Sarzana, che Botta!

« Il fine di ogni associazione è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell’uomo: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione »

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789


Pista ciclabile, il Comune non avvia i lavori
A rischio 650 mila euro di contributi

Il 29 gennaio scorso il Ministero delle infrastrutture aveva concesso una proroga di due anni per completare la pista ciclabile prevista dal Piano Botta. A una condizione: che l’avvio dei lavori avvenisse entro sei mesi, cioè entro il 29 luglio 2019, e l’ultimazione entro i successivi diciotto mesi. Pena la revoca dell’intervento, cioè del finanziamento, già erogato e incassato dalle Cooperative genovesi oggi in liquidazione. Una deroga ministeriale davvero generosa, dal momento che il Comune il 28 novembre dello scorso anno aveva chiesto una proroga di soli quattro mesi per l’avvio dei lavori.

La pista ciclabile si ferma in via XX Settembre

Era necessario redigere un nuovo progetto, che variasse il percorso inizialmente previsto, dal momento che è tramontata la realizzazione dei palazzi previsti in piazza Terzi, in via Murello e nella parte sud di via Muccini, dove attualmente esistono solo alcuni scheletri di cemento armato. E dal momento che è saltata la strada prevista lungo la ferrovia tra il sottopasso di via Murello e il metropark per il mancato acquisto delle aree FS e delle case dei ferrovieri a causa del pastrocchio burocratico e finanziario nel preliminare di compravendita tra Comune e azienda trasporti, retaggio della giunta Caleo, portato alla luce grazie alla petizione del nostro Comitato sulla viabilità in città.
L’assessore Barbara Campi si è distratta
Pare che il progetto di nuovo percorso sia stato redatto e addirittura allegato alle carte inviate al Ministero. Ma il cantiere della pista ciclabile non è mai stato aperto. Insomma non abbiamo assistito ad alcuna cerimonia di posa della prima pietra!
Ora vorremmo sapere dalla giunta Ponzanelli, che si è lasciata sfuggire la scadenza del 29 luglio 2019 per avviare i lavori della pista ciclabile, se il Ministero ha già proceduto alla revoca del finanziamento.
Vorremmo anche sapere dal sindaco Cristina Ponzanelli e dall’assessore competente Barbara Campi quanto costerà ai contribuenti sarzanesi aver disatteso la precisa prescrizione del ministero. Il Comune dovrà restituire tutti i 650 mila euro concessi per la pista ciclabile o anche l’intero importo di tre milioni e mezzo di tutte le opere pubbliche del Piano Botta che hanno beneficiato di finanziamenti pubblici (sottopasso di via Murello, 33 alloggi a canone moderato e pista ciclabile)?
I cittadini sarzanesi che, grazie “a quelli di prima” e a “quelli di ora” devono mettere mano al portafoglio attraverso le tasse o i minori servizi hanno diritto di saperlo.

P.S. : Eravamo tentati di inoltrare anche su questo caso una petizione al Consiglio Comunale, distratto. Ma considerato che la petizione popolare su piazza Martiri, firmata da 582 cittadini, è stata discussa un anno dopo e alle due di notte, ci siamo risparmiati l’affronto.

 

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Data
lunedì, 2 dicembre 2019

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