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	<title>Sarzana, che Botta! &#187; I Botta e Risposta</title>
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		<title>L&#8217;Avvenire è il coraggio di fare Cultura</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/lavvenire-e-il-coraggio-di-fare-cultura/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/lavvenire-e-il-coraggio-di-fare-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 23:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autorevoli pareri]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarzana al centro del dibattito nazionale sull'urbanistica partecipata. Come esempio negativo, ovviamente. Merito dell'inserto culturale de L'Avvenire di domenica che ha messo a confronto La Cecla, Botta e Ray Lorenzo. Tutto da leggere. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/lavvenire-e-il-coraggio-di-fare-cultura/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div class="mceTemp">di <strong>Carlo Ruocco</strong></div>
<div class="mceTemp">Un&#8217;intera pagina dedicata alla riflessione sul modo di fare urbanistica oggi, sull&#8217;uso delle grandi firme dell&#8217;architettura per far passare progetti faraonici tagliando fuori i cittadini, cercando il loro consenso dopo aver operato le scelte e tacciandoli con lo stucchevole ritornello: &#8220;Che titolo avete per giudicare una star?&#8221;</div>
<div class="mceTemp">Ebbene il quotidiano dei Vescovi italiani, l&#8217;Avvenire, domenica ha portato un grande contributo al dibattito. Un&#8217;intera pagina introdotta da una pregevole riflessione dell&#8217;architetto antropologo professor Franco La Cecla e corredata da due interviste con testi contrapposte: una a Ray Lorenzo, architetto di scuola statunitense, che sostiene la partecipazione dei cittadini nella fase preliminare dei piani, l&#8217;altra a Mario Botta, che vede, ovviamente, la partecipazione come ostacolo al genio creativo con possibilità di derive demagogiche.</div>
<div class="mceTemp">E all&#8217;interno di questo confronto, Sarzana la fa da protagonista. Il professor La Cecla la indica come esempio negativo di partecipazione, di programmazione democratica dell&#8217;uso del territorio. Il grande antropologo mette il dito sulla piaga: gli edifici progettati estranei alla cultura del luogo, gli stessi progettati da Botta in altre città, in altre nazioni, in altri contesti storici.</div>
<div class="mceTemp">Mario Botta, ovviamente, difende il suo operato, scaricando ancora una volta le responsabilità sulle scelte dell&#8217;Amministrazione &#8220;Qui ci sono volumetrie che scaturiscono da indici di edificabilità decisi dall&#8217;amministrazione comunale, sulla cui base sono già stati assegnati i lotti &#8230;. La decisione è già presa&#8221;.</div>
<div class="mceTemp">Il grande architetto dimentica (o proprio ignora) che un lotto è pubblico, che il piano regolatore ha già superato i dieci anni e deve essere sottoposto a verifica, che le volumetrie, proprio per questa ragione, non sono immutabili. E finge di dimenticare che una grande firma dell&#8217;architettura può anche scegliere di non avallare deliri costruittivi.</div>
<div class="mceTemp">Botta però non si difende dall&#8217;accusa di proporre le stesse costruzioni a Treviso, a Sesto San Giovanni, ignorando &#8220;la memoria dei luoghi&#8221; da lui stesso teorizzata come riferimento fondante di una buona architettura. La Cecla non a caso parla di &#8220;bipolarità schizofrenica&#8221; tra quanto le Archistar scrivono e quanto realizzano.</div>
<div class="mceTemp">Botta però dice anche una cosa sulla &#8220;progettazione partecipata&#8221;. Dice: &#8220;funziona dove l&#8217;architetto è in grado di dar forma al consenso&#8221;.</div>
<div class="mceTemp">Ci scusi, Maestro, ma come può dare &#8220;forma al consenso&#8221; se non ha mai ascoltato la città, i suoi abitanti, prima di schizzare palazzi ad arco retto, palazzi che fanno da ponte su strade di grande traffico, torri circolari e via col suo armamentario sempre uguale a ogni latitudine in barba ai suoi discorsi contro la globalizzazione? Come pensa di dare forma al consenso se ascolta solo il &#8220;Signore&#8221; della città, suo committente pubblico, o il suo committente privato, il grande gruppo cooperativistico?</div>
<div class="mceTemp">Come dare &#8220;forma al consenso&#8221; lo spiega Ray Lorenzo. Nell&#8217;intervista rilasciata a Leonardo Servadio, curatore della pagina, conferisce dignità storica alla partecipazione democratica nelle scelte urbanistiche. Negli Stati Uniti data dal 1776.</div>
<div class="mceTemp">Pubblichiamo i tre articoli nell&#8217;impegno che abbiamo assunto come Comitato Sarzana che botta! di fare cultura urbanistica (e democratica). Ma chi può recuperare dal parroco una copia dell&#8217;Avvenire di domenica, lo faccia. E&#8217; bella la pagina. E l&#8217;inserto cultura.</div>
<div id="attachment_4955" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/avvenire-03-01-10.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4955" title="bottalacecla2_rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/bottalacecla2_rimp.jpg" alt="bottalacecla2_rimp" width="400" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Botta - Franco La Cecla (cliccare sull&#39;immagine per visualizzare gli articoli apparsi su L&#39;Avvenire del 3 gennaio 2010)</p></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<h3>Archistar Ma la gente non li vuole!</h3>
<h4><em>di Franco La Cecla</em></h4>
<p><em>(<a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/avvenire-03-01-10.pdf" target="_blank">articolo apparso su L&#8217;Avvenire il 3 gennaio</a>)<br />
</em></p>
<p><em>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; </em></p>
<p>Bisognerebbe dedicare uno studio serio alla bipolarità schizofrenica che caratterizza oggi la cesura tra quanto le <strong>superstar dell’architettura</strong> <strong>scrivono, dichiarano, teorizzano</strong> e la loro <strong>pratica, il loro «vero mestiere»: quello di disegnare, progettare </strong>edifici, musei, quartieri, alberghi, case.</p>
<p>È un tema interessante.</p>
<p>Tutti i grandi architetti si sentono un po’ la reincarnazione di Vitruvio e Leon Battista Alberti.</p>
<p>Il solo fatto di essere delle superstar dell’architettura dà loro il permesso di parlare di temi più ampi, delle grandi questioni legate alla convivenza, alla globalizzazione, alla società multietnica.</p>
<p>Così è interessante ascoltare quello che dice in un’intervista recente Mario Botta, l’architetto svizzero italiano che ha tra l’altro firmato <a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/scala1.jpg" target="_blank">l’<em>extension</em> della Scala a Milano</a> e innumerevoli altri progetti in tutto il mondo. Le sue parole non sono diverse da quelle di un’altra superstar – che da sempre scrive libri di teoria architettonica – come <strong>Vittorio Gregotti (</strong><em>progettista, tra l&#8217;altro, dello <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Chs5mpOV-pg&amp;feature=related" target="_blank">Zen di Palermo</a>, ndr</em><strong>)</strong>, o di una star un po’ più «modesta» come <strong>Massimiliano Fuksas</strong>. Li accomuna un disprezzo per l’espressione «archistar», una parola coniata da due geniali ricercatrici, <strong>Gabriella Lo Ricco</strong> e <strong>Silvana Micheli</strong>, in un libro pubblicato qualche anni fa da Bruno Mondadori, <a href="http://architettura.supereva.com/books/2003/200310017/index.htm" target="_blank"><strong>Lo spettacolo dell’Architettura</strong></a>. Tutti e tre (ma potremmo aggiungervi Zaha Hadid, o qualunque altro genio dello spettacolo mediatico dell’architettura) negano di essere delle archistar e additano al pubblico ludibrio quegli architetti che non si rendono conto, <strong>come dice Botta</strong>, che <strong>«l’architettura è ineludibile. Non si può spegnere come fosse una trasmissione che non ti piace o accantonare come un libro che ti delude»</strong>. E <strong>aggiunge che gli architetti sono chiamati a lavorare «anche sul terreno della memoria, che oggi è il vero antidoto alla globalizzazione»</strong>. Dovizia di citazioni da cui non deve mai mancare il <strong>riferimento a <a href="http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&amp;n_art=2513" target="_blank">Zygmunt Bauman</a></strong><a href="http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&amp;n_art=2513" target="_blank">, <strong>alle città «liquide»</strong></a>, una ripresa dei<strong> «<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nonluogo" target="_blank">non luoghi» di Marc Augè</a></strong> e un <strong>appello a fare fronte all’emergenza ambientale</strong> in vista di una sostenibilità dell’ambiente costruito&#8230; Insomma nulla di più politically correct delle dichiarazioni delle superstar. <strong>Come dice Botta nell’intervista: l’architettura non è lo strumento per costruire in un luogo, ma per costruire quel luogo.</strong></p>
<p><strong>Deve tener conto delle sue caratteristiche, della sua identità, del suo essere a suo modo origine.</strong></p>
<p>Stranamente <strong>nessuna di queste personalità accenna mai vagamente o prende semplicemente come esempio le proprie realizzazioni</strong>.</p>
<p>Non se ne parla , non si racconta se sono state bene o male accolte, se sono state un fallimento o un successo. No, semplicemente esse esistono indipendentemente dai discorsi: sono l’opera, quello per cui gli architetti diventano delle superstar. Nelle interviste, nelle dichiarazioni <strong>non si parla mai dei problemi che per esempio sorgono con gli abitanti</strong> (<em><a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/02/celerina-boccia-botta/" target="_blank">Celerina</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZxnZluFA0tE" target="_blank">Boccadasse</a>, <a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/piazza-luni-20-luglio-i-video/" target="_blank">Sarzana</a>, ndr</em>). Si può teorizzare la partecipazione, ma poi <strong>se un comitato cittadino protesta contro un progetto o lo rigetta, l’architetto si rifugia nelle braccia del committente</strong>, se ne lava bellamente le mani.</p>
<h4><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/09/plastico-progettuale._rimp4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2310" title="plastico progettuale._rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/09/plastico-progettuale._rimp4.jpg" alt="plastico progettuale._rimp" width="380" height="296" /></a></h4>
<h4>È quanto è avvenuto a Mario Botta con un progetto megagalattico di 200mila metri cubi di cemento attaccato al centro storico di Sarzana, fatto di cubi massicci, monumentali ed edifici a cubo che scavalcano strade <strong> </strong>.</h4>
<p>Un comitato di 3000 abitanti (su ventimila residenti) si è opposto, si continua ad opporre, adducendo la follia di una snaturalizzazione del patrimonio storico, l’assoluta genericità del progetto che è <a href="http://www.sarzanachebotta.org/category/botta-contro-botta/lunicita/" target="_blank">lo stesso che Botta ha proposto a Treviso e altrove</a>, e soprattutto la sua inutilità (Sarzana è diventata un centro che attrae per il suo fascino discreto, il Festival della Mente, l’atmosfera da piccola cittadina ligure-toscana contenuta e coerente nel suo stile). Lo stesso è avvenuto a Fuksas, contestato a Savona per un grattacielo in mare di fronte all’ultima spiaggia popolare ed amata che ne sarebbe spazzata via. Si potrebbe citare anche Pescara ed il monumento in plastica dell’archistar Toyo Ito, costato un milione e trecentomila euro ed «esploso» all’inaugurazione.</p>
<p>Ma <strong>una caratteristica tipica delle archistar è di non legare le parole ai fatti</strong>, di giocare di «sponda» come se fossero dei guru della società a cui tutto è permesso, perché <strong>tanto con la loro azione riqualificano il patrimonio immobiliare</strong> di un posto, ne rilanciano il brand, <strong>fanno comodo ai sindaci pigri</strong> che hanno bisogno della loro azione per dimostrare che fanno qualcosa di eclatante. Per questo a <strong>Sarzana</strong>, come a Savona, come a Pescara i cittadini, i comitati, le associazioni di abitanti non contano nulla , nonostante tutta la pubblicità che si fa alla necessità di partecipazione e di vita civile. La democrazia non fa «brand». <strong>Eppure sono anni che la partecipazione è diventata il fiore all’occhiello di molte amministrazioni</strong>, da anni a <strong>Bologna</strong> i comitati di quartieri si servono di <strong>facilitatori</strong> che fanno da tramite tra l’amministrazione e le esigenze degli abitanti, e soprattutto si è sviluppata una professionalità che si è ricavata uno spazio non indifferente nel dialogo, nella negoziazione e nella possibilità che i progetti non vengano fatti a scapito degli abitanti, ma in un processo di scambio. Ad esempio a <strong>Torino</strong> c’è un’<strong>agenzia per la partecipazione </strong>che si chiama<strong> <a href="http://www.avventuraurbana.it/chisiamo/" target="_blank">«Avventura Urbana»</a></strong> e che oramai è un punto di riferimento indispensabile per ogni decisione che non voglia restare nel vuoto, ma incontrare il consenso di condomini, associazioni di strada, comitati di quartiere. «Avventura Urbana» si serve di tecniche sperimentate dall’advocacy planning in Inghilterra negli anni ’80 da personaggi come John Turner: meeting e riunioni dove il quartiere viene simbolizzato, rifatto dagli abitanti e discusso, dove ogni innesto nuovo viene compreso nel contesto e dove soprattutto si impara che la città non è cosa solo degli architetti, degli urbanisti e degli amministratori. Negli <strong>Stati Uniti</strong> esiste una commistione tra studi di architettura e agenzie di partecipazione, come ad esempio «Public Architecture». A <strong>San Francisco</strong>, un’organizzazione che sta trasformando la forma delle strade, la larghezza dei marciapiedi e detta regole alla diminuzione del traffico e all’aumento della socialità vis-a vis . Queste organizzazioni spesso stimolano forze che vengono ignorate dagli amministratori. A <strong>Pescara</strong> c’è un’agenzia guidata da Monica Giuliato, una filosofa, che si sta muovendo per fare risorgere il territorio delle imprese turistiche d’Abruzzo dal terremoto a partire dalla Confalberghi e dalla Confcommercio, attori rimasti fuori dalle logiche dirigistiche del commissariamento. Tempo fa si erano messi insieme per richiedere al Commissario un finanziamento per rilanciare il turismo. I due milioni di euro assegnati sono andati a Mediaset per un serial sull’Abruzzo e ovviamente oggi gli stessi soggetti si muovono in direzioni diverse, di coinvolgimento di comitati di giovani e di abitanti. A <strong>Milano</strong> c’è <strong>Ray Lorenzo</strong>, un architetto che si occupa da sempre di partecipazione e ha fondato «ABCittà» una organizzazione che aiuta abitanti a fondare cooperative in co- housing, gente che sceglie di andare a vivere insieme nello stesso complesso e di costruire insieme. Lorenzo è stato invitato dall’Unicef a dare dritte ai costruttori della nuova capitale del Kazakistan, Astana, riguardo allo spazio da riservare ai bambini.</p>
<p>Sempre Ray Lorenzo ha fondato una <a href="http://www.scuolaprogettazionepartecipata.it/Lorenzo.html" target="_blank">scuola di progettazione partecipata</a> per rieducare architetti ed urbanisti ad un approccio più sensibile.</p>
<p>Dovrebbero forse andarci i nostri architetti.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<h3><span><strong>Ma la demagogia combina disastri urbanistici</strong></span></h3>
<h4><span><strong><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/avvenire-03-01-10.pdf" target="_blank">(replica di Mario Botta raccolta sull&#8217;Avvenire del 3 gennaio da Leonardo Servadio)</a><br />
</strong></span></h4>
<p>«L’idea architettonica può sempre essere modificata, ma l’impostazione di fondo è data non dall’architetto, bensì da fattori che riguardano il modo in cui si evolve la realtà urbana». Criticato per un edificio a torre disegnato per Sarzana, <span style="color: #000000;"><strong>Mario</strong></span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><strong>Botta</strong></span> dice la sua: «La &#8216;progettazione partecipata&#8217; non è una novità: si fece largo nel clima sessantottesco e molti professionisti impegnati vi aderirono. Notissimo il caso di Giancarlo De Carlo con le case popolari per Terni: fece scegliere il progetto ai destinatari. Fu una catastrofe urbanistica». <strong><br />
Perché?</strong><br />
«Le richieste della gente originano da quel che le è noto. Nel caso citato, gli operai cui le case erano destinate avevano in mente le cascine agricole della loro gioventù. Il tentativo di rispondere a quelle esigenze conservative si tradusse in un fallimento, perché non si può trasformare una cascina in un condominio di città. Al professionista spetta di interpretare le esigenze dell’utente e compaginarle con le tecniche costruttive attuali e con le condizioni oggettive del sito, inventando soluzioni nuove». <strong><br />
Quindi la progettazione partecipata non può funzionare?</strong><br />
«Funziona dove l’architetto è in grado di dar forma al consenso. Che però può configurarsi anche come &#8216;rapina&#8217;&#8230; Mi sembra che il rischio sia la demagogia: e questa conduce al fallimento. Soprattutto là dove vi siano vincoli precostituiti dal mercato o dalle scelte di piano». <strong><br />
Come a Sarzana?</strong><br />
«Proprio così: qui ci sono volumetrie che scaturiscono da indici di edificabilità decisi dall’amministrazione comunale e sulla cui base sono stati già assegnati i lotti. Si mira a ottenere un’alta densità abitativa: con edifici a torre. La decisione è già presa. Beninteso, capisco chi si oppone: sotto il profilo estetico le opinioni possono divergere. Ma per quanto mi riguarda ritengo preferibile agire su forti volumetrie in città ed evitare di invadere ulteriormente le campagna. Anche quando intervenni alla Scala di Milano mi accusavano di metter su un grattacielo che avrebbe oppresso l’edificio storico: s’è visto che il risultato è ben diverso». <strong><br />
Era meglio quando c’era il signore della città, unico committente?</strong><br />
«Ci sono sempre state tensioni, contrasti. Per un’architettura di qualità ci vuole anche discussione: purché sia autentica, competente e basata sul dialogo, non sul pregiudizio. Mi preoccupa l’ondata populistica, la contrapposizione a muso duro, la tendenza a manipolare l’emotività del momento». <strong> (L. Serv.)</strong></p>
<h3>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</h3>
<h3>«Consensus building»  &amp;«community design»</h3>
<h4><span><strong><strong><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/avvenire-03-01-10.pdf" target="_blank">(intervista a Ray Lorenzo di Leonardo Servadio, su Avvenire del 3 gennaio)</a></strong></strong></span></h4>
<p><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/ray-lorenzo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4991" title="ray lorenzo" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2010/01/ray-lorenzo.jpg" alt="ray lorenzo" width="114" height="114" /></a>«La <strong>progettazione partecipata</strong> dovrebbe cominciare prima che siano concepiti i piani di sviluppo delle aree urbane, non quando sono già approvati: altrimenti la partecipazione si riduce al tentativo di giustificare scelte già compiute, con ben poche possibilità di influire sulla realtà». Ray Lorenzo è un ingegnere statunitense che, trasferito in Italia una trentina d’anni fa, ha cercato di importarvi la cultura del progetto condiviso. «Che richiede un approccio multidisciplinare e la capacità di dialogare. Coinvolge sociologi, psicologi, amministratori locali, architetti, urbanisti, pedagoghi, esponenti delle associazioni presenti sul territorio&#8230; Negli Usa ha radice nei town meeting che accompagnano la società sin <strong>dall’epoca della rivoluzione del 1776</strong>, e che portano la comunità a progettare il proprio spazio di vita. Questa cultura ha dato luogo alla strategia del consensus building : in cui l’accento è posto sul secondo termine, cioè sul costruire assieme, non sul primo. Vi sono corsi di laurea di community design (io l’ho frequentato a Harvard) che formano professionisti capaci per accompagnare il dialogo tra le diverse componenti della comunità, finalizzandolo al progetto dello spazio comune».</p>
<p>Sta parlando di qualcosa che è all’essenza della «res publica»: si racconta che nella Roma repubblicana esistesse questa cultura, ma <strong>dopo la morte dei Gracchi non sembra molto presente qui da noi</strong>&#8230;</p>
<p>«In effetti i contrapposti egoismi, il pensare ognuno per sé, non favoriscono la progettazione partecipata. In Germania, dove la cultura della &#8216;cosa pubblica&#8217; è più diffusa, tale approccio al progetto dello spazio comune risulta più agevole. Ma anche qui in Italia qualcosa si muove in questa direzione: la cooperativa che ho fondato, ABCittà (<a href="http://www.abcitta.org" target="_blank">www.abcitta.org</a>), e che unisce architetti, pedagoghi, sociologi e altri, è stata chiamata in diverse realtà urbane.</p>
<p>Per esempio a Cormano (Mi) abbiamo trasformato un incrocio stradale in una piazza oggi goduta dalla popolazione.</p>
<p>L’essenza della progettazione partecipata sta nel senso di responsabilità che ogni singolo dovrebbe nutrire verso la propria città: a partire dagli amministratori pubblici sino all’uomo della strada».</p>
<p>Concretamente come avviene?</p>
<p>«È importante realizzare interventi su piccola scala: coinvolgere con efficacia la popolazione su megaprogetti è molto più difficile. Si riuniscono rappresentanze di cittadini, di amministratori pubblici, architetti (anche archistar, perché no?) attorno a un tavolo, e ci si confronta sugli obiettivi e sulle modalità per raggiungerli.</p>
<h4>Ci vuole una cultura del dialogo. Se non c’è, la si può formare&#8230;. Ma non dove i piani urbanistici sono già definiti».</h4>
<p>Leonardo Servadio</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;"><strong>Archistar</strong><strong> Ma <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> gente non li vuole!</strong></p>
<p align="justify">di <strong> Franco <span style="color: blue;"><strong>La</strong></span> Cec<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> </strong><br />
Bisognerebbe dedicare uno studio serio al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> bipolarità schizofrenica che caratterizza oggi <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> cesura tra quanto le superstar dell’architettura scrivono, dichiarano, teorizzano e <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> loro pratica, il loro «vero mestiere»: quello di disegnare, progettare edifici, musei, quartieri, alberghi, case. È un tema interessante. Tutti i grandi architetti si sentono un po’ <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> reincarnazione di Vitruvio e Leon Battista Alberti. Il solo fatto di essere delle superstar dell’architettura dà loro il permesso di parlare di temi più ampi, delle grandi questioni legate al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> convivenza, al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> globalizzazione, al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> società multietnica. Così è interessante ascoltare quello che dice in un’intervista recente Mario Botta, l’architetto svizzero italiano che ha tra l’altro firmato l’ extension del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> Sca<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> a Milano e innumerevoli altri progetti in tutto il mondo. Le sue parole non sono diverse da quelle di un’altra superstar – che da sempre scrive libri di teoria architettonica – come Vittorio Gregotti, o di una star un po’ più «modesta» come Massimiliano Fuksas. Li accomuna un disprezzo per l’espressione «archistar», una paro<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> coniata da due geniali ricercatrici, Gabriel<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> Lo Ricco e Silvana Micheli, in un libro pubblicato qualche anni fa da Bruno Mondadori, <em> Lo spettacolo dell’Architettura .</em> Tutti e tre (ma potremmo aggiungervi Zaha Hadid, o qualunque altro genio dello spettacolo mediatico dell’architettura) negano di essere delle archistar e additano al pubblico ludibrio quegli architetti che non si rendono conto, come dice Botta, che «l’architettura è ineludibile. Non si può spegnere come fosse una trasmissione che non ti piace o accantonare come un libro che ti delude». E aggiunge che gli architetti sono chiamati a lavorare «anche sul terreno del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> memoria, che oggi è il vero antidoto al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> globalizzazione». Dovizia di citazioni da cui non deve mai mancare il riferimento a Zygmunt Bauman, alle città «liquide», una ripresa dei «non luoghi» di Marc Augè e un appello a fare fronte all’emergenza ambientale in vista di una sostenibilità dell’ambiente costruito&#8230; Insomma nul<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> di più <em> politically correct</em> delle dichiarazioni delle superstar. Come dice Botta nell’intervista: l’architettura non è lo strumento per costruire in un luogo, ma per costruire quel luogo.<br />
Deve tener conto delle sue caratteristiche, del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> sua identità, del suo essere a suo modo origine.<br />
Stranamente nessuna di queste personalità accenna mai vagamente o prende semplicemente come esempio le proprie realizzazioni.<br />
Non se ne par<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> , non si racconta se sono state bene o male accolte, se sono state un fallimento o un successo. No, semplicemente esse esistono indipendentemente dai discorsi: sono l’opera, quello per cui gli architetti diventano delle superstar. Nelle interviste, nelle dichiarazioni non si par<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> mai dei problemi che per esempio sorgono con gli abitanti. Si può teorizzare <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> partecipazione, ma poi se un comitato cittadino protesta contro un progetto o lo rigetta, l’architetto si rifugia nelle braccia del committente, se ne lava bellamente le mani. È quanto è avvenuto a Mario Botta con un progetto megagalattico di 200mi<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> metri cubi di cemento attaccato al centro storico di <strong> Sarzana,</strong> fatto di cubi massicci, monumentali ed edifici a cubo che scavalcano strade. Un comitato di 3000 abitanti (su ventimi<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> residenti) si è opposto, si continua ad opporre, adducendo <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> follia di una snaturalizzazione del patrimonio storico, l’assoluta genericità del progetto che è lo stesso che Botta ha proposto a Treviso e altrove, e soprattutto <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> sua inutilità (Sarzana è diventata un centro che attrae per il suo fascino discreto, il Festival del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> Mente, l’atmosfera da picco<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> cittadina ligure-toscana contenuta e coerente nel suo stile). Lo stesso è avvenuto a Fuksas, contestato a <strong> Savona</strong> per un grattacielo in mare di fronte all’ultima spiaggia popolare ed amata che ne sarebbe spazzata via. Si potrebbe citare anche <strong> Pescara</strong> ed il monumento in plastica dell’archistar Toyo Ito, costato un milione e trecentomi<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> euro ed «esploso» all’inaugurazione.<br />
Ma una caratteristica tipica delle archistar è di non legare le parole ai fatti, di giocare di «sponda» come se fossero dei guru del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> società a cui tutto è permesso, perché tanto con <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> loro azione riqualificano il patrimonio immobiliare di un posto, ne rilanciano il <em> brand,</em> fanno comodo ai sindaci pigri che hanno bisogno del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> loro azione per dimostrare che fanno qualcosa di eclatante. Per questo a Sarzana, come a Savona, come a Pescara i cittadini, i comitati, le associazioni di abitanti non contano nul<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> , nonostante tutta <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> pubblicità che si fa al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> necessità di partecipazione e di vita civile. <span style="color: blue;"><strong>La</strong></span> democrazia non fa «brand». Eppure sono anni che <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> partecipazione è diventata il fiore all’occhiello di molte amministrazioni, da anni a <strong> Bologna</strong> i comitati di quartieri si servono di facilitatori che fanno da tramite tra l’amministrazione e le esigenze degli abitanti, e soprattutto si è sviluppata una professionalità che si è ricavata uno spazio non indifferente nel dialogo, nel<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> negoziazione e nel<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> possibilità che i progetti non vengano fatti a scapito degli abitanti, ma in un processo di scambio. Ad esempio a <strong> Torino</strong> c’è un’agenzia per <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> partecipazione che si chiama «Avventura Urbana» e che oramai è un punto di riferimento indispensabile per ogni decisione che non voglia restare nel vuoto, ma incontrare il consenso di condomini, associazioni di strada, comitati di quartiere. «Avventura Urbana» si serve di tecniche sperimentate dall’ advocacy <em> planning</em><br />
in Inghilterra negli anni ’80 da personaggi come John Turner: meeting e riunioni dove il quartiere viene simbolizzato, rifatto dagli abitanti e discusso, dove ogni innesto nuovo viene compreso nel contesto e dove soprattutto si impara che <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> città non è cosa solo degli architetti, degli urbanisti e degli amministratori. Negli Stati Uniti esiste una commistione tra studi di architettura e agenzie di partecipazione, come ad esempio «Public Architecture». A San Francisco, un’organizzazione che sta trasformando <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> forma delle strade, <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> larghezza dei marciapiedi e detta regole al<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> diminuzione del traffico e all’aumento del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> socialità <em> vis-a vis .</em> Queste organizzazioni spesso stimolano forze che vengono ignorate dagli amministratori. A Pescara c’è un’agenzia guidata da Monica Giulato, una filosofa, che si sta muovendo per fare risorgere il territorio delle imprese turistiche d’Abruzzo dal terremoto a partire dal<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> Confalberghi e dal<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> Confcommercio, attori rimasti fuori dalle logiche dirigistiche del commissariamento. Tempo fa si erano messi insieme per richiedere al Commissario un finanziamento per rilanciare il turismo. I due milioni di euro assegnati sono andati a Mediaset per un serial sull’Abruzzo e ovviamente oggi gli stessi soggetti si muovono in direzioni diverse, di coinvolgimento di comitati di giovani e di abitanti. A <strong> Milano</strong> c’è Ray Lorenzo, un architetto che si occupa da sempre di partecipazione e ha fondato «ABCittà» una organizzazione che aiuta abitanti a fondare cooperative in <em> co- housing,</em> gente che sceglie di andare a vivere insieme nello stesso complesso e di costruire insieme. Lorenzo è stato invitato dall’Unicef a dare dritte ai costruttori del<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> nuova capitale del Kazakistan, Astana, riguardo allo spazio da riservare ai bambini.<br />
Sempre Ray Lorenzo ha fondato una scuo<span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> di progettazione partecipata per rieducare architetti ed urbanisti ad un approccio più sensibile.<br />
Dovrebbero forse andarci i nostri architetti. <strong><br />
Fuksas contestato per un grattacielo a Savona, Botta per il nuovo centro storico di Sarzana, il monumento di Toyo Ito che «esplode» a Pescara: sono numerosi i casi in cui <span style="color: blue;"><strong>la</strong></span> cittadinanza s’oppone a opere costose e colossali</strong> <strong> A questi guru tutto è permesso, perché fanno comodo ai sindaci pigri per dimostrare che si fa qualcosa di eclatante.</strong> <strong><br />
Ma un po’ ovunque nascono comitati di cittadini che chiedono di farsi coinvolgere e di giudicare i prog</strong></p>
<p>Archistar Ma la gente non li vuole!</p>
<p>di Franco La Cecla</p>
<p>Bisognerebbe dedicare uno studio serio alla bipolarità schizofrenica che caratterizza oggi la cesura tra quanto le superstar dell’architettura scrivono, dichiarano, teorizzano e la loro pratica, il loro «vero mestiere»: quello di disegnare, progettare edifici, musei, quartieri, alberghi, case. È un tema interessante. Tutti i grandi architetti si sentono un po’ la reincarnazione di Vitruvio e Leon Battista Alberti. Il solo fatto di essere delle superstar dell’architettura dà loro il permesso di parlare di temi più ampi, delle grandi questioni legate alla convivenza, alla globalizzazione, alla società multietnica. Così è interessante ascoltare quello che dice in un’intervista recente Mario Botta, l’architetto svizzero italiano che ha tra l’altro firmato l’ extension della Scala a Milano e innumerevoli altri progetti in tutto il mondo. Le sue parole non sono diverse da quelle di un’altra superstar – che da sempre scrive libri di teoria architettonica – come Vittorio Gregotti, o di una star un po’ più «modesta» come Massimiliano Fuksas. Li accomuna un disprezzo per l’espressione «archistar», una parola coniata da due geniali ricercatrici, Gabriella Lo Ricco e Silvana Micheli, in un libro pubblicato qualche anni fa da Bruno Mondadori, Lo spettacolo dell’Architettura . Tutti e tre (ma potremmo aggiungervi Zaha Hadid, o qualunque altro genio dello spettacolo mediatico dell’architettura) negano di essere delle archistar e additano al pubblico ludibrio quegli architetti che non si rendono conto, come dice Botta, che «l’architettura è ineludibile. Non si può spegnere come fosse una trasmissione che non ti piace o accantonare come un libro che ti delude». E aggiunge che gli architetti sono chiamati a lavorare «anche sul terreno della memoria, che oggi è il vero antidoto alla globalizzazione». Dovizia di citazioni da cui non deve mai mancare il riferimento a Zygmunt Bauman, alle città «liquide», una ripresa dei «non luoghi» di Marc Augè e un appello a fare fronte all’emergenza ambientale in vista di una sostenibilità dell’ambiente costruito&#8230; Insomma nulla di più politically correct delle dichiarazioni delle superstar. Come dice Botta nell’intervista: l’architettura non è lo strumento per costruire in un luogo, ma per costruire quel luogo.</p>
<p>Deve tener conto delle sue caratteristiche, della sua identità, del suo essere a suo modo origine.</p>
<p>Stranamente nessuna di queste personalità accenna mai vagamente o prende semplicemente come esempio le proprie realizzazioni.</p>
<p>Non se ne parla , non si racconta se sono state bene o male accolte, se sono state un fallimento o un successo. No, semplicemente esse esistono indipendentemente dai discorsi: sono l’opera, quello per cui gli architetti diventano delle superstar. Nelle interviste, nelle dichiarazioni non si parla mai dei problemi che per esempio sorgono con gli abitanti. Si può teorizzare la partecipazione, ma poi se un comitato cittadino protesta contro un progetto o lo rigetta, l’architetto si rifugia nelle braccia del committente, se ne lava bellamente le mani. È quanto è avvenuto a Mario Botta con un progetto megagalattico di 200mila metri cubi di cemento attaccato al centro storico di Sarzana, fatto di cubi massicci, monumentali ed edifici a cubo che scavalcano strade. Un comitato di 3000 abitanti (su ventimila residenti) si è opposto, si continua ad opporre, adducendo la follia di una snaturalizzazione del patrimonio storico, l’assoluta genericità del progetto che è lo stesso che Botta ha proposto a Treviso e altrove, e soprattutto la sua inutilità (Sarzana è diventata un centro che attrae per il suo fascino discreto, il Festival della Mente, l’atmosfera da piccola cittadina ligure-toscana contenuta e coerente nel suo stile). Lo stesso è avvenuto a Fuksas, contestato a Savona per un grattacielo in mare di fronte all’ultima spiaggia popolare ed amata che ne sarebbe spazzata via. Si potrebbe citare anche Pescara ed il monumento in plastica dell’archistar Toyo Ito, costato un milione e trecentomila euro ed «esploso» all’inaugurazione.</p>
<p>Ma una caratteristica tipica delle archistar è di non legare le parole ai fatti, di giocare di «sponda» come se fossero dei guru della società a cui tutto è permesso, perché tanto con la loro azione riqualificano il patrimonio immobiliare di un posto, ne rilanciano il brand, fanno comodo ai sindaci pigri che hanno bisogno della loro azione per dimostrare che fanno qualcosa di eclatante. Per questo a Sarzana, come a Savona, come a Pescara i cittadini, i comitati, le associazioni di abitanti non contano nulla , nonostante tutta la pubblicità che si fa alla necessità di partecipazione e di vita civile. La democrazia non fa «brand». Eppure sono anni che la partecipazione è diventata il fiore all’occhiello di molte amministrazioni, da anni a Bologna i comitati di quartieri si servono di facilitatori che fanno da tramite tra l’amministrazione e le esigenze degli abitanti, e soprattutto si è sviluppata una professionalità che si è ricavata uno spazio non indifferente nel dialogo, nella negoziazione e nella possibilità che i progetti non vengano fatti a scapito degli abitanti, ma in un processo di scambio. Ad esempio a Torino c’è un’agenzia per la partecipazione che si chiama «Avventura Urbana» e che oramai è un punto di riferimento indispensabile per ogni decisione che non voglia restare nel vuoto, ma incontrare il consenso di condomini, associazioni di strada, comitati di quartiere. «Avventura Urbana» si serve di tecniche sperimentate dall’advocacy planning in Inghilterra negli anni ’80 da personaggi come John Turner: meeting e riunioni dove il quartiere viene simbolizzato, rifatto dagli abitanti e discusso, dove ogni innesto nuovo viene compreso nel contesto e dove soprattutto si impara che la città non è cosa solo degli architetti, degli urbanisti e degli amministratori. Negli Stati Uniti esiste una commistione tra studi di architettura e agenzie di partecipazione, come ad esempio «Public Architecture». A San Francisco, un’organizzazione che sta trasformando la forma delle strade, la larghezza dei marciapiedi e detta regole alla diminuzione del traffico e all’aumento della socialità vis-a vis . Queste organizzazioni spesso stimolano forze che vengono ignorate dagli amministratori. A Pescara c’è un’agenzia guidata da Monica Giulato, una filosofa, che si sta muovendo per fare risorgere il territorio delle imprese turistiche d’Abruzzo dal terremoto a partire dalla Confalberghi e dalla Confcommercio, attori rimasti fuori dalle logiche dirigistiche del commissariamento. Tempo fa si erano messi insieme per richiedere al Commissario un finanziamento per rilanciare il turismo. I due milioni di euro assegnati sono andati a Mediaset per un serial sull’Abruzzo e ovviamente oggi gli stessi soggetti si muovono in direzioni diverse, di coinvolgimento di comitati di giovani e di abitanti. A Milano c’è Ray Lorenzo, un architetto che si occupa da sempre di partecipazione e ha fondato «ABCittà» una organizzazione che aiuta abitanti a fondare cooperative in co- housing, gente che sceglie di andare a vivere insieme nello stesso complesso e di costruire insieme. Lorenzo è stato invitato dall’Unicef a dare dritte ai costruttori della nuova capitale del Kazakistan, Astana, riguardo allo spazio da riservare ai bambini.</p>
<p>Sempre Ray Lorenzo ha fondato una scuola di progettazione partecipata per rieducare architetti ed urbanisti ad un approccio più sensibile.</p>
<p>Dovrebbero forse andarci i nostri architetti.</p>
<p>Fuksas contestato per un grattacielo a Savona, Botta per il nuovo centro storico di Sarzana, il monumento di Toyo Ito che «esplode» a Pescara: sono numerosi i casi in cui la cittadinanza s’oppone a opere costose e colossali A questi guru tutto è permesso, perché fanno comodo ai sindaci pigri per dimostrare che si fa qualcosa di eclatante.</p>
<p>Ma un po’ ovunque nascono comitati di cittadini che chiedono di farsi coinvolgere e di giudicare i progetti</p>
<p align="justify"><strong>etti</strong></p>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2010/01/lavvenire-e-il-coraggio-di-fare-cultura/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Boccadasse risponde&#8230;</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/boccadasse-risponde/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Boccadasse: noi abbiamo trovato subito persone delle Istituzioni disposte al dialogo. (...). Abbiamo incontrato persone disposte ad ammettere di trovarsi di fronte un quartiere contrario alle proprie aspettative, e trarne le conseguenze. E questo non è poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/boccadasse-risponde/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="text-align: justify;">Cari amici di Sarzana,</p>
<p>Davvero non credo ci siano meriti particolari che possiamo attribuirci e che possono avere segnato una differenza tra i percorsi di Boccadasse e di Sarzana. Forse una congiuntura o un momento favorevole. Di fatto, senz&#8217;altro, noi abbiamo trovato subito persone delle Istituzioni disposte al dialogo. Intendo persone di tutti gli schieramenti politici: il nostro Municipio è di Centro-Destra, mentre il Comune è di Centro-Sinistra.<br />
Abbiamo incontrato persone disposte ad ammettere di trovarsi di fronte un quartiere contrario alle proprie aspettative, e trarne le conseguenze. E questo non è poco.<br />
Non c&#8217;è stato e non ci sarà qui a Boccadasse il concorso di idee sull&#8217;impianto. Ne mancano i tempi. Ora la cosa importante è il risultato conseguito sullo Schema di Assetto Urbanistico, con buona probabilità il migliore possibile a partire dalle nostre condizioni iniziali.<br />
Forse gli interessi in gioco sono diversi. Però qui gli amministratori pubblici sanno di aver reso un vero servizio alla comunità e potranno naturalmente spenderlo come meglio crederanno sul piano politico. Altrove si saranno fatti conti diversi. Io ho un minimo di esperienza su quartieri degradati e ferite al territorio. Purtroppo i segni che lasciano vanno ben oltre le benevole previsioni degli amministratori. E oltre il breve orizzonte di una tornata elettorale, è la qualità della vita di tutti, anche degli amministratori pubblici, a subire le conseguenze di azioni così contrastate.<br />
Vedere cose brutte, vivere la propria vita in spazi brutti, o peggio, abbruttiti, raramente migliora le persone.<br />
Posso solo augurare per voi (e anche per noi) di avere sempre la capacità di proporre soluzioni alternative e di avere la forza di riempire le sale delle Assemblee Pubbliche dove discuterle.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Paolo Vercellino</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/boccadasse-risponde/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bottadasse</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perchè a Boccadasse (progettista Mario Botta) la gente è riuscita ad affermare le proprie idee? Il presidente del Comitato Paolo Vercellino fornisce una semplice spiegazione: l'amministrazione ci ha ascoltato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/bottadasse/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>All&#8217;inizio di quest&#8217;avventura, ebbi uno scambio di mail con gli amici di Boccadasse, in quel momento sotto la minaccia di vedere imposta nel loro borgo una bruttura inaccettabile.<br />
Ci facemmo gli auguri reciproci.<br />
I loro  teminavano così: &#8220;In bocca al lupo, anche se siete messi molto peggio di noi!&#8221;.</p>
<p>Non capii.</p>
<p>Ora, invece, capisco la differenza tra<a href="http://4.bp.blogspot.com/__ZtrXCJoLHI/SlaFfDwHHuI/AAAAAAAAAp0/xq_AfOfz-Uc/s1600-h/SecoloXIX_030709a.jpg"> </a><br />
<a href="http://4.bp.blogspot.com/__ZtrXCJoLHI/SlaFfDwHHuI/AAAAAAAAAp0/xq_AfOfz-Uc/s1600-h/SecoloXIX_030709a.jpg" target="_blank">un&#8217;Amministrazione che ascolta i cittadini (qui)</a><br />
e<br />
<a href="http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/loccasione-perduta/" target="_blank">un&#8217;Amministrazione che dice di ascoltare (qui)</a>.</p>
<p>Anche se i giovani architetti del Comitato lamentano un fatto:<br />
perchè non fare un concorso basato sul merito anzichè ripiegare sul tecnico del Comune?</p>
<p>Attendiamo risposta da Boccadasse!</p>
<p>Laura Lazzarini</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/bottadasse/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Trasparenza e Dibattito solo apparenti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 21:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sua risposta al senatore Forcieri il sindaco Caleo ribadisce che il dibattito sul progetto Botta c’è stato, è stato ampio e partecipato e che sono ingiuste le accuse di mancata trasparenza. In realtà si è trattato di apparente trasparenza e apparente ascolto della opposizione (qui l&#8217;intero articolo di Carlo Ruocco&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/trasparenza-e-dibattito-solo-apparenti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="margin-bottom: 0cm;">Nella sua risposta al senatore Forcieri il sindaco Caleo ribadisce che il dibattito sul progetto Botta c’è stato, è stato ampio e partecipato e che sono ingiuste le accuse di mancata trasparenza.</p>
<p>In realtà si è trattato di apparente trasparenza e apparente ascolto della opposizione <a href="http://docs.google.com/Doc?id=d8pdfd9_129gvhc9dcn" target="_blank">(qui l&#8217;intero articolo di Carlo Ruocco&#8230;)</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/trasparenza-e-dibattito-solo-apparenti/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Caleo risponde a Forcieri</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/caleo-risponde-a-forcieri/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 13:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra un "Caro Forceri" e un "Con altrettanta amicizia" il sindaco di Sarzana Caleo risponde punto per punto alle critiche del compagno di partito. Per diritto di replica, pubblichiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/caleo-risponde-a-forcieri/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#8220;Caro  Forcieri, </span><br />
<span style="font-size: small;">ti ricorderai senz’altro che il 30 marzo scorso il Consiglio Comunale di Sarzana (non io e nemmeno la Giunta ) adottava il ‘Piano Botta’. Ebbene, in quella circostanza a nome della Giunta proponevo un preciso impegno che il Consiglio faceva suo assumendolo: </span></div>
<p><span style="font-size: small;">ritornare al più presto (entro due mesi circa, ricordo di aver precisato) in Consiglio Comunale dopo aver consentito all’architetto Mario Botta di individuare una soluzione architettonica diversa rispetto alla torre (ritenuta da molti un elemento in conflitto, o comunque estraneo, al paesaggio cittadino) e rispetto alla stazione degli autobus (considerata da tanti sovradimensionata per le necessità di Sarzana ) lasciando assolutamente inalterato l’intero Piano. </span><br />
<span style="font-size: small;"><br />
</span><span style="font-size: small;">Sarebbero rimaste invariate le superfici e le destinazioni volute nel 1994 dall’Amministrazione da te guidata quale Sindaco, oltre alla viabilità, i parcheggi, le soluzioni architettoniche riguardanti i fabbricati residenziali lungo la via Muccini , l’albergo Laurina, ecc…. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tutto, per farla breve, doveva rimanere così come era stato deciso dal Consiglio Comunale del 30 marzo perché quel Piano era il risultato finale di un appassionato dibattito, durato ininterrottamente un intero anno, che ha coinvolto la Città tutta, nei suoi livelli istituzionali e non. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Abbiamo ascoltato tutti, abbiamo rielaborato la proposta iniziale, più volte e sostanzialmente; quindi abbiamo deciso perché questo è il nostro compito e dovere di amministratori. </span><br />
<span style="font-size: small;">Avrei pertanto certamente disatteso la volontà e le aspettative del Consiglio Comunale qualora il 9 luglio scorso avessi sottoposto alla sua attenzione una delibera contenente modifiche rispetto a quella preannunciata.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dispiace sentirsi accusati di “aver accuratamente evitato il confronto persino in sede politica”, quando, al contrario, abbiamo illustrato e discusso il Piano con i cittadini, con tutte le numerose Consulte territoriali che ce lo hanno richiesto, con tutte le associazioni di categoria, con tutti i partiti che lo hanno voluto ed in particolare con il Partito Democratico più volte, in assemblee pubbliche, nella direzione, nell’esecutivo ed in tutti i suoi numerosi circoli. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dispiace  veder considerata “una presa in giro”  una  decisione del Consiglio Comunale. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dispiace sentir definire “decisioni di pochi” le deliberazioni del massimo consesso cittadino. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dispiace veder definita “frettolosa” l’approvazione di questa pratica urbanistica sviscerata ed approfondita a tal punto da essere considerata dai più un tormentone. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Quando mai, a Sarzana, un Piano urbanistico già completo in ogni sua previsione è stato illustrato, esaminato, modificato e discusso per un anno intero in tutte le sedi prima di essere sottoposto alla valutazione del Consiglio Comunale?</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il tuo precedente intervento pubblico sul Piano Botta aveva fatto chiaramente intendere che non condividi alcune previsioni sottese a tale strumento urbanistico. Ebbene, converrai con me che può anche succedere che un consiglio comunale possa assumere una qualche deliberazione non gradita. Non per questo occorre tacciarlo di voler ingannare (“prendere in giro”) la città o definirlo “frettoloso” se non rispecchia il tuo pensiero.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Con altrettanta amicizia</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Massimo Caleo&#8221; </span></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/caleo-risponde-a-forcieri/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il commento di Marina Terragni (Io Donna)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 21:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere al Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Diamo spazio ai commenti, iniziando con Marina Terragni: &#8220;Mi inserisco qui per osservare che la pesante delegittimazione del sindaco Caleo da parte del senatore Forcieri, a cui corrisponde un&#8217;attiva attenzione del Pd su quanto sta capitando nello spezzino, la collaborazione cementificatrice tra le giunte rosse e i colonizzatori rossi di Unieco, rendono plausibile l&#8217;ipotesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/i-commenti-a-caldo/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><span style="font-style: italic;">Diamo spazio ai commenti, iniziando con Marina Terragni:</span></p>
<p>&#8220;Mi inserisco qui per osservare che la pesante delegittimazione del sindaco Caleo da parte del senatore Forcieri, a cui corrisponde un&#8217;attiva attenzione del Pd su quanto sta capitando nello spezzino, la collaborazione cementificatrice tra le giunte rosse e i colonizzatori rossi di Unieco, <span style="font-weight: bold;">rendono plausibile l&#8217;ipotesi di un congelamento dei vari progetti, dal progetto Botta (che immagino sia preoccupato di vedere associato il suo nome a scempi ambientali) all&#8217;immane ecomostro di Marinella</span>, e l&#8217;attesa di una verifica congressuale delle posizioni del partito in materia di ambiente, a cui seguirà una verifica locale della gestione Caleo. Le decisioni della giunta, in sprezzo all&#8217;orientamento responsabile espresso dai cittadini, indicano la fine di ogni possibilità di dialogo e la necessità di un&#8217;opposizione senza sconti, che faccia riferimento al Pd nazionale contro una monocratica e miope gestione locale. E dunque in alto i cuori e orizzonti più grandi. Come insegnava Alexander Langer, agire localmente e pensare globalmente&#8221;.<br />
Marina Terragni</p>
<p>(autrice dell&#8217;articolo pubblicato su Io Donna che <a href="http://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_125g57zm2f2&amp;hl=it" target="_blank">QUI</a> riportiamo)</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/i-commenti-a-caldo/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Caleo, che Botta!</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 13:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre siluri sulla giunta comunale. Il primo dall'ex senatore Lorenzo Forcieri (PD, presidente Autorità Portuale): "Non mi capacito di tanta ostinazione". Il secondo da Marina Terragni (Corriere della Sera): "Mario Botta è l'archistar ingaggiata per una speculazione da 200mila metri cubi". Il terzo da Egidio Banti: "Un errore di metodo che non mi sarei aspettato dall'amministrazione comunale di Sarzana".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/caleo-che-botta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; font-size: large;">Tre siluri sulla giunta comunale</span><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Il primo dall&#8217;ex senatore Lorenzo Forcieri (PD, presidente Autorità Portuale) che scrive al sindaco di Sarzana, Massimo Caleo. &#8220;Non mi capacito di tanta ostinazione&#8221;. Per di più a piano regolatore ormai da tempo scaduto.(&#8230;) &#8220;Perché, almeno nelle aree di proprietà del Comune non si e’ pensato a ridurre un po’ le volumetrie?&#8221;<br />
<span style="font-style: italic;">(<a href="http://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_124fpzfvdd5&amp;hl=it" target="_blank">leggere qui un estratto della lettera</a>)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il secondo da Marina Terragni (Corriere della Sera) che oggi scrive su Io Donna <span style="font-style: italic;">Sarzana. Botta e risposta</span>: &#8220;Mario Botta è l&#8217;archistar ingaggiata per una speculazione da 200mila metri cubi, in parte pubblica (giunta rossa bulgara: ma con il centrodestra sarebbe stato uguale, trattasi di danée) e in parte privata (Unieco, Coop rosse di Reggio Emilia, tra i maggiori colonizzatori dello spezzino).<span style="font-style: italic;"><br />
</span><!--    @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><span style="font-style: italic;">(<a href="http://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_125g57zm2f2&amp;hl=it" target="_blank">leggere qui l&#8217;articolo per esteso</a>)</span></p>
<p><span>Il terzo da Egidio Banti: &#8220;Quanto sta accadendo, purtroppo è la conferma pura e semplice di quanto, molto modestamente, mi ero permesso di segnalare già parecchi mesi or sono, e cioè un errore di metodo che io &#8211; volendole bene &#8211; non mi sarei aspettato dall&#8217;amministrazione comunale di Sarzana&#8221;.<br />
<span style="font-style: italic;">(</span><a href="http://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_126fz74rkdc&amp;hl=it" target="_blank"><span style="font-style: italic;">qui la lettera</span></a><span style="font-style: italic;">)</span></span></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/caleo-che-botta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bottiglioni risponde alle 10 domande</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-risposte-di-bottiglioni/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-risposte-di-bottiglioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 13:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevamo anticipato che, durante l&#8217;Assemblea di martedì scorso al Barontini, voluta dal Comitato per avviare un confronto tra Cittadini ed amministrazione, sarebbero state poste all&#8217;invitato, il Vicesindaco Bottiglioni, alcune domande. Eccone un sunto (qui). Siamo a disposizione dell&#8217;intervistato per pubblicare eventuali repliche ai commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-risposte-di-bottiglioni/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/bottiglioni21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1342" title="bottiglioni2" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/07/bottiglioni21-300x230.jpg" alt="bottiglioni2" width="132" height="102" /></a>Avevamo anticipato che, durante l&#8217;Assemblea di martedì scorso al Barontini, voluta dal Comitato per avviare un confronto tra Cittadini ed amministrazione, sarebbero state poste all&#8217;invitato, il Vicesindaco Bottiglioni, alcune domande.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Eccone un sunto (<a href="http://docs.google.com/Edit?docid=d8pdfd9_127dzpptjf7" target="_blank">qui</a>). Siamo a disposizione dell&#8217;intervistato per pubblicare eventuali repliche ai commenti.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-risposte-di-bottiglioni/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Le 10 Domande del Comitato</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-10-domande-del-comitato/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-10-domande-del-comitato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non si procede al nuovo piano urbanistico, riducendo le volumetrie? Avete mai fatto un censimento? L’incremento demografico naturale giustifica costruzioni per altri 1200 abitanti? Perché tanta fretta? Perché avete consegnato le chiavi della città a Unieco? Perché non avete affidato la consulenza a un urbanista? Mario Botta è l’architetto di Uniecoe  superconsulente del Comune. Non c’è un conflitto d’interessi? (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-10-domande-del-comitato/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><span style="font-weight: bold;">Nel ricordare a tutti l&#8217;invito a partecipare all&#8217;Assemblea di questa sera, martedì 7 luglio, alle ore 21 presso il Centro Sociale Barontini, </span>anticipiamo le dieci domande che verranno poste al vicesindaco e assessore all&#8217;Urbanistica avv. Roberto Bottiglioni.</p>
<p>Le altre le potranno porre i cittadini.</p>
<ol>
<li>Lei ha votato contro queste volumetrie, contenute nel Piano regolatore del 1994 ancora vigente e che ha superato la scadenza decennale. Perché ora le difende così strenuamente?</li>
<li>Abbiamo ottenuto l’abbattimento della torre, ma le volumetrie non sono state toccate. Perché non si procede al nuovo piano urbanistico, riducendo le volumetrie?</li>
<li>Avete mai fatto un censimento delle case, dei fondi commerciali sfitti prima di varare la Variante? L’incremento demografico naturale giustifica costruzioni per altri 1200 abitanti?</li>
<li>Perché tanta fretta in questi giorni per deliberare la variante alla Variante senza consultare la città?</li>
<li>Perché la politica a Sarzana ha consegnato le chiavi della città a un colosso immobiliare come Unieco, che scandisce i tempi, i modi, il come e/o il dove procedere a Varianti?</li>
<li>Perché avete affidato la consulenza per ridisegnare un’area vasta del centro a un architetto, Mario Botta, che, per sua ammissione, non è un urbanista?</li>
<li>Mario Botta è l’architetto di Unieco. Mario Botta è il superconsulente del Comune, portato a Sarzana da Unieco e nominato dal Comune consulente senza bando di concorso, nonostante il suo compenso superi di gran lunga i ventimila euro. Non c’è un conflitto d’interessi? Siamo in presenza di un Arlecchino servitore di due padroni?</li>
<li>Che senso ha nel 2010 costruire un megaparcheggio nel centro residenziale della città, invece di fermare le auto fuori, come avviene in tutte le città d’Europa?</li>
<li>Perché non usare l’area oltre la ferrovia, dopo aver speso soldi pubblici per lo studio di fattibilità?</li>
<li>Il nuovo piano prevede un palazzo residenziale a ridosso della Ferrovia. La tragedia di Viareggio non vi fa sorgere qualche dubbio?</li>
</ol>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/07/le-10-domande-del-comitato/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Col lasciapassare del vicesindaco il &#8220;piano finanziario&#8221;   spunta dalla &#8230;.. cassaforte</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/la-nostra-protesta-ha-sortito-un-primo-risultato-col-lasciapassare-del-vicesindaco-il-piano-finanziario-spunta-dalla-cassaforte/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/la-nostra-protesta-ha-sortito-un-primo-risultato-col-lasciapassare-del-vicesindaco-il-piano-finanziario-spunta-dalla-cassaforte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 12:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sarzanachebotta.org/?p=1134</guid>
		<description><![CDATA[La nostra protesta per la mancata pubblicazione delle carte e degli allegati ha ottenuto un primo risultato. Ci è stata consegnata la relazione finanziaria al Piano. Porta la data del 6 marzo! Non è mai stata resa pubblica. Sicuramente non l’hanno mai vista le Consulte, che pure avrebbero diritto ad accedere a tutta la documentazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/la-nostra-protesta-ha-sortito-un-primo-risultato-col-lasciapassare-del-vicesindaco-il-piano-finanziario-spunta-dalla-cassaforte/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><span style="font-size: large;">L</span>a nostra protesta per la mancata pubblicazione delle carte e degli allegati ha ottenuto un primo risultato.</p>
<p>Ci è stata consegnata la relazione finanziaria al Piano. Porta la data del 6 marzo! Non è mai stata resa pubblica. Sicuramente non l’hanno mai vista le Consulte, che pure avrebbero diritto ad accedere a tutta la documentazione.</p>
<p>Non è stato facile. Di fronte alla domanda specifica negli uffici ci è stato risposto ancora una volta che non era pronta. Abbiamo esibito la lettera al Comitato del vicesindaco Bottiglioni, in cui si affermava che i documenti, sebbene non pubblicati secondo i crismi di legge, sono disponibili. Solo allora la relazione si è materializzata: l’hanno tirata fuori dalla &#8230;.. cassaforte. Del resto, trattandosi di roba “finanziaria”, dove poteva essere?</p>
<p>Sono poche paginette di dati. Gli stessi estensori ammettono che non si tratta di un vero e proprio piano finanziario, come prescrive la legge. Le pubblichiamo per i cittadini-contribuenti che fossero interessati a conoscerla (<a href="http://docs.google.com/Doc?docid=d8pdfd9_28f8vvmmfr&amp;hl=it" target="_blank">cliccare QUI</a>)</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/la-nostra-protesta-ha-sortito-un-primo-risultato-col-lasciapassare-del-vicesindaco-il-piano-finanziario-spunta-dalla-cassaforte/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mai depositati i documenti ufficiali</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/mai-depositati-i-documenti-ufficiali/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/mai-depositati-i-documenti-ufficiali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 12:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Due lettere smentiscono l&#8217;assessore Bottiglioni Tra il 9 aprile e il 30 maggio ci siamo recati più volte in Comune (QUI è possibile visualizzare una delle richieste protocollate). Come i carabinieri ci siamo sempre presentati in tre o, almeno, in due, perché non si potesse dire che uno solo aveva capito male. Non cercavamo &#8220;cartuccelle&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/mai-depositati-i-documenti-ufficiali/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h2><span style="font-size: large;">Due lettere smentiscono</span></h2>
<h2><span style="font-size: large;">l&#8217;assessore Bottiglioni </span></h2>
<div>Tra il 9 aprile e il 30 maggio ci siamo recati più volte in Comune (<a href="http://docs.google.com/Doc?id=d8pdfd9_21dgxjpgds" target="_blank">QUI è possibile visualizzare una delle richieste protocollate</a>). Come i carabinieri ci siamo sempre presentati in tre o, almeno, in due, perché non si potesse dire che uno solo aveva capito male. Non cercavamo &#8220;cartuccelle&#8221; qualsiasi, ma quelle ufficiali, con timbri e firme, quelle che per legge vanno depositate in segreteria con tanto di annuncio di pubblicazione.</div>
<div>Abbiamo interloquito più volte con la segretaria generale, dottoressa Monteleone, responsabile della procedura di pubblicazione delle delibere del consiglio e degli atti ad esse allegati. Ma delle carte ufficiali nemmeno l&#8217;ombra. Siamo testimoni delle telefonate della dottoressa Monteleone al dirigente dell&#8217;ufficio urbanistico Talevi, che si è sempre trincerato dietro la frase: &#8220;Noi seguiamo le procedure della legge regionale 24 del 1987&#8243;.</div>
<div>Siccome &#8220;verba volant, scripta manent&#8221;, il 4 maggio abbiamo protocollato due lettere, alla segretaria generale e all&#8217;ing. Talevi, in cui si chiedeva la certificazione della data di deposito degli allegati del Piano (relazioni, cartografie, ordini del giorno) relative alla delibera del Consiglio comunale del 30 marzo.</div>
<div>Perché il 4 maggio? Perché il 4 maggio scadeva il termine per il deposito delle carte ai sensi della legge richiamata dall&#8217;ingegner Talevi.<br />
Ebbene ad oggi dobbiamo ancora ricevere risposta. Questi sono i fatti.<br />
Lasciamo ai concittadini ogni valutazione. Come Comitato inizieremo ad assumere iniziative in tutte le sedi idonee per ottenere da questa amministrazione il rispetto delle regole e della trasparenza.<br />
<strong>Il Comitato Sarzana, che botta!</strong></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/mai-depositati-i-documenti-ufficiali/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le disinvolte contraddizioni dell&#8217;Amministrazione</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/le-disinvolte-contraddizioni-dellamministrazione/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/le-disinvolte-contraddizioni-dellamministrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 23:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere al Comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore Bottiglioni: &#8220;I documenti sono sempre consultabili&#8221; &#8220;In conseguenza dell’avvenuta adozione della Variante, in data 9 aprile 2009 veniva pubblicata all’Albo pretorio la delibera n.29 e con essa, com’è naturale, ogni documento allegato a detta pratica (cartografia compresa). E’ pertanto indubitabile che tutti gli atti relativi al cosiddetto “Piano Botta” sono disponibili presso i competenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/le-disinvolte-contraddizioni-dellamministrazione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h3>L&#8217;assessore Bottiglioni: &#8220;I documenti sono sempre consultabili&#8221;</h3>
<blockquote><p>&#8220;In conseguenza dell’avvenuta adozione della Variante, in data 9 aprile 2009 veniva pubblicata all’Albo pretorio la delibera n.29 e con essa, com’è naturale, ogni documento allegato a detta pratica (cartografia compresa). E’ pertanto indubitabile che tutti gli atti relativi al cosiddetto “Piano Botta” sono disponibili presso i competenti uffici per chiunque voglia prenderne visione e che il personale preposto a detti uffici è a disposizione, com’è suo dovere, per illustrare, rispondere e fornire chiarimenti&#8221;.</p></blockquote>
<p>Con questa affermazione l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica e vicesindaco di Sarzana, avvocato Roberto Bottiglioni, replica alla protesta del Comitato per la mancata pubblicazione delle carte.</p>
<p>Insomma quelli del Comitato Sarzana, che botta! sarebbero o dei bugiardi o degli sprovveduti.</p>
<p>Gli uffici preposti hanno comunque detto sempre un&#8217;altra cosa, come risulterà dalle prove che portiamo nel documento del Comitato che pubblichiamo di seguito.</p>
<p>Resta il fatto che l&#8217;avvocato Bottiglioni prima sostiene che chiunque poteva prendere visione delle carte fin dal 9 aprile scorso, poi, con disinvoltura, afferma che <strong>al &#8220;doveroso incombente&#8221; della pubblicazione del Piano a termini di legge </strong>l&#8217;Amministrazione provvederà solo quando saranno disponibili tutte le carte dei comparti 2 e 3.<br />
<a href="http://docs.google.com/Doc?id=d8pdfd9_17hj968nc6" target="_blank">Il testo integrale della lettera di Bottiglioni</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/le-disinvolte-contraddizioni-dellamministrazione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>SINDACO, FUORI LE CARTE!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 10:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Variante di via Muccini la trasparenza è un lusso In base alla legge regionale 24/1987, richiamata nella delibera del Consiglio comunale del 30 marzo, l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere pubbliche tutte le carte, gli allegati, le relazioni geologica e finanziaria del “Piano Botta” entro il 4 maggio scorso. I cittadini hanno il diritto di vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/sindaco-fuori-le-carte/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><div style="text-align: justify; font-style: italic;">
<h2>Variante di via Muccini<br />
la trasparenza è un lusso</h2>
<p>In base alla legge regionale 24/1987, richiamata nella delibera del Consiglio comunale del 30 marzo, l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere pubbliche tutte le carte, gli allegati, le relazioni geologica e finanziaria del “Piano Botta” entro il 4 maggio scorso.</p>
<p>I cittadini hanno il diritto di vedere cosa il consiglio comunale ha approvato. Invece quelle carte, parte integrante ed essenziale di una delibera dichiarata immediatamente esecutiva, sono a tutt’oggi top secret. E sono trascorsi due mesi dal voto in consiglio comunale. Si sta consumando una grave omissione di atti.</p>
<p>La giunta sta procedendo alla redazione della “variante alla variante”. Ebbene, deve rifare l’iter da capo e i cittadini devono poter confrontare le differenze tra i due piani, carte alla mano, compresa la relazione finanziaria. Per questo il Comitato Sarzana, che botta! ha scritto al Sindaco, al Consiglio comunale e alla Regione: per chiedere trasparenza e il rispetto della normativa vigente.</p>
<p>Speriamo di essere ascoltati per non vederci costretti a rivolgerci ad altre autorità.</p>
<p style="margin-left: 8.75cm;" align="justify">Ecco il testo integrale della lettera.</p>
<p style="margin-left: 8.75cm; text-align: center;" align="justify"><a href="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/090601-silviam-fotolettere1rimp1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1114 aligncenter" title="090601 silviam fotolettere1rimp" src="http://www.sarzanachebotta.org/wp-content/uploads/2009/08/090601-silviam-fotolettere1rimp1-300x227.jpg" alt="090601 silviam fotolettere1rimp" width="300" height="227" /></a></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;" align="justify">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;">
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">Al Sindaco di Sarzana </span></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">Massimo Caleo</span></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">e p.c. al Consiglio comunale </span></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">per il tramite del presidente Maurizio Corona</span></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">e p.c. al Presidente della Regione Liguria</span></p>
<p style="margin-left: 8.75cm;"><span style="font-size: medium;">Claudio Burlando</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong>Oggetto: Ricorso avverso il ritardato deposito degli allegati e delle tavole relative alla Variante di Piano Regolatore Generale contestuale alla Variante P.P. via Muccini ex L.R. 24/87</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Con la presente il Comitato Sarzana, che Botta! intende denunciare con forza il protrarsi del ritardo nella pubblicazione degli allegati e delle tavole cartografiche relative alla Variante al PRG contestuale variante al P.P. di via Muccini.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">La delibera di adozione reca infatti la data del 30 marzo 2009. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Col voto la delibera veniva dichiarata immediatamente esecutiva e in data 9 aprile veniva pubblicata all’Albo pretorio. In base alla Legge Regionale 24/1987 l’Amministrazione aveva tempo fino al 4 maggio per la pubblicazione degli allegati e delle cartografie.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Questo termine è stato ampiamente violato e continua ad essere violato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Tale ritardo appare del tutto incomprensibile alla luce della fretta con la quale l’Amministrazione ha voluto procedere all’approvazione della pratica, nonostante da più parti vi fosse stata una sollecitazione a una migliore valutazione delle scelte che si stavano operando.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Né appaiono serie e fondate le motivazioni che per le vie brevi vengono fornite dagli uffici competenti (non vengono fornite risposte scritte in barba ai requisiti minimi di trasparenza): il ritardo dovrebbe consentire ad attendere i nuovi elaborati grafici dell’architetto Mario Botta per i comparti 2 e 3 (cioè torre e stazione autobus di piazza Terzi) in modo da risparmiare sui costi di produzione delle carte stesse.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">E’ un’offesa all’intelligenza. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Innanzitutto le carte dovevano già essere disponibili con relative firme e timbri la sera del consiglio comunale. Quindi non si capisce a quali risparmi si faccia riferimento.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">In secondo luogo appare ben singolare che ci si preoccupi ora dei costi, dopo aver assegnato senza concorso pubblico un lucroso contratto all’architetto Mario Botta ben oltre i limiti (20 mila euro) imposti dalle vigenti leggi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Auspichiamo che la pubblicazione degli allegati avvenga immediatamente, onde non costringere i cittadini a rivolgersi ad altre autorità per invocare un elementare principio di rispetto della normativa regionale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Cordiali saluti</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"> Per il Comitato Sarzana, che botta!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"> Il presidente</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Recapito: Comitato Sarzana, che botta! – via XX Settembre 51 – 19038 Sarzana</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Mail: sarzanachebotta@gmail.com</span></p>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/06/sindaco-fuori-le-carte/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Smentito il documento metodologico di settembre</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/smentito-il-documento-metodologico-di-settembre/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 18:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Vas, le due facce della Regione Con una comunicazione ufficiale, resa nota dal sindaco Massimo Caleo, il Settore valutazione di impatto ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria ha &#8220;definitivamente&#8221; chiarito che il piano particolareggiato di via Muccini non deve essere sottoposto a Vas (valutazione ambientale strategica). Scrive la Regione al Comune: &#8220;Con riferimento alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/smentito-il-documento-metodologico-di-settembre/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><span>Vas, le due facce della Regione</span></p>
<div style="text-align: justify;">Con una comunicazione ufficiale, resa nota dal sindaco Massimo Caleo, il Settore valutazione di impatto ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria ha &#8220;definitivamente&#8221; chiarito che il piano particolareggiato di via Muccini non deve essere sottoposto a Vas (valutazione ambientale strategica). Scrive la Regione al Comune: <span style="font-style: italic;">&#8220;Con riferimento alla Vs nota, viste le caratteristiche della Variante, si ritiene che la stessa non sia sostanziale ai fini ambientali e quindi non comporti assoggettabilità alle procedure di Vas. Si conferma la necessità dello svolgimento della procedura di screening di cui alla L.R. n. 38/98, come peraltro già concordato&#8221;.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Non è dato di sapere cosa contenesse la nota del Comune. Resta il fatto che con due righe il settore VIA della Regione liquida la questione dell&#8217;applicabilità delle nuove norme europee.</div>
<div style="text-align: justify;">Con questo atto la Regione smentisce se stessa. A settembre l&#8217;assessorato alla Pianificazione territoriale aveva inviato un documento metodologico ai Comuni proprio sulla VAS in attesa della legge regionale in materia, richiamando la legge nazionale (la Liguria è una delle regioni italiane che viola le direttive europee).</div>
<div style="text-align: justify;">In esso si affermava testualmente che <span style="font-style: italic;">&#8220;con riferimento agli strumenti urbanistici attuativi (i piani particolareggiati, ad es., n.d.r.) si evidenzia che in base alle disposizioni del D.Lgs 152/06 come modificato dal D.Lgs 4/2008, non è da considerare sottoposto a procedura di Vas o di verifica di assoggettabilità uno strumento urbanistico attuativo che risulti adottato in conformità alle previsioni del vigente strumento urbanistico generale (PRG o PUC, n.d.r.)&#8221;.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span>Insomma, se un piano particolareggiato è conforme al Piano regolatore vigente, non serve la VAS. Peccato che a Sarzana la Variante di via Muccini viene presentata non solo come variante al precedente piano particolareggiato (Piarulli) ma come &#8220;Variante contestuale al PRG&#8221;. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span>Forse la Regione (e il presidente Burlando) qualche spiegazione ai cittadini la deve dare. Intanto mettendo a disposizione tutti gli atti.<br />
</span></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/smentito-il-documento-metodologico-di-settembre/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La reazione del Comitato: singolare eccezione</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/la-reazione-del-comitato-singolare-eccezione/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 18:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Scritti del Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha paura della VAS? Il sindaco Caleo è soddisfatto perché per l’ufficio ambiente della Regione la variante di piano regolatore di via Muccini non deve essere sottoposta a Valutazione ambientale strategica (VAS). Il sindaco dovrebbe essere preoccupato per una Regione che, colpevolmente in ritardo nell’applicare una normativa europea, a settembre dirama una disposizione, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/la-reazione-del-comitato-singolare-eccezione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h3><span>Chi ha paura della VAS?</span></h3>
<div style="text-align: justify;">Il sindaco Caleo è soddisfatto perché per l’ufficio ambiente della Regione la variante di piano regolatore di via Muccini non deve essere sottoposta a Valutazione ambientale strategica (VAS). Il sindaco dovrebbe essere preoccupato per una Regione che, colpevolmente in ritardo nell’applicare una normativa europea, a settembre dirama una disposizione, in cui si afferma testualmente che gli strumenti urbanistici attuativi (i piani particolareggiati, ad esempio) non sono da sottoporre a Vas, se adottati in conformità al piano urbanistico generale vigente, e oggi si rimangia tutto. A Sarzana, infatti, si discute di una variante al Piano regolatore generale. Il sindaco (e il presidente della Regione Burlando) comprendono che la domanda inquietante che sorge spontanea è: perché questa eccezione?</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">Rimaniamo in attesa di conoscere le profonde motivazioni di un tale cambio di rotta.</div>
<div style="text-align: justify;">Il sindaco Caleo ripete che la Vas è uno &#8220;strumento scientifico&#8221;, che non può essere agitato come spauracchio.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Spauracchio deriva da “paura”. Ma chi può avere paura dell’applicazione di un metodo “scientifico”? Solo chi ha paura che il piano, che sta proponendo, non superi l’esame di un metodo scientifico.</div>
<div style="text-align: justify;">La Valutazione ambientale strategica obbligherebbe ad esempio il sindaco e l’amministrazione a motivare seriamente l’attualità di un piano regolatore del 1994, che prevede uno sversamento di 200 mila metri cubi di cemento in un momento in cui a Sarzana si registra il top di abitazioni invendute. Obbligherebbe a spiegare a fronte di una grave crisi del commercio a quale logica economica risponde la costruzione di oltre diecimila metri di superficie utile commerciale (un&#8217;altra Ipercoop, per intenderci). La Vas obbligherebbe inoltre a spiegare perché vengono abbandonate le tipologie liguri di costruzioni residenziali per sposare un modello emiliano.</div>
<div style="text-align: justify;">Per ora abbiamo la sola motivazione contenuta nella delibera di giunta del 2007, che recita testualmente: <span style="font-style: italic;">“La necessità della Variante appare altresì necessaria alla luce della proposta di ridisegno, effettuata dalla proprietà con la realizzazione di un intervento di ristrutturazione urbanistica dell’esistente totalmente diverso da quello approvato e tutt’ora in vigore”</span>.</div>
<div style="text-align: justify;">Tradotto dal burocratese: Unieco vuole costruire come più gli aggrada, quindi la Variante “appare necessaria”. Viene da chiedersi se a tutti i sarzanesi, compresi i precedenti proprietari delle aree, è stata concessa una così ampia discrezionalità di intervento.</div>
<p><span style="font-weight: bold;"> </span></p>
<div style="text-align: right;">Il Comitato Sarzana, che Botta!</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/04/la-reazione-del-comitato-singolare-eccezione/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lettera di Legambiente sul progetto Botta</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/lettera-di-legambiente-sul-progetto-botta/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/lettera-di-legambiente-sul-progetto-botta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 20:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere al Comitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come anticipato in un precedente articolo Legambiente, parallelamente al documento elaborato dal gruppo tecnico-giuridico del nostro comitato, ha inviato un proprio elaborato in Regione. Ne pubblichiamo alcuni stralci: Oggetto: Variante al piano particolareggiato di iniziativa pubblica dell’area progetto n. 3 via Muccini &#8211; Ente promotore: Comune di Sarzana. Scopo della missiva è quello di eccepire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/lettera-di-legambiente-sul-progetto-botta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p><span style="font-style: italic;">Come anticipato in un precedente articolo Legambiente, parallelamente al documento elaborato dal gruppo tecnico-giuridico del nostro comitato, ha inviato un proprio elaborato in Regione. </span><span style="font-style: italic;">Ne pubblichiamo alcuni stralci:<br />
</span></p>
<p>Oggetto:</p>
<div style="text-align: justify;"><!-- @page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	- --><strong style="font-weight: normal;"><span><span style="font-size: small;">Variante al piano</span></span></strong><strong style="font-weight: normal;"><span><span style="font-size: small;"> particolareggiato di iniziativa pubblica dell’area progetto n. 3 via Muccini</span></span></strong><span><span style="font-size: small;"> &#8211; Ente  promotore: Comune di  Sarzana.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-size: small;">Scopo della missiva è quello di eccepire </span></span><span><span style="font-size: small;">l’omesso avvio di procedura istruttoria a partecipazione pubblica, detta comunemente VAS (Valutazione Strategica Ambientale). LEGAMBIENTE, esaminata la documentazione relativa l’intervento progettuale urbanistico, ha ravvisato una violazione alle normative sulla VAS <span style="font-size: x-small;">(&#8230;) </span>tenuto conto del forte impatto ambientale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: italic;">E ancora leggiamo che</span> </span></span><!--  		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->le modifiche al P.R.G. vigente includono:</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span><span style="font-size: small;">1) VARIAZIONI AL PERIMETRO DELL’AREA DI INTERVENTO;<br />
2) VARIAZIONI INERENTI LE INFRASTRUTTURE;<br />
3) VARIAZIONI NEL NUMERO E NELLA FORMA DELLE UNITA’ DI INTERVENTO;<br />
4) INCREMENTO SUPERFICI A DESTINAZIONE D’USO A SERVIZI PUBBLICI E ATTREZZATURE COLLETTIVE DI USO PUBBLICO (da mq 4682 a mq 5177, con incremento di 495 mq);<br />
5) VARIAZIONI NEL NUMERO, FORMA E DIMENSIONI DELLE UNITA’ EDILIZIE (spicca tra queste la realizzazione della Torre c.d. “Botta” di 60.5 metri di altezza- 25 di diametro di base 25 metri e 37 metri di diametro di cappello superiore a poca distanza dal centro storico, e di un palazzo circolare di 31 metri di altezza- mentre le altezze delle altre strutture abitative, facenti parte del progetto, sono non inferiori ai 20 metri);<br />
6) MODIFICA DELLA CAPACITA’ INSEDIATIVA COMPLESSIVA ATTRAVERSO LA DEMOLIZIONE DI EDIFICI ESISTENTI.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-size: small;">Contrariamente a quanto sempre sostenuto dagli organismi comunali, dalla lettura delle carte risulta che</span></span><span><span style="font-size: small;"> la superficie SUA complessiva viene incrementata di 2164 mq, in quanto passa da 60272 mq a 62436 mq.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-size: small;">La lettera (che invitiamo a leggere per intero nella pubbblicazione che ne fa Cronaca4 cliccando sul titolo) continua dettagliando le carenze nelle procedure adottate e conclude chiedendo all&#8217;Autorità Regionale di</span></span><!--  		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: italic;"> </span>pronunciarsi negativamente sulla menzionata variante in corso di approvazione, verificandone il mancato rispetto alle normative citate e di quante altre risultassero vigenti, <span style="font-weight: bold;">ordinandone la  rielaborazione con sottoposizione alla procedura di VAS</span>.</span></span></p>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/lettera-di-legambiente-sul-progetto-botta/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il commento della domenica di Emanuela Rosi</title>
		<link>http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/il-commento-della-domenica-di-emanuela-rosi/</link>
		<comments>http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/il-commento-della-domenica-di-emanuela-rosi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Botta &#8220;oscurerà&#8221; il degrado &#8230; (commento apparso domenica 8 marzo sul quotidiano La Nazione) Dobbiamo rendere merito all’assessore alla cultura Stefano Milano. E’ vero: smettiamola di parlare di centro storico quando cerchiamo di capire il senso del Progetto Botta. Il centro storico di Sarzana va da Porta Parma a Porta Romana, da via Torrione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/il-commento-della-domenica-di-emanuela-rosi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><h3 style="text-align: justify;"><strong>Quando Botta &#8220;oscurerà&#8221; il degrado &#8230;</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><span><span>(</span></span></em><span style="font-style: italic;">commento apparso domenica 8 marzo sul quotidiano La Nazione)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>D</span></strong>obbiamo rendere merito all’assessore alla cultura Stefano Milano.<br />
E’ vero: smettiamola di parlare di centro storico quando cerchiamo di capire il senso del Progetto Botta.<br />
Il centro storico di Sarzana va da Porta Parma a Porta Romana, da via Torrione Genovese a via Landinelli.<br />
Il resto (citiamo l’assessore) «è una casuale aggregazione di strade, edifici e servizi senza dignità progettuale e senza immagine, che (questi davvero!) offendono e mortificano oltre mille anni di storia».<br />
Dove però sono stati mandati a vivere migliaia di sarzanesi, su rotonde e binari, tra i capannoni, senza servizi, marciapiedi e parchi. Che continueranno a evitare la variante per non imbottigliarsi, a incolonnarsi pazienti nei Sobborghi per portare i figli nelle scuole troppo piccole, fare gimkana in via Paradiso fino allo stadio, rischiare la vita per arrivare al mare in bicicletta e passeggiare solo nella tenuta di Marinella.<br />
Mai avuta l’«ipocrita concezione di un centro storico “diffuso” bello, ed intatto» che l’assessore ci consiglia di abbandonare dopo aver contato, fuori dalle mura, «9 moduli urbani» che presentano, a chi arriva a Sarzana non certo la “città ospitale” ma «un caotico tessuto periferico senza qualità» che non offre «percezione alcuna della città storica e delle sue dimensioni».<br />
Cominciamo però a metabolizzare il fatto che il Progetto Botta ci regalerà il decimo modulo urbano ma disegnato da un’archistar, con due “torrette” (15 e 9 piani), quattro piani di cemento su una piazza coperta, parcheggi, capolinea dei bus, 9 palazzi stile Lego, un viale alberato di poche centinaia di metri ma con marciapiedi e piste ciclabili che i sarzanesi chiedono da tempo sbagliando zona. E, tranquilli, non per oscurare i campanili ma solo quella «casuale aggregazione senza dignità progettuale e senza immagine».<br />
Non avremo più un fatiscente centro culturale polivalente, ma stanze moderne per le associazioni culturali affacciate sull’unica piazza (coperta), un pezzo di municipio ma nuovo, ristorante panoramico, centinaia di negozi da far invidia a quelli che stanno chiudendo nel centro storico «ideale», insomma una nuova Sarzana «da vendere» firmata Botta. Nessuno ha chiesto ai cittadini di oggi quali sono i loro veri bisogni, ma forse la città di Botta è solo per quelli che verranno e soddisfa se stessa.<span><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;"><br />
</span></span></span></p>
<div><span><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">Emanuela Rosi</span></span></span></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/il-commento-della-domenica-di-emanuela-rosi/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Replica del portavoce all&#8217;assessore Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 08:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[Gent. Assessore Milano, a proposito del suo intervento, ed in particolare laddove scrive: ‘Oggi il dibattito sulle nuove proposte non può che partire da qui, cioè dal dato di fatto che chi arriva a Sarzana si trova immerso in un caotico tessuto periferico senza qualità, e non ha percezione alcuna della città storica e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/replica-del-portavoce-allassessore-milano/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Gent. Assessore Milano,</p>
<p>a proposito del suo intervento, ed in particolare laddove scrive: <em>‘Oggi il dibattito sulle nuove proposte non può che partire da qui, cioè dal dato di fatto che chi arriva a Sarzana si trova immerso in un caotico tessuto periferico senza qualità, e non ha percezione alcuna della città storica e delle sue dimensioni. Il progetto di riqualificazione della periferia ovest di Sarzana, la più colpita dall’assedio indistinto dell’edilizia senza qualità, ha lo scopo di conferirle nuova dignità urbana , darle un’immagine riconoscibile e distinta, un segno della buona architettura contemporanea. Discutiamo delle altezze, delle forme, delle collocazioni e dei “segni” estetici, ma smettiamo di definire “centro storico” o parte integrante di esso, una casuale aggregazione di strade, edifici e servizi senza dignità progettuale e senza immagine , che (questi davvero!) offendono e mortificano oltre mille anni di storia”.</em></p>
<p>Debbo dire – potendo usare le stesse parole dell’architetto Botta &#8211; ‘potrei sottoscrivere quasi tutto ciò che lei afferma, almeno nelle poche righe di cui sopra, e controfirmarle’.</p>
<p>Il problema è che sono sue parole queste, molto belle, mentre da parte del sindaco e dell’assessore all’urbanistica, dell’ing. Talevi e del consigliere Baudone non vi è alcuna apertura a discutere le altezze, le forme, le collocazioni e i segni estetici.</p>
<p>Il comitato non vuol mica fare piane da coltivare in Piazza Terzi, né romantici oliveti in Via Muccini.</p>
<p>Anche noi ci offendiamo un po’ quando voi confondete la nostra protesta con la battaglia contro la modernità (che peraltro non è né buona né cattiva, non siamo ai tempi di Marinetti).</p>
<p>Anche noi vogliamo cambiare il volto a quelle piazze e vie, e capannoni fatiscenti, discutendo appunto forme e altezze, che non tendano però rigorosamente a sfruttare volumetrie che sono state pensate da amministrazioni sicuramente più retrive e ottuse, (o se vuole con minor gusto estetico) e buon senso di quanto lei sembra oggi esprimere.</p>
<p>Invece credo, sapendo quanto lei sia persona attenta e colta, non possa retroattivamente non considerare come le precedenti amministrazioni abbiano favorito azioni speculative senza precedenti che costituiscono una grande ferita nel nostro territorio (Luni Mare, Marinella, eccetera).</p>
<p>Sono sorpreso. Parliamone!</p>
<p>Cordialmente Roberto Mazza</p>
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		<title>L&#8217;assessore Milano interviene</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dai quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[I Botta e Risposta]]></category>

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		<description><![CDATA[L'assessore Milano entra nella querelle: «Discutiamo delle altezze, delle forme, delle collocazioni e dei “segni”estetici è l’inciso ­ma smettiamo di definire ”centro storico” o parte integrante di esso, una casuale aggregazione di strade, edifici e servizi senza dignità progettuale e senza immagine , che (questi davvero!) offendono e mortificano oltre mille anni di storia». (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.sarzanachebotta.org/2009/03/lassessore-milano-interviene/' layout='default' show_faces='false' send='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div><p>Il Secolo XIX – 07/03/09  &#8211; (Alessandro Grasso Peroni)</p>
<div style="font-size: 12px; text-align: justify;"><strong style="font-size: 12px;">L’ASSESSORE ALLA CULTURA STEFANO MILANO</strong></div>
<div style="font-size: 12px; text-align: justify;"><strong style="font-size: 12px;"> </strong></div>
<div style="font-size: 12px; text-align: justify;"><strong style="font-size: 12px;">Il Comitato che contesta il progetto annuncia offensive per farlo fallire</strong></div>
<div style="font-size: 12px; text-align: justify;">IL &#8220;DAY AFTER&#8221; della presentazione al cinema Moderno del &#8220;Progetto Botta&#8221; ha lasciato una Sarzana attentissima a cosa significhi realmente questa variante alla riqualificazione di via Muccini. Prende la parola nel dibattito l&#8217;assessore alla cultura Stefano Milano, che piazza la sua di botta: «Discutiamo delle altezze, delle forme, delle collocazioni e dei &#8220;segni&#8221;estetici è l&#8217;inciso ­ma smettiamo di definire &#8221;centro storico&#8221; o parte integrante di esso, una casuale aggregazione di strade, edifici e servizi senza dignità progettuale e senza immagine , che (questi davvero!) offendono e mortificano oltre mille anni di storia». Conclusione alla quale Milano arriva ragionando sull&#8217; «approccio di alcuni che appare falsato da pregiudiziali legate alla mancata valutazione del progetto nella sua interezza, ed alla &#8220;ipocrita&#8221; concezione di un centro storico &#8220;diffuso&#8221; bello, ed intatto, molto lontana dal vero». Concetto quest&#8217;ultimo che nella sala blù del Moderno giovedì sera è riecheggiato ripetutamente. Da precisare che la riqualificazione si farà comunque, come ha sempre sottolineato l&#8217;amministrazione, perché se la Variante Botta non verrà approvata, c&#8217;è &#8221;titolare&#8221; il Prg di Gino Piarulli, che lo stesso governo cittadino e la cittadinanza, non ha mancato di criticare anche duramente in questi giorni. «Sarzana oggi, è il prodotto di innumerevoli operatori che nel tempo ne hanno mutato la struttura, senza assumere una fisionomia urbana definita, confrontabile con la sua dimensione storica», prosegue Milano, che, ricordandone l&#8217;evoluzione storica, pone come «nel corso della seconda metà del XIX secolo si verificano i primi strappi al tessuto consolidato». Ovvero «l&#8217;ospedale (1858) e la stazione ferroviaria (1863), opere seguite rispettivamente ad est e ad ovest da due grandi brecce nelle mura, innescando il processo di espansione esterna ­aggiunge l&#8217;assessore ­seguite al Canale Lunense e delle due centrali idroelettriche ». Ricordata l&#8217;opera sbagliata della copertura dei fossati di via Landinelli Milano chiude ricordando che «oggi il dibattito sulle nuove proposte non può che partire dal fatto che chi arriva a Sarzana si trova immerso in un caotico tessuto periferico senza qualità, e non ha percezione alcuna della città storica e delle sue dimensioni. Il progetto di riqualificazione della periferia ovest di Sarzana, la più colpita dall&#8217;assedio indistinto dell&#8217;edilizia senza qualità, ha lo scopo di conferirle nuova dignità urbana, darle un&#8217;immagine riconoscibile e distinta, un segno della buona architettura contemporanea. &#8221;Sarzana che Botta&#8221; risponde con il pensiero di Roberto Mazza, il portavoce. «Siamo contenti, non delusi ­afferma ­, forse abbiamo inserito qualche dubbio in più o consolidato maggiormente quelli preesistenti. Ora loro procederanno verso questo delirante progetto in cui neppure Botta crede. Nel senso che capisce benissimo che non é il contesto adatto. La vallata non é l&#8217;Asia (cui lui ha fatto riferimento parlando dei veri grattacieli rispetto alla nostra &#8220;torretta&#8221;) ne la lunghissima costa incontaminata di Atacama (deserto del Cile) dove la sua torre potrebbe servire egregiamente come faro». Ecco la &#8220;chiamata alle armi&#8221;: «Dobbiamo organizzare una lotta un po&#8217; più pesante, abbiamo bisogno di potenziare molto gli aderenti, non solo via internet, ma raccattati tra gente di qui, spiegando e persuadendo. Impegnarci ciascuno coinvolgendo amici e famiglie,conoscenti con locali pubblici che possano fare proseliti tenendo le liste di adesione sui banconi. Stiamo preparando manifesti con cui riempire la Provincia: ci autotassiamo per far volantinaggio. Prima di decidere altre misure di protesta dobbiamo fare un balzo in avanti raggiungendo 2000 iscritti. Solo la paura del voto e del &#8220;casino&#8221; li può ancora fermare»</div>
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