt="saldi2" width="145" height="118" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png"></a>Venerdi 23 luglio è stata convocata la Commissione Territorio per discutere il piano di Ricognizione dei beni di proprietà del Comune suscettibili di alienazione. I commissari erano chiamati a valutare quale  parte del nostro bene pubblico si potrebbe vendere per far cassa e fronteggiare questo difficile momento economico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra questi beni sono stati individuati i parcheggi <span style="text-decoration: underline;">pubblici</span> sottostanti<br />
l&#8217;ex caserma dei carabinieri,<br />
l&#8217;ex Biava,<br />
l&#8217;ex Vetreria.<br />
Circa <strong>5000 mq</strong> di parcheggio, ripetiamo, <span style="text-decoration: underline;">pubblico</span> mai utilizzati perchè di difficile gestione: al momento della loro progettazione non si era infatti considerato che i residenti dei soprastanti edifici non avrebbero gradito la commistione dei propri posti auto pertinenziali con quelli destinati alla comunità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Comitato, tra le innumerevoli osservazioni che fece in sede di adozione della Variante al Piano Particolareggiato di Via Muccini, evidenziò<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/10/giallo-finanziario-parcheggi-pubblici-venduti-a-190-e-al-mq/" target="_blank"> (qui)</a> come la stima per la monetizzazione di questi parcheggi fosse di gran lunga inferiore rispetto al valore di mercato.<br />
<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png"><img class="alignright size-full wp-image-6938" title="parcheggio" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/parcheggio.png" alt="parcheggio" width="339" height="643" /></a>Già nella <a href="https://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_28f8vvmmfr&amp;hl=it" target="_blank">relazione &#8220;economica&#8221;</a> allegata al piano si evinceva infatti che quei parcheggi di difficile gestione sarebbero stati monetizzati a 192 €/mq: circa 5.000 € a posto auto, quando un parcheggio coperto a Sarzana ha un costo minimo tre volte superiore!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Come tutte le altre osservazioni stese a cura del Comitato, anche questa fu rigettata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Venerdì, la svolta: a fronte della richiesta del Consigliere Comunale Sara Frassini (già membro del direttivo del nostro comitato) di rivedere le stime di queste monetizzazioni, il dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico Franco Talevi e l&#8217;unanimità della Commissione hanno condiviso la proposta, impegnandosi quindi a variare la delibera di Consiglio Comunale che individua i valori di monetizzazione: verrà inserita la categoria di parcheggio coperto di proprietà pubblica o di solo uso pubblico, il cui maggior valore stimato verrà individuato dall&#8217;Ufficio Tecnico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una vittoria del buon senso e un grande vantaggio per le casse del Comune. Ma anche l&#8217;ennesima dimostrazione che l&#8217;esame delle osservazioni è stata una farsa <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/osservazioni-esame-in-74-minuti-una-farsa/" target="_blank">(qui)</a>, una presa in giro della partecipazione <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/11/democrazia-partecipata-sarzana-non-e-bologna/" target="_blank">(qui)</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La conferma della superficialità con cui il consiglio comunale ha affrontato l&#8217;approvazione del piano Botta.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/accolta-unosservazione-del-comitato-meglio-tardi-che-mai/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/accolta-unosservazione-del-comitato-meglio-tardi-che-mai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consumo di territorio: Liguria speculazione record. Altro che Sud</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 23:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6857</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale, per far capire dove sta andando il Bel Paese. Tra le vittime future di "ambientalisti pentiti" e colossi del mattone, c'è la nostra piana di Marinella e il fiume.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Pubblichiamo un documento molto pesante, ma fondamentale per far capire dove stanno andando questo Bel Paese e la nostra Vallata.</p>
<div id="attachment_6864" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6864" title="Dossier Consumo di Suolo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.jpg" alt="Dossier Consumo di Suolo" width="400" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per visualizzare il dossier</p></div>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Il <a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Dossier-Consumo-di-Suolo.pdf" target="_blank">rapporto di Legambiente</a> è fondato su cifre. I numeri parlano. Andate a vedere la Liguria. Ormai detiene il record i cemento per metroquadro praticabile (cioè al netto delle zone montane e scoscese).</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Non paghi, Burlando e Caleo stanno variando il Piano normativo del Parco Magra per consentire di mettere l&#8217;acqua dove c&#8217;è la terra. E&#8217; il cavallo di Troia per le superdarsene circondate dal cemento delle infrastrutture e delle seconde case per nababbi padani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg"><img class="size-full wp-image-6914 aligncenter" title="evoluzione" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/evoluzione.jpg" alt="evoluzione" width="628" height="456" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6915" title="Masterplan2009" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/Masterplan2009.jpg" alt="Masterplan2009" width="418" height="576" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6916" title="planimetria_aerea" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/planimetria_aerea.jpg" alt="planimetria_aerea" width="650" height="437" /></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6917" title="scenari" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/07/scenari.jpg" alt="scenari" width="650" height="470" /></a></p>
<p>Sbagliamo se ricordiamo che Massimo Caleo, quando era presidente del Parco Magra e si vantava di essere un ambientalista, aveva votato un Piano normativa che prevedeva l&#8217;esatto contrario? Poi è arrivata Monte dei Paschi con l&#8217;immancabile colosso Unieco (di cui Fassino al telefono potrebbe dire &#8220;Abbiamo una banca e un colosso dell&#8217;edilizia!&#8221;), presentano il progetto di Marinella e lui, diventato sindaco, cambia opinione. Trasforma la terra in acqua. I miracoli del business, a cui il Nostro Sindaco sembra molto sensibile (Botta docet).</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/07/consumo-di-territorio-stop-alle-chiacchiere-i-fatti-sono-altri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Allarme mafia: il Comitato appoggia i giovani di Libera</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/commissione-comunale-antimafia-il-comitato-appoggia-i-giovani-dilibera/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/commissione-comunale-antimafia-il-comitato-appoggia-i-giovani-dilibera/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=6213</guid>
		<description><![CDATA[La Direzione nazionale antimafia e la commissione parlamentare hanno indicato Sarzana come luogo di infiltrazioni mafiose. I giovani di Libera chiedono al Comune una commissione permanente. Il Comitato "Botta" appoggia l'iniziativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/commissione-comunale-antimafia-il-comitato-appoggia-i-giovani-dilibera/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/libera.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6244" title="libera" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/05/libera.jpg" alt="libera" width="150" height="113" /></a>I giovani del presidio sarzanese dell&#8217;associazione Libera hanno chiesto al sindaco e al consiglio comunale la costituzione di una commissione comunale antimafia permanente che si attivi per iniziative concrete di promozione e diffusione della cultura della legalità, per costituire un tavolo tecnico con le forze dell&#8217;ordine e per promuovere e agevolare le iniziative proposte dai giovani di contrasto dei fenomeni della malavita organizzata.<br />
Il Comitato Sarzana, che botta! ha deciso di sostenere questa richiesta, condividendo l&#8217;analisi che ha spronato i giovani di Libera a formulare la proposta. Il punto di partenza sono state le relazioni della Direzione Nazionale Antifamia e della Commissione parlamentare antimafia, che hanno indicato Sarzana come uno dei luoghi liguri dove le organizzazioni malavitose si sono infiltrate e fanno affari. Uno dei business preferiti è proprio l&#8217;edilizia. I giovani di Libera sottolineano che Sarzana è al centro di grosse operazioni immobiliari e chiedono una particolare attenzione al fenomeno.</p>
<p>Condividiamo. Per questo abbiamo scritto al sindaco e al consiglio comunale per sostenere la loro richiesta. Ci auguriamo che altre associazioni e partiti facciano altrettanto.</p>
<p>Ecco il testo della nostra lettera.</p>
<p><strong>Comitato Sarzana, che botta!</strong></p>
<p>Al Sindaco di Sarzana</p>
<p>Al Presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>Ai Gruppi Consiliari</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Oggetto: Istituzione commissione antimafia permanente</strong></p>
<p>Abbiamo letto con interesse la proposta inoltrata al Consiglio comunale dai giovani del Presidio Dario Capolicchio dell’associazione “Libera” di istituire una commissione antimafia permanente. Come Comitato Sarzana, che botta! Intendiamo esprimere la nostra totale e convinta condivisione a tale iniziativa e con la presente lettera intendiamo sostenerla presso il massimo organo di rappresentanza della città.</p>
<p>La proposta del Presidio sarzanese di Libera fa riferimento alla denuncia contenuta nella relazione della Direzione Nazionale antimafia del 2008 e della successiva relazione della commissione interparlamentare antimafia di infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio di Sarzana.  Nel 2009 le indagini della magistratura hanno confermato una presenza inquietante e capillare di organizzazioni dell’’ndrangheta e della camorra nel territorio ligure non solo nei tradizionali settori del commercio di stupefacenti, della prostituzione, ma anche e soprattutto nel business dell’edilizia e degli appalti pubblici.</p>
<p>Ci sentiamo quindi di condividere la preoccupazione dei giovani di Libera di richiamare l’attenzione dei responsabili della vita cittadina alla vigilia di “ingenti investimenti che saranno stanziati per la realizzazione di due importanti piani edilizi, denominati Progetto Marinella e Progetto Botta” e la volontà di diffondere la cultura della legalità.</p>
<p>Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti</p>
<p>Per il Comitato “Sarzana, che botta!”</p>
<p>Il presidente</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/commissione-comunale-antimafia-il-comitato-appoggia-i-giovani-dilibera/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/05/commissione-comunale-antimafia-il-comitato-appoggia-i-giovani-dilibera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ex Brun Caprini e Piano Botta: la retorica degli alloggi sociali</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/ex-brun-caprini-e-piano-botta-la-retorica-degli-alloggi-sociali/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/ex-brun-caprini-e-piano-botta-la-retorica-degli-alloggi-sociali/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 16:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5794</guid>
		<description><![CDATA[Il 30 marzo 2009 il Consiglio comunale votava il Piano Botta in una notte. Motivo: non si doveva perdere il contributo regionale per 30 alloggi ad affitto calmierato. 30 marzo 2010: 15 alloggi in via XX Settembre pronti da anni sono ancora da consegnare! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/ex-brun-caprini-e-piano-botta-la-retorica-degli-alloggi-sociali/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h4 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><em>di Laura Lazzarini</em><br />
</span></h4>
<h4 style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/SarzanaNotizie_02_03.pdf" target="_blank">Da una pubblicazione risalente al <strong>2004</strong></a> (<a href="http://www.sarzana.org/Utilita/Sarzana_Notizie/pdf/SarzanaNotizie_02_03.pdf" target="_blank">qui visualizzabile:</a> nel vecchio sito del Comune di Sarzana):</strong></span></h4>
<p>&lt;&lt;Incentivare l’edilizia residenziale pubblica. E’ questo uno degli obiettivi perseguiti dell’amministrazione comunale, che ha favorito un’ordinata trasformazione del territorio. <strong><br />
<span style="font-weight: normal;">E se i costi per l’acquisto di immobili, a fronte di un forte sviluppo sono lievitati al punto da precludere l’accesso alla prima casa da parte di una fascia notevole di cittadini (giovani coppie e anziani) <strong><span style="font-weight: normal;">il comune ha puntato sull’edilizia residenziale pubblica da realizzarsi su aree “pregiate” del territorio proprio a tutela di una parte della popolazione.</span><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/bc2_rimp_rimp.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-5886" title="bc2_rimp_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/bc2_rimp_rimp.JPG" alt="bc2_rimp_rimp" width="150" height="117" /></a>(&#8230;) </span>le 15 case<span style="font-weight: normal;"> previste in via XX Settembre nell’area ex-Brun Caprini verranno destinate <strong>all’affitto permanente</strong>. E i tempi? &#8220;Saranno brevi &#8211; spiega l’assessore all’urbanistica, Gino Ambrosini&#8221;&gt;&gt;.</span></strong></span></strong></p>
<h3 style="text-align: center;">QUESTO CI RACCONTAVANO NEL 2004<em>.</em></h3>
<h3 style="text-align: center;">Questa è la realtà del 2010 (<a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/laspezia/cronaca/2010/03/19/307189-case_convenzionate.shtml" target="_blank">da La Nazione</a> del 19 marzo &#8211; Claudio Masseglia):</h3>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/bc1_rimp.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-5883" title="bc1_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/bc1_rimp.JPG" alt="bc1_rimp" width="400" height="300" /></a>(&#8230;) Dopo anni di trattative, Comune e Arte hanno trovato l’accordo per aprire la piazzetta ricavata tra i palazzi e, fra pochi giorni, aprire anche il parcheggio pubblico da dieci posti. All’interno del complesso quindici alloggi (&#8230;) che rimarranno vuoti fino a quando Arte non pubblicherà il bando <strong>per la loro vendita all’asta </strong>(si parla di aprile), riservata nel caso degli alloggi a chi avrà diritto di accedere all’edilizia convenzionata, ad esempio giovani coppie residenti in provincia e non proprietarie di altre abitazioni. Di fatto quindi case in cooperativa dal prezzo però di poco inferiore a quelle a libero mercato: <strong>si parla infatti di 3200 euro al metro quadro </strong>(contro i 4000 della media sarzanese).<br />
Per l’appartamento base da poco meno di<strong> 60 metri quadri </strong>si spenderebbe <strong>intorno ai 270mila euro <span style="font-weight: normal;">che salgono </span>a 320mila <span style="font-weight: normal;">se si sceglie la casa</span> da 91 metri quadri.<br />
<span style="font-weight: normal;">Prezzi poco &#8216;vicini&#8217; a una politica di edilizia convenzionata (&#8230;).</span></strong></p>
<p style="text-align: center;">- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -</p>
<p>Sei anni. Tanto ci è voluto per cominciare a ventilare la possibilità di immettere sul mercato questi 15 costosissimi appartamenti, con una disponibilità che è ancora tutta sulla carta e che, dichiarata prima delle elezioni, sa tanto di propaganda pre-elettorale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Una serie di domande sorgono spontanee:</strong></p>
<p>- se la &#8220;fame&#8221; di case a Sarzana è così inarrestabile, perchè si sono attesi ben 6 anni per rendere disponibili questi 15 appartamenti, da tempo (almeno osservando il caseggiato dall&#8217;esterno) pronti?</p>
<p>- se il motivo per cui il 30 marzo dello scorso anno il Consiglio Comunale si è così affrettato a recepire il Progetto Botta per i 30 appartamenti a edilizia convenzionata, per la fame di alloggi &#8220;popolari&#8221;, perché intanto non sono stati consegnati i 15 alloggi di via XX Settembre? E perché chi come i consiglieri Rosignoli, Michelucci, Briganti tuonava contro l&#8217;insensibilità sociale del Comitato Sarzana, che botta! non ha chiesto conto di tanto spreco?</p>
<p>- e perché si è passati dall&#8217;affitto permanente alla vendita all&#8217;asta? Accadrà così anche per gli alloggi del Piano Botta?</p>
<p>Ora che la campagna elettorale è alle spalle, si attende qualche risposta. Seria.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/ex-brun-caprini-e-piano-botta-la-retorica-degli-alloggi-sociali/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/ex-brun-caprini-e-piano-botta-la-retorica-degli-alloggi-sociali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinquanta euro per la libertà (d&#8217;informare)</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/cinquanta-euro-per-la-liberta-dinformare/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/cinquanta-euro-per-la-liberta-dinformare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 15:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5841</guid>
		<description><![CDATA[Cinquanta euro. E' la tassa sulla libertà d'informazione imposta dal Comune di Sarzana. 50 euro è la cifra pretesa per 12 fotocopie degli atti dello scandalo delle fidejussioni e degli oneri di urbanizzazione di via Turì. I cittadini non devono sapere. Chi vuole informare paga dazio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/cinquanta-euro-per-la-liberta-dinformare/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="text-align: left; ">di <strong>Carlo Ruocco</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fide_affiancate.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5879" title="fide_affiancate" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fide_affiancate.jpg" alt="fide_affiancate" width="400" height="271" /></a>Cinquanta euro. E&#8217; il prezzo della libertà d&#8217;informazione (per un solo articolo apparso su questo sito) imposto dall&#8217;Amministrazione comunale di Sarzana.</p>
<p>Probabilmente imposto soltanto al sito &#8220;Sarzana, che botta!&#8221;.<br />
L&#8217;articolo è quello sulle fidejussioni scadute e/o fasulle, che avrebbero dovuto garantire gli oneri per le opere di urbanizzazione delle villette uni e bifamiliari di via Turì realizzate dall&#8217;Immobiliare Il Sole, società che ha cessato l&#8217;attività.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">I documenti erano due: la convenzione (dieci pagine), stipulata tra i proprietari dei terreni, la società costruttrice e il Comune, e le due fidejussioni. Dodici pagine in tutto.</p>
<div id="attachment_5873" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fideGE022147_06.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-5873 " title="fideGE022147_06" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fideGE022147_06-150x150.jpg" alt="fideGE022147_06" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare per visualizzare la fidejussione da circa 127 mila Euro</p></div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_5874" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fideGE022148_06.JPG" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-5874" title="fideGE022148_06" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/fideGE022148_06-150x150.jpg" alt="fideGE022148_06" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare per visualizzare la fidejussione da oltre 67 mila Euro</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left; ">
<p style="text-align: left; ">
<p style="text-align: left; ">
<p style="text-align: left; ">
<p style="text-align: left; ">
<p style="text-align: left; ">Altre volte ci è stato richiesto il (giusto) pagamento del costo delle copie (briciole di euro).<br />
Questa volta il Capo ripartizione territorio, l&#8217;ingegner Franco Talevi, ha disposto: 50 euro. Motivo: ricerca d&#8217;archivio.</p>
<p style="text-align: left; ">
<div id="attachment_5876" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/copie_disponibili.JPG" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5876" title="copie_disponibili_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/copie_disponibili_rimp.JPG" alt="cliccare sull'immagine per ingrandire" width="400" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">  cliccare sull&#39;immagine per ingrandire</p></div>
<div id="attachment_5902" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/rivevuta.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5902" title="rivevuta._rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/rivevuta._rimp.jpg" alt="rivevuta._rimp" width="400" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per ingrandire</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Si badi che le domande per ricerche d&#8217;archivio sono redatte su appositi moduli, che prevedono tra l&#8217;altro anche la possibilità di fotografare gli atti.<br />
Ma soprattutto qui stiamo parlando di una pratica ancora aperta, tutt&#8217;altro che archiviata. Eccome se aperta! Il Comune sta ancora stipulando il contratto per portare l&#8217;energia elettrica sulla strada pubblica. Deve ancora prendere in carico le opere pubbliche realizzate, collaudare il ponte di accesso al quartiere (opera ancora da completare e mettere in sicurezza). Il fascicolo è nell&#8217;ufficio del geometra Gregorini.<br />
Lo stesso Talevi, nell&#8217;inviarci il 22 marzo una raccomandata (costo 3,40 euro a carico dei contribuenti) per comunicarci che le copie che avevamo richiesto il 24 febbraio potevano essere ritirate (noi siamo andati più volte in Comune e i 3,40 euro li poteva risparmiare) ha scritto: &#8220;&#8230; previo rimborso del costo di riproduzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: left; "><strong>Il messaggio è chiarissimo</strong>: Volete ficcare il naso nelle Cose Nostre? Pagate.</p>
<p>Possono fare la stessa cosa per la piscina di Santa Caterina. Anche quella pratica è vecchia di anni. Gli oneri non riscossi, la piscina pubblica ancora da costruire. Le ville e l&#8217;albergo, a cui quegli oneri si riferivano, sono completati e in funzione da tempo. Anzi, il Comune ha anche approvato in Variante al PRG l&#8217;ampliamento della piscina privata.<br />
E lo stesso vale per l&#8217;insediamento di Santa Caterina, per il palazzetto dello sport, ancora allo stato di scheletro, ora trasformato con una variante in extremis in focacceria.<br />
Hanno fatto più varianti in questi ultimi dodici mesi a Piano regolatore scaduto, che nei precedenti quattro anni. E&#8217; l&#8217;assalto al territorio fatto in nome dell&#8217;asfissia economica delle casse comunali (insomma per oneri di urbanizzazione che poi vengono riscossi solo in parte) e in vista delle elezioni.</p>
<p>Sotto altri cieli, anche solo d&#8217;Italia (non serve scomodare l&#8217;Europa o la Scandinavia), la trasparenza è un requisito (risorsa) della democrazia e la libertà d&#8217;informazione ne è un fondamento.</p>
<p style="text-align: left; ">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/cinquanta-euro-per-la-liberta-dinformare/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/cinquanta-euro-per-la-liberta-dinformare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Magra, assalto alla diligenza per l&#8217;oro grigio</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/magra-assalto-alla-diligenza-per-l%e2%80%99oro-grigio/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/magra-assalto-alla-diligenza-per-l%e2%80%99oro-grigio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5708</guid>
		<description><![CDATA[Il fiume Magra? Una grande diligenza che trasporta oro per l'edilizia. E come nel Far West c'è chi vorrebbe dare l'assalto alla diligenza, in nome del popolo alluvionato. La colt sono i dragaggi. Con quali conseguenze?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/magra-assalto-alla-diligenza-per-l%e2%80%99oro-grigio/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Era il 1968 quando il fiume Magra in piena si portò via il ponte di Romito Magra. Nessuno ebbe dubbi nel puntare l&#8217;indice sulle escavazioni selvagge di ghiaia che avevano abbassato il letto e tolto l&#8217;appoggio ai piloni. Iniziò una dura battaglia per bloccare le escavazioni e consentire al fiume di riacquistare la sua altezza naturale, anche perché nel frattempo a valle avanzava il cuneo salino e molti terreni diventavano improduttivi.  2009: il fiume in piena fa franare una campata del ponte della Colombiera. Come nel 2000 Fiumaretta, Cafaggio, Bocca di Magra vanno sott&#8217;acqua. Ma questa volta il messaggio viene capovolto. &#8220;Occorre dragare il fiume per evitare catastrofi&#8221;. E chi, come Legambiente e le altre organizzazioni ambientaliste, si oppone al dragaggio, cioè alle escavazioni di ghiaia, ricordando catastrofi precedenti, si trova sul banco degli imputati: nemici del popolo alluvionato.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Dragaggio unica alternativa?</strong><br />
Sembra che le alternative siano : o si draga, ignorando le conseguenze del cuneo salino che sale dal mare (l&#8217;acqua salata è più pesante e, se si abbassa il letto del fiume, s&#8217;incunea sempre più in alto, fino a Battifollo dove ci sono i pozzi Acam) e le conseguenze sulle infrastruttre (ponti) o si alzano argini di quattro metri, deturpando il paesaggio e trasformando il fiume in un canale oppure centinaia di case e di attività vanno sott&#8217;acqua.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Il &#8220;partito dei dragaggi&#8221; si prepara a una grande abbuffata (di inerti). C&#8217;è chi ha già fiutato il business e progetta una società mista con capitali pubblici e privati per gestire le escavazioni, cioè lanciarsi sulla diligenza, chiamata Magra, per catturare l&#8217;oro costituito dagli inerti e rivenderlo alle imprese di costruzioni. Ovviamente in nome della sicurezza idraulica della piana del Magra e l&#8217;incolumità delle popolazioni. La tutela dell&#8217;ambiente, delle risorse idriche per costoro sono un dettaglio trascurabile. La presenza di Bertolaso con i suoi poteri speciali viene vista come un&#8217;opportunità per superare i cavilli e le resistenze degli ambientalisti.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Servono interventi razionali e trasparenti</strong></p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong> </strong>In tale contesto più che di procedure d&#8217;urgenza, che come dimostrano le inchieste in corso in altre città d&#8217;Italia, nascondono spesso il malaffare, c&#8217;è bisogno di trasparenza e di risposte efficaci nel perseguimento degli obiettivi: il miglior risultato in fatto di sicurezza, il minor danno per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Allora perché non mettere al bando la demagogia, rileggere i documenti redatti in tempi non sospetti dall&#8217;Autorità di bacino? Hanno il pregio della razionalità e della competenza. Possono essere un punto di incontro tra amministrazioni e ambientalisti, lasciando fuori dalla porta i fautori &#8220;del business per il business&#8221; e l&#8217;ambientalismo parolaio.</p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>Le &#8220;colpe&#8221; di Legambiente per gli assalitori della diligenza</strong></p>
<p><strong>Questa volta la colpa di Legambiente sarebbe la sua contrarietà ai dragaggi.</strong><br />
Ma il comunicato di Stefano Sarti e Alessandro Poletti, rispettivamente Presidente e Responsabile Aree Protette e Assetto Idrogeologico di Legambiente Liguria, smentisce questa dicerìa (vedere in calce).</p>
<p><strong>Il fiume ha bisogno di rimozione di sovralluvionamenti</strong>, la cui necessità sia dimostrata da accurati studi scientifici approntati dall&#8217;ente preposto (l&#8217;Autorità di bacino).</p>
<p><strong>NON DEVE INVECE ESSERE SOTTOPOSTO a</strong> quelli che la Provincia della Spezia chiama dragaggi, ma che in realtà sono escavazioni che rievocano i danni ambientali perpetrati dagli anni &#8217;50 fino alla nascita del Parco Fluviale nel 1982.</p>
<p>(<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a href="../2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/">vedere qui un caso precedente</a>).</span></span></span></p>
<h4><span style="font-weight: normal;">L&#8217;intenzione manifestata dall&#8217;Amministrazione provinciale di rivendere i materiali frutto delle escavazioni per finanziare le opere di riassetto del fiume è a dir poco rischiosa.</span></h4>
<div id="attachment_5727" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/piloni.png"><img class="size-medium wp-image-5727" title="piloni" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/03/piloni-300x180.png" alt="piloni" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">i piloni del ponte sul fiume Magra, visibili alla base a causa delle escavazioni</p></div>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.57cm; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Il Magra contiene in sé una<strong> riserva “d&#8217;oro”, i materiali del suo alveo</strong>, che lo ha reso in passato preda degli appetiti di aziende incuranti del <strong>dissesto provocato dall&#8217;abnorme allargamento e approfondimento del fiume</strong>, con buche profonde perfino 15-20 metri. Vi siete mai chiesti come mai la base dei piloni del ponte sono visibili? (foto da una pubblicazione di Legambiente del 2007 &#8211; <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2007/1004_VIII_congresso/relazioni/legambiente_rischio_idrogeologico.pdf">qui</a>)</span></span></span></p>
<p>Le <strong>conseguenze </strong>per l&#8217;ambiente furono importanti; forse la più grave, se non altro perché coinvolge quel bene prezioso che è l&#8217;acqua potabile, fu il <strong>fenomeno del cuneo salino</strong> (risalita dal mare di acque salate che inquinano le falde acquifere): si legge in un&#8217;altra pubblicazione <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(<a href="http://www.greenreport.it/file/docs/la%20difesa%20del%20suolo%20-%20Legambiente.pdf">qui</a>)</span></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"> </span></span></span>che vi fu un&#8217;intrusione delle acque marine per ben 14 km a livello di falda, che<strong> inquinò i pozzi artesiani lungofiume,</strong> a tutt&#8217;oggi inutilizzabili, e che si fermò<strong> a ridosso dei pozzi dell&#8217;acquedotto di Fornola, il quale rifornisce 200mila persone tra La Spezia e Carrara</strong>. Si pensi che è bastata una semplice opera di escavazione per collocare un tubo SNAM, alla metà degli anni ’90, per provocare l’inquinamento del pozzo più a valle dell’acquedotto.</p>
<p><strong>L&#8217;invito di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste alla Provincia è nuovamente quello di rispettare “le norme sia regionali, nazionali e Comunitarie che regolamento la fruizione e la tutela degli ambienti e del contesto socio-economico insediato nelle aree del Magra: faccia ammenda e progetti opere di arginamento compatibili, in parte già finanziate fin da dopo l’alluvione del Gennaio 2009, e di cui invece pare siano ancora indietro addirittura i progetti, e la smetta di paventare soluzioni, come le escavazioni, buone solo a tacitare un errato immaginario collettivo popolare”.</strong></p>
<p>Anche se, dobbiamo dire, <strong>l&#8217;immaginario collettivo</strong> non pare più tanto disposto a farsi tacitare.</p>
<p>E&#8217; di poche settimane fa la notizia che <strong>oltre  cento tra residenti di Cafaggio, Fiumaretta  e Bocca di Magra, insieme ai  vertici di Intermarine e cantieri San  Lorenzo hanno affidato all’avvocato Daniele Granara il compito di verificare che tutti gli enti coinvolti</strong></p>
<ul>
<li>Autorità di  Bacino,</li>
<li>Comuni di Ameglia, Sarzana ma anche tutti gli altri  che si affacciano sul letto del fiume,</li>
<li>Province della  Spezia e Massa Carrara,</li>
<li>le Regioni Liguria e Toscana,</li>
<li>Ente Parco,</li>
<li>ditta Edison, proprietaria delle  dighe a monte</li>
</ul>
<p>abbiano adempiuto ai rispettivi obblighi in tema prevenzione&#8230;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Comunicato Stampa</p>
<p>LE ASSOCIAZIONI MONITORERANNO IL FIUME MAGRA: LA PROVINCIA RISPETTI LE REGOLE</p>
<p>Siamo giunti a conoscenza delle posizioni tenute dalla Provincia Della Spezia, in diversi incontri ed assemblee pubbliche, nelle quali ha proposto un dragaggio diffuso e generalizzato dell’asta Ligure del bacino del Magra, con rivendita dei materiali a scopo di autofinanziamento delle opere di riassetto fluviale.</p>
<p>Non opponendoci a priori verso interventi di &#8220;dragaggio&#8221; mirati e compatibili del tratto navigabile del fiume, d’altronde Normato dall’Autorità di bacino e dalla stessa ribadito anche da recenti dichiarazioni sulla Stampa, né siamo stati mai contrari alla rimozione di eventuali sovralluvionamenti laddove ne fosse scientificamente e normativamente dimostrata la necessità; siamo però contrari all’escavazione generalizzata dell’asta fluviale: un sì all&#8217;escavazione! Tanto è quanto espresso dalla Provincia, anche se essa tenta di edulcorare la comunicazione usando il termine ambiguo &#8220;dragaggio&#8221;, assolutamente improprio, e forse utilizzato perché l’analogo &#8220;escavazione&#8221; evoca, giustamente, i disastri compiuti con le escavazioni negli anni ’50, ’60 e ’70.</p>
<p>L&#8217;amministrazione provinciale dimentica che il Fiume Magra è un Sito di Importanza Comunitaria (Piana del Magra sito codice n. IT1345101), con presenza di aree pianeggianti con piccoli invasi artificiali e zone umide di rilevanza geomorfologica; depositi fluviali e palustri limoso-sabbiosi, habitat prioritari per la 92/43 CEE, vari taxa (gruppi di organismi, ndr) protetti ai sensi di direttive/convenzioni internazionali ed endemiti di particolare rilevanza.</p>
<p>Le continue cementificazioni degli ultimi decenni hanno reso impermeabile molte aree pianeggianti naturali del bacino imbrifero, contribuendo al rischio esondazione dello stesso Magra. La Provincia si dimentica che il fiume Magra è fortemente vulnerabile per gli interventi di bonifica, l&#8217;inquinamento e la speculazione edilizia. Nel 1991 un braccio fluviale morto, di grande importanza vegetale e faunistica, è stato quasi interamente colmato. Le spiagge sono sottoposte a forte erosione marina e a manomissione per scopi balneari.</p>
<p>Le escavazioni prospettate sono inutili e nocive, sia perché non risolverebbero il problema del rischio idraulico di persone e cose, anzi aggravandolo in molti casi, sia perché danneggerebbero l’habitat e l’assetto idrogeologico, mettendo a rischio la risorsa idrica di 200.000 persone; oltretutto, anche da un punto di vista economico, per l’Ente pubblico, costerebbe molto meno realizzare opere di arginatura in ambito urbanizzato che non inaugurare una stagione di escavazioni nel fiume: non ci sarebbe quindi il bisogno di rivendersi la ghiaia e la sabbia del fiume.</p>
<p>Chiediamo quindi alla Provincia un’assunzione di responsabilità e di rispetto delle norme sia regionali, nazionali e Comunitarie che regolamento la fruizione e la tutela degli ambienti e del contesto socio-economico insediato nelle aree del Magra: faccia ammenda e progetti opere di arginamento compatibili, in parte già finanziate fin da dopo l’alluvione del Gennaio 2009, e di cui invece pare siano ancora indietro addirittura i progetti, e la smetta di paventare soluzioni, come le escavazioni, buone solo a tacitare un errato immaginario collettivo popolare.</p>
<p>Gli scriventi monitoreranno tutti gli interventi nell&#8217;ambito fluviale del Magra ed hanno avviato richieste agli Enti competenti (Ente Parco compreso) circa le autorizzazioni rilasciate e/o i progetti in fase di realizzazione, allo scopo che le opere prospettate rispettino gli obblighi a norma di legge sulla valutazione di incidenza.</p>
<p>Il Presidente del WWF Regionale Ligure Marco Piombo</p>
<p>Il Presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti</p>
<p>Il Presidente dell’Associazione dei Comitati Spezzini Corrado Cucciniello</p>
<p>Il Presidente della Sez. Italia Nostra La Spezia Serena Spinato</p>
<p>Il Delegato LIPU La Spezia Paolo Canepa</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/magra-assalto-alla-diligenza-per-l%e2%80%99oro-grigio/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/03/magra-assalto-alla-diligenza-per-l%e2%80%99oro-grigio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Censiti 600 beni culturali e ambientali. A che pro?</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/censiti-600-beni-culturali-e-ambientali-a-che-pro/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/censiti-600-beni-culturali-e-ambientali-a-che-pro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 14:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative di altri]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5384</guid>
		<description><![CDATA[Censiti 600 beni culturali, ambientali, naturali del territorio di Sarzana. Un lavoro importante. Ma alla presentazione mancava l'assessore all'urbanistica. Doveva parlare dell'utilizzo della ricerca nel nuovo PRG ....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/censiti-600-beni-culturali-e-ambientali-a-che-pro/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h4><em>di Laura Lazzarini e Barbara Sisti </em></h4>
<p>La storia recente è ricca di episodi di dimenticanza, negazione e violenza nei confronti del territorio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Indifferenza o invasività  hanno <strong>distrutto patrimoni artistici, naturali e di memoria collettiva</strong>, senza che ciò abbia condotto ad alcun vantaggio duraturo per chi il territorio lo abita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/census.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5392" title="census" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/census-207x300.jpg" alt="census" width="207" height="300" /></a>Per contrastare questa mentalità miope, nel 1999 è nato il <strong>PROGETTO CENSUS</strong>, sviluppato dalla cooperativa Earth (<a href="http://ecensus.parcomagra.it/" target="_blank">qui il link sul sito del Parco di Montemarcello</a>). Sfruttando i finanziamenti per le attività di ricerca messi a disposizione dalla legge regionale 21/80, il progetto si è posto l&#8217;obiettivo di sottoporre il territorio spezzino ad un&#8217;analisi atta, <strong>oltre a valorizzare i beni già noti</strong>,<strong> a</strong> <strong>far emergere risorse trascurate o nascoste da assumere come potenzialità per ipotesi di sviluppo a lungo termine, a beneficio (anche economico) delle comunità locali.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il primo ad aderire come co-finanziatore  è stato il Parco di Montemarcello &#8211; Magra (2000 &#8211; 2009); si sono poi affiancati  il Parco  Nazionale delle 5 Terre (2002-2003), il <strong>Comune di Sarzana (2002 &#8211; 2009)</strong>, il Comune di Lerici (2004),  il Comune di Follo (2004 &#8211; 2005), il Comune della Spezia (2004-2006). Il progetto ha varcato i confini anche nella vicina provincia di Massa-Carrara, su richiesta della Comunità montana della Lunigiana (2004-2005).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">Tutto il materiale (beni </span>storici, archeologici e architettonici<span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"> da un lato, </span>ambientali e naturalistici dall&#8217;altro) <span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;">è stato accuratamente catalogato</span> in volumi, organizzati in <strong>schede tecniche</strong> analitiche, materiale fotografico, con approfondimenti e suggerimenti <span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"><strong>per la riscoperta, rivalutazione e valorizzazione del patrimonio</strong>.</span></p>
<p>Anche<strong> <a href="http://www.earth-ambiente.it/custom/pagina.asp?id=1723" target="_blank">NEL COMUNE DI SARZANA</a> </strong>quindi la campagna di ricerca,  avviata nel 2002, pare abbia prodotto per ciascun bene oggetto di analisi  (si parla oltre 600) una scheda coerente con gli standard richiesti dal Ministero che, inserita nel database regionale, andrà a costituire un catalogo a livello nazionale. E sulla carta questo viene dichiarato come passo iniziale per sviluppare progetti ed attività volti a favorire il turismo culturale. I dati, si dice, saranno addirittura inseriti all&#8217;interno del prossimo piano urbanistico della città&#8230;</p>
<h4>C&#8217;era dunque attesa per la presentazione del Progetto Census (6 febbraio 2010 &#8211; Fortezza di Sarzanello) anche da parte del nostro Comitato: sembrava aprirsi una prospettiva nuova nella gestione del territorio.</h4>
<h2 style="text-align: center;">DELUSIONE TOTALE!!!</h2>
<p style="text-align: left;">Il pomeriggio in Fortezza è stato molto interessante ma <strong>privo totalmente dei </strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><strong>risvolti urbanistici</strong></span> <span style="color: #000000;">così come annunciati</span></span>.<br />
Questo non perché i temi trattati non fossero attinenti e non fossero assolutamente in linea con un corretto modo di procedere, come ha giustamente sottolineato l&#8217;assessore Milano (soprattutto in vista della prossima redazione del nuovo strumento urbanistico). Ma, a dimostrazione dell&#8217;attuale (e futuro?) totale disinteresse dell&#8217;amministrazione comunale per la conoscenza vera del territorio delle sue particolarità, delle peculiarità storiche e architettoniche e nel caso di ieri anche naturalistiche, l&#8217;assessore Bottiglioni, al quale era stato riservato il compito di concludere il pomeriggio e la cui presenza era stata ampiamente annunciata e attesa&#8230; ha disertato l&#8217;incontro.<br />
<strong>Un presagio inquietante? Una premonizione sul metodo con cui verrà redatto il nuovo PRG e sulla fine che faranno le 600 schede, prodotte grazie al progetto Census e al lavoro della Earth? Sarà un nuovo spreco di denaro pubblico? Si attendono risposte (fatti).</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/censiti-600-beni-culturali-e-ambientali-a-che-pro/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/censiti-600-beni-culturali-e-ambientali-a-che-pro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valle del Serchio: la partecipazione non è uno slogan</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/valle-del-serchio-la-partecipazione-non-e-uno-slogan/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/valle-del-serchio-la-partecipazione-non-e-uno-slogan/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 00:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5318</guid>
		<description><![CDATA["Partecipare per conoscere e decidere come vengono sepsi i nostri soldi". E' lo slogan dei Comuni della Valle del Serchio per coinvolgere i cittadini nella gestione della comunità. Condizione necessaria: la trasparenza. Un esempio da seguire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/valle-del-serchio-la-partecipazione-non-e-uno-slogan/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h4><em> di Bruno Ferrari</em></h4>
<p><a href="http://www.cmmediavalle.it/index.php?option=com_inform&amp;view=article&amp;id=158&amp;Itemid=99158&amp;lang=it" target="_blank"></a><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/VALSERCHIO.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-5425" title="VALSERCHIO" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/VALSERCHIO.JPG" alt="VALSERCHIO" width="150" height="138" /></a>Vivendo in una realtà in cui la partecipazione dei cittadini alle scelte riguardanti il proprio territorio è guardata con diffidenza, se non addirittura fastidio, volgiamo lo sguardo ad altre realtà.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Comunità Montana della Media Valle del Serchio</strong>, che gestisce il Comprensorio di Bonifica n. 4 &#8220;Valle del Serchio&#8221; (con un&#8217;estensione di oltre 115.000 ettari abbracciando le Province di Lucca e Pistoia e ben 35 Comuni) ha deciso di <strong>aprirsi ai cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Lo slogan coniato è <strong><em>&#8220;partecipare per conoscere e decidere come vengono spesi i nostri soldi&#8221;</em></strong>: nella consapevolezza che la Bonifica e la Difesa del Suolo siano un costo inevitabile per una comunità che abbia a cuore la sicurezza e l&#8217;incolumità pubblica, la Giunta dell&#8217;ente ha deciso di dare la possibilità a tutti coloro che sono interessati di dire la propria su due iniziative che vanno a concorrere al Bilancio di Bonifica: &#8220;Custodia del territorio&#8221; e &#8220;Realizzazione di percorsi vita e recupero spazi verdi lungo i torrenti&#8221;.</p>
<p>E&#8217; la prima esperienza di questo genere in Toscana, che per la sua novità ed importanza ha ottenuto il finanziamento dall&#8217;Autorità Regionale per la Partecipazione che andrà a coprire il 61% dei costi vivi.</p>
<p>Nella prima fase, sperimentale, il progetto si è limitato a coinvolgere il territorio e la popolazione di 7 Comuni (per un totale di oltre 45.000 ettari): quattro in Provincia di Lucca (Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano e Coreglia Antelminelli) e tre in Provincia di Pistoia (Abetone, Cutigliano e Piteglio). Un campione di circa 200 contribuenti nell&#8217;area prescelta hanno ricevuto un invito a partecipare ad un primo ciclo d&#8217;incontri pubblici nel quale saranno spiegate le modalità con cui si svilupperà il percorso partecipativo. Chiunque, però, ha potuto partecipare alle iniziative pubbliche.</p>
<p>Il progetto si sviluppa sostanzialmente in tre fasi.</p>
<div id="attachment_5428" class="wp-caption alignright" style="width: 466px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/VALS1.JPG"><img class="size-full wp-image-5428" title="VALS1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/VALS1.JPG" alt="I facilitatori all'opera tra i cittadini" width="456" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">I facilitatori all&#39;opera tra i cittadini</p></div>
<p>1) In un primo incontro pubblico (<a href="http://www.thetis.tv/cmmediavalle/incontro-bilancio-partecipativo-bonifica.html" target="_blank">vedi fotogallery</a>) sono state illustrate le competenze dell&#8217;attività di Bonifica della Comunità Montana, il processo partecipativo, la sua metodologia e le finalità. In questo primo ciclo di assemblee, attraverso tavoli di progettazione partecipata, con l&#8217;ausilio di <strong>facilitatori</strong> ed esperti di processi partecipativi, <strong>i cittadini sono stati messi in grado di formulare proposte ed avanzare suggerimenti. </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div id="attachment_5473" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/bruno.jpg"><img class="size-full wp-image-5473" title="bruno" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/02/bruno.jpg" alt="bruno" width="400" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">La raccolta dei voti</p></div>
<p>2) Nel secondo ciclo d&#8217;incontri pubblici, tenutosi a Fornaci di Barga il 30 gennaio scorso (<a href="http://www.thetis.tv/cmmediavalle/incontro-bilancio-partecipativo-fornaci-di-barga-2010.html" target="_blank">vedi fotogallery</a>), le <strong>proposte </strong>che avevano superato il vaglio di fattibilità tecnica, <strong>sono state messe in votazione</strong> per individuare quanto e con quali modalità l&#8217;Ente dovrà spendere le risorse di bilancio individuate.</p>
<p>3) Infine, un terzo ciclo di assemblee pubbliche (a marzo) servirà ai cittadini a fare proposte e a condividere il <strong>Bilancio Sociale della Bonifica</strong>, cioè quel documento redatto dalla Comunità Montana nel quale sono contemplate e descritte nel dettaglio le iniziative, i progetti e le attività portate avanti nell&#8217;anno solare precedente dall&#8217;Ente.</p>
<p>Tutti i risultati del percorso partecipativo sono resi pubblici sia <a href="http://www.cmmediavalle.it/index.php?option=com_inform&amp;view=article&amp;id=158&amp;Itemid=99158&amp;lang=it" target="_blank">sul sito internet della Comunità Montana</a>, sia attraverso una minuziosa campagna di comunicazione.</p>
<p><strong>Da sottolineare il ruolo che hanno le associazioni del territorio: associazioni di categoria, ambientaliste, del volontariato, sindacati sono stati coinvolti a monte del percorso partecipativo per validarlo e durante tutto lo svolgimento con un ruolo di controllo e supervisione all&#8217;interno del Comitato di Monitoraggio.</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/valle-del-serchio-la-partecipazione-non-e-uno-slogan/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/02/valle-del-serchio-la-partecipazione-non-e-uno-slogan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Comitato spegne la prima candelina e accende la luce sul territorio e la sua storia</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/il-comitato-spegne-la-prima-candelina-e-accende-la-luce-sul-territorio-e-la-sua-storia/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/il-comitato-spegne-la-prima-candelina-e-accende-la-luce-sul-territorio-e-la-sua-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 16:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbiamo fatto...]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5265</guid>
		<description><![CDATA[Il Comitato "Sarzana,che botta!" il 6 febbraio compie un anno. E lo festeggia. Con un'iniziativa in difesa di un pezzo di storia, l'ex mercato ortofrutticolo, con un'assemblea con l'avvocato Mattia Crucioli, che illustra il ricorso al Tar, con una festa di aderenti e simpatizzanti al Loggiato di Gemmi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/il-comitato-spegne-la-prima-candelina-e-accende-la-luce-sul-territorio-e-la-sua-storia/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div id="attachment_5255" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/mercato_lat_ristr_rimp.JPG"><img class="size-full wp-image-5255" title="mercato_lat_ristr_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/mercato_lat_ristr_rimp.JPG" alt="L'ex mercato con un po' di maquillage..." width="400" height="288" /></a> <p class="wp-caption-text">L&#39;ex mercato con un po&#39; di maquillage..</p></div>
<p><strong>Sabato 6 febbraio</strong> il Comitato &#8220;Sarzana, che botta!&#8221; compie un anno. E si festeggia nel segno della lotta per la difesa del territorio e della sua storia, mettendo a punto con l&#8217;avvocato Mattia Crucioli il ricorso al Tar e sollevando davanti alla Soprintendenza il problema della salvaguardia del vecchio mercato ortofrutticolo, esempio di architettura razionalista del dopoguerra, destinato alla demolizione per far posto a due palazzoni di 4 piani lunghi sessanta metri!</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento è al Loggiato Gemmi</strong>. <strong>Alle 17</strong> di sabato per l&#8217;incontro dei cittadini con l&#8217;avvocato Crucioli; <strong>alle 20</strong> per un incontro conviviale con musica.</p>
<p>Proprio <strong>il 6 febbraio 2009</strong>, infatti, si tenne la <strong>prima riunione nella sede dell&#8217;Arci in via Landinelli</strong>. Il sabato precedente, 31 gennaio, la commissione territorio aveva iniziato l&#8217;esame del progetto di Variante al piano particolareggiato di via Muccini con un calendario fitto di lavori per arrivare in tempi rapidi all&#8217;approvazione. Carlo Ruocco (attuale presidente del Comitato) rompe gli indugi e via mail convoca tutte le persone, che potevano essere sensibili alle sorti del territorio di Sarzana. Chiude il suo appello con un eloquente &#8220;Parlate ora o tacete per sempre&#8221;, per sottolineare l&#8217;urgenza della mobilitazione.<br />
E il Comitato parte alla grande. I promotori sono poco più di una ventina. Ma con molte idee in testa. Ci sono i giovani, primo fra tutti Marco Bernardini, che pensano subito a Facebook, per diffondere il messaggio. Ovviamente si rivela una carta vincente, assieme alla creazione di un blog proposto da Laura e Luca Lazzarini (che oggi curano questo sito). Viene eletto un presidente provvisorio, Roberto Mazza, che resta &#8230;. provvisorio &#8230;. per tutto l&#8217;iter della pratica in Consiglio comunale. E viene scelto un nome, scherzando col cognome dell&#8217;archistar incaricata del progetto. E&#8217; un &#8220;botta e risposta&#8221; tra Marco e suo padre Corrado, che porta a &#8220;Sarzana, che botta!&#8221;, che si rivela buono per tutte le devastanti scelte previste sul territorio della Val di Magra, dove il consumo di suolo negli ultimi venti anni è schizzato a ritmi vertiginosi.</p>
<p>Da quella prima riunione<strong> il Comitato è cresciuto</strong>, si è arricchito di varie professionalità (tra i primi aderenti l&#8217;ex procuratore della Repubblica Rodolfo Attinà, l&#8217;avvocato Rodolfo Furter), che hanno permesso di trattare il Piano Botta con serietà e competenza.<br />
Il Comitato è stato accolto con comprensibile ostilità dall&#8217;Amministrazione, insofferente verso chi invoca trasparenza e muove critiche fondate non sull&#8217;ideologia ma su competenza tecnica.<br />
Ed è stato accolto con diffidenza da larga parte delle forze politiche, sempre sospettose verso forme di aggregazione spontanea dei cittadini, che non ricadono sotto il loro controllo.</p>
<p><strong>Due risultati</strong> il Comitato &#8220;Sarzana, che botta!&#8221; può dire di aver ottenuto.</p>
<p>1) <strong>Aver riportato l&#8217;attenzione dei cittadini sulle scelte urbanistiche</strong>, favorendo la conoscenza del Piano Botta e la partecipazione dei cittadini. Insomma quella che in Emilia si chiama &#8220;Urbanistica partecipata&#8221;. Ancora oggi il plastico realizzato per il Comitato dall&#8217;architetto Monica Boschi resta l&#8217;unico strumento in grado di far comprendere bene l&#8217;impatto dei palazzoni in mattoni rossi sul resto della città. Nei paesi europei di più lunga tradizione democratica, i plastici vengono prodotti dalle Amministrazioni o dai privati interessati.</p>
<p>2) <strong>Aver indicato un metodo di lavoro</strong>. L&#8217;organizzazione in gruppi, culturale, giuridico e tecnico, ha consentito di sviluppare un&#8217;analisi molto attenta del Piano e di tradurla in messaggi per la cittadinanza. E&#8217; un metodo che implica fatica. La fatica di studiare le carte, di elaborare analisi, dedicando al Comitato buona parte del tempo libero di ognuno.</p>
<p>Le Osservazioni critiche al Piano Botta presentate in Consiglio comunale sono frutto di quel metodo. Snobbate dai politici, che faticano a leggere le carte, si stanno rivelando preziose per il <strong>ricorso al Tar</strong>. Questa è la battaglia che ora ci vede impegnati, estremo tentativo di scongiurare uno strappo urbanistico nel cuore della città, a bloccare un progetto devastante anche per la memoria e la cultura della città. Basti pensare alla sorte (la demolizione totale) decretata dal Piano per l&#8217;ex mercato ortofrutticolo, edificio di architettura razionalista, prima opera pubblica realizzata nel dopoguerra dal sindaco Paolino Ranieri. Cancellare la storia: è già successo con la Vetreria. Pochi sanno che era di epoca napoleonica e si estendeva lungo tutta via Muccini.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/il-comitato-spegne-la-prima-candelina-e-accende-la-luce-sul-territorio-e-la-sua-storia/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/il-comitato-spegne-la-prima-candelina-e-accende-la-luce-sul-territorio-e-la-sua-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Demolizione dell&#8217;ex mercato: come cancellare la storia eroica del dopoguerra</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 09:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5246</guid>
		<description><![CDATA[E' il simbolo della ricostruzione postbellica a Sarzana. Eppure l'ex mercato è condannato dal Piano Botta alla demolizione. Con una segnalazione alla Soprintendenza Beni architettonici il Comitato solleva il caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;"><strong>di Barbara Sisti &#8211; </strong>storica dell&#8217;arte</p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong>Abbandonato all&#8217;incuria per lunghi anni, <strong>l&#8217;ex mercato ortofrutticolo di piazza Terzi</strong> appare oggi un edificio fatiscente. Eppure è uno dei rari esempi di architettura razionalista nella nostra provincia, opera di un architetto, Cesare Galeazzi, tra i più eminenti professionisti spezzini del Novecento.<br />
Ma <strong>la furia devastatrice, che in nome di un malinteso &#8220;sviluppo&#8221; si sta abbattendo sul nostro territorio, non conosce la storia, la cultura, l&#8217;ingegno che sta dietro a quell&#8217;opera</strong>, per lunghi anni simbolo del rapporto concreto tra la città e la campagna.<br />
Con una <strong>lettera alla Soprintendenza Beni architettonici e paesaggistici della Liguria</strong> il Comitato &#8220;Sarzana, che botta!&#8221; solleva il caso e lancia un grido di allarme contro la demolizione. Lo fa dopo aver condotto una ricerca sulla costruzione del manufatto e sul suo autore, i cui risultati costituiscono l&#8217;ossatura della segnalazione alla Soprintendenza.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Questo il testo della lettera</strong>, dove vengono riassunti gli elementi salienti storici, architettonici, antropologici del manufatto.</p>
<p>&#8220;Con <strong>delibera di Giunta n. 136 </strong>dell’1 10 2009, avente per oggetto: &lt;&lt;Approvazione progetto integrato di riqualificazione urbanistica architettonica dell’area ex mercato – Bandi progetti integrati di riqualificazione urbana di cui alla Delibera di Giunta Regionale n. 682 del 21.05.2009 – F.A.S. 2007-2013&gt;&gt;, il Comune di Sarzana ha avviato la pratica per il cofinanziamento dell’intervento da parte della Regione Liguria.</p>
<p>Il progetto in questione fa riferimento alla delibera del Consiglio comunale di Sarzana n. 88 del 10 novembre 2009 &#8211; Variante di iniziativa pubblica al Piano Particolareggiato, relativa all’area progetto n. 3 di via Muccini e Varianti contestuali e connesse al Piano Regolatore Generale vigente.</p>
<p><strong>Nella Variante è contenuta la previsione della completa demolizione dell’edificio che ospitava il mercato ortofrutticolo</strong>.</p>
<div id="attachment_5302" class="wp-caption alignright" style="width: 164px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/paolino4.jpg"><img class="size-full wp-image-5302" title="paolino" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/paolino4.jpg" alt="Paolino Ranieri, sindaco del dopoguerra (immagine presa dal sito del Museo della Resistenza)" width="154" height="131" /></a><p class="wp-caption-text">Paolino Ranieri, sindaco del dopoguerra (immagine presa dal sito del Museo della Resistenza)</p></div>
<p>L’edificio in oggetto fu <strong>realizzato</strong> nell’immediato dopoguerra<strong> con</strong> <strong>delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 15 maggio 1946</strong>. Nella delibera venne assegnato l’incarico ai progettisti, architetto Cesare Galeazzi e ingegner Giovan Battista Spezia e approvata la spesa per la realizzazione del primo lotto, mentre la spesa per la realizzazione del secondo e ultimo lotto, venne approvata con delibera consiliare n. 8 del 2/2/1947. Il Consiglio comunale di Sarzana nel motivare la scelta del progetto Galeazzi-Spezia, avvenuta a conclusione di una selezione tra più soluzioni progettuali, evidenziò che era dettata da <strong>&lt;&lt; un maggior valore dal lato architettonico&gt;&gt;</strong> dell’opera rispetto alle altre in concorso. (Archivio Storico del comune di Sarzana, Delibere Consiliari, anno 1946 n.11 Costruzione Nuovo Mercato. Allegato A).</p>
<p>Oggi l’immobile ha assunto un forte valore testimoniale, quale memoria della fase post-bellica di sviluppo della città, simbolo del rapporto concreto e costante tra la realtà agricola, fortemente caratterizzante i dintorni urbani, e quella cittadina, un tempo luogo di incontro e scambio, ora luogo di memoria e di potenziale recupero di un’identità.</p>
<p>Inoltre è doveroso sottolineare che l’architetto Cesare Galeazzi è annoverato tra i professionisti più illustri della provincia della Spezia. Allievo di Franco Oliva, fu un protagonista della ricostruzione post-bellica della provincia. Godeva di grande considerazione presso la Soprintendenza ai Monumenti della Liguria, che lo designò quale componente della  commissione  edilizia dal 1963 al 1977.</p>
<p>Galeazzi legò il suo nome a molti progetti di edifici civili e religiosi sempre nel segno “razionalista”. Tra le sue maggiori opere, oltre al mercato ortofrutticolo di Sarzana, oggetto della presente segnalazione, si ricordano alla Spezia l’Istituto Maria Ausiliatrice, la Chiesa di San Vincenzo, l’edificio delle Scuole del Sorriso Francescano, la residenza dei Padri Gesuiti, la Chiesa dei Salesiani, con l’originale campanile a vela, il grattacielo di Piazza Beverini.</p>
<p>L’architetto collaborò con Adalberto Libera al progetto generale di massima della Cattedrale di Cristo Re, di cui firmò il progetto esecutivo (Aldo Landi, Enciclopedia Storica della Città della Spezia, Accademia Lunigianese Capellini, 2008 Allegato B. Cfr. Marzia Ratti, Sergio Fregoso, Cesare Galeazzi. Tarsie, disegni, sculture e vetrate. 1927-1999, Ed. Giacché).</p>
<p>Appare evidente, alla luce di quanto sopra riferito ed esposto, che <strong>siamo in presenza di un manufatto di proprietà pubblica soggetto alla tutela prevista dall’art. 12 comma 1 del DLGS 42/2004 in quanto &lt;&lt;opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni&gt;&gt;.</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/demolizione-dellex-mercato-come-cancellare-la-storia-eroica-del-dopoguerra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Botta: a Verona scopre la memoria dei luoghi e riduce le volumetrie</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/botta-a-verona-scopre-la-memoria-dei-luoghi-e-riduce-le-volumetrie/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/botta-a-verona-scopre-la-memoria-dei-luoghi-e-riduce-le-volumetrie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Botta contro Botta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=5204</guid>
		<description><![CDATA[A Verona Mario Botta, "quello vero", ha trasformato gli ex Magazzini Generali in uno spazio per la città. Ha cancellato volumetrie già previste, ridotto quelle esistenti. Per far spazio a un grande roseto! Il committente è un Principe illuminato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/botta-a-verona-scopre-la-memoria-dei-luoghi-e-riduce-le-volumetrie/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h3>Spazi urbani: Mario Botta, la memoria dei luoghi<br />
e gli ex Magazzini Generali di Verona.</h3>
<p>di <strong>Roberta Mosti</strong></p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/mercati-gen.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5227" title="mercati gen" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/mercati-gen.jpg" alt="mercati gen" width="150" height="128" /></a>Gli ex Magazzini Generali di Verona, sono un notevole esempio di architettura industriale, legata allo sviluppo economico dagli anni &#8217;30 del secolo scorso.</p>
<h4>Come accade ovunque nel nostro paese, molti dei primi siti di sviluppo industriale si trovano in posizioni prossime ai centri storici e il degrado del progressivo abbandono e dell&#8217;incuria li hanno resi appetibili a progetti di ricucitura con il tessuto urbano periferico.</h4>
<p>Questo complesso, di cui la Fondazione Cariverona è  proprietaria, rispecchia questa teoria.  L&#8217;area ha un&#8217;estensione di 100mila metri quadrati con 300mila metri cubi di fabbricati, <strong>la sua posizione è analoga a quella di via Muccini</strong>, prima periferia degradata lungo una delle principali vie d&#8217;accesso alla citta, inserita in un tessuto urbano frammentato di edifici residenziali, capannoni vuoti e aree libere.  L&#8217;edificio dei magazzini, prima dell&#8217;abbandono definitivo,  aveva ospitato <strong>spazi teatrali e associazioni</strong> e il piano di recupero vedrà la nascita di un centro policulturale dedicato a queste attività, ma senza sconvolgere l&#8217;aspetto del luogo, se non inserendo un ampio spazio verde. Quest&#8217;anno si apriranno i cantieri nella zona e <strong>anche i veronesi potranno vantarsi della scelta di un architetto di fama mondiale, Mario Botta</strong>, quale autore del progetto di restauro e riuso  del complesso industriale.</p>
<p><strong>Le analogie con Sarzana si fermano qua</strong>, ma ciò che meraviglia sono le affermazioni dell&#8217;architetto Botta in merito alle scelte di recupero:    “Trasformare il vecchio sedime dell’intero complesso industriale degli ex Magazzini Generali in uno spazio per la città, <strong>limitando al minimo le demolizioni all’interno del lotto e rinunciando anche a costruire ex novo edifici lungo viale del Lavoro, già previsti dal nuovo Prusst</strong>”.</p>
<h4>Evidentemente, quando i veronesi chiamano un grande architetto,  non è  per usarlo come una foglia di fico per operazioni speculative, ma per assicurarsi un esperto a cui affidarsi, accettando le soluzioni che propone  anche se riduce il costruito, anche se rinuncia alle volumetrie previste dai piani particolareggiati, a scapito di profitti speculativi ma a vantaggio di un maggior rispetto dello spazio, della città e della storia.</h4>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/articolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5208" title="articolo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/articolo.jpg" alt="articolo" width="700" height="808" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/botta-a-verona-scopre-la-memoria-dei-luoghi-e-riduce-le-volumetrie/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/botta-a-verona-scopre-la-memoria-dei-luoghi-e-riduce-le-volumetrie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esondazione Magra: basta chiacchiere. Decida l&#8217;Autorità di bacino</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 01:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4839</guid>
		<description><![CDATA[Un'altra alluvione, il Magra esonda. Tre volte nell'ultimo anno. Milioni di euro di danni. Puntuale si scatena la polemica. Chi porta la responsabilità della gestione del territorio, tenta di scaricare le colpe. Sul Fato o sugli ambientalisti ... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/04_strada-chiusa_min.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4931" title="04_strada chiusa_min" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/04_strada-chiusa_min.jpg" alt="04_strada chiusa_min" width="150" height="113" /></a>Un&#8217;altra alluvione, il Magra esonda. Tre volte nell&#8217;ultimo anno. Milioni di euro di danni. Puntuale si scatena la polemica. Chi porta la responsabilità della gestione del territorio, tenta di scaricare le colpe. Sul Fato o sugli ambientalisti &#8230;</em></p>
<h4><em>Foto di Carlo Ruocco<br />
</em></h4>
<h5>(cliccare sulle immagini per ingrandire e visualizzare commento)</h5>
<p><em>
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-33-4839">

	<!-- Slideshow link -->
	<div class="slideshowlink">
		<a class="slideshowlink" href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/?show=slide">
			[Show as slideshow]		</a>
	</div>

	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-206" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/01_battifollo.jpg" title="Il fiume a Battifollo (1)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="01_battifollo" alt="01_battifollo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_01_battifollo.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-207" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/02_battifollo.jpg" title="Il fiume a Battifollo (2)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="02_battifollo" alt="02_battifollo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_02_battifollo.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-208" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/03_a babbo morto.jpg" title="Umorismo involontario: Settore Difesa del suolo .... a babbo morto!" class="shutterset_set_33" >
								<img title="03_a babbo morto" alt="03_a babbo morto" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_03_a babbo morto.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-209" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/04_strada chiusa.jpg" title="Argini (tardivi) con sacchi di sabbia al bivio di Ameglia, località Cafaggio, dove a Natale è il fiume esondato, invadendo le case fino a un metro e mezzo." class="shutterset_set_33" >
								<img title="04_strada chiusa" alt="04_strada chiusa" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_04_strada chiusa.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-210" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/05_ponte sbarrato.jpg" title="Il ponte della Colombiera sbarrato dopo il cedimento strutturale" class="shutterset_set_33" >
								<img title="05_ponte sbarrato" alt="05_ponte sbarrato" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_05_ponte sbarrato.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-211" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/06_barche.jpg" title="Barche sbattute sul ciglio della strada provinciale dall'onda di piena." class="shutterset_set_33" >
								<img title="06_barche" alt="06_barche" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/gallery/magra-esondato/thumbs/thumbs_06_barche.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>

<br />
</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;"><em>Articolo di Silvia Minozzi</em></h4>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Dopo l’ennesima alluvione del fiume Magra&#8230;</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>(un breve resoconto storico:<br />
il fiume è uscito nel novembre 2000, poi nel Dicembre 2008, nel Gennaio 2009 e nel Dicembre 2009.<br />
Danni:<br />
</em></p>
<ul>
<li><em>già abbastanza gravi nel 2000, nonostante ci fosse ancora l&#8217;area esondabile di Camisano (D2), ora messa in sicurezza dal primo pezzo d&#8217;argine. Molte famiglie si ritrovarono la casa invasa dal fango.<br />
</em></li>
<li><em> minimi nel 2008.</em></li>
<li><em> notevoli nel 2009 al Cafaggio, sia a gennaio che a dicembre, perché l&#8217;argine, nella parte non ancora completata ha aumentato il rischio idraulico. A Natale, particolaarmente colpite Fiumaretta e Bocca di Magra  perché le concomitanze (piogge forti di tipo &#8220;tropicale&#8221;, abbondanti nevicate  tra il 19 e il 21 sciolte dall&#8217;improvviso rialzo di temperatura e dalla pioggia tra il 22 e il 25,  forte mareggiata il 25) hanno creato una piena davvero forte.</em></li>
</ul>
<div>
<h4>&#8230; tutti si interrogano sulle cause e sulle colpe.</h4>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Legambiente Liguria</strong> ha consegnato ai giornali un comunicato stampa, a firma del presidente Stefano Sarti e del  Responsabile Aree Protette e Assetto Idrogeologico di Legambiente Liguria Alessandro Poletti,  in cui spiega le ragioni per le quali <strong>la responsabilità non può essere attribuita agli ambientalisti</strong> e descrive le proposte elaborate dall’Autorità di Bacino le quali, se attuate avrebbero potuto (e potrebbero  per il futuro) prevenire o ridurre l’intensità degli alluvioni e che sono rimaste per lo più inascoltate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Eccole:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">effettuare la <strong>manutenzione della 	vegetazione in alveo</strong> con regolarità tutti gli anni e nei periodi 	giusti per non danneggiare le piante ( in autunno) invece di 	effettuare una tantum interventi massicci e demolitivi</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">dragare il tratto terminale del 	fiume e rimuovere le barre sabbiose alla foce e sotto il ponte della 	Colombiera</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">non effettuare dragaggi sopra la 	linea di navigabilità che risulterebbero inutili dal punto di vista 	idraulico e nocivi dal punto di vista idrogeologico,  esponendo  	200.000 Spezzini e Massesi al rischio certo di vedere uscire dai 	propri rubinetti acqua salata</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">realizzare <strong>gli argini progettati 	dall’Autorità di Bacino</strong>, che, per la loro distanza dalla riva, 	avrebbero permesso un buon respiro idraulico al fiume. Purtroppo,  a 	causa delle pressioni di politici ed amministratori, tali argini in 	realtà sono stati realizzati più vicini che in origine all’alveo 	fluviale, perché si voleva a tutti costi mettere in salvaguardia 	un’area artigianale, la D2, attualmente in costruzione ad Ameglia, 	che all’epoca era ancora uno spazio vuoto, sottraendo ulteriori 	aree esondabili al fiume.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">realizzare il progetto del <strong>Canale 	Scolmatore</strong>, nella forma prevista dall’Autorità di bacino, cioè 	uno scolmatore semi-secco, con una parte asciutta e inerbita nei 	periodi di magra del fiume e un piccolo e poco profondo canale 	centrale permanente; anche in questo caso  sono state le 	amministrazioni locali e i politici a cassarlo ( forse perché erano 	state convinte che tale canale sarebbe stato in qualche modo 	d’impedimento alla realizzazione del progetto Marinella).</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/Scolmatore1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4840" title="Scolmatore1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/Scolmatore1.jpg" alt="Scolmatore1" width="517" height="216" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;">(esempio di canale scolmatore immagine ripresa da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Scolmatore1.jpg" target="_blank">Wikipedia &#8211; autore William Domenichini</a>)</h5>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In alternativa allo scolmatore, 	per mettere in sicurezza le località colpite dalla piena due 	centennale, realizzare <strong>argini di altezza pari a 3,50 m</strong>.; anche 	questa proposta è stata avversata – primi fra tutti dallo stesso 	Comune di Ameglia &#8211;  fino a portare all’abbassamento dei futuri 	argini di Fiumaretta e Bocca di Magra a soli 1,30 m. necessari a 	mettere in sicurezza solo dalla piena trentennale</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/plastico-argini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4848" title="plastico argini" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/plastico-argini1.jpg" alt="plastico argini" width="600" height="297" /></a></li>
<li><strong>risagomare il fiume ridandogli  un 	profilo più naturale, prendendo ad esempio il progetto 	“V.A.R.A.R.E. un nuovo Vara” (<a href="http://www.adbmagra.it/progettovara/index_vara.htm" target="_blank">qui il link</a>)</strong>, come vorrebbe fare l’Autorità 	di Bacino nel basso Vara , che servirebbe a ridare divagazione 	all’alveo e ricreare il profilo a bracci intrecciati tipico un 	tempo di tale tratto fluviale: tale azione di rinaturalizzazione &#8211; 	sottolinea il comunicato stampa di lega Ambiente &#8211;  come si effettua 	in paesi più civili del nostro come la Francia o la Germania ormai 	da più di vent’anni, non servirebbe per salvare uccelli e pesci, 	come direbbe qualcuno, ma esseri umani, perché in un fiume allo 	stato naturale il rischio di piena catastrofica è statisticamente 	molto più basso</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quali interessi si oppongono a queste misure?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A questo riguardo appare degno di nota il fatto che, mentre a Marinella e Fiumaretta si vogliono soltanto argini trentennali, nella futura Marina di Fiumaretta (Darsena)  del Progetto Marinella, sita a monte, si farebbero argini due centennali di 3 metri e 50 mettendo in sicurezza solo le edificazioni che si vogliono realizzare dietro la darsena, con la conseguenza che la tracimazione a valle, una volta superati gli argini di 1 metro e 30, sarebbe ancora più violenta!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ancora una volta, purtroppo, ci troviamo davanti ad Amministratori che considerano il territorio (il fiume in questo caso) solo una mera fonte economica da sfruttare, per la sabbia, la nautica o per un turismo intensivo, al punto di scordarsi della sicurezza e di quegli equilibri naturali che tutte le volte che si violano, prima o poi, ci si ritorcono contro.</p>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</h6>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Appendice di Laura Lazzarini</h4>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->Esiste un&#8217;Ente. Si chiama <strong>Autorità di Bacino del Fiume Magra</strong>. <a href="http://www.adbmagra.it/html/organi.htm" target="_blank">Qui si possono visualizzare in dettaglio</a> gli organi che, dal febbario 2006, lo compongono (decadenza: febbraio 2011).</p>
<p>Nel <strong>Comitato Istituzionale </strong>si leggono nomi quali <strong>Franco Zunino</strong>, assessore all&#8217;ambiente della Regione Liguria, e <strong>Marino Fiasella</strong>, presidente provincia della Spezia. Quello <strong>Tecnico</strong>, presieduto dall&#8217;Ing. Fignani, annovera autorevoli componenti quali l&#8217;Ing. Cinzia Rossi, la Dott.ssa Paola Carnevale e, per la Provincia della Spezia, Emili Nori.</p>
<p>Non manca una <strong><a href="Nel Comitato Istituzionale si leggono nomi quali Franco Zunino, assessore ambiente Liguria, e Marino Fiasella, presidente provincia della Spezia. Quello Tecnico, presieduto dall'Ing. Fignani, annovera autorevoli elementi quali l'Ing. Cinzia Rossi, la Dott.ssa Paola Carnevale e, per la provincia della Spezia, Emili Nori.  Esiste anche una segreteria Tecnico-Operativa." target="_blank">segreteria Tecnico-Operativa</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.adbmagra.it/html/ambito.htm" target="_blank">Qui l&#8217;<strong>ambito territoriale</strong></a>, vasto, sul quale opera:</p>
<p><a href="http://www.adbmagra.it/html/ambito.htm"><img class="aligncenter size-full wp-image-4845" title="bacino3" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/bacino3.jpg" alt="bacino3" width="514" height="408" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella <a href="http://www.adbmagra.it/html/competenze.htm" target="_blank">sezione <strong>“Competenze”</strong></a> del sito si legge: l&#8217;Autorità di Bacino è stata pensata come una struttura di pianificazione, che ha il compito di coordinare tutti gli Enti preposti a vario titolo all’esecuzione di opere sul territorio, e che quindi non si occupa di realizzare materialmente gli interventi, ma di individuare dove essi devono essere fatti e finanziarli.</p>
<p>Il lavoro svolto, <strong>sulla carta</strong>, è notevole per <span style="text-decoration: underline;">qualità e quantità</span>.</p>
<p>Nell’ambito dell’attività di studio del territorio e pianificazione degli interventi che le compete per legge (<a href="http://www.adbmagra.it/html/attivita.htm" target="_blank">qui </a>e <a href="http://www.adbmagra.it/html/attivita_studio.htm" target="_blank">qui</a>), l’Autorità di Bacino del Magra ha predisposto <strong>Piani Stralcio</strong>, tra cui quello intitolato <a href="http://www.adbmagra.it/html/PAI_DCI_180_06.htm" target="_blank"><strong>&#8220;Assetto idrogeologico del bacino del Fiume Magra e del Torrente Parmignola&#8221;</strong>, ai sensi art. 17 comma 6 ter L. 183/89 e art. 1 comma 1 DL 180/98, adottato nell&#8217;aprile 2006 (DCI 180/06)</a>.</p>
<p>Qui, <a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/PAI_Relazione_generale.pdf" target="_blank"><strong>la Relazione generale</strong></a>.</p>
<p>Qui, <a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/Norme_PAI_modifiche_12_02_09.PDF" target="_blank"><strong>le norme di attuazione</strong></a>.</p>
<p>Esiste, quindi, un&#8217;Ente. Il suo scopo è studiare il Problema Fiume, suggerire agli amministratori come contenerne i rischi, finanziare gli interventi</p>
<h4><a href="http://www.adbmagra.it/Pdf/Delibera%20CI_103_01.pdf" target="_blank">(qui un esempio di delibera)</a>.</h4>
<h4>Nel percorso tra le indicazioni fornite e la loro mancata realizzazione sarebbe forse facile individuare Le Responsabilità.</h4>
<p>Ci colpisce allora il bieco tentativo di sviare l&#8217;attenzione dalle cause reali dei <strong>gravi disagi che a ridosso del Natale stanno subendo alcune famiglie amegliesi</strong> con un attacco generico alle associazione ambientaliste, proveniente dal mondo politico locale.  Un attacco subdolo (non ci fanno neanche levare i tronchi per non disturbare gli uccelli) molto adatto a far presa sui cittadini arrabbiati. E così associazioni come Legambiente, che, come sopra evidenziato da Silvia Minozzi, ha in più occasioni promosso a pieni voti le indicazioni dell&#8217;Autorità di Bacino, si trovano sul banco degli imputati&#8230;</p>
<p>Ed intanto il fiume ci si rivolta per l&#8217;ennesima volta contro, come <a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&amp;id=65696" target="_blank">amaramente osserva la giornalista Emanuela Rosi su La Nazione</a> (articolo segnalato dal Giovanni Gabriele di Italia Nostra).</p>
<p>Cosa ci possiamo augurare per l&#8217;anno in arrivo?</p>
<p>Un 2010 ricco di Migliori Amministratori.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/alluvione-magra-chi-ha-peccato-scaglia-la-prima-pietra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tavolara, cemento colorato di verde per &#8220;riqualificare&#8221; l&#8217;area &#8230; agricola</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 22:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4697</guid>
		<description><![CDATA[Parte Tavolara. Altri 25 mila mq di cementificazione del territorio a fronte di capannoni di segherie abbandonati. Da area agricola ad area artigianale. Però verde. Saranno infatti verdi i tetti dei capannoni (prescrizione della Provincia). IL tutto senza VAS. I cittadini non devono sapere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h3>PRESENTATO IL PROGETTO TERRITORIALE TAVOLARA</h3>
<h4>di Silvia Minozzi</h4>
<p>Venerdì 11 dicembre, presso la Sala Convegni del Centro Sociale di Castelnuovo Magra, è stato presentato il Progetto Territoriale Tavolara. L’area interessata è al confine tra i Comuni di Sarzana e di Castelnuovo Magra tra l’Aurelia e la ferrovia.</p>
<div id="attachment_4702" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/tavolara.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-4702" title="tavolara1" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/tavolara1-300x199.jpg" alt="cliccare sull'immagine per ingrandire" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">cliccare sull&#39;immagine per ingrandire</p></div>
<p>Il Progetto, frutto della collaborazione dei due comuni, supportato dalla Provincia e realizzato da UNIECO (<a href="http://www.immobiliare.unieco.it/DettaglioIntervento.jsp?idSchedaIntervento=117" target="_blank">vedere sito</a>), prevede la costruzione di capannoni a destinazione industriale e commerciale, per un totale di 25.000 mq di insediamento produttivo più 5.600 mq di parcheggi; prevede inoltre il potenziamento della rete stradale con l’ampliamento della via Tavolara, la creazione di una nuova strada e l’introduzione di due rotatorie sull’Aurelia. Il tutto</p>
<h4><strong>non nelle numerose aree dismesse delle segherie di marmo che hanno chiuso per fallimento , ma in un territorio attualmente ancora prevalentemente agricolo, uno dei pochi rimasti</strong>.</h4>
<p>Il progetto è già stato approvato, sono in attesa delle concessioni edilizie per cominciare a costruire.</p>
<p>Il sindaco di Castelnuovo ha sottolineato che <strong>la realizzazione di questo progetto</strong>, che avviene in un momento di profonda depressione economica e in cui le avvisaglie di ripresa ancora non si vedono…<strong>servirà ad essere pronti per quando la ripresa ci sarà</strong>… il che sta a dire che <strong>non si sa assolutamente chi potrà acquistare i capannoni per impiantarvi la propria attività commerciale o artigianale, e che questo progetto non si configura affatto come una risposta a una domanda o a un bisogno</strong>.</p>
<p><strong>Nori Emili</strong>, Responsabile del Servizio Urbanistica &#8211; Servizio Pianificazione Territoriale della Provincia della Spezia, e <strong>Luca Pregliasco</strong>, progettista del consorzio “Sviluppo Tavolara”, hanno ribadito nei loro interventi che molta attenzione è stata dedicata a realizzare un <strong>progetto che fosse rispettoso degli aspetti paesistico ambientali, dei nuovi indirizzi relativi al contenimento energetico, che valorizzasse il concetto della “qualità del costruire”, che limitasse l’impatto visivo, acustico, inquinante</strong>. Tutto questo è scaturito in un documento indirizzo, al quale, come l&#8217;architetto Nori Emili, che è anche la vicepresidente del Comitato tenico urbanistico della Provincia, ha tenuto a precisare, <strong>la proprietà non è affatto tenuta ad attenersi</strong>, in cui si suggerisce di creare aree esterne per stoccaggio, carico/scarico, lavoro all’aperto, “non disordinate”, di utilizzare il verde per mitigare il rumore e limitare l’impatto visivo “sgradevole”, di utilizzare finiture esterne dei capannoni in qualche modo rispettose del contesto prevalentemente agricolo nel quale si inseriscono.</p>
<p>Ecco (e non stiamo scherzando) alcune delle soluzioni consigliate:</p>
<ul>
<li>
<h4>dipingere di verde i tetti dei capannoni,</h4>
</li>
<li>
<h4>mettere un filare di vite o degli alberi da frutto al posto di altri tipi di alberi per “mimare” l’area agricola,</h4>
</li>
<li>
<h4>utilizzare il ghiaino o una pavimentazione che consenta all’erbetta di crescere in quei pochi metri di terreno che non serviranno al transito dei camion&#8230;</h4>
</li>
</ul>
<p>Naturalmente <strong>le planimetrie e i render sono stati mostrati solo nelle diapositive</strong>; nella cartelletta che veniva data a tutti i partecipanti come documentazione supplementare vi erano solo una serie di comunicati stampa relativi all’organizzazione della giornata e alla premiazione che il Comune di <strong>Castelnuvo Magra</strong> ha ottenuto dall’ ANCITEL Energia in quanto <strong>Comune “virtuoso”</strong> per aver adottato soluzioni a favore di un edilizia “efficiente e sostenibile” relativamente all’uso efficiente dell’energia e la valorizzazione delle fonti rinnovabili. <strong>Cosa questa documentazione c&#8217;entrasse con la distruzione di un territorio agricolo per costruire capannoni che non si sa se, quando e da chi verranno utilizzati non è ben chiaro</strong>.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/tavolara-cemento-verde-per-riqualificare-larea-agricola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Europa lontana: Londra, concorso e dibattito pubblici per rifare una piazza</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/bando-pubblico-e-dibattito-per-una-piazza-a-londra-si-fa/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/bando-pubblico-e-dibattito-per-una-piazza-a-londra-si-fa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 20:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4533</guid>
		<description><![CDATA[A Londra il Comune ha lanciato un bando pubblico per ristrutturare Leicester Square e ha messo i cartelloni nelle piazze per informare i cittadini sui progetti e per invitarli ad esprimere il loro parere. Là non sblaterano di partecipazione. La praticano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/bando-pubblico-e-dibattito-per-una-piazza-a-londra-si-fa/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/leicester-square.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4534 aligncenter" title="leicester square" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/leicester-square-150x150.jpg" alt="leicester square" width="150" height="150" /></a> di Silvia Minozzi</em></p>
<p>A Londra mettono addirittura i cartelloni nelle piazze per informare i cittadini sui progetti di ristrutturazione dei quartieri e per invitarli ad esprimere il loro parere sul progetto.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/londrasito.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-4535" title="londrasito" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/londrasito.JPG" alt="londrasito" width="650" height="448" /></a></p>
<p>L’amministrazione comunale della città, in collaborazione con la Leicester Square Association (che rappresenta i residenti della zona e i titolari di attività commerciali) ha lanciato un <strong>bando pubblico</strong> per la ristrutturazione di Leicester Square, una delle piazze più importanti del centro.<br />
Dopo un lungo processo di consultazione pubblica ha adottato un progetto di ristrutturazione.<br />
La consultazione pubblica è stata realizzata attraverso l’invio di <strong>questionari a tutti i residenti e ai titolari di attività commerciali </strong>nel raggio di  mezzo miglio dalla piazza per richiedere  un parere sulle diverse proposte.<br />
Inoltre sono stati organizzati <strong>13 incontri pubblici</strong> con i cittadini nei quali venivano mostrate</p>
<h4>le immagini del progetto,</h4>
<h4>le soluzioni proposte relativamente al traffico,</h4>
<h4>i percorsi pedonali,</h4>
<h4>il verde,</h4>
<h4>l’illuminazione,</h4>
<h4>i materiali da utilizzare per la pavimentazione,</h4>
<h4>l’inquinamento dell’aria e acustico,</h4>
<h4>lo smaltimento dei rifiuti;</h4>
<p>inoltre era possibile <strong>parlare direttamente con lo staff dell’Amministrazione Comunale</strong> .<br />
Nel <a href="http://www.westminster.gov.uk/services/environment/planning/majorprojects/thewestend/leicester/" target="_blank">sito dell’Amministrazione (qui)</a> sono riportati i risultati di questo sondaggio .</p>
<p>Ma non basta : alcuni mesi prima dell’inizio dei lavori, l’Amministrazione ha messo un cartellone nelle vicinanze della piazza in cui  sono mostrate le foto del progetto, descritte  le ristrutturazioni che verranno realizzate, i tempi  e le modalità di attuazione, gli enti coinvolti nella progettazione  e una frase che dice: <strong>“vogliamo sapere cosa ne pensi; per favore visita il nostro sito per avere ulteriori informazioni  e per darci il tuo parere. Per maggiori  informazioni, puoi contattare</strong> il signor Roger Austin , responsabile del progetto al seguente numero di telefono&#8230; ”</p>
<p>Ma questa <strong>non è un’eccezione</strong>. Nel sito dell’amministrazione comunale della città si possono trovare tutti i progetti di ristrutturazione previsti per i diversi quartieri, per ognuno dei quali sono riportate dettagliate informazioni sulle modalità e sui tempi di attuazione del progetto; in ognuna di queste pagine è riportata la frase : “qualunque sia il tuo interesse, l’Amministrazione Comunale ti dà il benvenuto e ti incoraggia a rimanere in contatto con noi per darci suggerimenti per il miglioramento dei nostri progetti” . Cliccando sulla voce “yes” si apre una finestra nella quale ognuno può liberamente esprimere il proprio parere.</p>
<h3>Che differenza rispetto alle modalità con le quali è stato frettolosamente approvato il piano Botta nella nostra città, malgrado dal 1994 il tempo per ragionare su qualcosa di più congruo, utile e condiviso ci sia stato!</h3>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/bando-pubblico-e-dibattito-per-una-piazza-a-londra-si-fa/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/bando-pubblico-e-dibattito-per-una-piazza-a-londra-si-fa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Progetto Marinella: avanti tutta rimuovendo i problemi</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 08:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=4515</guid>
		<description><![CDATA[Il 27 novembre la Regione ha approvato la variante al Piano di Parco Montemarcello Magra. I sindaci di Sarzana e Ameglia esultano. Ma perchè non si obbligano i proprietari (Marinella SpA) a presentare seri studi? Perchè non si seguono le prescrizioni?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><em>di Laura Lazzarini</em></p>
<p>27 Novembre 2009: la Giunta regionale ligure approva la variante normativa al Piano di Parco Montemarcello Magra. L&#8217;assessore alle attività produttive Guccinelli ne ha dato notizia telefonicamente a due entusisti sindaci, Caleo (Sarzana) e Galazzo (Ameglia). &#8220;Il Progetto Marinella è un piano capace di salvaguardare  l’ambiente e promuovere lo  sviluppo&#8221;, affermano i due amministratori.</p>
<p>Non sono dello stesso parere le associazioni ambientaliste: il presidente regionale dell’associazione Stefano Sarti e il responsabile aree protette Alessandro Poletti sono contro l’ok della giunta Burlando. Preoccupano le escavazioni per la creazione di una darsena che penetrerebbe nella Piana ben oltre la provinciale 432. E preoccupa la superficialità degli studi condotti, che riconoscono implicitamente l&#8217;esistenza del problema del cuneo salino:  in essi vi è infatti il riconoscimento della necessità di ripristinare l’assetto morfologico e sedimentologico del tratto terminale dell’alveo del fiume Magra. Malgrado ciò, dice Legambiente, non parte dalla regione la richiesta di studi più esaustivi al privato che detiene la proprietà dell&#8217;are in cui dovrebbe sorgere la Marina, la Marinella Spa (che come nel caso del Piano Botta fa nuovamente rima con Unieco, ndr). Inoltre le prescrizioni indicate dalla stessa Regione impongono l&#8217;assoluto divieto di aprire varchi lateralmente al fiume. Ennesimo episodio di sordità ai richiami del buon senso e del rispetto delle norme, che costringono l&#8217;associazione a parlare di ricorso al TAR.</p>
<p>Condividono il clima di preoccupazione le Associazioni Comitati Spezzini (Corrado Cuciniello) e Liberamente (Gianfranco Ferrari) con un comunicato:<br />
&#8220;Apprendiamo con molta amarezza che la Giunta regionale ligure ha approvato la variante normativa al Piano di Parco Montemarcello Magra, propedeutica all’accordo di pianificazione del Progetto Marinella.<br />
Ora ci  auguriamo che i Verdi mantengano la promessa fatta presso la Sala della Repubblica in Sarzana per bocca della consigliera regionale Cristina Morelli &#8230; ed attendiamo anche di vedere che cosa faranno i consiglieri delle destre  giacchè ad Ameglia alle ultime comunali  i suoi rappresentanti si sono espressi negativamente a riguardo del Progetto Marinella.   Ovvio che se  in consiglio regionale anche il PDL dovesse votare a favore  le tesi riportate nel libro di Sansa e Preve  sull&#8217; esistenza in Liguria di un &#8221; Partito del Cemento&#8221;  verrebbero  pienamente confermate&#8221;.</p>
<p>Nello stile che contraddistingue il Comitato avvalliamo la richiesta di chiarezza che proviene dalle associazioni che seguono da tempo l&#8217;iter del Progetto, e chiediamo con forza che Regione e comuni coinvolti chiamino i cittadini a partecipare alle scelte che, se non condotte con <span style="text-decoration: underline;"><strong>chiarezza, seri studi ed estrema professionalità</strong></span> potrebbero stravolgere un patrimonio prezioso.</p>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/marinella_vert.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4516" title="marinella_vert" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/12/marinella_vert.jpg" alt="marinella_vert" width="590" height="800" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sarzanachebotta.org/2009/12/progetto-marinella-salto-in-avanti-senza-studi-approfonditi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
